Gallerie

San Faustino.

SanFaustino1

La ParOdia del 14 febbraio e’ terminata e quindi oggi 15 febbraio San Faustino alias San Singolino, come tutti gli anni, dedico il lato B agli ex innamorati, insomma la dedico a chi e’ solo. Allo scoppiato, all’ex. All’amante in lista di attesa, al single di andata e a quello di ritorno ovvero al separato divorziato, divorziando, all’abbandonato, all’abbandonando e vai col gerunDio.

Avrete capito che questo post e’ dedicato ai cuori solitari per scelta altrui. Quelli che sono stati appena lasciati e non ci stanno. Quelli che ci starebbero anche, se solo trovassero qualcun altro disposto a stare con loro. Quelli che fanno gli innamorati di riserva e da svariate festivita’ aspettano che lei/lui lasci il titolare. Quelli che “io dell’amore non mi aspetto piu’ una mazza” ma sperano ancora di aver detto una bugia. Quelli che non sanno che sapore ha il bacio con la lingua o non se lo ricordano piu’, e oggi per compensare mangiano una vagonata di cioccolatini. Quelli che se lo ricordano benissimo e mangeranno troppi cioccolatini lo stesso. Quelli che cantava il pensionato Baglioni prima di abbandonare i concerti, “strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo” Quelli che “ma fammi il piacere!.” E alzano la testa, cosi’, per controllare. Quelli che la testa non la alzano piu’. Quelli che leggono che a San Valentino martire, gli italiani pur essendo alla canna, hanno speso 800 milioni di euro in fiori, peluches, messaggini telefonici e cene a base di carciofi e pensano..”dove ca..spita andremo a finire?” e se ne fregano altamente del Renzi o dei fivestar. Quelli che “se potessi tornare indietro” o “ se riuscissi tirare avanti” e intanto intralciano il traffico o passano col rosso beccandosi la megamulta davanti alla Coop alla faccia del chemme frega tanto peggio di cosi’. Quelli che si sentono esclusi, sconfitti, diversi, incompresi, inadeguati ..soli…, eppure sono tantissimi. Quelli che non sentono piu’ niente e, dopo averlo rincorso invano, adesso scappano dall’amore.

Quelli che tanto l’amore prima o poi li raggiungera’..(come diceva il mio amico di Dormelletto..l’erba del Ticino e’ sempre piu’ verde).
sanfaustino2
a tutti questi
BUON SAN FAUSTINO.

EmatoNozze.

images

IL passo e’ fatto. Sta’zitta!
C’inseguono da vicino
e devo portarti con me».
(da «Nozze di sangue», F.G. Lorca)

Voi che leggete molto non pensate che ci sia una stretta connessione tra il sangue e le nozze? E’ semplice dato di fatto, una condizione senza cui il fatto non potrebbe accadere. A volte non ci si accorge delle cose troppo evidenti… per esempio una volta si usava (ancor oggi da qualche parte si usa) stendere le lenzuola macchiate di sangue il giorno dopo la ..prima notte.., letteratura e cinema poi celebrano spesso i matrimoni collegandoli a lotte, sfide, morte dei cattivi e finali tutto miele. C’e’ anche il sangue pulsante alle tempie, quello dovuto alla circolazione modificata dall’alcol e all’euforia della festa. C’e’ l’esame del sangue che ti fa girare i marroni dicendoti che hai le cellule impazzite. Fermate il mondo, ho bisogno di scendere e sento il bisogno di isolarmi un attimo. L’unione ufficiale di una coppia riesce sempre a coinvolgermi ed emozionarmi, perche’ vedo il presente ma con l’esperienza del passato, prevedo il futuro… C’e’ anche qualcosa di ben piu’ profondo, ma nel giorno dell’apoteosi estetica non conta molto. C’e’ chi si sposa per amore, per interesse, perche’ e’ una bella data, per riparare o addirittura per distruggere. Il pomeriggio avanza e gli invitati, sazi ed allegri, barcollano oramai si danno tutti del tu, anche quelli che sino a poco prima erano distaccati , vuoi per la differente estrazione, ceto o occupazioni di posti che mettono la barriera tra persone. E’ il momento in cui le cravatte si slacciano o si tagliano, le cinture si allentano, i decolletes diventano piu’ generosi e si ride molto di piu’, visto dall’esterno senza coinvolgimento la si potrebbe considerare un’emerita stronzata sta cerimonia, dove due persone firmano mezzo kg di cambiali senz’osso per passare un giorno obbligatoriamente felice. I parenti piu’ anziani non vedono l’ora per andarsene fuori dalle palle memori forse di quanto ho scritto prima o forse facendo abbinamento ai loro matrimoni. Appoggiato ad una colonna del ristorante vedo me stesso che disperdo lo sguardo, sorseggio un bicchiere di gingerino con gin che non e’ il massimo ma contribuisce a mantenere uno stato obliquo ed annebbiato. Il convivio ora evolve in una giovialita’ sopra le righe, il sangue che e’ il tema del post, scorre veloce ed il brusio e’ colonna sonora quanto la musica. Mentre il mondo ruota intorno l’occhio cade sul pavimento, si sta facendo sera. Un ragnetto nero corpo piccolo e zampe e lunghe, meno di tre centimetri comprese le zampe quasi quanto il..(opps stavo andando fuori tema), attraversa pericolosamente la zona piu’ frequentata, la zona bar. Anonimi piedi sfiorano l’insetto (la mia prosa non ha limiti negli accostamenti), mentre il ragnetto annaspa e la troupe si prepara al primo ciak del matrimonio… si gira in 35 mm, “ le scene di un matrimonio”, nel cortile di un castello atmosfera idilliaca con tutti i vasi colmi di cera promuta sono accesi, in fondo un bambino innocente si diverte a raccogliere i biglietti di invito e li brucia nei vasetti profumati e per fortuna prima che diventi un falo’ li spegne pisciandoci sopra. Gli sposi si promettono le cose piu’ impromettibili e sognano le cose piu’ insognabili, dimenticando il futuro possibile fatto di incomprensioni, litigi e avvocati..ma siamo ormai su di giro, si perdono le regole. Un dolly segue la scena da vicino, le sequenze del bacio vengono benissimo, poi ci si travasa nel fienile per mescolare sangue e sudore. La musica del tamburo fa tum-tum-cha’-tu-tum-tu-tum-cha’ anzi no..scusate era patum-cha-tu patatum che’-tum cha’.. ed una fisarmonica crepa l’aria con poche note forti e decise. Tutti sanno e stanno al gioco, chi e’ rimasto recupera istinti persi ormai da anni (capito mi avete?). Le riprese sono difficili, le immagini sono mosse, i corpi si confondono secondo leggi poco cinematografiche e la troupe si fa’ coinvolgere troppo. Alla fine il ragnetto muore schiacciato ma l’amore trionfa e gli avvocati aspettano…
Gif 28
ematounioni
images

Foscatz Marainesco

STRADA2

E poi dite del togolese carliano che a volte non si capisce ‘na mazza, i neologismi miei che non fastidiano neppure le vulvivendole che lavorano nei loro chiavisteri, sono comprensibili meglio delle parole inventate del foscatz marainesco, ad es. prendo” il giorno ad urlapicchio”:

Ci sono giorni smegi e lombidiosi

col cielo dagro e un fonzero gongruto

ci son meriggi gnalidi e budriosi

che plogidan sul mondo infragelluto,

ma oggi e’ un giorno a zimpagi e zirlecchi

un giorno tutto gnacchi e timparlini,

le nuvole buzzillano, i bernecchi

luderchiano coi fernagi tra i pini;

e’ un giorno per le va’nvere, un festicchio

un giorno carmidioso e prodigiero,

e’ il giorno a cantilegi, ad urlapicchio

in cui m’hai detto “t’amo per davvero”.

Azz..certo che dissertare sullo scritto e’ duopo e del resto se non sono matti non li vogliamo.,
Ora cerco di dare una spiegazione estrapolandola dallo scritto di cui sopra..

“ma oggi e’ un giorno a zimpagi e zirlecchi

un giorno tutto gnacchi e timparlini,”

Zimpagi e zirlecchi, zac, zac, qualcosa di scattante, frizzante che pervade un tutto.. spinte, balzi, saltelli,calcinculo; e poi “un giorno tutto gnacchi e timparlini”. Tlin, tlin, ascoltate? Sembra quasi di sentirli suonare i timparlini tipo i fischietti del carnevale di ieri. Questi sono termini mutuati dalle antiche lingue nordiche.. gnakken und timparlinen che ancora oggi i miei amici kartopfen definiscono i ciondoli e i campanelli utilizzati nelle processioni di Santa Rosalia con inchino incorporato al boss del paese, quello con l’unghia da 30 mm del mignolo anellato da baciare.

“le nuvole buzzillano, i bernecchi

luderchiano coi fernagi tra i pini”

In primavera, tipo oggi quando e’ sereno e non c’e’ vento e la temperatura e’ godereccia, le nuvole e le strisce aeree buzzillano, cioe’ assumono quel bell’aspetto rigonfio e pacioccone che le fa sembrare di soffice panna. La natura e’ talmente euforica che i bernecchi, piccoli passeracei frenetici dal becco rostrato e dal tipico verso acuto ed un po’ rompicoglioni, insieme ai fernagi, grossi pettirossi molto riflessivi, ma poco decisionisti, luderchiano tra i pini.

In questa seconda quartina, il poeta ribalta l’immagine precedente.
Mentre prima si assisteva ad un momento di tedio generalizzato, qui tutto e’ attivo, la natura, lo spirito e pure sciluicchio.
E si prosegue

“e’ un giorno per le vanvere, un festicchio

un giorno carmidioso e prodigiero”

E’ un giorno talmente splendente che non si puo’ prendere nulla sul serio, bisogna agire senza riflettere, cosi’ come ci detta il momento: un giorno per le vanvere, appunto.
Ma non e’ una festa comandata imposta da norme civili o religiose, e’ un giorno festivo intimo, privato e definirlo solennemente festa sembra troppo quindi un festicchio.

Che si intende un poco di meteorologia sa’ che i giorni si dividono in carmidiosi, cioe’ che iniziano con il sole e terminano con le nuvole ed in prodigieri, che al contrario iniziano con le nuvole per poi rasserenarsi.
Il giorno descritto e’ un giorno carmidioso, che inizia con il sereno, ma al momento dell’arrivo delle nuvole la natura non ci sta, non vuole perdere un’occasione a volte molto rara di gaiezza quindi il giorno diventa prodigiero ed il sole rimane continuando a dare il suo contributo al festicchio.

“e’ il giorno a cantilegi, ad urlapicchio

in cui m’hai detto “t’amo per davvero””

Urlapicchio. E’ difficile darne una definizione. E’ il giorno in cui le nuvole buzzillano, i bernecchi luderchiano coi fernagi, quando c’e’ il sole perche’ tutto e’ carmidioso e prodigiero.

Ed alla fine la spiegazione di ogni cosa. Cio’ che permette di trasformare una giornata insignificante ed un uggiosa in un’esplosione di gioia incontenibile, cio’ che e’ in grado di rovesciare gli stati d’animo ed addirittura la natura che ci circonda ed il mondo.
Tronco qui la spiegazione perche’ il dovere mi chiama e devo andare al Bennet con la mia meta’ per controllare come mai paghi due e prendi tre lei ne prende solo due.

strada1

Piccante sia.

a

Come detto e ridetto nei vari post.. amo la grappa con genziana e il buon peperoncino piccante, con questi due elementi e con carboidrati tipo pasta e panfrancese io vivrei tranquillamente godendo come un selvaggio.
Approposito del Peperoncino non tutti sanno che la sua piccantezza viene misurata con un’apposita scala, chiamata Scoville, dal suo inventore, il professor Wilber Scoville, che nel 1912 ideo’ un test che funziona cosi’.. Dal peperoncino in esamine si ricava un estratto che viene diluito in una soluzione di acqua e zucchero che viene via via maggiormente diluita. Il grado di diluizione che elimina completamente la piccantezza dell’estratto e’ l’indice di Scoville di quel determinato peperoncino.
Con l’aumentare delle conoscenze scientifiche nel 1970 e’ stato ideato un metodo piu’ preciso, che utilizza la cromatografia liquida, metodo ideato da un chimico di nome Gillet (forse parente di quello che ideo’ le lamette) che misura direttamente la quantita’ di capsaicina, la sostanza che conferisce appunto la piccantezza al peperoncino e mi fa gonfiare le labbra tipo Belen o tipo il cane della vicina quando riceve il tallone causa latramenti scassapendenti. Questo metodo ci permette di stilare una classifica dei peperoncini piu’ piccanti al mondo. Per rendere l’idea di piccantezza di questi peperoncini, ricordo che secondo questa scala il peperoncino nostrano segna un valore che varia da 1.000 a 30.000 unita’ Scoville, con variazioni dovute alle differenti zone di produzione…(si vocifera sino a 100.000), tenendo sempre in mente questi valori, scopriamo ora qual’e’ il peperoncino piu impestato del mondo.
La capsaicina pura, per fornire un altro termine di confronto, arriva a valori SHU di 15/16 milioni roba da far scoppiare l’emorroidamento.
10

– partiamo dal 10° posto, dove scopriamo un nome probabilmente gia’ conosciuto, il Red Savina Habanero, che per molti anni ha detenuto il record mondiale di piccantezza, con 500.000 unita’ Scoville, che da questo momento identificheremo con la sigla SHU. Pur essendo 5 volte piu’ piccante del nostro peperoncino, l’Habanero oggi e’ stato relegato in fondo a questa classifica.

9
– Al 9° posto troviamo il 7 Pot Red Gigante, la cui piccantezza si aggira sui 999.500 SHU (la cifra 7 all’inizio del suo nome e’ dovuta al fatto che un solo peperoncino e’ stato in grado di rendere piccanti ben 7 pentole di stufato).
8

– 8° posto.. ecco il 7 Pot Barrackpore, conosciamo gia’ cosa significa il sette all’inizio del nome, mentre la piccantezza posseduta da questo peperoncino segna 1.000.000 di SHU. Questo peperoncino e’ originario di Trinidad, patria di molti dei peperoncini presenti in questa classifica.

7
– Al 7° posto abbiamo il Bhut Jolokia (Ghost Pepper), forse tra i piu’ famosi peperoncini piccanti, questo perche’ su Youtube sono presenti moltissimi filmati di pistola che si cimentano nel mangiare quello che era ritenuto essere il peperoncino piu’ piccante al mondo, ma oggi, con 1.041.427 SHU, il Ghost Pepper ha dovuto cedere parecchie posizioni.
6

– al 6° posto, ecco il 7 Pot Primo, facilmente individuabile per la “coda” che sporge ad una delle estremita’, la sola vista di questo peperoncino fa comprendere che non ci si trova davanti ad un comune peperoncino piccante, ed il suo valore di 1.268.250 SHU gli rende pienamente giustizia.
5

– Al 5° posto, ci sta Il Naga Viper, nato dall’incrocio di una moltitudine di peperoncini piccanti, e’ un peperoncino abbastanza raro da trovare che e’ coltivato nel Regno Unito, 1.349.000 il suo indice SHU.
4

– Al 4° posto troviamo con 1.463.700 SHU il Trinidad Scorpion Butch T
3

– Al 3° posto ci sta uno dei migliori, il 7 Pot Douglah arriva a 1.853.936 SHU
2

– Al 2° posto ci sta il Trinidad Moruga Scorpion, un peperoncino scoperto di recente ma che ha fatto subito valere il suo indice Scoville pari a 2.009.231 SHU.
1
– al 1° posto non ha ancora trovato rivali il bruciabip che vi infiammera’ bocca e buco del biiip al solo guardarlo, quello che detiene il primato assoluto ed e’ il Carolina Reaper, coltivato al solo fine di avere una piccantezza unica ed esagerata con i suoi 2.200.000 SHU.
E dopo sta classifica io mi spalmo un poco di peperoncino nostrano sulla tartina alla faccia dei suoi pochi SHU e questo post lo dedico a mio cognato dicendo che il suo Habanero si deve inginocchiare di fronte al Peperoncino coltivato in quel di Casalbrodetto (la pianta si chiama i Settefratelli)
sette fratelli

e mo’ t’ho detto.b

Saper Vivere.

vivere

Nonostante i punteggi..basta coi post demenziali e considerata la giornate solatìa, per la serie meglio sole che male accompagnate un pensiero filosofico verte sul Vivere. Altrove. Da molto. Da poco. Per pochi mesi. Per qualche anno soltanto. Per sempre. La vita altrove costringe chi l’ha scelta, o chi l’ha subita, a fare il punto piu’ spesso di quanto non accada agli altri. Dove sono capitato, cosa sto’ facendo qui, perche’ ci sono arrivato e come. Qual e’ il senso dell’andare, quale il senso del restare. Vale la pena. O no. Varra’ la pena. Quando? Avevo un’alternativa? Ma chi me l’ha fatto fare?

La vita altrove e’ una pioggia gelata, ma a volte potrebbe essere anche una coperta calda. Dipende dai giorni e dalle stagioni dall’inserimento. Perche’ vivere altrove significa cancellarsi un poco alla volta e reinventarsi, di continuo. Significa scegliere di perdere l’equilibrio e navigare a vista, quando non del tutto alla cieca. Finche’ non si siano individuati, nella nebbia di un mare sconosciuto, nuovi punti fermi. Nuove certezze cui ancorarsi. Perche’, comunque la si voglia girare, noi siamo piante con le radici che hanno bisogno di terra. ..Devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze…, declamava un certo Konstantin a chi si era messo in viaggio per Itaca. Quasi ad incoraggiare il viaggio di noialtri pur essendo ciechi nella nebbia col navigatore spento.

Ma. Vivere altrove significa convivere con la nostalgia, parola che l’emigrante rispetta, teme e impara, a sue spese, a non deridere e ad usare con cautela. Significa rincorrere il ricordo una mattina e imporsi di dimenticarlo la mattina dopo, perche’ fa’ male. Significa accettare di adattarsi, di piegarsi, di contaminarsi, di compromettersi, sapendo che non sara’ mai abbastanza soprattutto se cercavi di trovare un posto sostitutivo alla tua vita in maniera migliore. Siamo quel che siamo e, inevitabilmente, siamo anche il posto da cui veniamo. Anche se impariamo ad accettare di non esserci quasi mai, in quel posto. Di perdere compleanni, battesimi, grigliate, gare di regolarita’, concorsi, cene con gli amici d’infanzia, aperitivi, nascite, incidenti, operazioni e nuove esperienze di chi e’ rimasto. La vita altrove forse regalera’, col tempo, altrettante occasioni. Ovvio. La vita e’ generosa con chiunque abbia il coraggio di prenderla in mano ma e’ anche cattiva con chi ha giocato forte in tutti i campi. Per fortuna o sfortuna esistono persone a te vicine che vedendo sia una parte che Altrove possono fermare questo lanciarsi nel vuoto.

Display images to see an amazing photo!

Per vivere bisogna convincersi che le nostre radici se estirpate possono morire ma se trapiantate con criterio di chi ne conosce l’uso ti faranno vedere il sole anche nei giorni di pioggia.

Old Heart

vecchio
Condivido il buon Samuel quandi dice che la gioventu non e’ un periodo della vita ma e’ una forma del pensiero, e’ una condizione della volonta’ con facolta’ d’immaginazione, una forza dei sentimenti con predominio del coraggio sulla timidezza e dell’aspirazione di avventura fatta pero’ con tutte le comodita’ possibili alla faccia di chi pensa che non si va in pensione perche’ si e’ vecchi ma si diventa vecchi perche’ si va in pensione
Nessuno diviene vecchio semplicemente perche’ vive un certo numero di anni le persone invecchiano solo perche’ tralasciano i loro ideali che non sono di certo quelli che ti fanno lavorare sinche’ morte non ti separa.

Gli anni rendono rugosa la pelle, ma rinunciare all’entusiamo della vera vita rende rugosa l’anima e non c’e’ plastica botulinosa che tenga.

Preoccupazione, dubbio, mancanza di fiducia, paura e disperazione, fanno piegare il capo e rigettare nella polvere lo spirito che vuole elevarsi.

Sia a settantatre anni che a sedici, vi e’ nel cuore di ogni essere umano l’amore per la meraviglia, la dolce sorpresa delle stelle e delle cose e dei pensieri che assomigliano alle stelle, indomabile sfida agli eventi, l’inesauribile giovanile appetito per il “poi” e la gioia del gioco della vita.

Siamo giovani quanto la nostra fede, vecchi quanto il nostro dubbio… giovani quanto la fiducia di noi stessi, vecchi quanto la nostra paura… giovani quanto la nostra speranza, vecchi quanto la nostra delusione.

Rimarremo giovani sintantoche’ il nostro cuore sentira’ messaggi di bellezza, gioia, coraggio, grandiosita’ e forza della natura, dall’uomo e dall’infinito.

Quando tutto sara’ a terra, quando il piu’ nascosto angolo del nostro cuore sara’ ricoperto dalla neve del pessimismo e dal ghiaccio del cinismo, allora e solo allora saremo diventati veramente vecchi.

Piccoli Leoni.

piccolo leone
A novembre mentre spazzolavo il Centro Media del califfato Al Hayat tra i vari videi ci stava quello di un ragazzino esagitato che urlava qualcosa brandendo un pugnale, le parole non erano intelleggibili ma il gesto significativo era quello del classico sgozzamento. Lo stesso ragazzino dal volto effemminato l’ho rivisto e questa volta pistola alla mano con lo sfondo di un barbuto terrorista a volto scoperto, ha freddato due pseudo spie russe.Spero tuttora ad un montaggio creato dagli abili sceneggiatori fautori della guerra santa antislamica scaturita dopo i fatti di Parigi.Certo e’ che nel web riconoscere il vero dal falso diventa sempre piu’ duro ma il ricordo recente in Nigeria delle bimbe al tritolo lascia poche speranze e sara’ difficile che gli addestratori di questi babyassassini o Piccoli Leoni possano ritrovare una traccia dell’umanita’ ormai lontana e persa irrimediabilmente.

I propagandisti di “Al Hayat” mettono in mostra la sfrontatezza triste dell’adolescente ormai completamente sotto controllo da chi lo ha reclutato, forse rapito ed addestrato alla guerra santa contro l’occidente. In quel video lo si intravede come sotto ipnosi e la sua esitazione a premere il grilletto ricorda quei bimbi presi dai nazisti durante la seconda guerra mondiale con una differenza numerica in quanto si parla di 300.000 fanciulli sotto i 18nni presi dalle scuole tra Iraq e Siria arruolati in bande dell’Is pronti ad uccidere ed a esser uccisi.L’eta’ migliore e’ appunto quella del ragazzino effemminato, attorno ai 10 anni o poco piu’ in quanto sono malleabili e dottrinati sul fatto che e’ meglio l’obbedienza che l’istruzione e soprattutto la fede nel martirio e la lotta contro gli infedeli e’la base della loro religione e quindi vengono utilizzati come portaordini a chi combatte in prima linea, lavapiatti, spie contro i loro stessi famigliari.Certo e’ che vedere sto guaglioncello sparare in testa a persone che manco conosce mi fa davvero solo sperare che non sia vero e che alla fine sia stato il barbone che sta dietro di lui che gli ha preso l’arma e sia stato lui ad ammazzare.. ma anche in questo caso rimane un messaggio davvero allarmante ed e’ quello che ste persone sono in grado di prendere i nostri figli i nostri nipoti e farli diventare dei sicari pronti a tutto.

Occidentale e quale.

matite

Io sono Carlo per diritto battesimale e sono Occidentale anzi..faccio parte degli Occidentali che in questi anni hanno pisciato fuori dal vaso esponendo il fianco a questi estremisti islamici convinti della nostra debolezza.. insomma il nostro buonismo li induce ad aver a che fare con cagasotto facilmente conquistabili.. Eppure parte di noi non vuole queste negoziazioni con chi minaccia i valori della nostra civilta’ e spinge per un intervento contro il Califfato.. mettiamoci si gli elmetti ma non per missioni di pace ma per far capire la nostra contestazione alla Politica Estera Italiana anzi.. Europea.
Sino ad oggi abbiamo mandato i nostri ragazzi a combattere guerre che non dovevamo combattere.. mi domando perche’ non ci siamo focalizzati sull’Isis che stava ampliando il Califfato. La Primavera Araba non ha portato liberta’ e benessere nel NordAfrica ma ha scassato tutti i valori e facendo cadere Gheddafi ci siamo ritrovati con gli ultimi avvenimenti in quel del territorio Francese.. forse ora l’Europa ha capito che gli accordi che avevamo intrapreso con la Libia erano la via meno pericolosa per evitare la massa dei clandestini verso il nostro paese che malauguratamente si trova al confine sud dell’Europa e che grazie al dittatore Gheddafi eravamo protetti, mentre attualmente le Coste Africane ormai in mano al Califfato spingono verso l’affondamento dello Stivale con la compiacenza della sghinga italica.
Qui occorre rimediare immediatamente in quanto la missione Triton non serve na sega.. la nostra Marina anziche’ traghettare clandestini nei nostri paesi deve portarsi nei luoghi di partenza e fare quello che la Libia non sta facendo..bloccare le partenze e cominciare ad affondare i mezzi che servono per il trasporto di questi poveri clandestini sfidando quel Califfato..contro Al Baghdadi che ci considera cagasotto e far capire che non siamo deboli e conquistabili.
La manifestazione di Parigi coi nostri capoccioni a braccetto in testa al corteo non basta ed occorre una reazione militare escludendo negoziazioni con chi minaccia i valori base della nostra civilta’ e devono capire che se vogliono vivere con noi devono accettare le nostre regole come noi siamo obbligati ad accettare le loro se andiamo nel loro paese. Chi vuole vivere tra di noi deve accettare senza riserve queste nostre regole. E le deve accettare tutte.
Stiamo sbagliando e non vorrei fare un post politico..mi verrebbe da dire cio’ che diceva la vulvivendola della tangenziale..siamo su una cattiva strada e non perche’ non passa molta gente ma perche’ prendiamo delle decisioni ragionando con la mente di altri..vedi il caso della Russia che se non erro era alleata contro l’integralismo islamico e relativi terroristi ma noi abbiamo raffreddato (nn perche’ manca il gas) i rapporti aderendo a sanzioni masochistiche e dannose per la nostra economia ed e’ come quello che per far dispetto alla moglie si taglia via l’attributo riproduttore.
Spero che quanto e’ successo in Francia faccia capire chi e contro chi dobbiamo combattere.

Calvi n Klein

calvi
Oggicomeoggi (tutto attaccato, come dicevano i Kouachi), si sta diffondendo a macchia d’olio tra la popolazione maschia la moda della testa rasata. Della capoccia levigata. Qualche anno fa i pelati si contavano sulle dita della mano di Topolino. Saranno stati quattro al massimo.. Yul Brinner, Kojak, MastroLindo e Taddeo, il personaggio dei fumetti con la testa a forma di lampadina. Da qualche anno invece la tendenza al rasaggio ha preso piede ed e’ diventata la panacea assoluta al tremendo mal del maschio.. la caduta del capello. Problema, almeno quello, squisitamente maschile nella maggioranza dei casi. Alle donne per questione ormonale i capelli non cadono di botto ma se li strappano con tutta calma con la spazzola, se li bruciano con la permanente dal Barbiere di Borgaro, se li sfibrano con le tinture, se li sradicano per disperazione amorosa oppure se li staccano direttamente dalla testa appendendoci delle estenscion lunghe e pesanti come liane. All’uomo cio’ non accade, voi direte..che culo..naaa aspettate un momento perche’ l’uomo vive sereno con il melone ingombro di pelo fino ai 18 anni eta’ della ragione e poi paf…la scoppola del rio destino che dal rinculo gli fa cadere i capelli di colpo. E comincia cosi’ il grande autunno del bulbo pilifero.. cascano foglie e capelli e anche altro chiamato comunemente marone..(una erre sola ma due maroni). Ormai la maggior parte dei diversamente femmine vive la giovinezza nell’incubo di restare calvo. Incubo per tutti lasciate che ve lo dica, mettetevi il cuore in pace, nel 99% dei casi si avvera senza pieta’..la pieta’ l’e’ morta. Si potrebbe a questo punto pensare che il mondo dei maschi si divida in due categorie.. i calvi e i Cocciante ma non e’ proprio cosi’. Tra i pelati e i diversamente pelati fa capolino una terza categoria, naaa non quella.. parlavo degli spelati. Gli spennacchiati. Quelli che sono nella fase di passaggio. En train de. Che vivono la lacerante perdita e hanno in testa il manto rado dei gatti randagi. Ed e’ di questi non rassegnati che voglio parlare. Alle vittime del disboscamento. A quelli che non hanno piu’ delle righe ma dei sentieri anzi peggio, hanno delle strade maestre del non ritorno. E sulla cima del craniame si intravede la riga larga e le piazzole d’emergenza all’ombra delle chieriche imperiali. Quelli a cui i capelli si ritirano, come risucchiati dalla marea, scoprendo fronti, tempie, e coccie levigate quelli che si pettinano col lucido delle scarpe alla MastroLindo. E vabbe’ dai, rassegnatevi figlioli. La fine e’ imminente. Non state li a mettere il capello in avanti, ad alga di ruscello sospinta dalla corrente per coprire la radura. Non riportateli a tortiglione sulla capoccia che alla prima bava di vento quella poi si impenna come la cresta di un gallo cedrone. E soprattutto lasciate perdere le lozioni, non fatevi inchiappettare dalle pubblicita’ che reclamizzano la pomata miracolosa a base sperma del cercopiteco del machu picchu . Amici calve’, riflettete.. secondo voi se ci fosse in commercio un prodotto che fa crescere i capelli il Conte si sarebbe fatto il trapianto? Naaaa, sublimi illusionati, quello li avrebbe lunghi sino alle caviglie, lunghissimi come quelli di Raperonzolo, roba da inciamparci dentro mentre balla con la Ruby. E allora dovete essere lucidi e obiettivi…dai facciamola finita.. Troppi capelli desaparecidi? Le perdite pilifere si fanno cosi’ ingenti da sfiorare la catastrofe naturale? La vostra ormai e’ una tragedia senza scampo. Non state li a pettinare le bambole oppss..scusatemi se ho messo il dito nella piaga.. forza.. rasatevi, mettetevi un cappello lanuto e chiudetela cosi’. Ite sereni e felici per il mondo e bevete in coppa, esistono dei difetti ben peggiori della calvizie. Alle donne non importa che voi abbiate o meno una cotenna di porco sulla testa e ne volete un esempio?Azz.. non trovo esempi e vabbe’ chiudiamola qui.

calvi2