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indecisione.

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Da che mondo e’ mondo, esiste la differenza tra i sessi nell’alienare le proprie cose, si apre un fronte interfamigliare tra il mascolo che non butterebbe via na mazza e la femminuccia che geneticamente affiderebbe l’intero contenuto degli armadi al camion del raccoglitore monnezza differenziata.. per poi poter dire..Vedi, non ho nulla da mettermi e qui per parcondicio metto la old vignetta-satira al femminile del dubbio amletico per le vestimenta serali.

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Occorre ammettere che per le donne la scelta degli abiti da cestinare e’ molto piu’ facile.. dieci minuti dopo essere stato pagato con la firma di 3 etti di cambiali senz’osso, l’abbigliamento femminile e’ gia’ irrimediabilmente fuori moda. Senti discorsi del tipo…Ehi Giuseppa, perche’ alla festa di Antonella non metti il tuo tubino nero che ti sta’ da dio e mette in evidenza tutti i panettoni che ti sei ingurgitata nelle recenti feste?.. Azz..Ma sei fuori? L’ho comprato un anno fa’ e l’ho gia’ messo al matrimonio del tuo amico Dario.. la gente pensera’ che io abbia un solo vestito!  Azz..Guarda che Dario si e’ sposato a Friburgo con una ragazza Australiana e noi eravamo gli unici Italiani invitati.. chi cazzo vuoi che lo abbia visto il tuo tubino nero!

..Ma sei proprio un troglodita tagliato fuori, a te vanno bene anche gli slip usciti rosa dalla lavatrice! Di sicuro avranno messo le foto del matrimonio su Facebook no?…nonso3

Sti cazz, lo avevo dimenticato sto facebucche del put.. con la disoccupazione che cresce, la crisi mondiale che avanza e l’Europa che affonda assieme alla borsa e ai soldi miei, la gente ha una sola grande preoccupazione.. andare su Facebook per capire quale vestito portava tua moglie al matrimonio celebrato a Friburgo tra Dario di Borgaro e Ann di Perth.

 

 

Ma ne convenite che la moda maschile assomiglia invece ai piani quinquennali sovietici. E’ dall’ultima guerra che mi compro giacche e abiti e ho assistito all’inesorabile ciclicita’ dei bottoni.. cinque anni di giacche a due bottoni (quelle della crociera), poi altri cinque di giacche a tre bottoni (quella del matrimonio di Donatella), seguiti da un nuovo quinquennio di due bottoni (quelli della cresima di Sara) e cosi’ via. Ecco perche’ ho cercato con tutte le mie forze di oppormi all’eliminazione del mio vestiario acquistato ancora in lire alla fine del secolo scorso.. sono certo che tra qualche mese rivedro’ quegli stessi abiti sulle pagine di Vogue. Alla fine pero’ l’ha spuntata Lella, la quale mi ha fatto notare che quando lei mi ha conosciuto, io portavo una taglia 48 e che oggi mi avventuro nei territori della 52 pianta larga.. e’ proprio vero, l’11 settembre e l’euro hanno cambiato tutto! Cosi’ mi sono deciso a collocare nel contenitore degli indumenti usati i miei abiti all’ultimo grido per fare spazio alle sue vestimenta. Ora pero’..sfiga nella sfiga si pone un problema.. a causa dell’iper movimento dei tre mesi di ferie con nuotate a non finire e guerra con polipi, sono dimagrito di qualche kg e sono tornato alla 48 taglia mezzasega, quindi rivolgo un appello agli operatori della raccolta indumenti.. se trovate un giacca firmata Pignatelli, seminuova, con la tasca interna destra macchiata da penna indelebile e leggermente  scucita, telefonatemi.. occhio che se risponde una voce femminile dovete dire che e’ per un sondaggio sui telefoni.

Insomma..il fatto di  buttare via roba “inutile”per me e’ un aggettivo riferito solo agli uomini politici o alle zanzare, ed e’ di difficile applicazione. Sono forse inutili le tende da balcone che i vicini ti hanno costretto a togliere perche’ hanno perso il blu originale e sono diventate color grigio topo malato? Nient’affatto.. il giorno che mi decidessi a dare il bianco in salotto sarebbero utilissime per coprire i divani quindi no buttare ergo posizionare in cantina in attesa dell’evento. Miiiii e che dire delle mollette di legno senza piu’ la molla? Niente buttare, naaa! Se un domani mi servisse un cuneo per fermare una porta che sbatte basta cercarle nel cassetto posizionate nella scatola di latta dei biscotti con scritto «mollette rotte» che andrei a cercarla.. sempre ammesso che non ne trovassi alcune nel ripostiglio nella scatola che conteneva il prendipolvere con i confetti della cresima di Sara con scritto «piccoli cunei di legno per usi vari». Ma so’ che inesorabilmente finiranno nella differenziata e quello e’ un bel problema.. qui nasce una riflessione attorno alla domanda ricorrente sugli smaltimenti… e questo dove cazzo lo butto? L’Amiat ci propone una visione del mondo semplificata, quasi manichea, dove le cose sono o di plastica, o di vetro, o di legno, ma la realta’ e’ piu’ complessa, molto complessa assai. Gli oggetti sembrano sfidarti continuamente. ..E me, dove minchia mi butti? Pare domandarti il vecchio bastoncino da sci che hai in garage. E allora ti accanisci su di lui.. stacchi la manopola di plastica dal bastone d’alluminio (si’, quelli di canna li ho buttati antedifferenziata nel 65), separi il cinturino di pelle e la rondella, ancora di plastica ma morbida e quindi riciclabile. L’operazione di differenziazione ti ha richiesto piu’ o meno una ventina di minuti, se li moltiplichi per tutti gli oggetti che devi eliminare, capisci che sarai pronto quando la finanziaria permettera’ il pensionamento del Mario prossimo esodato.

Alla fine carichi tutto sulla macchina e confidi nell’aiuto degli addetti all’eco-centro di Via Piemonte 25 che suppliscono con la cortesia alle carenze organizzative e alle  rigidita’ dei callcenter numero verde 800.401.692 al servizio del cittadino che interpellati per aver un aiuto telefonico su cosa potevo fare dei miei cento chili di giornali che avevo in cantina, considerato che tutti i raccoglitori esterni erano traboccanti .. avevano risposto..faccia come dice il suo Amministratore, li lasci in cantina e li deponga quando vede che i contenitori esterni sono vuoti.. Sti cazz e io mi devo mettere di posta al controllo degli scarichi per poi partire alla mennea per poter arrivare prima del biscottaro che li riempie tutti ed avere l’accesso al contenitore..quindi ne approfitto di questo post e a tutti gli addetti all’eco-centro, che mi hanno aiutato a gettare oltre alla carta anche gli oggetti piu’ diversi e a separarmi dagli affetti piu’ cari, un grazie di cuore…e per favore..trattatemeli beni..mi raccomando.

ParcoNdicio.

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Pare che le quote rosa siano abbastanza abbondanti nella nuova composizione al Monte e al Citorio. Diciamo che sono parole spese per accattivarsi i voti delle discendenti di Eva, ma pero’ sorge spontaneo dire  due paroline in difesa di queste povere donne che vogliono varcare la soglia del Citorio e anche del Monte. Le donne si considerano come la spuma dello champagne mentre noi siamo tacciati come il fondo sabbioso del barbera annata 68 e non dico il Quintarelli ma un barbera sbarberato, almeno fosse quello della tenuta Fiamminga del Beppe di Ciocaro. Vabbuo’ saltando di frasca in palo..lasciando perdere il Parlamento io vorrei che qualcuno mi spiegasse questo fatto..perche’ nei saloni dell’automobile, nei motorshow, c’e’ sempre una perversione che e’ quell’usanza di mettere delle belle gnocche sdraiate sui cofani delle macchine. C’e’ una spiegazione logica? A cosa cavolo servono? Forse passavano tutte di li’ per caso dopo il vespro delle cinque e per un malore si sono appoggiate un attimo con le tette sui fanali? Ogni stand c’ha come minimo 2 o 3 sbarbate con la minigiropassera e scollature che se guardi dentro vedi perfino di che colore hanno le mutande e il tatuaggio sulle caviglie. Due o tre prischelle sedute sui sedili,  in bilico su una chiappa con le gambette inclinate ogni tanto… zaaach… apertura breve con scorcio di slip. Allora. Io capisco che noi discendenti di Adamo siamo dei cretini e che tira di piu’ un  pelo di passera che un carretto di buoi. Per carita’ ad onor del falso.. ci sono certi ominidi che come vedono una coscia,  il loro cervello chiuso per ferie o pausa pranzo, fa’ un passo indietro nell’evoluzione della specie. Se poi la coscia ha l’autoreggente coi diamantini, questi esseri tornano anfibi e ritorna la serie del paradiso terrestre serpente e mela incorpored.

L’occhio del neanderthaliano inguaiatopassera pare senza palpebra, come quello di Amadeus. Non sbatte piu’. Resta fisso e ruota solo come quello dell’iguana tetrapodo. Pero’ vorrai mica dirmi che un’auto la si compra  di piu’ se di fianco c’e’ una Belen che si sfrega i polpacci sui cerchioni 16 pollici pianta larga? Significa essere incommensurabilmente dei pirla? Appena appare una vulvimostrandola, si accende un neon nel cervello Darwiniano che lampeggia. Gnoc-ca gnoc-ca gnoc-ca. Come le luci di emergenza insomma. Capisco ancora se fosse allegata alla car e te la dessero con gli optional. Tu prendi la vernice metallizzata, il tettuccio apribile,il sedile riscaldato con vibratore incorporato e.. la gnocca bionda con 2 gambe a trazione anteriore, air bag posteriore e anteriore gia’ esploso, facile inserimento della leva del cambio e labbra a canotto d’emergenza. Ma quelle cari miei non sono dinamiche, sono statiche. Non e’ che vengono via nel pacchetto opzioni in regalo. Che poi in quei saloni li’ non c’e’ neanche un po’ di originalita’. Sempre stangone di due metri con due airbag cosi’. Ma scusa..se stai vendendo la Smart cerca di piazzare una fighina tipo una sarda da un metro e una gazzosa… Sei un commerciante di usato sicuro? Tira fuori una bella nave scuola sui sessanta ben portati, botulinata al punto justo. Ma io ora mi chiedo. Passi per noi maschi che siamo dei pirla, ma voi sbarbate perche’ dovete passare il tempo a sorridere a dei pirla che godono davanti a dei cerchioni in lega da 16 pollici pianta larga? Solo perche’ vi pagano? Allora solo perche’ vi pagano potete fare tutto? Bueno, andate a leccare le vetrine quando inaugurano i negozi… E se uno poi ti chiede che lavoro fai tu cosa minchia gli rispondi? Mi siedo sui cofani? Tengo le poppe appoggiate sui vetri delle macchine, ma sto’ studiando per diventare culospecchista, quella che col sedere piega gli specchietti laterali e, laurearmi poi in bigologia all’accademia di Bockinawa. Io ve lo dico. Ragazze. Se proprio volete sfregarvi contro qualcosa, se sentite che avete quel talento li’,  piuttosto che i saloni dell’auto andate pure a Montecitorio e non importa se non rientrate come onorevoli nel movimento a five stalle o scelta incivile per i Monti. Secondo me se vi strusciate contro un onorevole e non contro una portiera avrete un futuro decisamente piu’ assicurato, Ruby docet e alla fine della giornata anziche’ l’odore di plastica Marchionnese che hanno le macchine nuove avrete un retrogusto plasticale condom..iniale.

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Littizzetto Docit.

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E’ partita la campagna elettorale. Un risiko demente dove tutti si alleano con tutti e a me gia’ sale una pragmatica sensazione. Certo che elezioni cambiano le persone. Persino Mont Blanc non lo riconosci piu’. Ma hai sentito che ha candidato la Vezzali? La Valentina Vezzali, la fiorettista. Ma come? Da un anno sei li’che organizzi la sfilata dei professoroni, dei premi Nobel per l’economia, se uno non ha almeno tre lauree non gli fai fare neanche l’usciere al ministero, e poi candidi la cadetta di Guascogna? Che tra l’altro ha gia’ dichiarato che per salire in politica non ha intenzione di scendere dalla pedana? Eh certo. Se c’e’ da votare una finanziaria e lei e’sulla pedana cosa facciamo? La tiriamo giu’, per il cordino, per il passante che ha dietro?

Ma allora candidiamo anche Zorro. Anche lui lottava contro i malvagi…E Rex? Chi e’ che candida Rex? Se vai a vedere qualche competenza ce l’ha anche lui…Ha fiuto…per dire…Facciamolo ministro degli esteri… Ma la Vezzali e’ esperta di politica? Al limite sa qualcosa dei Kinder cereali. Allora io voto Banderas per amore delle fette biscottate. E il partito democratico uguale. Han candidato la Josefa Idem. La pagaista. Stefania Craxi ha candidato Moggi, e Mont Blanc ha risposto al fuoco candidando la Minetti. Non Nicole, l’altra. Annalisa. Quella bella, che canta, ha fatto Miss Italia e l’atleta paraolimpica,che sicuramente sono tutte cose della societa’ civile ma non ce n’e’ una che c’entri… Strano che a nessuno sia venuto in mente di candidare Schettino che nel Transatlantico avrebbe anche un suo perché. Nel frattempo il governo ha approvato l’acquisto di due sommergibili militari U-212 che pagheremo in comode rate, da 170 milioni l’anno, perche’ sti due sommergibili costano la bellezza di 2 miliardi…queste due supposte lunghe venti metri han gia’ il loro alloggio. Indovina dove? Tra le chiappe nostre, di noi cittadini.

Ma se non abbiam piu’ neanche le barelle negli ospedali, che le dobbiamo prendere dalla ambulanze che cosi rimangon fuori uso, e noi spendiamo 2 miliardi di sommergibili? Cosa ce ne facciamo? Trasportiamo i malati in ospedale via mare dentro sti siluri a saldatura stagna? E’ come se una massaia che non arriva a fine mese si comprasse una borsa di Gucci. Prima abbiamo comprato i caccia F-35, 12 miliardi… adesso 2 miliardi per i sommergibili… a questo punto, dobbiamo ammortizzare la spesa… invadiamo la Svizzera… Partiamo dal lago di Como, apriamo le banche, ci riprendiamo o soldi degli evasori li carichiamo sui 35 cacciabombardieri e bombardiamo di biglietti da cinquecento dove c’e’ bisogno, dal Sulcis a Taranto sull’Ilva. E anche Mirafiori va. Finito con va.

NO:

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Forse non vi ricordate come sono fatto vero?
Bene allora ve lo ripeto il mio NO e ci sta’ pure una canzone di Shakira.
No se puede vivir con tanto veneno,
La esperanza che me dio tu amor
No me la dio mas nadie,
Te lo juro, no miento,
No se puede dedicar el alma
a acumular intentos
pesa mas la rabia que el cemento.
Io sono nato cosi’ con questa genetica predisposizione al NO.
Non so’ perche’ ma al consenso preferisco il dissenso.
Il NO mi piace. anche il gesto che lo accompagna.
Scuotere la testa di qua e di la’, soprattutto quando esco dall’acqua di Casalcoso col polipo attaccato al braccio, mi da’ tanta soddisfazione e mi fa’ godere australmente come un selvaggio.
E poi mi piace pronunciarlo, il NO. Perche’ li’ in mezzo, tra le pieghe di quella sillaba nasale, ci sta’ dentro un sacco di roba e ti riempie la bocca.
Il rifiuto per esempio. Il nossignore. Il levatelo dalla testa. Che non e’ mica roba da buttare via. Perche’ il rifiuto e’ sempre differenziato.
C’e’ NO e NO, insomma. E la maggior parte del NO e’ riciclabile. Da una raccolta paziente di rifiuti possono nascere nuove cose. Insoliti modi di pensare, per esempio. Strade diverse da percorrere. Persone nuove da conoscere, capire, amare.
Il NO e’ anche dissenso. Pensiero difforme. Che spesso si fa’ conflitto. Ma anche dibattito costruttivo, almeno cosi’ la penso io e mi basta poi voi pensatela come volete.. chissenefutte, non mi scalfirete piu’ di tanto.
Mi fanno paura le coppie che non litigano mai. Bisticciare, credetemi, e’ sano senza venire alle mani naturalmente, usando forse il coltello, ma no.. Sono convinto che alzando la voce e caricando i toni si crei dell’energia propulsiva che fa’ andare avanti la coppia. e poi vuoi mettere il piacere di fare la pace? Chi non litiga non sa’ cosa si perde. C’e’ anche il NO purissimo della disobbedienza. Quello bello dei bambini. Che dicono no per puro spirito di contraddizione. E magari ci aggiungono pure un ..merda.. proprio quando i genitori vogliono far bella figura con gli amici.
Poi ci sono i NO che ti vengono fuori perche’ sei incazzato…Guarda, oggi ti dico di no perche’ c’e’ vento e sono con le palle in giostra. Ma se me lo chiedi domani puo’ essere che ti dica di si’. Soprattutto se c’e’ il sole….
E anche i NO della sincerita’. Quelli che si usano per dire le cose come stanno…Vengo anch’io?… NO tu NO. ..Vengo anch’io?.. NO tu NO… E perche’?.. Perche’ NO. Perche’ mi stai sul culo, guarda. Non ti reggo. Preferisco dirti le cose come stanno invece di fingere benevolenza. Vacci con chi cazzo vuoi a vedere le bestie feroci. Non con me, io mi basto.
E’ che il NO da’ liberta’. Non si puo’ morire dentro, aspettare di diventare tutti verdi come Hulk fino a farsi scoppiare i bottoni della camicia.
Con il NO, poi, iniziano tante parole importanti. Il NOnostante, per esempio. Che ti fa tirare avanti e chiudere un occhio. Il NOumeno, che e’ l’essenza delle cose. Il NOcciolato che leva le malinconie e fa crescere i brufoli e la pancia, la NOvita’ che da’ gusto alla vita, il NO profit che da’ senza pretendere, il NOn ti scordar di me della nostalgia e il NOn essere dell’essere.

Finita cosi’ con un bel NO. Punto. Stop.
Anzi sapete che faccio? Do’ retta alla stirpe del mio cognome e mi autocombustioNO.

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Stacketestackete..

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Questa e’ una storia irreale che avevo postato qualche tempo fa’..raccontata da.. da.. ve lo dico dopo alla fine del post e intanto vediamo se lo scoprirete prima voi il personaggio che segue..shhhhhhh ascoltate….e lasciamolo parlare…

Vado?

Vai vai.. chunta su’..

Bah che posso dire..la  mia vita non e’ granche’. Mi hanno implaccato  nel muro, non esco mai di casa. Devo dormire di giorno e lavorare di notte, ma c’e’ sempre qualche pirla che mi sveglia anche di giorno. Avete presente quelli che prima di uscire di casa premono i due pulsanti, quello della luce scale e il quello che apre il portone? Non li ho mai capiti.. e’ pieno giorno, che cazzo stai a sprecare tutta quella corrente proprio ora che siamo in tempo di crisi con quel che costa l’energia anzi a proposito del mercato libero con  Enel Energia che ti ha inculato con la bioraria aumentando quella di giorno del 40 per cento.  E poi scusa ma il pulsante del portone, cosa minchia lo attivi a fare, che quando esci dovrai comunque aprirti la porta da solo… Ah, giusto, cosi’ facciamo un piacere all’ albanese castigatore, il pulitore di appartamenti nel senso diversamente igienico.
Di giorno passo molte ore sveglio, ormai comincio ad avere l’insonnia legata all’eta’. Sorrido guardando la ragazzina del terzo piano, di dodici anni, che fa’ gli occhi dolci al garzone del tappezziere. E il ragazzetto di quattordici, che ha trovato l’angolo giusto dove nascondersi per poter guardare da un’angolazione particolarmente favorevole le ragazze che salgono le scale… Ma queste sono attivita’ innocenti, diciamo “diurne”.

Con il buio la vita diventa moooolto piu’ interessante, ma i problemi aumentano. Una delle lampade che accendo mi manda la luce direttamente negli occhi, quindi non solo ho un soprassalto quando mi attivano nel cuore della notte, ma rimango pure accecato per un po’; poi, quando mi spengo, mi devo riabituare al buio… i miei occhi cominciano ad avere qualche problema con tutti questi sbalzi di luce!

Se solo certi mariti venissero a chiedermi con chi si strusciano le loro mogli, nel pianerottolo all’ultimo piano… e viceversa, naturalmente. Poi ci sta anche la tipa del quinto piano che ha un legame molto particolare con l’autista di scarpe e scarpe del palazzo accanto… Pero’, diciamocelo, dopo anni e anni queste storie mi annoiano, so gia’ prevedere i baci, le carezze; in qualche caso gli schiaffi e i “come ti permetti”.

Ieri notte pero’ e’ successa una cosa per cui non mi do’ pace. Sento la ragazza di vent’anni del terzo piano entrare di corsa dal portone e salire i gradini tre alla volta, poi inciampa e cade. Dietro di lei sento degli altri passi, concitati. La ragazza preme il pulsante, io mi attivo, sono accecato dalla luce di quella cazzo di lampada… quando finalmente ci vedo qualcosa la ragazza e’ stesa sugli scalini, svenuta, e del suo inseguitore non si vede nemmeno l’ombra.

I caramba non sanno in che direzione cercare, la ragazza dice che l’assalitore non lo conosceva, ma mi sa’ che non dice la verita’. Ho paura che si stia mettendo proprio nei guai… e ora sono qui a chiedermi… se dovesse succederle qualcosa di ancora piu’ grave e io di nuovo non fossi all’altezza della situazione, ma si diamoci un taglio, la mia ora e’ arrivata?

Ho deciso di guastarmi in maniera irreparabile, hanno gia’ chiamato l’elettricista per sostituirmi con un modello piu’ moderno. Almeno passo la responsabilita’ a uno piu’ giovane. E poi sara’ un modello elettronico, che non fara’ tutto quel rumore che faccio io stacketestackete…e le telecamere faranno il loro dovere di Grande Fratello, addio bacetti, addio scale.. e’ l’evoluzione e se non l’avete ancora capito

IO SONO L’INTERRUTTORE (col dono della parola, anzi..dello scritto).. e buona corrente a tutti. 3 . 2 . 1 stackete e f.c.

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Larghe Falde ImmaginArie.

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Dio vede Dio provvede.. che bello..ha fatto nevicare di domenica  eheh.. facciamo finta sia cosi’, era prevista no? Anche la Negri Ada immaginava e scriveva, ve lo ricordate…

Cade la neve a falde larghe e piane,
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce; non un fil di vento;
non echi alle casupole lontane.
Nei boschi e nelle immense Alpi lontane
ogni soffio di vita sembra spento.
Sotto quel bianco ammanto e’ un sognar lento
di piante, d’erbe e di speranze umane.

E pure io la vedo cadere a larghe falde.. fidatevi e’ bello vederla cadere, cosi’ la gente puo’ gioire della caduta dei fiocchi e della caduta della vicina che da buona equilibrista, sta’ sulle palle, e vabbe’..Dai pensiamo a cose reali, la neve per modo di pensare o di dire e’ arrivata, poca ma sta scendendo io la vedo coprire l’albero che ho fronte finestra, quello dove il cagnetto del secondo piano usa come cesso alternandolo alle colonne di ingresso del caseggiato e sta neve non e’ da confondersi con la forfora del sindaco filura torinese che passa in elicottero a gratisse mentre io se devo fare un volo di 15 minuts devo farmi due flebo di euri o mettere sul piatto della bilancia una montagna delle nuove da cinque. Ad ogni modo e’ davvero strano, la neve nelle favole rende tutti piu’ buoni mentre qui da noi e’ tutto il contrario. Siamo piu’ incazzosi insomma. Manco scendessero dal cielo fiocchi di cocaina maltagliata. Quando nevica gli unici contenti sono i bambini, i cassintegrati che lavorano per un giorno(azz oggi erano stati allarmati e sono li che fanno girare i pollici e gli indici) a spalare neve e infine i cani. I bambini che si tirano le palle di neve e i cani fanno la cacca sul pulito. Poi dopo qualche giorno i bambini si tireranno le palle di neve con dentro la cacca dei cani e la festa sara’ bell’e finita. L’unica e’ infilarsi le botti di luna ed andare a spargere il sale sulla salita dei garage anche se non ci sta ma abbiamo comprato il sale per l’occasione e aspettare che i giardini di marzo si vestano di nuovi colori come diceva il buon Lucio in illo tempore.
Dai, l’anno e’ iniziato da 13 giorni e sta finta nevicata ci voleva, siamo buoni. Pensiamo positivo. Persino il Berluska si e’ accalappiato seicentomila voti in piu’ dopo aver pulito la sedia del Marco Trabacadore giornalista anche se il fact checking ha sconfessato un poco i suoi dati e poi a parte queste quisquilie dobbiamo gia’ esser felici che e’ finita la menata degli SMS di Natale. Quelle grandinate di cazzate che ti arrivano sotto le feste e che non fan piacere a nessuno tranne ai gestori o provider telefonici. Quei messaggini che fanno gli spiritosi, quelle orride poesiole in rima, quelle mefitiche filastrocche che schifano anche i bambini dell’asilo del tipo…Babbo Natale con i suoi gnometti ha sudato per mesetti, parte in volo tra un pochino per portarti un regalino, guarda bene e’ speciale ..i miei Auguri di Natale!. Ma sparati nei coglioni pirla. E’ Natale e da buon equilibrista mi stai sulle palle. Ti sembra normale? …Dal vicino caminetto viene giu’ un angioletto…. E rimandalo su… chi cazzo te l’ha chiesto? Ti ho forse mandato un sms chiedendo di spedirmi un cherubino o un serafino, per caso? Allora sparisci nel vuoto della tua esistenza. Poi tra noi maschietti ci sono quelli a luci rosse del tipo .. viene l’uomo di colore che ti incula con furore, poi si aggiunge l’africano che ti ciula piano piano, e mentre il culo ti fa male, tanti auguri e Buon Natale. No, perche’ e’ Natale, dovresti essere piu’ buono, amare tutto il mondo, poi arrivano sti sms e ti spuntano i canini da vampiro di Twilight. E vogliamo parlare di quei messaggini zen lunghi otto chilometri? Tipo.. Ti auguro con tutto il cuore che il karma del Natale ti avvolga lo spirito nel suo ampio mantello, e che la luce del sole universale ti accarezzi l’anima…. Ma l’anima dell’IMUrtsss tua … quanto mi stai sul coglionisterio… Avvolgiti nel tuo mantello e levati di torno. Poi, il bello e’ che i mandanti di ’ste cazzate non si firmano. Tutto un pappardellone che per arrivare… pipit pipit pipit… ci mette mezz’ora e poi Buon Natale fine. Tutto ’sto torrone e poi non c’e’ la firma. Perche’ non c’e’ la firma? Io voglio sapere chi me l’ha mandato… Ma non per ringraziare. Noooo… Per sapere chi odiare a chi rompere il culo. A proposito..lo sapete a quanti gradi brucia il culo? A 90 gradi dai..Perche’ non voglio un odio cosi’ senza confini. Un odio sans frontieres come come dicono in trinacria. Io voglio che sgorghi da me un odio preciso, mirato, col perimetro. Un odio col bersaglio. Invece nada. Oppure ti mettono la firma… Giorgio. Giorgio chi? Conosco 12 Giorgio, posso mica rispondere Grazie a tutti 12? Peggio ancora quando si firmano persone che manco le hai mai cagate. Roberto e Teresa Vattelapesca. Chi minchia sono?Boh.. Vabbe’ proseguo col va’ di culo al popolo mascolino che non si cucca gli sms della Befana che sono i peggiori. Quest’anno ne andava molto di moda uno…Potresti mica mandarmi una tua foto perche’ nessuno crede che conosco la Befana?.. oppure il massimo era a cantilena… la befana vien di notte e di te se ne strafotte, porta i doni ai bambini se non fanno i birichini, porta doni ai piu’ buoni..se non rompono i coglioni…Ecco. Che tu pensi subito a chi te l’ha mandato ’sto messaggio che non e’ esattamente la Belene incintuosa anche se ce l’hai come amica. Che ti vien da dire.. Eh, senti un po’, bella di notte? A chi dai della Befana ? E tu che hai il naso che piscia in bocca, la pelle muffita come il gorgonzola, e ti speli come i serpenti che fanno la muta, a cosa sembri? A Gollum, quello nato da un rapporto tra la tipa delle sfilate da 110.000 euri, la cosa..la Minetti, il Grande Puffo e la strega Morgana, pezzo di cretina fatta e finita. Mostra..nel senso piu’ schifoso della parola. E comunque per non essere da meno, se sei diversamente maschio ti riauguro Buon Anno con questo ultimo SMS.. Attenta..Scriviti Pasqua su una gamba e poi Pasquetta sull’altra e io cerchero’ di venire.. a trovarti in mezzo alle feste ma girati di schiena almeno non ti vedro’ in faccia e salveremo le apparenze.

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Luv Ya XD

luv ya

 

Basta con sto’ provincialismo Italico, mi sono rotto gli ammennicoli. Credo che l’unica soluzione sia di trasferirsi negli Unite States of America. Almeno li si dice pane al pane e vino al vino. Bread to Bread e Wine to Wine. Non come qui che di parole ne abbiamo in esubero. Cassonate e casso.nate ma che dico? Casso.morte di termini che ci confondono i pensieri. Prendi ad esempio due flirtosi poco convinti, quelli che si slinguano solo per noia. Proprio giocherellando con le parole sono in grado di farti vedere i sorci multicolor o vistavision. Frase classica che non fa testo ma e’ signi..fica..tiva.. Ti voglio bene ma non ti amo. Che poi tradotto in lingua corrente significa.. Senti facciamoci una sbattuta ma levati dalla testa che io sia la tua donna.Tremate, tremate..le streghe son tornate..dio me l’ha data e guai chi me la tocca. Ipocrita malcagata. Lui, esso invece ti odia ma non ti ammazza eccezion fatta per quella povera tipa nel bosco. Quindi ritieniti fortunata e sparisci dal suo orizzonte che se per caso ti cucca, ti riduce a pangrattato e ti fa’ stare tutta in una scodella. Spacciatrice di minchiate stratosferiche. Vedi..le americane non hanno sto impiccio. Loro dicono subito.. Ti amo. I love you. Se lo dicono per salutarsi, per fare le coccole, per dichiararsi amore eterno, lo dicono al cane al maiale al criceto. Altrimenti usano il ..Mi piaci… Che almeno e’ leale. I like you. E visto che sono entusiaste lo usano parecchio senza contare lo slang del Luv ya che sarebbe anche un ti voglio bene seguito da X che sono i baci e da O che sono gli abbracci oppure un XD, certo che occorre molta fantasia per vedere le labbra che formano una X ma ha attaccato e ora negli sms lo mettono tutti anche qui oltreoceano copiatori modaioli.. Lo sussurrano all’orecchio del fidanzato e lo esclamano davanti ad una fetta di cotechino. Noi invece sempre li con il misurino. Mi vuoi bene ma come? Come alla tua cocorita? Ma quanto? Dammi un’idea del dosaggio. S.Q.? Secondo Quantita’ come nei manuali delle ricette? Adesso le codarde trucide azzardano il “mi fai stare bene”. Alla Biagio Antonacci. Sai che sforzo. Mi fai stare bene lo puoi dire a chiunque. Persino al tuo medico schiatzu quando ti schiaccia i piedi e ti mette a posto la cervicale annodandoti i coglioni. E poi il “mi fai stare bene” la dice lunga su quanto sia sempre tu il punto di partenza, l’alfa e l’omega del tuo moto sentimentale, il baricentro e la convergenza dei tuoi sensi, grande tornitrice delle mie palle. Io mi ricordo a suo tempo diciamo nella guerra punica o forse in quella di Troia (senza riferimenti a cose o fatti quindi ogni riferimento e’ puramente cazzuale) che una sbarbata dopo180 giorni di flirtaggio ha tirato fuori un discorso che e’ tuttodire, del tipo.. Beh, la nostra come dire… relazione”. Prego? Come dire relazione cosa? State assieme da meta’ anno, vi siete fatti vedere da mezzo mondo, lo hai presentato ai tuoi cugini di terzo grado scala Mercalli che vivono sulla riva del Gange e ancora non trovi le parole? Cagasotto squallida trucidosa sgrillettata. E il bello e’ che lo presentava come il suo miglior..amico.. Alla faccia del bicarbonato cazzuto!!!! A pensarci bene sta ipocrisia  mi fa arricciare i peli nel naso .Miglior amico???Ma chi ti ha mai cagata.. stronzetta sifilitica.. Peccato che tu con il tuo miglior amico fai praticamente le stesse cose che fai con un fidanzato, sgorbia zozza purulenta. E allora spero che tu non abbia avuto di migliori amici oltre a quel povero rincitrullito, Roba da infilzarla con le forchettine della bourghignonne e dargliela al gatto. Fortunata..mente il rincitrullito l’ha poi lasciata, ed ora sta’ con chi non gli dice mai I love you semmai esce la classica storia del ,,come mai non dici mai che mi ami? E a lui sta bene cosi’, la pace dei sensi o il senso della pace che per un uomo significa non ricordarsi il motivo a per cui piacevano le donne, rimane quel senso di benessere e pace non influenzato dai sensi di cui sopra..quindi

LUV YA   XD

Ecco spiegato il perche’..

 

anno nuovo

Meno 3, 2, 1….Andata. La profezia Maja non si e’ avverata la, Belen se n’e’ ita leggermente incintata, il Berlu ritorna alla carica, il PD perde i voti il, Monti sta diventando Collina e a me rimangono solo 358 giorni di bonus prima di un altro tour de force delle ganasce. Non fatemici pensare non fate..mici. Queste feste mi hanno dato la vitalita’. Si quella di una tarma zoppa con retrogusto di dissenteria acrobatica carpiata. Giusto due giri su me stesso e poi mi schianto. Sono pieno come la canard pronta per la scatolagione del foie gras e mi va ancora di culo che non puzzo di gambero fritto ma solo di vecchio rimbambito e scoglionato. In occasione di queste benedette feste Natalifere tutti sono migrati come rondoni per viaggi intercontinentali o per ritorno alla casa madre in Nordafrica, io ho fatto  lo stesso kilometraggio ma solo slalomando tra le cacche dei cani che in questo periodo hanno mangiato come vacche friulane in calore riempiendo la Via Caselle denominata Via Fecale a tal punto da obbligarti a camminare a testa bassa per evitare la calpestazione, facendoti perdere la visione della Miss al balcone. L’unica cosa che apprezzo di sto periodo, lasciatemelo dire e’ il concerto di Capodanno, alla tele il 1° gennaio, minchia se mi gasa e mi fa gaudere violentemente come un dinosauro accalorato. Ahoo..ho oltre 14 lustri e da circa otto me lo ricordo sempre uguale sto godimento australe. Eppure ne e’ passato di tempo, mi sono spuntati i peli, caduti i denti da latte e quelli da grappa, il penetrometro si e’ auto pensionato,  ho cambiato mogli, mestieri, convinzioni politiche, mi son venuti i capelli sale e pepe e poi biondo tinti. E lui e’ li puntuale come tutti gli anni. Si sono sciolto i ghiacci al polo nord, si e’ creato il buco dell’ozono, si sono estinti i dinosauri..prima o poi tocchera’ anche a lui no? Ma la mia domanda e’ questa..quando? Saperlo. Da un po’ di anni il Direttore (parlavo di esso) e gli orchestrali fanno gli scherzetti. Gli Austriaci sono proprio delle teste di vitello. Fanno il gioco dei pianissimi e dei fortissimi. E da casa si gode come falchi perche’ il concerto di Vienna cari miei.. lo si sente a tavola mentre si addenta l’avanzo del giorno prima e si mastica il brodo dei cappelletti emiliani. Quindi non e’ che ci si sente perfettamente e non si e’ al massimo della forma ma alla forma massima, quella che ti regge i pantaloni senza cintura, anzi li devi slacciare per poter..respirare. Il bello e’ il vicino di parete condominiale, quello con tutti gli strumenti al cuore, che tra l’altro e’ anche un poco sordo oltre che rincoglionito portatore di cane semaforico (e’ un incrocio). Nei pianissimi comincia ad urlare “Alsa che da sta part se sent un casso..” ( per i non padani traduco con… alza che qui non si sente un pene). ”Appena si da’ gas alla tv ecco che parte un fortissimo orchestrale da far scuotere le midolla anche al pilota dell’ultimo piano con stramazzamento di coglioni e allora il vicino grida… “ Molla..basta cun stu casin! (per i non padani .. smettete con sto luogo dove lavorano le vulvivendole). Tutto procede sino all’arrivo della solita marcia di Radetky dove tutti battono a tempo le mani ed allora Ninuccio ad un passo dalla crisi d’astinenza dello zapping, cambia canale e fanculo tutti.. marcia marcetta e feste comprese.