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8 marzo.

 

 8 marzo

Ti voglio addomesticare per i festeggiamenti donnaioli ottomarzini e farti diventare una donna di classe senza la mimosa che tra l’altro puzza forte e ti fa’ venire male alla capa e senza visione di strip mascolini. A costo di prenderti a sberle dalla mattina alla sera per festeggiare. L’intelligenza non basta. E soprattutto non aiuta. Quello che manca all’antica figheria del borgo…anzi no cominciamo dal principio.. dalle aste, non quelle di Telemarket ma quelle che tracci sul quadernetto a righe formato scuola dell’obbligo. . Prima di tutto e’ importante essere belle dentro ed e’ inutile che tu tenga la radiografia che ti hanno fatto al pronto soccorso di Cirie’ come controllo. E poi non fra intendere..che c’entra l’anima ..non farti cattive idee… Belle sotto, intendo. Sotto i vestiti. Con un bel completino intimo. Il resto poi e’ tutto in discesa. Tu hai sempre pensato che se una cosa non si vede, tanto vale star li’ a perder tempo ad occuparsene. Una mutandina vale l’altra. Sbagliatissimo. Per la donna di classe, quella fighettona da sballo belenitica, l’intimo e’ un caposaldo e il pizzo una pietra miliare. Cosa farai mai?… A te povera i merletti fan venire la grattarola e ti fa’ capire che la relazione con l’intimo non e’ mica cosi’ facile e allora passiamo alla parte alta e intendo il reggitette. Inferno di ogni donna che si meriti questo nome anche prima e dopo l’otto di marzo. Se sei dinamica e proiettata a tutta birra nella performance, c’e’ il reggitette sportivo che trovi al Decathlon di Settimo Torinaise il Domyos a 5,95 eurini. Completamente elasticizzato. Bello, per carita’. Pero’ non regge. Spalma. Di due tette non te ne rimane neanche piu’ una. Solo un leggero spessore a livello del decollete’. Poi ci sono i reggitette fantasia. Di tulle, garza, retino per le farfalle. Quelli nascono molli e finiscono mosci. Sembran fatti di chewingumme. Son reggiseni senza carattere. Abulici. Seguono impassibili la discesa della tetta senza opporre resistenza. Non reggono neanche la durata. Due giri di lavatrice ed e’ come legarsi al petto la pelle del salame. Al contrario del push up. Il reggiseno che tira su. E su e su. A gorgiera. A canotto. Piu’ in alto e ancora su. Come cantava Renato Zero. E piu’ solleva e piu’ unisce. E sta’ scritto… la donna non unisca quel che il cielo ha separato o era frase diversa..boh. E invece su’. Col risultato di scolpirti sul petto un’unica monotetta. Col push up perdi il seno e ti ritrovi al suo posto un mostruoso siluro che spara sul davanti come un unicorno. Un cofano puntuto. Un imbuto da damigiana ma rovesciato. Se invece di seno sei sprovvista come la Sandrina quella passata sotto la pialla del sangiuseppe puoi sempre tuffarti tra le braccia di un reggiseno ad olio. Ripieno di cassora (piatto tipico longobardo desiderio del trota). Oppure con le coppe. Una destra e una a sinistra. Primo e secondo premio. A meno che non voglia farti sollevare il tutto dal reggiseno col ferretto. Che in realta’ e’ una putrella di ghisa che va ad appoggiarsi esattamente sulla piega della costola e lungo andare te la lima. E da ultimo rimane il classico reggiseno a balconcino. Che ti fa quel bel davanzale sul davanti adatto ad appoggiare vasetti di primule, ciuffi di mimosa e in estate anche il dondolo e l’ombrellone. Da un po’ pero’ sti balconcini hanno la ringhiera sempre piu’ bassa. Devi stare attenta. Se ti sporgi troppo finisce che ti ritrovi le tette al pian terreno e chi piu’ ne ha piu’ ne metta e lasciamo perdere la donna di classe e continua ad essere il cesso che sei e all’otto di marzo gaudisciti sta festa delle donne se ti senti tale.ehhm per la serie delle massime che diceva nonno mi e’ venuta alla mente questa..il sesso debole e’ piu’ forte del sesso forte in quanto il sesso forte ha un debole per il sesso debole..ma non e’ il mio debole. Au Ghuri e spolpati la mimosa.

Quando un elettorato incazzoso incontra un ostacolo mostruoso nasce un casino spaventoso.

osare

 

Questi esiti elettivi spero facciano riflettere gli Italiani che staranno alla porta per vedere se i politici OSERANNO fare una stagione di riforme senza rimettere la questione al popolo Italiano a tempi brevi.

 

Qui non occorre essere di destra o di sinistra e perdersi in congetture postelettorali, qui non occorre essere felici o frustrati dai risultati, qui non occorre seguire una politologica ma seguire un’analisi socio-antropologica non da pecora del gregge pizzamandolinoso.

 

L’affermazione di un movimento di incazzati che ha dei programmi leggermente lontani dalla democrazia ma che hanno avuto consensi da un corpo elettorale che significa uno su quattro persone, ovvero il vicino di casa, il tappezziere, il giornalaio, l’imprenditore, il disoccupato, la moglie, il cugino, l’amministratore, lo zio..insomma gente che non e’ attivista ma gente veramente incazzata, fa’ riflettere e fa’ paura in quanto hanno spinto avanti attivisti che dovranno prendere delle decisioni importanti, insomma sono quasi nove milioni di persone su posizioni di “appartenenza provvisoria”  come partito che non possono essere tacciati come dei fascisti, qualunquisti o populisti..sono persone che sono scese in piazza perche’ stufe dalla demagogia della destra, stufe dai tentennamenti del centro, stufe dalle balle retoriche della sinistra e che hanno paura del domani e faticano mettere assieme il pranzo con la cena..altro che la terza settimana qui siamo arrivati alla frutta saltando primi e secondi e molti la frutta la trovano nei contenitori..non quelli dell’ipermercato.. quelli della piazza.. questi circa novemilioni di certo non sono immobili nel nuovo partito di appartenenza, hanno solo detto..basta abbandonando la loro ideologia e hanno votato con la consapevolezza del loro voto di opinione, sia pure ancora molto grezzo ma legato alla loro protesta e se fra sei mesi si tornera’ a votare per la debolezza del partito o dei partiti i nove milioni diventeranno il doppio. Questa tremenda spada di Damocle impone scelte nuove, inedite, reali, fantasiose e soprattutto coraggiose.

 

Grazie al porcellum il pallino e’ in mano alla sinistra, ma non e’ la sinistra solita quella con importanti radici storiche ma e’ quella con idee legate alla classe operaia legata al secolo scorso anche se alcune diramazioni l’hanno portata a posizioni liberali e riformiste e che comunque oggi naviga in mezzo ad una confusione di posizione sia di sinistra che di destra in un clima veramente ambiguo e poco chiara.

 

L’unica cosa da fare. OSARE. Il risultato elettorale ha creato una situazione a cul de sac indiscutibile. Non ci sta’ una maggioranza e non e’ possibile costituirne una seria, credibile, accettabile. Questo e’ un dato di fatto. Ma non si puo’ dire, agli elettori incazzati, “Non ci piace come avete votato, adesso rifacciamo le elezioni e cercate di comportarvi meglio!”, se no il prossimo sara’ un governo monocolore, quello degli incazzati. E questo e’ un altro dato. Allora cosa dovrebbe fare il grande leader di sinistra, obbligato dai risultati elettorali a governare senza avere i numeri? Obbligato a fare delle proposte senza avere gli alleati in parlamento? Osare, Osare e Osare.

 

Osare quella stagione strepitosa di dieci riforme fondamentali che mai si sono potute fare o non sono volute fare e che un intero popolo bue vuole: — riforma elettorale vera (sperabilmente uninominale a doppio turno); conflitto di interessi; riduzione dei parlamentari e loro benefit e ridisegno del bicameralismo – riduzione privilegi grandi manager; abolizione Province; trasparenza totale atti parlamentari…

 

E poiche’ mentre si provvede a questo occorre che gli italiani lavorino e mangino: soluzione al credit crunch e pagamento alle imprese dei crediti pubblici (progressivamente, ma almeno iniziare); iniziative per il welfare e il lavoro compatibili con le disponibilita’ di cassa, che certo inizialmente non saranno ampie; riapertura, ragionevole e argomentata, del tavolo europeo (entro un confine di indiscutibile europeismo). Fare questo in un anno poi si’, allora, tornare tutti alle urne.

 

Forse che questi provvedimenti non sarebbero “di sinistra”?

 

Forse che non incontrerebbero il plauso dei rappresentanti degli incazzati? E forse non troverebbero parziali consensi anche nel centro dell’ex tecnico o in qualche settore della destra?

 

Non sono sicuro se questo leader sinistrorso sia capace di OSARE, ma ho chiarissima la sensazione dell’ora o mai piu’.Siamo talmente nella merda, siamo in una tale situazione di stallo, siamo talmente in balìa dei mercati, siamo talmente impantanati ed evito di usare ulteriore verbi escrementosi, che solo uno sguardo al di la’ dell’orizzonte, capace di spogliarsi degli abiti mentali stretti nella fazione di appartenenza , capace di far entusiasmare un popolo veramente incazzato, ecco, solo un nuovo atto di creativita’ politica puo’ farci tornare a galla. Questo leader che ci siamo ritrovati non sara’ il massimo, ma abbiamo lui sulla breccia; questo giro, in questa situazione, purtroppo e’ toccato a lui che deve smettere di smacchiare i giaguari e dimostrare alla Storia di essere uno statista.

L’importanza della virgola.

 

virgola

C’era una volta una virgola, con le palle piene dalla scarsa considerazione in cui tutti la tenevano. Persino i bambini delle elementari la prendevano per il culo.
Che minchia e’ sta virgola, dopo tutto?
Nei giornali nessuno la usava piu’, nelle chat non la cagavano, la buttavano giu’ alla membro di segugio o cazzodicane qualdirsivoglia.

Un bel giorno sta virgola disse ” basta “ durante una riunione dei G12, mi son rotta i pendenti.

Il Presidente Osbama, presa nota del travaso coglionesco della virgola, scrisse un breve appunto dopo una lunga chat su MSN col Presidente Sputin:
“Pace, impossibile lanciare i missili.”

e lo passo’ toutdesuite al Generale delle sforze armate.

Qui viene il bello…
In quel momento, la piccola, insignificante e trascurata virgola mise in atto il suo piano e si sposto’ (essendo bastarda).

Si sposto’ di una sola parola appena …  un solo saltino.Opp ..Opp..
Cio’ che lesse il Generale fu’:

“Pace impossibile, lanciare i missili”

….e scoppio’ la guerra mondiale.

Quindi succo del discorso tu devi fare attenzione alle piccole cose, sono il seme di quelle grandi e non mi riferisco  alla virgola che trovi sul muro dei cessi del motel dell’area di servizio quando manca la carta igienica.

Yesman.

 

leccaculo1

E brava la Fornero col suo choosy. I giovani quando escono da scuola devono trovare un’occupazione, ma non devono aspettare il lavoro ideale, devono attivarsi per entrare e poi migliorare magari diventando dei leccaculi o yesman. E che dire del preprecedente governo e del diversamento alto..non quello..quello ancor piu’ basso che quando diceva che Fannullone non e’ chi non va’ a lavorare perche’ malato. Fannullone e’ chi va’ sul posto di lavoro e non fa’ un cazzo. Questo tipo di fannullone e’ molto diffuso in tutta la pubblica amministrazione e al Ministero. Appunto.. cominciamo dalla Camera dei deputati o c/o il Senato della Repubblica.. e non parlo dei lavoratori dipendenti, ma dei senatori e deputati.. qualcuno mi dovrebbe spiegare che minchia di lavoro fanno per meritarsi tutti quei soldi che prendono e mo’ li dobbiamo pure votare.. e’ semplicemente vergognoso vedere in televisione che mentre uno parla, ad ascoltarlo vi sono solo due o tre persone, spesso anche leggendo il giornale e giocando a scacchi sgrillettando l’ipad.
Fannullone e’ chi timbra il cartellino o il registro di presenza, fa’ un giro intorno al suo tavolo di lavoro e se ne esce a fare la spesa, a prendersi un caffe’ al bar (cosa che molte sentenze hanno giudicata legittima), a comprarsi il giornale, ad accompagnare il proprio figlio a scuola, a controllare gli operai che stanno ristrutturando una propria casa o stanno facendo lavori in un proprio fondo agricolo, e magari a farsi una scopatina con un/a collega di un altro ufficio piu’ o meno vicino utilizzando macchina blu di servizio con autista incorpored che nell’attesa si fa’ cruciverba.
Responsabili di questi furti all’orario di lavoro sono i dirigenti, che chiudono uno o tutte e due gli occhi per non vedere, o peggio ancora non possono proprio vedere perche’ sono assenti pure loro. Di norma in questi casi, per evitare rischi, si ricorre allo stratagemma di firmare una richiesta di permesso breve, che poi viene strappata al rientro se non e’ successo niente. La durata dell’assenza puo’ andare dai pochi minuti all’intero orario di servizio. Esiste anche la possibilita’ che a timbrare il cartellino o a firmare, in entrata ed in uscita, sia un collega compiacente, che a suo tempo verra’ ricambiato. Ma queste cose Brunetta non le sapeva o non le vedeva considerata l’altezza.
Per poter svolgere queste attivita’ extra lavoro in orario di lavoro e’ necessario che vi sia una qualche intesa tra dirigenti e lavoratori, piu’ o meno palese, piu’ o meno concordata. E qui entra in campo il leccaculismo, l’arte di adulare i capi per fregarli. Ai leccaculi e’ concesso tutto, le malefatte dei leccaculi non vengono mai viste, i leccaculi non verranno mai richiamati, i leccaculi ottengono o si prendono tutti i falsi permessi che vogliono, i leccaculi non hanno bisogno di mettersi in malattia per non stare sul posto di lavoro. I leccaculi risultano sempre presenti e verranno anche premiati. Guai per chi non si adatta a fare il leccaculo, non ha diritto a niente, deve giustificare tutto, deve recuperare anche un solo minuto di ritardo, non ottiene permessi, non puo’ accompagnare la moglie o un figlio o un genitore in ospedale, non puo’ andare a festeggiare un figlio che si laurea. Anche la malattia, vera o falsa che sia, deve sudarsela cara; e’ immediata la visita fiscale; i servizi segreti del capo sono spietati per incastrarlo. Ma queste cose rasoterra Brunetta non le sapeva o non le vedeva o non le voleva vedere.
Chi non e’ leccaculo, e non ottiene un permesso o ha esaurito i giorni di permesso, per poter fare qualcosa di indifferibile per se o per la sua famiglia deve mettersi in malattia. E con buona pace di tappo Brunetta non puo’ essere definito un fannullone.
Un tipo peggiore di fannullone e’ chi va’ sul posto di lavoro e col suo comportamento arreca danni agli altri. Di questa categoria fanno parte tanti dirigenti, che provano piacere sadico a massacrare i dipendenti. Questi capi sono la causa di una delle piu’ gravi malattie dei nostri tempi.. lo stress o stalking qualdirsivoglia . Lo stress colpisce buona parte dei lavoratori europei pare uno su cinque e molta parte dei lavoratori italiani e qui siamo uno su 4 e mezzo perche’ noi ci distinguiamo sempre. Se ci si allontanasse di piu’ dal lavoro prima di essere colpiti dallo stress, prendendosi qualche giornata di malattia, anche solo come riposo, si farebbero risparmiare tantissimi soldi allo Stato e quindi a noi contribuenti. Ma queste cose metrogazzosa Brunetta non le capiva o non le voleva capire e mo’ chi votiamo? Con la consapevolezza di non aver mai inclinato il fondoschiena a novanta gradi al cospetto di nessuno e l’orgoglio di non dovere nulla ad alcun chi e alcunche’, vi consiglio di viaggiare sempre con la schiena contro la parete e di non raccogliere nulla da terra (se merita pero’ ci si puo’ fare un pensiero sopra)..e mi raccomando, mettetela giusta sta ics.

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New Proverbs.

neo proverbi

 

Chi troppo vuole, firma cambiali.

L’uomo propone e Dio indispone.

Tra due litiganti fatti cazzi tuoi.

Tra due litiganti non mettere il dito.

Tra moglie e marito, il terzo gode.

Tra moglie e marito..meglio la moglie.

Chi va’ piano va sano e viene tamponato lontano.

Chi va’ piano va sano e rompe i coglioni a me che rischio di esser tamponato.

Gallina vecchia, fa’ la plastica.

Gallina vecchia, si silicona.

Una mano lava l’altra e tutte due rubano l’asciugamano.

Si dice il peculato ma non il speculatore.

Chi tardi arriva male parcheggia.

Chi tardi arriva, esce per primo.

Meglio tardona che mai.

Meglio mai che tardi.

L’unione fa’ lo sciopero.

Can che abbaia vende milioni di dischi.

Can che abbaia, riceve calci nei coglioni.

Chi va’ con lo zoppo impara il twist.

Se son rose sfioriranno.

Chi muore giace, chi vive fa un telegramma.

Vivi e lascia convivere.

Tra il dire e il fare c’e’ una busta da dare.

Le bugie hanno le gambe corte ma vanno in automobile e al parlamento.

Lettera di una mamma al figlio Carabiniere.

 

carabinieri1

 

Caro figlio,

ti scrivo queste poche righe perche’ tu sappia che ti ho

scritto. Se ricevi questa lettera, vuol dire che e’

arrivata. Se non la ricevi, fammelo sapere, cosi’ te la

rimandero’. Scrivo lentamente perche’ so che tu non sai

leggere in fretta.

Qualche tempo fa tuo padre ha letto sul giornale che la

maggior parte degli incidenti capitano entro un raggio di un

chilometro dal luogo di abitazione. Allora abbiamo deciso di

traslocare un po’ piu’ lontano. La nuova casa e’

meravigliosa. C’e’ una lavatrice, ma non sono sicura che

funzioni. Proprio ieri ci ho messo dentro il bucato, ho

tirato l’acqua e poi il bucato e’ sparito completamente.

Il tempo qui non e’ troppo brutto. La settimana scorsa ha

piovuto due volte: la prima volta per tre giorni e la

seconda per quattro.

A proposito della giacca che mi avevi chiesto, tuo zio

Piero mi ha detto che spedirtela coi bottoni sarebbe stato

molto caro (per via del peso dei bottoni)…….Allora li ho

staccati. Se pensi di riattaccarli, te li ho messi tutti

nella tasca interna.

Tuo fratello Gianni ha fatto una grossa sciocchezza con la

macchina.. e’ sceso e ha chiuso di scatto la portiera

lasciando dentro le chiavi. Allora e’ dovuto rientrare a

casa a prendere il secondo mazzo di chiavi, e cosi’ anche

noi abbiamo potuto scendere dalla macchina.

Se vedi Margherita salutala da parte mia. Se non la vedi,

non dirle niente.

 

la tua mamma che ti vuole tanto bene.

P.S.: volevo metterti anche un po’ di soldi, ma avevo

gia’ chiuso la busta.

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15 febbraio – Quelli dell’anti San Valentino.

15

Come ogni anno a San Singolino dedico questo post ai cuori solitari per scelta…altrui ovvero a …

Quelli che sono stati appena lasciati e non ci stanno.

Quelli che ci starebbero anche, se solo trovassero qualcun altro disposto a stare con loro.

Quelli che fanno gli innamorati di riserva e da svariate festivita’ aspettano che lei/lui lasci il/la titolare.

Quelli che “io dell’amore non mi aspetto piu’ un cazzo” ma sperano ancora di aver detto una balla.

Quelli che non sanno che sapore ha un bacio, o non se lo ricordano piu’, e oggi mangiano troppi cioccolatini.

Quelli che se lo ricordano benissimo e mangeranno troppi cioccolatini lo stesso.

Quelli che “ma come cantava Baglioni, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo”.

Quelli che “ma fammi il piacere!”. E alzano la testa, cosi’, per controllare.

Quelli che la testa non la alzano piu’ (e non gli si alza piu’ la testa).

Quelli che a San Valentino, spenderanno 800 milioni di euro in fiori, peluches, messaggini telefonici e cene a base di carciofi e penseranno “dove minchia andremo a finire?”.

Quelli che …”se potessi tornare indietro” o “se riuscissi andare avanti” e intanto intralciano il traffico sentimentale.

Quelli che si sentono esclusi, sconfitti, diversi, incompresi, inadeguati e..soli…

Quelli che non sentono piu’ niente e, dopo averlo rincorso invano, adesso scappano dall’amore.

Quelli che tanto l’amore prima o poi li raggiungera’.

Quelli che l’amore lo cercavano lontano e si accorgono che era proprio lontano.

Quelli che trovano il surrogato qui mentre leggono il post.

A tutti i QUELLI sopraccitati e anche ai simpatizzanti non citati:

Buon San Singolino

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Buon San Va..lentino.

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San Valentino festa consumistica e’ alle porte assieme all’asteroide, mi sta sulle palle quanto la festa del papa’ della mamma, dei nonni, questa festa e’ gradita solo dal Fioraio della piazza e dai gestori telefonici e a proposito di telefoni se non avete idea quale SMS inviare eccovi alcune frasi prese da un vecchio post ma sempre attuali e chi sente la festa come sua potra’ servirsene a gradimento..
– “Eri fatta per me. Forse da qualcuno che voleva punirmi”.
– ”Le rose sono rosse . Le viole sono blu. Il nostro amore e’ morto, perche’ non muori anche tu?”
– Meglio 20 frustate oggi…che vedere una volta il tuo viso domani….
– Un bacio tira l’altro e ti ritrovi in sala parto.
– Sei utile come un culo senza il buco…
– I tuoi silenzi sono piu’ intelligenti delle tue parole.
– Sei come una soffice nuvola in un cielo azzurro se te levi dar cazzo esce una bella giornata.
– Sei come le mie mutande… sei sempre avanti alle palle..
Ma siete ancora senza idea.. e allora giu’ secchi..eccone altre:
– Sei cosi’ brutta che se madre natura ti vedesse direbbe “ecco dove e’ finita la carta igienica”
– Se esser scema fosse un mestiere tu avresti una ditta e molti dipendenti!!!
– Sei come il sole, non ti si puo’ guardare per piu’ di 30 secondi.
– Hai la faccia da turista con la diarrea, bloccata in un ingorgo stradale, di domenica pomeriggio con 40 gradi all’ombra!
– Sms? ” T.V.U.M.D.B. ” ” Ti Voglio Uccidere Mentre Dormi Bastarda ”
– Sei come un coltello svizzero… rompi i coglioni in 36 modi diversi.
– Non ti mollo una pizza solo perche’ la merda schizza..
– Stare assieme a te mi son reso conto che la vita e’ una tempesta ma prenderlo nel culo e’ un lampo…
Invece di arrabbiarti..pensa a vendicarti dai..via col tango..
buon San Va..lentino.

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Risata.

 

 

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Il riso fa’ buon sangue.. ne ho mangiato mezzo kg con i funghi porcini della Trattoria della Nonna e chissa’ se l’igmk al 4% di tre anni fa’ si sara’ abbassato, boh lo dira’ l’autopsia.. meglio mai che tardi cmq..a parte tutto e tralasciando quelli di buon sangue che abitano a Vercelli nelle risaie che hanno bloccato gli austriaci che stavano facendo strudel di savoiardi nella prima guerra d’indipendenza, sto’ leggendo un breviario medico sulla Gelotologia ovvero lo studio di una spontanea e buona risata e degli effetti positivi sull’organismo grazie a quell’inconfondibile sensazione liberatoria a livello di tutte le funzioni corporee, quindi se sei stitico..niente lassativi, niente lampascioni, niente pillole della marchi uanna  ma una buona serie di risate e il tuo wc sara’ li pronto ad accoglierti ed a farti usufruire dieci piani di morbidezza isole comprese.

Bei consigli davvero.. si ma l’eccessiva offerta della risata, attraverso le tante le tante forme della comunicazione, non giova alla qualita’ della comicita’ e dell’umorismo. Certe persone sostengono che la comicita’ sia un fatto tecnico, un uso ben architettato del mestiere di attore o scrittore. Ma cosi’ la comicita’ scopre il suo limite, perche’ e’ generata da meccanismi tecnici tipo il governo appena mollato e non da un approccio a quanto vi e’ di umano, di contradditorio o di paradossale delle cose e delle persone ed e’ quello che solitamente faccio nei post, far ridere o sorridere non basta, bisogna attraverso il ridere, accompagnare chi legge nelle pieghe segrete della vita, del tipo riso amaro di Pirlandello o anche di certi emergenti attori sudisti nostri. Ad oggi la comicita’ si tiene lontana dalle fonti di sofferenza e ripudia attingere a problematiche sociali, un poco come nel rigoletto che buffone di corte deve far ridere a richiesta del suo padrone o signore che gli dice.. fammi ridere testa di c..  buffone da non confondersi col baffone che fa parte di altre risate.
L’epoca nostra e’ proiettata verso un’allegria che concede ben poco ai mugugni e alle riflessioni dei drammi sociali. E a pensarci bene..la risata e’ un momento liberatorio, una fuga dalla dalla realta’. Ecco perche’ non vado molto per il sottile e cerco di catturare in chi mi legge la qualita’ della risata.. chi legge non deve ridere come un pirla, deve svagarsi e alleggerire la serieta’ dei propri pensieri..la risata e’ secondaria e possiamo anche concedere le varie frasi che scrivo e l’importante e’ che non debba seppellire nel turpiloquio o linguaggio scurrile di bassa estrazione..io mi domando che cacchio ho mangiato per scrivere cosi’. Perso il filo..ahhh stavo scrivendo che.. il lettore vuole ridere, e’ depresso a furia di vedere Monti e Imu finita per agevolare le Banche e vuole dimenticare le tristezze e gli sgomenti per le profezie che si stanno avverando, magari per qualche minuto e stare nella nuvoletta prima di ricadere sul terreno duro e aspro della vita col sottofondo delle musiche del festival dell’unita’ di Sanremo.  Va bene tutto ma pero’ a voler far ridere a tutti i costi..non paga.. alla distanza.Una frase puo’ sucitare ilarita’ se e’ scritta in un certo modo.Se cambio una virgola o un aggettivo, non funziona piu’.Non so il perche’ non funge piu’, vado ad orecchio, ma uno che va ad orecchio, che non ha regole precise cui affidarsi, vive sempre col patema che questo orecchio o un giorno non ci sente o ci sente male e se qualche volta questo orecchio e’ in vena e ci esce qualcosa di buono e’ piu’ uno svantaggio che altro. Perche’ chi legge si abitua bene e diventa esigente. E se qualche volta e spesso scrivi cazzate ti dicono che hai perso lo smalto.  Chi scrive puo’ deformare l’ immagine e quindi da comico diventa buffone ..e mi domando..ma conviene dire cazzate se poi di riflesso diventi  buffone per non dire un vocabolo piu’ offensivo? Bah.. fine della riflessione del martedi’ pieno di sole’ e vado in cantina a prendere della grappa perche’ vedo che la buta e’ evaporata troppo in fretta, sara’ colpa della genziana che assorbe molto o del peperoncino, chissa’chilosa’… ho tentato di fare un post semiserio ma agli effetti non lo e’.. e come dissi il Luigi..il Pirlandello …cosi’ e’ se vi pare.. f.c.a.t.

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Pallaudio.

pallaudio

 

Si Evince ed Eperde dal titolo … Ovvero come dire le bugie asseverate con l’ausilio della tecnologia e tutto questo e’ dovuto alla fottuta e benedetta raggiungibilita’. La perversa capacita’ di rendersi rintracciabili e di poter rintracciare chiunque, sempre e comunque, e’ da tempo una delle forme di umana onnipotenza piu’ infide e, di conseguenza, piu’ ambite e sto’ parlando del cellulare. Il disegno del corpo umano ha come estremita’ dell’arto un telefonino, ormai fa’ parte del nostro corpo, dovremmo avere tre mani di cui una con il pollice pronto sul tasto di ricezione. L’esca d’altronde era troppo ghiotta. Siamo stati arpionati tutti al primo colpo. Telefonami ovunque, dappertutto. Sempre con te, sempre con me. Se sei raggiungibile, allora esisti. Se sei vivo, dillo con un trillo. Coglioni, connessi, contenti e cazziati. Cosi’, nella breve ma intensa storia del rincoglionimento collettivo, una piccola onnipotenza del genere, sommata alla perversa capacita’ delle nuove tecnologie di generare ogni tipo di inganno, hanno concesso alla telefonia cellulare una dirompenza senza precedenti. Molto bene, e adesso vi dico il mio perche’, molto assai tuentineinoso pieno di assenza contenuto della scatolosa cranica.
Ora che la telefonaggine si e’ accessoriata ben oltre l’immaginabile non resta che tentare di perfezionare il suo scopo piu’ subdolo ed esclusivo, diventato ormai necessario ed insostituibile. Cioe’ una smisurata capacita’ di mentire di dire palle. Quelli della mela morsicata, che fanno computer e accessori irresistibili, che hanno l’occhio lungo e l’orecchio lunghissimo, non sapevano piu’ che cazzo inventarsi. Con il loro nuovo e fichissimo telefono fra le mani, come riuscire a fingere meglio e di piu’? E come farlo, soprattutto, con la scusa di restituire all’idea di privacy una nuova verginita’? E sto parlando del..tatattaaaaaann.. PALLAUDIO versione 6. No, niente a che vedere con Palladio, il rinascimentale architetto padovano. Pallaudio, come l’unione di PALLA e AUDIO. Un po’ come dire ..palla (bugia) uditiva .. L’etimologia del nome non e’ chiara, ma e’ bello pensare che quelli della mela col morso, coerentemente, si siano inventati il nome pensando a questo. Ad ogni modo, questa applicazione consiste in cio’ che il suo nome sembra dichiarare… la possibilita’ di aggiungere un finto sottofondo alle telefonate per dare al proprio interlocutore l’impressione di essere altrove. Quando non si sapra’ piu’ che palle inventarsi, niente paura. La ricca libreria di suoni Pallaudio sara’ a disposizione per allestire sul momento bugie un po’ piu’ credibili del solito. Ti chiamano mentre sei dove non dovresti essere? In un’ insolita situazione, in un’insolita riunione, in un insolito letto? Come coadiuvante a tiepide frasi di circostanza potrai scegliere fra sottofondo aeroporto, bosco mattutino, cantiere, centro commerciale,  cesso, temporale, traffico nell’ora di punta, treno in corsa. E risultare sempre credibile e raggiungibile. Io fingo con te, tu con me. Una volta io, una volta tu. Oppure insieme. Io sono qui, ma sono la’. E tu? Chissa’. Per nuovi, infiniti e finti dialoghi tra sordi diffidenti, scaltri ma contenti. Che si ascoltano poco e male, pur sentendoci benissimo. Ma fai attenzione che a sbugiardarti c’e’ il GPS con relativo Friend Localizer, un software per dispositivi Windows Mobile in grado di centrarti utilizzando le mappe del Google Maps e mo’ t’ho detto..vedi un poco tu..

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