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Er mio neh.

pioggia

In questi momenti di bombe d’acqua mi sovviene un vecchio post ma tuttora attuale e parlo de “La pioggia nel pineto” che e’ una tra le piu’ belle poesie di D’Annunzio. E’ rivolta alla donna amata, Ermione. La scena si svolge in un bosco, nei pressi del litorale toscano, sotto la pioggia estiva.
Il poeta passeggia con la sua donna, Ermione e la invita a stare in silenzio per sentire la musica delle gocce che cadono sul fogliame degli alberi. Inebriati dalla pioggia e dalla melodia della natura, il poeta e la sua donna si abban donano al piacere delle sensazioni con un’adesione cosi’ totale che a poco a poco subiscono una metamorfosi fiabesca e si trasformano in creature vegetali.
La poesia originale ricca di enjambement e similitudini. Le rime sono libere e sono presenti molte onomatopee. La seguente poesiparodia dissacrante e mackironica invece e’ rivolta a chi ha comprato nel village discount un cappello e un vestito che costa un tesauro e ha dimenticato l’ombrello a casa o nel bagagliaio della smart.. per esigenze goliardiche il “Taci” iniziale e’ sostituito da un delicato “Silenzio”..si sarebbe potuto mettere “Muta” oppure il piu’ cattivo “Zitta” ma e’ stata optato il dolce invito per un “Silenzio” e mentre posto, fuori dal mio loculo vedo la pioggia che cade incessantemente da qualche giorno e assaporo il fatto di essere al riparo, penso a sti poveri Genovesi o anche Carraresi o a chi senza casa ha il suo cartone e panchina bagnati e mi ritengo fortunato, anche in presenza dell’IGMK in zona Gamma che era al 4% cinque anni fa e spero che con la pioggia non progredisca e del resto non faccio visite alcune in quanto non ho fiducia nella medicina anche tuttora mi chiedo che minchia e’ sto IGMK….forse sara’ l’acronimo di ..Istituto Gemmologico Mezzo Karato quindi devo aver inghiottito un solitario e cosi’ ho risolto la mia curiosita’ e vai con la pioggia sperando che il Gabriele mio vicino di casa estiva non vibri nella fossa..ma se anche lo facesse, la pioggia di certo non si fermera’..
E piove sui nostri volti che sembrano diventare elementi della selva, piove sulle nostre mani, sui nostri abiti leggeri, sui freschi pensieri che l’anima nuova schiude, sulla illusioni della vita e dell’amore che ieri t’illuse, che oggi m’illude, o Er Mio Neh.

Silenzio.
Il cielo e’diventato tutta una nube
Vedo oscurarsi le tube
Non vedo l’ombrello
Ma odo sul mio cappello
Di paglia..Da venti euro e cinquanta
la gocciola che si schianta
Come una bolla
Tra il nastro e la colla.
Per Giove piove sicuramente.
Piove sulle matrone vestite di niente
Piove sui bambini recalcitranti.
Piove sui mezzi guanti
Turchini, piove sulle giunoni,
sulle veneri a passeggio,
piove sovra i coglioni,
e quel che peggio,
piove sul mio cappello
leggiadro che ieri ho pagato
che oggi si guasta,
piove, governo ladro.

+++++ (respiro e continuo)+++++

e piove a dir8
da tutte le nubi
piove dai tubi
sfasciati
dell’acquedotto del cielo.
Piove sui cani spelati,
piove sul melo e sul tiglio,
piove sul padre e sul figlio,
piove sui putti lattanti,
sui sandali rutilanti,
sul Pegaso bolso,
piove sul tuo vestito,
che m’e’ costato un tasauro,
piove sulla salvia e sul lauro,
sell’erba e sul rosmarino,
piove sulle vergine schive,
Piove su Pasife e Bacco,
piove persin sulle pive nel sacco.
E piove soprattutto
Sul tuo cappellino distrutto
Mutato in setaccio,
che ieri ho pagato
e che adesso e’ uno straccio o Ermione
che scordi nella Smart l’ombrello
perche’ sei proprio un coglione.

e' finita
Ed e’ la seconda volta..basta..e’ finita..
Io sono qui ma Lei non c’e’.
Mi guardo intorno. Ma e’ tutto inutile. Ormai e’ finita.
Nulla la puo’ sostituire,,
Sento l’acqua scrosciare caraibicamente
governo ladro come dice il mio amico Enrico..
lui e’ felice per il 110 di Marina e io per lui
Ma in questo momento io non posso farcela senza di Lei.
Perche’ non ci sei? Come ho fatto a sbagliare? Mi sento un po’ bambino.
Ucciso dalla propria ingenuita’, son proprio un pirla..passo e chiudo.
Pero’…Non e’ stata colpa mia. Come puo’ un uomo resistere?
La Natura e’ un qualcosa di superiore che l’uomo avra’ solo l’illusione di poter controllare.
L’illusione… Ah, che bella cosa. La cosa piu’ dolce che puo’ possedere l’uomo e’ l’illusione.
Almeno in questa so’ che ci sei te, profumata tenera e avvolgente.
Si’ nelle mie illusioni ci sei. E Dio solo sa quanto sarei felice in questo momento se ci fossi anche nella realta’.
Ma e’ questo il brutto di un illusione…che non e’ reale. Non ti vedo..
Al massimo, si e’ consapevoli che quella cosa esiste solo nella nostra testa, nel magnifico universo di idee che alberga in ognuno di noi.
Oh, quanto mi piacerebbe vivere nelle mie idee, nel mio universo.
Costretto, invece, a vivere in un mondo che non mi appartiene ma che qualcun altro ha creato, schiacciato da regole non mie.
Un mondo dove tu adesso non ci sei. Ma ormai e’ inutile parlare.E’ fatta..
Come faccio adesso? Oh, no… Ti prego no… Oh, no… Lui e’ uscito vestito di marrone. La Cosa ormai e’ fatta, lo sento persino nell’aria.. doloreee.
No, ti prego non puo’ finire cosi’. Non ci credo. Eppure pensavo…Che Lei c’era o ci fosse stata, il verbo non conta piu’ ormai e vengo al sodo..
Pensavo fosse rimasto almeno un rotolo di carta igienica! Ma purtroppo mi sbagliavo. Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso e mi ripetero’ all’infinito per decinaia o centine di volte..
“Cazzo ma guarda prima di andare a cagare..testina di vitello”.
carta_igenica

Basta ..e’ finita

testina.jpg
Ed e’ la seconda volta..basta..e’ finita..
Io sono qui ma Lei non c’e’.
Mi guardo intorno. Ma e’ tutto inutile. Ormai e’ finita.
Nulla la puo’ sostituire,,
Sento l’acqua scrosciare caraibicamente
governo ladro come dice il mio amico Enrico..
lui e’ felice per il 110 di Marina e io per lui
Ma in questo momento io non posso farcela senza di Lei.
Perche’ non ci sei? Come ho fatto a sbagliare? Mi sento un po’ bambino.
Ucciso dalla propria ingenuita’, son proprio un pirla..passo e chiudo.
Pero’…Non e’ stata colpa mia. Come puo’ un uomo resistere?
La Natura e’ un qualcosa di superiore che l’uomo avra’ solo l’illusione di poter controllare.
L’illusione… Ah, che bella cosa. La cosa piu’ dolce che puo’ possedere l’uomo e’ l’illusione.
Almeno in questa so’ che ci sei te, profumata tenera e avvolgente.
Si’ nelle mie illusioni ci sei. E Dio solo sa quanto sarei felice in questo momento se ci fossi anche nella realta’.
Ma e’ questo il brutto di un illusione…che non e’ reale. Non ti vedo..
Al massimo, si e’ consapevoli che quella cosa esiste solo nella nostra testa, nel magnifico universo di idee che alberga in ognuno di noi.
Oh, quanto mi piacerebbe vivere nelle mie idee, nel mio universo.
Costretto, invece, a vivere in un mondo che non mi appartiene ma che qualcun altro ha creato, schiacciato da regole non mie.
Un mondo dove tu adesso non ci sei. Ma ormai e’ inutile parlare.E’ fatta..
Come faccio adesso? Oh, no… Ti prego no… Oh, no… Lui e’ uscito vestito di marrone. La Cosa ormai e’ fatta, lo sento persino nell’aria.. doloreee.
No, ti prego non puo’ finire cosi’. Non ci credo. Eppure pensavo…Che Lei c’era o ci fosse stata, il verbo non conta piu’ ormai e vengo al sodo..
Pensavo fosse rimasto almeno un rotolo di carta igienica! Ma purtroppo mi sbagliavo. Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso e mi ripetero’ all’infinito per decinaia o centine di volte..
“Cazzo ma guarda prima di andare a cagare..testina di vitello”.

C’e’ nerentola.

cenerentola
Tant ma tant temp ago, in un Regn incantat lived one sgnocched girl chiamed C’e’ nerentol or Cenerentol.
Il Regn was incantat but the vit of Cenerentol was one infern!
She vived infatt with a matrign and two sorellastrs very ciofecons but that considered lor stess gran figons (qualcun, spiritoson, dissed lor che eran really figons…) and quest rendeved Cenerentol’s life ‘na vera schifezz type my neighbor de house.
Cenerentol had the obbligs of pulishing tutt la vill, the giardins, making da mangiars (and the two maialons and the matrign mangied com fagocers), tening the contabilit and, pegg of all, making the dichiarations of the tasses.
Infatt the two racchions non faceved one mazz of nothing tutt the day, se non shopping, anch because eran very racchions e SHOPPING was the massim to sperar…(neanch of talk of scoping, we have capit…)
Cenerentol domanded: “Mi potet give a man, I’m scopping of lavor! Dev still prepar the meringates per pranz, stir the camiciett of set (that, you know, son very merdous to stir) and andar to the bank for the bonifics, talk with the direttor, trattar the titles, writer on facebucche, accatter the azions…”
“Ah ah!”, dissed and rised the two stronzetts, “Work, work that makes you one sacc of ben…”
And Cenerentol, che was scoping com one matt (making the pulizies! you pervert! what have you pensed…) pensed one sacc of bad coses on the two bastardells that I sorvol now…
The mes of Magg, pien of flowers and sun, was incantevol in the incantat Regn but, purtropp, in Giugn when togotuentinain go to the beach for to soach the balls, the King Mountains riscuoted all the tass type tari, tares e imurtacc various, and so the popols was non tropp content.
Tuttaway, the popols festegged the iniz of Summer (the Estat, ignorant! Stud the lings!) con balls, fests, pranzs and cens and a lot of trombing (no, not suoning the tromb… I will spieg it another volt).
Ogn year, ogn Giugn, Cenerentols triboled com one impazzed trottols to mett insiem the infamous and famigerate 740 or l’Only, the dichiarations of the reddits insomm, staying attent to pag the men tass possible!
She was brav, ma very brav in this. She was brav in tutt, ma the compilation of the 740 or l’Only was one capolavour.
The two sorellastrs and the matrign, sebben very ignorant, sapped the importanz of paghing very little tasses and, mentr Cenerentols prepared tutt the conts, comported one bit men of stronz (the stronzity of the three was really tant, one little men non made nessun differenz…).
Cenerentols triboled but continued to sogn the Gran Ballet in the Castell of the King, one event very pallos, but pien pien di Very Important Gent! She sogned she arrived in the Castell and parled in mezz of Finanziers, Banchiers, Imprenditors, Cavaliers, Berluskonier, Faccendiers and cosi’ way.
And parling parling, the Important Gent sarebbs accorted of the talent and sgamatezz of Cenerentols in the affars, assumed Cenerentols and paghed one bell stipend: other that pulishing the cacc of paviment!
But it was a sogn, and sogning (or dreaming! you great rompiballs…stud the lings) non finished the long compilation of the 740!
Inoltr the three sgrofolons non compred one computer efficient (figur you!) but ricicled one schifous 486 lent as one lumac (mort!) and so Cenerentols had to tribol the double and aspett as one pirlett davant the screen of the 486 old pc in the kingdom …
One ser, Cenerentols rincoglionited from the lavors com poch others, addormented on the tastiers of the (lent) 486.
Risveglied of colp (pensing “One of the stronzetts have combined one of the solits”) troved a scritt on the monitor: “Hey Cenerentols! Svegl, it’s hour to go to the Gran Ballet!”.
Cenerentols pensed: “Ok, the 486 has gone to puttans (one technic mod of dir: prend the 486 and butt it to the ortics…) and is scriving for his fatts or is pensing it is in Matrix…”
But the scritts continued: “Cenerentols, dont’ be tardons! The 486 is a merdacc, d’accord, but I’m the Fatin of the DOS, and you dev andars to the Gran Ballet”.
Cenerentols pensed: “Fatin of the DOS? Yes, and I am the Principess of Unix… go and prend it in the port serial…”.
But the Fatin persevered (one little incazzed, at this point…): “Cenerentols, you romped me! Go to the Ballet or contin with the 740 and fikk it…”.
“Ok, ok! Don’t incazz, Stregh of Windows, I ascolt you!”, dissed Cenerentols, a bit scorned.
“I am the Fatin of the DOS, you rintroned! Adess lav, that is megl, prend the vestit in the armads (it’s a modellin of Valentin that I rubated online…) and esc and trov the Mercedes (pien of benzin and autorad with CD e tablet inclus) and go to the Gran Ballet and incontr The Azzurr Princip that is a gnoccolon and riccon! But you must torn prim of mezzanott, altriment la poliz… the Mercedes torn one zucchin!”
“Ok, this is all very bell.. but what do you vogl from me? Money, porn filmetts or dev make you the 740?”
“Mmmm Cenerentols, don’t preoccup, I’m not venal… magar the 740 the prossim year: quest’year I cred I have fatt qualch error, ad esemp in the rig N21…”
“Scus fatins, adess I scapp, magar another volt… the Azzurr Princip? Never sentited… fors one Cavalier, mah! The solit young nobil spakkon and coglion type Il Trota…”.
Cenerentols controlled the three zoccolons, uscited for another ballet, semper spering in one (little) trombat (illus!), vested and prended the Mercedes and corred … to the pomp of benzins: the Mercedes was not pien of benzins, pazienz: you don’t look in the bocc of a horse donated? (what cacch of proverb…)
Arriving to the Castells (a great figuron: a figon with a rubated vestit, no cavalier, on a rubated Mercedes…) she entered the Gran Salon of the Gran Ballet: what a meravigl! A sacc of riccons cadavers with Madam: banchiers, finanziers, faccendiers, politicants and Velins (they are dappertutt!).
She cominced immediately to parl in mezz of the vecchions of titles, azions, saccs of solds and all methods of fotting tasses: all very interesting arguments to the vecchions that ascolted the young gnocc very arraped!
The old Madam Babbions detestated this impertinent girl and proved to serv a portat of avariated gamberetts with Nutells spering in one vomit and squaraus of the Eva: nothing to do! Cenerentols was very occupated parling and risponding and … sapeved the old trucc of the gamberetts (provated with the three stronzetts: little scherzett, big soddisfaction!)
But, in the mezz of the serat the Azzur Princip entered the Gran Salon of the Gran Ballet preceded by the Gran Fanfare: this fests are a Gran rottur of balls…
Subit veded Cenerentols, anch because the other were tutt old babbions, ma pensed: “What a tronk of gnocc, but for sicur she’s a gnoccon senz a neuron in the cranic box… che peccat!”.
The Azzurr Princip was very sensible to gnoccons but wanted neurons in the cranic box: just to chiacchier of qualch argument between one trombat and the other…
Avvicinating Cenerentols (she was pensing: “What a figons, but sicurament cretin…”) the Azzurr Princip was presented by the Grand Ciambellan, who was semper in mes ai ball, chieded her name and Cenerentols inizied chiacchiering: “Come vedete Voi, Principe, la svalutazione del dollaro nel contesto macroeconomico attuale? Ritenete opportuna la politica di intervento nel debito pubblico in atto in Messico? Alla luce della teoria keynesiana…”.
The Azzurr Princip sbaved com one lumac: she was the girl of his sogns, gnoccolon and a lot megl than one bocconian (nothing to do with Lewinski…).
He comincied to chiacchier amabilment and they continued fin 23.58 when Cenerentols ricorded the parols of the Streg … ops, the Fatin and dissed the Azzurr Princip: “Scuss me! I dimentiched the caponate on the fire, must schizz!”. The Azzurr Princip, sbigotted, risponded: “One moment, where are you scapping (before scop…ops)! Com ti find? Where do you abit? In which contrad? The numer of your cellular?”.
Cenerentols corred away griding: “I will mand you a cartolin, don’t preoccup, bel bigulun!” (a simpatic nomignol, because anch Cenerentols was innamorating of the Azzurr Princip) but … meravigl and stupor, corring like a ladr lasced a 5″ 1/4 (vecch, quadrat, flessibil) dischett (casualment ported to the Gran Ballet) with the 740 of the stronzs and an etichett “386 – lent com il lat ai ginocch”, the Azzurr Princip raccoglied the dischett and sospired: he corred un sacc and had the fiaton, maybe megl far un bit of footing in futur…
Naturalment the Stradal Poliz troved the Mercedes at mezzanott precis, and so Cenerentols decided for 4 o 5 passes lontan from the Stradal Poliz… but the Castell was a casin far from the Vill and so Cenerentols decided for autostop.
At the quart camionist (TIR lungh 46 meter, adesiv dappertutt, fognesque alit) trying to ingropp her, she decided to cammin that is better…
She arrived at the Vill at 5.00 AM, just in temp to cominc to stir (what a bott of cul!).
The Azzurr Princip was nervosissim! Inkazzed like a procion, chiamed all Ciambellans and Cavaliers of the Regn (fin that moment only a mass of inutil and magnons rompicoglions) and ordined to trov the little, carin delicat fanciull that used a vecch 386. The Azzurr Princip was so rintroned by the innamoration that did not pensed to look into the dischett, anch because, who cavol uses ancor the 5″ 1/4 dischetts?
Naturalment no one of the skazzed Ciambellans was capac of troving a girl with a 386, they troved (and trombed) a lot of girls but not the one that the Azzurr Princip was cerching: inkazzed as 200 procions (inkazzed procion, I intend) he condanned them to ascolt Victor Sgarbs to life (a terrible condann, some of the Ciambellans and Cavaliers fugged urling “This is trop!”).
“Who makes for se, makes for 3”, dissed the Azzurr Princip, “Adess I vu’ and trov ‘sta girl, look a bit!”.
And in men than you can dic (anch men) using the principesc culaton, he troved Cenerentol (the Regn was not China, four cats after all!).
The Matrign and the two racchions esulted when the Spider carrozz of the Azzurr Princip stopped di front of the Vill.
The Matrign pensed: “It is the good volt that we tromb!”.
But the Azzurr Princip urled: “You 3 are only (non-trombing) racchions! You are so imbecill but you are paying very little tasses in a legal manier! There must esserc some other under!”. (he finalment guarded the dischetts… and now are bitter dicks!)
The door of the cess opened and, sudated as a bergamasc murator, appeared Cenerentols! (who was pulishing the cess of three cagons)
The Azzurr Princip pensed: “Beh, better after a good docc with a lot of sapon, but she is the girl of my cuor! (and other parts…)”.
“I will regal you the life of a principess, luxury, money, respect and pan and Nutell (senz gamberett) all day!”, declamed the Azzurr Princip, “And we will chiacchier un sacc of new economy, tasses (com make pay this stronzs evasors) and so avant…” and Cenerentols asked timidly: “… and no trombing???”.
The Azzurr Princip sorrided from one orecch to the other…
“Vien with me in my camer that I mostr you my 386” (not the collection of farfalls, strange!)
The three zoccolons, in the frattime, have schiatted in the salott… megl.
“Ok, I really desider to see you mentr you compil a 740!”, the Azzurr Princip wasn’t staying more in his pell.
She compiled a 740 domanding 2 o 3 cosettins to the Azzurr Princip: how many castells, navs and barchetts, Porschs and Rolex, conts in Svizzer, black fonds…
When she lanced the calcol of the 740, she chieded: “The 486 is VERY lent, when I’m da sol, I go to pulish some stanz or stir, but now that you are qui, how can we ammazz the time?”.
They troved the mod of ammazzing the time.
And ammazzed even the lett and the materass, and the paviment and the lavatric (centrifug, 60 grads)…
“Oh, my love, I will spos you! and I will compr you a Pentium 9 veloc com one agent of the tass (very veloc in the Incantat Regn)! Never never attes lung davant al computer…”
But then the two pirlons guarded ciascun other and pensed insiem: “No long attes, no … Mmmh non ci sound benin.”
Cenerentols and the Azzurr Princip vived felix and content, and to stay more tranquill butted out the 486 and prended from a robivecch a 386, more lent quind more…
(Ah, Cenerentol condanned the Minister of Finanz to decapitation and to listen to Mike Goodday and metted new tasses, the popols ringrazied…)

spear-phishing
Riservato a chi utilizza Yahoo.com

Questo e’ un sondaggio per capire in quanti son cascati nella rete della fantomatica Teresa (io ho tre poste ed ho ricevuto tre mail dove l’unica differenza era nell’intestazione.. Gentile Carlo…Gentile togo29..Gentile togotuentinain mo’ vi educo…
Gentile togotuentinain
Spero ciò ti arrivi in tempo utile. ho fatto un viaggio in Nicosia, Cyprus e durante il mio soggiorno i miei documenti sono stati rubati insieme al mio passaporto internazionale e la mia carta di credito che si trovava nella mia borsa.
L’ambasciata è disposta ad aiutarmi permettendomi di prendere il volo per il ritorno senza il passaporto perciò me ne hanno consegnato uno di breve durata; soltanto che devo pagarmi il biglietto e le spese inerenti il soggiorno in hotel.
Con mio grande dispiacere ho scoperto di non poter accedere al mio conto per prelevare il fabbisogno monetario di cui necessito poiché non dispongo della carta di credito; per ovviare a tale problema, la mia banca ha bisogno di tempo per elaborare tutti i dati che mi servono per ripristinare il tutto.
In tutto ciò ho pensato di ricorrere al tuo aiuto per far sì che io possa quanto meno tornare in patria : pensavo di chiederti un modico prestito che ovviamente ti restituirò non appena sarò tornato. Devo assolutamente essere a bordo del prossimo volo. Se puoi mandarmi i soldi, via Trasferimento Denaro Western Union sarebbe ottimo poiché è il modo più veloce che ho per ricevere la somma.
Per favore, se potessi mandarmi i soldi mediante Western Union sito nella località più vicina a te, sarebbe molto più conveniente per me; credo che in 20 minuti verranno spediti e ricevuti da me. Sono spiacente per ogni inconvenienza tale disguido possa crearti. Posso mandarti i dettagli su come trasferire la somma. Spero di ricevere a breve la tua risposta.
Saluti Teresa
ovviamente non conosco psudo terese di sorta (da notare quanto evidenziato nella mail ricevuta che passa al maschile) ma anche avesse messo altri nomi non capisco come mai una persona che conosco….anziche’ colpo di tlf gratuito dall’Ambasciata utilizzi una mail che essendo multipla si e’ piazzata nelle spam..
Mi domando se qualcuno possa cascare in questi phishing? Boh
ps..ho messo parte della mail sui motori..eheh ci cascano ci cascano e il Tereso di turno dovrebbe correggere il testo o quantomeno passare da Casablanca.
phishing-scam-illustration

Compagnia dei Defunti2

compagnia dei defunti

Sembra ieri quando il Carletto scalava l’Everest a 8.848 mt e oggi giace a meno 2mt in un’urna funeraria.. il suo desiderio era di bruciare sulla terra prima di bruciare nell’aldila’. Ad onor del falso per quel che conosco non avrebbe voluto nemmeno il classico funerale ed e’ per quello che non ho presenziato al saluto finale. A tal proposito mi sorgono dei pensieri e dovendo descrivere il funerale ideale, lo sognerei senza dolore e senza addolorati, addolorandi e senza funerale.. odio presenziare ai funerali e in specialmodo.. al mio. Converrebbe lasciare una traccia di allegria come ricordo.. cosi’ potente da controbilanciare l’assenza nel caso si sentisse. Un segno di leggerezza da consumare anche postumo.. Il funerale deserto andrebbe proprio bene. Non sono fra quelli che piagnucolano…ricordati di me… Dimenticati di me, piuttosto, ma, soprattutto non soffrire. Mi farebbe piu’ male del morire. Ma come cazzo si fa? O muori cosi’ vecchio, ma cosi’ vecchio che le persone che ami o dovresti amare si sentirebbero iperstufate dal vederti ancora li’ stipendiato dall’INPS o INPDAP o peggio ancora nella situazione Forneriana di esodato dopo aver sgobbato un quit di anni. Insomma, ne avrebbero avuto piu’ che a sufficienza dal trovarti sempre tra le palle. Oppure, sempre nel desiderio di non lasciare dolore dietro di se’, tramutarsi, se non lo si e’ gia’, in un essere detestabile e malvagio e iperscassacazzi. Cosi’ perfido da far tirare un sospiro di sollievo a chi resta. E poi hai voglia che l’uomo continui a concedere alla morte la di lei capricciosa, ostinata supremazia…e’ piu’ dolorosa l’attesa dell’arrivo per la serie..meglio mai che tardi insomma..
E che magnifichi se stessa in consessi preficanti dall’organizzazione paramilitaresca. Se proprio fosse necessario, lascerei sfilare dietro il feretro i volontari dell’addio a tutti i costi. Il ricordo del beneamato dovrebbe essere sparpagliato il piu’ possibile e senza le dimensioni strette e obbligatorie di una cerimonia con corteo semiordinato. Incrocio di sguardi interrogativi e rumorino di suole che strascicano ghiaietta e pensieri a caso. Ma la convenzione vuole che alla morte si debba rispetto e al morto onore e saluti. Cosi’, oggi, appare molto sconveniente una preghiera funebre univocale del celebrante. Si e’ stabilito che sia sempre preferibile un rito con ondulazione corale, abbastanza nera. Un rito composto, religioso comunque. La parola deve essere multipla. Le strampalate regole tramandate della pietas sembrano avvertirci che il de cuius, solo dopo la morte, non debba essere solo per la serie..tutti insieme a salutare il rompiballe che si e’ levato di mezzo e ci permettera’ di fare le ferie senza complessi di colpa dell’abbandono o peggio ancora senza interrompere le ferie per tornare a salutare il vecchio pirla rimbambito che pur di stracciarci i pendenti ha deciso di andarsene mentre eravamo a Ibiza. Strana pietas. Da morto, dicevo, qualcuno deve pure piangerlo. Vanno bene legionari smaniosi di macabri eroismi cosi’ come prezzolati professionisti del piagnisteo o le famose piagnimuerto nordafricane. Ora arrivo al titolo del post che ho ripreso da un mio oldpost ficcandoci un 2 e non il classico ..ritorno.. ricordando che dal 2010 Don Marcello Colcelli, sacerdote di Sant’Egidio all’Orciolaia, parrocchia Aretina con quattromila anime , ha costituito la ..compagnia dei defunti… dove uomini e donne suppliscono alla carenza di personale, nel caso non ci fosse alcuno a soffrire attorno al caro estinto. Il vantaggio della solitudine non deve essere concesso mai. Allegro oggi, vero? Vabbuo’.. cambio argomento..quanto costa una cassa da morto per chi si fa cremare?..

Meglio il kit dall’Olanda..61€ e un tuffo al Buco del Piombo.. Ad Majora…
buco del piombo

Virgola.

virgolapunto

Bella la critica sui miei puntini…il sapone o la sapona di turno consigliano di usare le virgole e condivido in pieno l’osservazione e ne comprendo l’importanza ed e’ per quello che soventemente glisso e interpungo e a conferma di quanto detto mi rammento un post di qualche tempo fa… e mo’vi dico..

C’era una volta una virgola, con le palle piene dalla scarsa considerazione in cui tutti la tenevano.

Persino i bambini del DeFassi la prendevano per il culo.
Che minchia e’ sta virgola.. dopo tutto?
Nei giornali nessuno la usava piu’ .. nelle chat non la cagavano.. la buttavano giu’ alla membro di segugio o cazzodicane qualdirsivoglia.
Un bel giorno sta virgola disse ” basta “ durante una riunione dei G24 ..” mi son rotta i pendenti”.
Il Presidente Osbama, presa nota del travaso coglionesco della virgola.. scrisse un breve appunto dopo una lunga chat su MSN col Presidente Sputin:

“Pace, impossibile lanciare i missili.”

e lo passo’ toutdesuite al Generale delle sforze armate.
Qui viene il bello…
In quel momento.. la piccola… insignificante e trascurata virgola mise in atto il suo piano e si sposto’ (essendo bastarda).
Si sposto’ di una sola parola appena … un solo saltino.Opp ..Opp..
Cio’ che lesse il Generale fu’:

“Pace impossibile, lanciare i missili”

….e scoppio’ la guerra mondiale.

Quindi succo del discorso tu devi fare attenzione alle piccole cose… sono il seme di quelle grandi e non mi riferisco alla virgola che trovi sul muro dei cessi del motel dell’area di servizio quando manca la carta igienica.

Saponi e saponette

saponi

Saponi nel senso di sapere molto per esperienza, ad esempio nel vivere altrove. Da molto. Da poco. Per pochi mesi. Per qualche anno soltanto. Per sempre. La vita altrove costringe chi l’ha scelta, o chi l’ha subita, a fare il punto piu’ spesso di quanto non accada agli altri. Dove sono capitato, che cazzo sto facendo qui, perche’ ci sono arrivato e come. Qual e’ il senso dell’andare, quale il senso del restare. Vale la pena. O no. Varra’ la pena. Quando? Avevo un’alternativa? Ma chi me l’ha fatto fare?
La vita altrove e’ una pioggia gelata, ma a volte potrebbe essere anche una coperta calda. Dipende dai giorni e dalle stagioni dall’inserimento. Perche’ vivere altrove significa cancellarsi un poco alla volta e reinventarsi, di continuo. Significa scegliere di perdere l’equilibrio e navigare a vista, quando non del tutto alla cieca. Finche’ non si siano individuati, nella nebbia di un mare sconosciuto, nuovi punti fermi. Nuove certezze cui ancorarsi. Perche’, comunque la si voglia girare, noi siamo piante con le radici che hanno bisogno di terra. ..Devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze…, cantava un poeta. Quasi ad incoraggiare il viaggio di noialtri pur essendo ciechi nella nebbia.
Ma. Vivere altrove significa convivere con la nostalgia, parola che l’emigrante rispetta, teme e impara, a sue spese, a non deridere e ad usare con cautela. Significa rincorrere il ricordo una mattina e imporsi di dimenticarlo la mattina dopo, perche’ fa male cazzo se fa male. Significa accettare di adattarsi, di piegarsi, di contaminarsi, di compromettersi, sapendo che non sara’ mai abbastanza. Siamo quel che siamo e inevitabilmente, siamo anche il posto da cui veniamo il nostro accento ci diversifica da quelli del posto..il nostro modo di fare ci identifica,,siamo i diversi e ditelo a me che provenendo dalla zona del Varesotto quasi Svizzero, aperta e in qualche modo sbruffona son finito in una zona periferica del Torinese, proverbialmente chiusa nella citta’ dormitorio e bugia nein. Anche se impariamo ad accettare di non esserci quasi mai, in quel posto. Di perdere compleanni, battesimi, grigliate, cene con i compagni di scuola, nascite, incidenti, operazioni, aperitivi di chi e’ rimasto in terra natìa.La cosa che mi fa incazzare e’ che quando ritorno, quei pochi sopravvissuti mi dicono … ma che cazzo di accento hai..grrrrrr.. La vita altrove forse regalera’, col tempo, altrettante occasioni. Ovvio. La vita e’ generosa con chiunque abbia il coraggio di prenderla in mano ma e’ anche cattiva con chi crede o gli hanno fatto credere di trovare il paradiso ed invece avrebbe forse trovato l’inferno. Per fortuna o sfortuna esistono persone che si fanno i fatti degli altri e vedendo sia una parte che altrove puo’ a volte fermare questo lanciarsi nel vuoto. Per vivere bisogna convincersi che le nostre radici se estirpate possono far morire ma se trapiantate con criterio di chi conosce l’uso ti fara’ vedere il sole anche nei giorni di pioggia, cazzo ma sta piovendo?Ah no e’ la donna puliziotta di Romeo quello del piano superiore che gli sta lavando il terrazzo col sapone che in questo caso non significa cio’ che ho detto all’inizio su chi sa tanto..mucche e buoi dei paesi tuoi (diceva il nonno).

Ebola Allarmante.

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Sta faccenda dell’Ebola mi sta davvero stretta, se per caso hai 38 di febbre, non ti azzardare a prendere un aereo altrimenti rischi che ti spediscano nella zona riservata con una tuta spaziale addosso e il lavaggio vaginale prequarantena. Finiti i bei tempi dei viaggi ad Amsterdam. Quello con l’Inter- Rail e lo zaino in spalla. So che ve lo ricordate se avete la mia eta’, cosi’ come mi ricordo le insinuazioni del poliziotto di frontiera che, salito sull’Holland Express durante il viaggio di ritorno chiedeva di poter controllare i bagagli. Nel mio caso, la guardia di frontiera fu particolarmente attratta da uno zainetto (il famoso sacco dove i libri tenuti assieme dall’elastico, diventavano orecchiuti e tondi) che, casualmente, era sul pavimento dello scompartimento, seminascosto dalle mie gambe. «E se ci trovo dentro qualcosa – mi disse – mi rispondi che non e’ roba tua e che l’ha dimenticata un tuo amico?». Non dissi un cazzo e lui, rovistando, tiro’ fuori dallo zainetto tutto il contenuto, li dentro avevo un paracalli che usavo per la sbarra mentre facevo ginnastica, un paio di calzini spaiati, l’abbonamento del tram con tutti gli appunti e numeri di telefono..insomma la cosa piu’ simile ad hashish che trovo’ fu il magnesio che usavo per nn scivolare in palestra ..Eppure, ancora oggi, quando, rientro in Italia e attraverso la frontiera, avverto un piccolo brivido. No, non e’ piu’ come una volta, quando gli amici ti chiedevano di portare un tocco di libanese e due semini di maria giovanna e tu cominciavi a tremare cento chilometri prima del confine.. no, adesso ti chiedono mentre vai in Francia.. mi porteresti due scatole di antidepressivi per mia moglie, sai, la mutua non lo passa e la’ costa 25 euro anziche’ 52. Mi prenderesti le aspirine che la’ costano meno? E lo Stilnox per dormire in aereo, avresti voglia di portarmelo? In Francia costa un terzo. E il latte in polvere per il neonato. E le bustine per il bruciore di stomaco.. E la pasta adesiva per il capolavoro del tuo dentista… E cosi’, tu fai il viaggio di ritorno con la valigia piena di medicinali da distribuire ad amici e parenti e per tutto il tragitto rimastichi due amare riflessioni.

Riflessione numero uno:

una volta all’estero compravo cose divertenti (e non necessariamente arrotolabili in una cartina), oggi mi riduco ad acquistare lenitivi per gli acciacchi dell’eta’ e latte in polvere per il nipote della portinaia.

Riflessione numero due:

e’ possibile che una medesima confezione di farmaci, stesso dosaggio, stessa marca, stessa composizione, al di la’ del confine costi molto meno che di qua? E’ possibile che nessun politico, di destra, di sinistra o di centro, sia mai riuscito ad opporsi allo strapotere delle case farmaceutiche che ci derubano? E’ mai possibile che tutti cerchino sempre di mettercelo nel… Azz…a proposito ..le ho comprate le supposte per lo zio Pompeo?..

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Belen, dimmi perche’..

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Cara Belen selfierosa, spiegami o risolvimi il mistero dovuto alle pulizie del giovedi’. Sto post e’ rivolto non a te che non fai un belen in casa ma a quelli che assumono la Colf e poi puliscono la casa prima che arrivi, cioe’ pagano apposta una che viene a casa loro per non fare una mazza. Passano addirittura la cera sull’asse del water pur di non fare brutta figura datosi che il marito piscia sempre fuori e il tuo due ne sa qualcosa e non ha mai capito la storia dell’asse..alza l’asse abbassa l’asse..boh e’ il terzo mistero di Casalbrodino casa vacanziara. Cosi’ arriva la “signora” delle pulizie, contenta come un grillo (non quello del fivestar), si infila le ciabatte, si fa il caffe’, legge il tuo giornale fa una passata sul tuo pc si scatta due selfiate col tuo smartsei e poi telefona tutto il tempo al cellulare della cugina, assunta anche lei da qualche sciroccata, che sta nell’europa ovest, per pulire sti locali sempre puliti. E per finire guardando in quel di Porcaro ed esattamente in Via Italia mi domando e dico del perche’ del lavaggio delle strade. Ma perche’. Io mi sono sempre chiesto e non me lo sono mai spiegato come disse il vento alla vela. E’ come lavare la suola delle scarpe. Perche’ lavare le strade e non i marciapiedi che li deve lavare la Juljana, insomma in strada tutto sommato ci si passa in auto ma sui marciapiedi dove passano i cristiani e i tir del biscottaro.. che sono? Fogna a cielo aperto?. Dai facciamo un bel bucato serio e bagnato come la moglie del biscottaro..cazzo, scopa, acqua e sapone, sia chiaro. Certo. Perche’ vorrete mica dirmi che per togliere questi maledetti olii nocivi o residui del ciuingumme basta bagnare le strade con quegli sprizzino virgoletti? Davvero? Ma allora e’ meraviglioso. Ma come mai questi oli si depositano solo in via Italia? Le altre vie sono immuni? Qualcuno le ha vaccinate di nascosto? Ma perche’ dico io e scusate la polemichetta. Ma se l’auto posteggiata impedisce il lavaggio perche’ mi date la multa e poi la lasciate li e la lavate lo stesso sta cazzo di strada? E se potevate lavarla perche’ mi avete dato la multa a fare? Ah capisco, era per castigo come il semaforo davanti alla Coop. Avete fatto bene e vi risparmio la storia della spazzatura differenziata, altra multa ma se non mi dite come faccio a separare il liquido organico dalla gomma la gente che scopa nel senso rapporto intersezionale ancora non sapra’ mai differenziarla e quindi da quei soldi che all’inizio serviranno per istruzione, staccate solo una piccola parte per addestrare le forze del disordine a rispondere alle domande sul come fare a differenziare e nel frattempo la parte organica seguira’ il percorso delle acque di scarico via cesso dove le massaie buttano rigorosamente l’olio dei fritti e la parte gommata rimarra’ nell’apposita cartucciera anche perche’ ci sta chi e’ allergico alla gomma e senza fare nomi lo guardo allo specchio. Basta coi perche’ dolce Belen con 125.000 mi piace al tuo video serale e speriamo meglio nell’oggi che dovrebbe esser un sabato solatìo sopravvissuto al venerdi’ 17 e come ben sapete ne’ di venere ne’ di marte non si tromba e non si parte. E per i nostalgici ficco il motto

Non c’e sabato senza sole

non c’e’ cuore senza amore

non c’e’ prato senza erba

non c’e’ culo senza …..

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