Archivi

Unite le foto.

selfie

L’Estate se n’e’ ita e come ricordo avete le foto scattate con amici e parenti, peccato che le immagini dei bei momenti trascorsi in compagnia siano sparpagliate tra tutti i vari partecipanti implicando dunque, come inevitabile conseguenza, l’impossibilita’ di riunire il tutto in un unico album, a meno che…. non si decida di utilizzare un apposito servizio quale Comemories.

Si tratta di una risorsa online, utilizzabile in modo del tutto gratuito e senza dover eseguire alcun tipo di registrazione che, in modo semplice e senza troppi problemi, consentira’ di far fronte ad una situazione analoga a quella precedentemente elencata permettendo dunque di creare album fotografici collettivamente, il che costituisce senza alcun dubbio una gran bella comodita’…

Utilizzare il servizio e’ davvero semplice poiche’, una volta aperta la relativa pagina web, tutto cio’ che dovrete fare non sara’ altro che creare un nuovo album inserendo un nome al posto della scritta Gallery Title e, successivamente, cliccare sul pulsante Create Gallery per confermare l’esecuzione dell’operazione.

A questo punto potrete iniziare ad aggiungere foto ed immagini all’album fotografico semplicemente sfruttando la comoda tecnica del drag and drop. (trascinando la foto o tutte le foto dal vostro pc ).

Per permettere ad amici e parenti di inserire le proprie immagini all’album creato sara’ poi sufficiente dare loro il l’apposita URL indicata nella parte alta della pagina, dopodiche’ potranno iniziare ad aggiungervi ulteriori elementi trascinandoli dal proprio hard disk alla finestra del browser come avrete fatto voi e completare cosi’ l’album..

Una volta ultimato il tutto sara’ poi possibile scaricare l’intera galleria sotto forma di archivio compresso direttamente sul PC in uso.

Tutti gli album creati saranno memorizzate dal servizio per 90 giorni, mentre invece, utilizzando Comemories previo login con i dati del proprio account Facebook sara’ possibile aumentare il tempo massimo d’archiviazione e gestire in tutto e per tutto gli album creati… e mo’ v’ho detto e buon autunno.

Ite in Ubuntu.

1

Se usate MacOS o Vista, siete completamente succubi dello sviluppatore di quel sistema operativo.

Tali sviluppatori hanno il potere di cambiare a loro discrezione il software che gira sul vostro elaboratore ogni qual volta la macchina e’ collegata alla rete l’utente non la possibilità di dire si o no, deve solo subire.

Il sistema stesso e’ un po’ come la legge elettorale italiana un’unica, enorme, falla.
Al contrario, con il Software Libero, voi deciderete cosa fare col vostro computer, sara’ al vostro servizio invece di soggiogarvi.

Il problema del Software Libero e’ percio’ non un problema tecnico, ma un problema etico, sociale e politico.
E’ un problema di DIRITTI UMANI per gli utenti del software.

2

Perche’ usare Ubuntu? o Linux in generale?
Perche’ quando ho piazzato l’ Ubuntu, ho visto un altro modo di rapportarsi col pc, e sono stato incuriosito da possibilita’ e funzionalita’ nuove.

Successivamente mi sono appassionato alla mentalita’ del free software e mi ci sono riconosciuto sempre di piu’.

Non avevo grossi problemi con Win ma ero stanco di usarlo come un automa.

Spesso mi succede…. non riesco a fare qualcosa con Linux, e allora avvio quella partizione di Windows 8 che tengo li’ giusto per le emergenze, e mi riesce tranquillamente al primo colpo.
Facendo il confronto vedo che anche moltre altre comodita’ vengono a galla, l’ uso dei sistemi free sono decisamente molto piu’ facili, premo CTRL+ALT+DESTRA per andare in un nuovo workspace dove aprire un’altro firefox.
Estiqaatsi non ci sono i workspace! Vabbe’ dai, una mancanza contro le mille del Linux.
Apro firefox. cerco, la navigazione si fa’ molto lenta. Come mai? Bho, non ho voglia di indagare, quando sono con Windows sono pigro. Dopo 10 minuti buoni salta fuori quell’odiosa finestra verde con scritto “Antivirus aggiornato”. Allora capisco, e tiro un moccolo di abbinamento santi e animali, perche’ su Linux non ho necessita’ dell’antivirus.
Continuo a navigare tranquillamente, finalmente Youtube e altri siti con flash si vedono senza problemi. Poi non riesco piu’ a caricare i video. Cosa minchia e’ successo? “Windows Update… si stanno scaricando gli aggiornamenti 2% completato cliccare qui per controllarne lo stato”. Miii ventimila giga di aggiornamenti per continui problemi.
Vabbe’ mi ascolto un po’ di musica. Apro Windows Media Player e scopro che non ha ancora indicizzato la mia musica (prima volta che lo avvio). Vabbuo’ dai quanto ci mettera’… (un’ora dopo ancora non sto ascoltando musica con WMP, mi sono ridotto ad ascoltarla con VLC (scomodissimo).
Per fare questo devo aprire manualmente le cartelle.. aspetto che explorer.exe mi apra la mia cartella Musica con dentro quasi 300 sottocartelle contenenti gli autori…. Crash…. explorer.exe ha smesso di funzionare. Vabbuo’ turna, riprovo, ora va’. metto su la musica di una cartella e riduco a icona VLC. Mi occupa comunque 40 pixel vitali di barra sotto, dato che non ci sono i workspaces…
Ora mi scarico le foto che ho fatto ieri durante lo strafogamento… Inserisco macchina fotografica via USB. “Ricerca di driver in corso”. E’ una cacchio di schedina SD ma Windows ha bisogno dei driver. Un minuto buono. Copio incollo, nel frattempo la finestra della copia sposta stato su “Non risponde” almeno due tre volte, ma almeno finisce.
Tho guarda, c’e’ n’e’ una in cui sono venuto con gli occhi rossi… Apro GIMP per sistemarla. GIMP crasha. Su ubuntu parte in due nanosecondi. Su windows si ferma al caricamento dei pennelli (o a quella dei font, non mi ricordo).

Vabbe’ dai…. dopo tre tentativi opto per corel PaintShop e riesco a rimuovere gli occhi rossi.
Questi sono solo esempi del perche’ uso Linux, vuoi un altro motivo per cui fare tasto sinistro, installa??
Ero stanco di dovermi proteggere da minacce come virus e roba varia, ero stanco di dover craccare programmi che mi servivano.

Non avrei mai speso migliaia di euro per poter andare avanti con le mie esigenze, senza i crack ecc. non avrei potuto fare niente.

Adesso ho a disposizione degli splendidi software open che a mio avviso non hanno nulla da invidiare ai piu’ blasonati proprietari, ho liberta’ di usare quello che voglio, di aggiornare quando cazzo mi pare e anche di cucirmi la Distro intorno al mio hardware come un sarto; e ultimo, ma non meno importante posso valorizzare davvero i miei acquisti a livello di computer perche’ sia Ubuntu che Debian, ed anche altre Distro sono molto piu’ performanti.

Concludo e svicolo tutto a mancina.. Su Ubuntu hai la possibilita’ di vedere con i tuoi occhi, provare con mano, quello che andrai a installare (tramite la modalita’ live). Su Windows c’e’un pulsante in traybar o barra bassa con scritto “Installa Windows 10″.
Non sai cosa ti aspetta, se e’ un mondo nuovo, e’ come andare in Burundi dopo aver vissuto per anni a New York. (con tutto il rispetto per quelli del Burundi).

Tutto questo e’ vincolato al “Benet” e il suo Free software” is a matter of liberty, not price. To understand the concept, you should think of “free” as in “free speech,” not as in “free beer.

A lui la liberta’ di scambio post per un Software Libero e un augurio alle viti avanzate relative alle jpg allegate.

3

xxx.. post nel post..per i patiti dell’Office ecco il free online.

Profumo.

e 2015 in Entertainment
0
albero2
Certo che la nostra vita pullula di mistero. Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Perche’ i miei jeans messi in lavatrice escono di legno? Due tavole da snowboard? Perche’ le mie calze piede 44 pianta larga escono strette perfino per le bambolette della collezione che stanno sul mobile.bambole

E ancora, supremo arcano della nostra esistenza, chi e’ l’inventore di quell’aggeggio diabolico chiamato Arbre Magique?albero1 Chi e’ quel genio che ha inculcato nella mente umana la convinzione che la macchina puzzi e abbia assoluta necessita’ di una profumatina? Che follia. Le automobili sanno di automobile ed e’ normale mi pare. Com’e’ normale che le panetteria sappiano di pane, le cartolerie di cartone, i piedi di piede. Pensa se un piede si mettesse improvvisamente a profumare di mughetto. Non sarebbe destabilizzante? Solo le profumerie sanno di profumo. D’altronde sta scritto nella loro natura di profumerie no?. Qui si tratta d’alta speculazione intellettuale. Per cortesia fate attenzione. E allora perche’?

Perche’ la mia macchina deve puzzare di pino d’Islanda dal momento che sta parcheggiata nei pressi dello Stura? O di Macedonia? Una 156 che sa di Macedonia. E’ innaturale. Le 156 sanno di fintapelle. Altrimenti non sono vere 156. Sono imitazioni. E magari ritrovassimo a naso soltanto aromi conosciuti, come pesca, mela verde, gelsomino; ci sono profumatori da macchina al gusto d’Oceano.. Ci prendono proprio per il culo…Ma che ne sappiamo noi del profumo dell’Oceano? Al massimo ci ricordiamo l’odore che c’e’ a Casalbrodetto. Poi un tempo dovevamo fare i conti solamente con il dannato pino, arnese che doveva essere estratto poco per volta dal suo porta albero, a parte i coglioni che lo snudavamo completamente rendendolo una spugna di tanfo. Ora no. Ora abbiamo la cenere puzzolente, il dispensatore adesivo, il gel assorbente all’aroma di papaia. Tu entri in macchina e vomiti anche l’anima. Sei ostaggio della nausea. Contagiato dalla pestilenza. Io quando monto sul 156, voglio entrare in una macchina e non in una bignola, porca di quella vulvivendola. La vaniglia si mette nelle torte e non nei cruscotti. At par?. E se ti capita di fare viaggi lunghi? Beh li e’ la fine. Scendi dall’auto con lo stesso colore e lo stesso odore dei biscotti del Banderas.

E adesso il solito spazio del NAT…
1

2

3

4

5

6

7

8

9

9ultimo

Farabutto.

farabutto

Tutti segnano sul calendario della macelleria le varie cose da ricordare, scadenze, compleanni, annotazioni che interessano.. e a questo proposito vedo un asterisco che mi ricorda uno di Rosarno Calabro con cui ho avuto a che fare.. gia’ il nome della citta’ indica che gli abitanti non sono proprio quelli che vanno a messa delle cinque.. l’asterisco di pocanzi mi ricorda l’anniversario della decuiussazione di un soggetto che ha abbandonato questa valle di lacrime nel pieno della sua giovinezza interrompendo la sua attivita’ nel clan di famiglia..il bello e’ che proprio il pater della moglie ha posto fine alla sua carriera di Farabutto.. questo termine non mi capita tra le orecchie di sovente se non per il ricordo da quando e’ morto sto pirla che, se fosse ancora vivo, oggi sarebbe profondamente in crisi sentendosi dare del farabutto, come vorrebbe la nuova accezione che il piu’ grande linguista degli ultimi 150 anni ha dato al termine per la serie…sbagliando, ancora e per sempre.
Farabutto e’ un’offesa a cui sono molto affezionato. “farabutto” urlava il pirla davanti alla tv ogni volta che vedeva o veniva nominato il miglior dito medio degli ultimi 150 anni.
Per me farabutto era il suo sinonimo e sto pistola intui’ subito le potenzialita’ del miglior illusionista degli ultimi 150 anni e per questo non posso evitare questo insieme di rabbia e mentre vado a dare la definizione esatta per conto mio ovviamente senza avvalermi dei linguisti.
Allora…
Dicesi farabutto colui che piglia per il culo il prossimo, che luccica oro pataccato, che riempie di stronzate la mente delle persone, colui che ha inventato il trompe d’oeil sulla testa.
Farabutto e’ un individuo di poco conto, spregevole. fannullone, cialtrone, mascalzone, tutto cio’ che finisce con one ma letteralmente “ladro di frodo”, persona sleale e senza scrupoli e nel singolare canaglia, filibustiere, figlio di vulvivendola e nipote di bagascia cugino d’androcchia. Farabutto e’ colui che rimane vittima delle sue stesse vittime, (spero presto anche del suocero che l’ha fatto fuori, ovviamente senza augurare male a nessuno).
Farabutto non e’ mai chi dice la verita’, al massimo lo e’ chi la dice quando e’ troppo tardi.
Quando non si puo’ fare piu’ niente che anche se si fanno cose, sono cose da farabutti, da gente che trova il coraggio di farle fuori tempo massimo. E secondo Voi a chi sto dando del Farabutto?
Aspetta che giro lo specchio..dubbio amletico, verso di me o verso di…
vabbuo’ pace all’ananimaccia tua Giuseppe Gregorio e abbrustolisciti per bene.
dito

2035 Il ns futuro.

barcone

Il Post e’ dedicato al mio amico Do’Nato che driverizza al Ministero e per motivi linguaggistici ne approfitto utilizzando un suo concittadino dell’Urbe.. l’Agro Romano di cui condivido il punto di vista sul futuro Italico tra quattro lustri max.
Un barcone pieno zepp de ggente e’ sbarcato ieri sulle coste libbiche.
So tutti Italiani: Longobardi, Veneti, Siciliani, Calabbresi, inzomma de tutte le Reggioni.
Scappano.
E nun se sa si so’ pensionati, cervelli in fuga, clandestini o
esodati (da cui “esodo”).
Quarcuno se vo’ fa’ passà pe’ tedesco e nun se vo’ fa’ pija’
l’impronte diggitali (l’Italiani sono molto orgojosi).
Però li sgamano subbito dar colore della pelle, da come movono le mano e dar fatto che parleno tutti insieme, che ‘n ce se ca-
pisce un cazzo.
Però i Libbici nun se preoccupano piu’ de tanto.
Sanno che la Libbia pe l’Italiani e’ solo de passaggio.
Je danno provviste pe’ du’ o tre settimane e quelli a tappe turistiche, fermannose ‘gni tanto pe’ guarda’ er panorama, raggiungono er Niger, la Nigeria, lo Zambia… indove troveno
lavoro e accoglienza.
Pero’ in quarcuno de quei Paesi nu’ li vonno perche’ dicono che er probblema nun e’ solo loro, “ma de tutta l’Africa ”.
“Sinno’ – dicono – che cazzo d’Unione Africana e’?”.
Er dibbattito se fa’ sempre piu’ acceso, perche’ quelli, l’Italiani, scappeno sempre de piu’, e nun se sa ‘ndo’ metteli.
A certi nun je vie’ nemmeno in mente che, clandestini o no, l’Italiani so’sempre esseri umani e che questo e’ un esodo epocale.
E’ ineluttabbile che ner 2035 l’Africa sara’ quasi tutta bianca e nel Burundi la lingua ufficiale sara’ er romanesco.
Quindi la speranza e’ che, alle prossime elezioni, l’Africani nun se faccino frega’ da li partiti populisti che vorebbero bombarda’ le coste Italiane ‘ndo cojo cojo pe’ nun fa’ parti’ piu’ nessuno.
Nun e’ coi droni che se risorvono sti probblemi, ma andando a parla’ coi capi delle tribbu’ italiane, cercanno de convinceli a mette li campi profughi ner loro paese (pare che le tribbu’ der Nord sieno le piu’ facili da convince).
Ortretutto questo impedira’ d’ora in avanti che quarche mafia equatoriale, in quarche capitale africana, speculi sull’emigranti, sui campi d’accoglienza e se freghi i sordi destinati a loro, lasciando l’Italiani ner degrado, nella miseria piu’ ignobbile e alla merce’ de quarche caporale che, pe’ fame, magari li costringe a fa’ la raccolta de datteri e de noci de cocco 20 ore ar giorno pe’du’ sordi.
Tutte cose che sarebbero ‘na vera vergogna per tutti li Popoli Africani.

Tablet.

tablet

OviDio mi pare dicesse Nec sine te, nec tecum vivere possum, ovvero ne’ con te, ne’ senza di te .
E la conferma e’ stata anche stavolta nei tre mesi marini e mi riferisco ai nostri collegamenti col mondo civile.
Qualcuno ci ha provato, una settimana senza cellulare, senza twitter, facebook e navigatore satellitare, ma poi ha confessato di aver barato, di non essere riuscito a sconnettersi completamente dalle proprie abitudini, cosi’ recenti e gia’ cosi’ radicate e se in spiaggia alzavi l’occhio vedevi gente con i pollici sul tablet agevolati dal wireless costiero .
Non e’ facile anche solo immaginare un mondo e una vita, la propria, senza i punti di riferimento che la tecnologia ci ha messo a disposizione in questi anni rapidi e tumultuosi.
La tecnologia e’ rimasta una delle poche ideologie ancora in circolazione e ha la tendenza a inglobare il tutto fino alle estreme conseguenze, fino alla sovrapposizione completa con la vita stessa.
Non abbiamo il coraggio di “staccare” completamente in quanto abbiamo paura del vuoto. non siamo “tech addict”, ma come la maggioranza viviamo quotidianamente nella tecnologia e con la tecnologia ne facciamo un uso consapevole e non tanto equilibrato.
Accendiamo il computer con la stessa disinvoltura con cui accendiamo il televisore o la luce di casa girando un interruttore, senza chiederci che cosa mette in moto la nostra manovra e perche’.
Vivere scollegati e’ oggi la piu’ straordinaria avventura che l’uomo possa affrontare e come tale mette paura perche’ si tratta di esplorare un universo poco frequentato… e’ la nuova frontiera, la corsa all’ovest, la scoperta della luna, il viaggio iniziatico, un percorso a ritroso alla ricerca di sensazioni perdute, alla ricerca di se’.
Una volta di piu’ mi rendo conto che ci vuole coraggio e stile. disinvoltura ed eleganza ad entrare ed uscire dalla contemporaneita’… e’ intraprendere l’avventura senza scosse e senza impugnare bandiere di un impossibile ritorno al passato, e’ semplicemente interpretare la vita con la propria, irriducibile, irrinunciabile, personalita’ e chiudo col latinorum O rerum naturae obscuritas quantum tegmen est falsitatis che tradotto in Casallordinese indica l’oscurita’ delle cose della natura sono grandi quanto il velo della falsita’.Cin Cin..alla vostra..hich
tablet3

Dacci oggi la striscia quotidiana di Nat
1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

andate in pace…

F#

mareeee

Ragazzi mollate il PC e ite al mare.. da parte mea ho deciso che al mio ritorno da Casalcoso cambiero’ alcune cose.

Dal 2009, ogni anno, ho ricevuto da Microsoft Corp. la nomina a Microsoft MVP per la categoria Visual Basic (per la eventuale conferma di quest’anno (la VI), staremo a vedere…).

Ho scritto centine di post sui miei blog, decinaia di articoli su Visual Basic e sulle tecnologie tipo SQL Server.

Ho ricevuto numerosi commenti e mi spiace non essere riuscito a rispondere a tutti…

Nonostante la mia passione per Visual Basic, sento che questo ambito non mi stimola piu’ a sufficienza.

Ormai su Visual Basic si e’ detto e scritto di tutto e di piu’, tanto che non esiste una sola funzionalita’ che non sia stata esplorata, un esempio che non sia stato scritto…

Ecco perche’ ho voglia di cambiare… per trovare nuovi stimoli.

A partire dal mio rientro dalle vacanze, verso meta’ settembre, mi dedichero’ molto di piu’ al linguaggio F#, lasciando gradatamente

Visual Basic.

Un TY a Microsoft Corp., a Microsoft Italia e MVP Lead, che supporta magni fica mente gli MVP italiani.

4519_new_logo_gladiators

Elocubrazione mentale.

CHIUSO2

Come ogni anno vi posto il mio arriverci a Settembre e me ne vo’ nella casa marina per ten decinaia di giorni ovvero una centina.

Faro’ qualche puntata sui blog ma solo per toccata e fuga… lascio un ringraziamento per i commenti avuti scusandomi per non aver sistematicamente risposto (la media e’ stabilizzata a oltre 23.000 settimanali) ma statene certi che in considerazione osservativa mi sono serviti.

Mi manchera’ la postatura in quanto la parte piu’ eccitante nello scrivere una storia e’ l’ipotesi, non tanto remota, di aver scritto solo cagate, e il tempo che ho impiegato per farlo che ne ha regolato l’intensita’ emotiva.

E come dice il buon coso.. capra..capra..capra..io sono una capra con una teoria che spiega tutto e mi da’ l’illusione di capire il mondo invitandomi a brillare poco per soffrire di meno di chi splende piu’di me.

A tal proposito mi basta il terzo posto in mIRC e vedo in questo momento il mio punteggio attuale di 12.765.442 punti … per lo scatto al secondo ne mancano 6 milioni e quindi zero_cool puo’ stare tranquillo (almeno sino a settembre).

Sto post scritto oggi e’ per domani in quanto viene da ieri.

Lo so … tutto e’ cambiato, anche il futuro di una volta e’ diventato passato e imparare come si costruisce una storia, oggi piu’ che mai, e’ importante per capire quando qualcuno te ne racconta una per fotterti.. ad esempio smascherando l’uso della coerenza come principio di verita’.

Parto dal principio del Sillogismo (o una specie di)… nessun americano e’ europeo. Tutti i cinesi sono asiatici. Quindi nessun cinese e’ americano.

Certo che le elocubrazioni in oggetto sono veramente seghe mentali adatte forse a chi utilizza le parole Sean Ian Mills, un sedicente geek, nerd, dork e tutto quanto di chi e’ al primo posto, ovvero l’aspirante scrittore che altro non e’ che Bob, un agente di HYDRA.

Bob e’ interamente di proprietà della Marvel Comics e Ian (lui pensa che il suo primo e ultimo nome da soli non abbiano abbastanza zazz o pepe o brio) sta usando la sua personalita’ secondo il giusto utilizzo legale, dal momento che non sta’ facendo soldi da quell’immagine. Bah…

Nemmeno io alla faccia del dott.proff dell’agenzia banda bassotti di Cirie’ checche’ ne dica.

Gli auguro un giorno di scrivere un testo tutto suo, cosi’ lo potra’ sostituire alle attuali cagate demenziali o finte tali.

Non so chi possa essere il suo mentore, quello che ha progettato le sue geometrie di narrativa specificatamente stronzesca e alquanto forbitamente stomachevole.

Ma se qualcuno lo sa, vorrei fargli credito e non parlo di malignitas.

Qualc1 estraneo a questo tipo di post stara’ pensando che venti contrari stanno spingendo fuori dalla mia mente vecchi pensieri livoreschi nei confronti del solone.

Ha perfettamente ragione ma deve considerare a che numero genetliacale sono arrivato in quel del 29 marzo..ma non deve dimenticare la mia sindrome di peterpan che gioca sfavorevolmente alle sue osservazioni.

Azz come dice Lella, mi sono di nuovo dilungato causa la seconda sindrome di patologia tastieristica rapporto cervello, dita e tastiera.

Concludo quindi constatando tutte le cose che stanno succedendo…. messe assieme, sembrano creare un imbuto che ci porta verso l’alienazione volontaria dalla realta’ e cito solo un paragone col buon Dante.. Esso stesso incontro’ Celestino V (primo papa dimissionario) quando ancora non aveva messo piede nella citta’ dolente, l’inferno vero, e sempre da dov’era sentiva che gli Ignavi sventolanti e gli Angeli egoisti facevano un casino della madonna. Porca mignotta chiudiamole ste porte di Equitalia e spero che a settembre qualcosa sia cambiato o cambiera’.

Ars longa, vita brevis..

ars

Rispondo su questo Blog per quanto riguarda l’osservazione in Linkedin sulle programmazioni obsolete e sono d’accordo che il Pascale, il C++, Java, Modula-3, Scheme siano meno semplici di sintassi e facilita’ d’uso di un Python o chi per esso.

Per essere al corrente coi tempi del chi per esso, linko lo scarico del book gratuito qui e chi vorra’ completare il bagaglio informatico ne faccia buon uso e via andare.

La mia idea e’ che si sta procedendo verso quella che definirei “standardizzazione” del linguaggio, che facilita la programmazione, portando anche i non esperti del settore a “cimentarsi” nello sviluppo dei software.

Quella che scrivo e’ una riflessione che solitamente evito per non appesantire il post con citazioni e riferimenti ma che qui vorrei particolareggiare per quello in cui opero, quello dello sviluppo di software.

Innanzitutto utilizzando il motore di ricerca, parto da una citazione famosa di Socrate:

“Scio ne sapio” (“Io so di non sapere”).

La citazione e’ rivolta (e venne rivolta) con un atteggiamento polemico contro coloro che pretendono di sapere troppo ed ecco la mia di citazione che uso spesso, ovvero quella di non chiedermi consigli in quanto sapete sbagliare per conto vostro.

Ma il “non” sapere e’ uno stato normale dell’uomo. La battuta in Lynkedin di cui sopra tra l’altro citava:

“[…] So utilizzare abbastanza bene Windows 8; non sono un programmatore, ma mi interesserebbe prendere delle lezioni sull’utilizzo dello smartphone e tablet Apple (rispettivamente iPhone e iPad). Sono appassionato di questi apparecchi, ma non so utilizzarli. […]“

Cosa ho pensato? La curiosita’ e’ lecita, ma non si puo’ pretendere di imparare a programmare cosi’ da un giorno all’altro e, sicuramente, non e’ il caso di partire da Objective-C per farlo.

Il punto di partenza potrebbe essere quello di trovare un “linguaggio padre”, come puo’ essere C/C++/Java per i linguaggi “tipati” o Python/PHP (di cui ho linkato lo scarico gratuito) per quelli “non tipati”. L’importante e’ iniziare a pensare alla programmazione.

Non programmare.

Mi ha molto affascinato l’articolo di Peter Norvig (padre dell’intelligenza artificiale) dal titolo: “Teach Yourself Programming in Ten Years“, e di cui riporto il link all’ottima traduzione di Fabio Tessitore): Imparara a programmare in 10 anni…perche’ vanno tutti di fretta?

Vi invito a leggerlo. Io da qui ho estrapolato le seguenti frasi:

La conclusione e’ che le persone vanno molto di fretta quando devono imparare qualcosa sui computer, oppure che i computer sono qualcosa di favolosamente facile da imparare rispetto a qualsiasi altra cosa.
Non ci sono libri su come studiare Beethoven, la Fisica dei Quanti o perfino l’Addestramento dei Cani in pochi giorni.
Come disse Alexander Pope, “un po’ di sapere e’ pericoloso“.
Qual e’ il punto? Alan Perlis una volta disse: “Un linguaggio che non influenza il modo di pensare la programmazione, non vale la pena di essere conosciuto. E’ possibile che debba imparare una piccola parte del C++ (o piu’ probabilmente, qualcosa del tipo JavaScript o Flash) perche’ hai bisogno di interfacciarti con qualcosa di esistente per portare a termine un compito specifico. Ma allora non stai imparando a programmare; stai imparando a completare quel compito”.
Alcuni ricercatori (Bloom (1985), Bryan & Harter (1899), Hayes (1989), Simmon & Chase (1973)) hanno dimostrato che sono necessari circa dieci anni per sviluppare esperienza in una gran varieta’ di campi, inclusi il gioco degli scacchi, la composizione musicale, la telegrafia, la pittura, il suonare il pianoforte, il nuoto, il tennis, le ricerche in neuropsicologia e in topologia.
ars2
La chiave e’ la pratica intenzionale: non semplicemente farlo ancora e ancora, ma impegnarsi in un compito appena oltre le proprie abilita’, provare, analizzare il proprio rendimento mentre e dopo l’esecuzione e correggere gli errori.
Quindi ripetere. E ripetere ancora.

Samuel Johnson (1709-1784) pensava ci volesse anche di piu’: “L’eccellenza in un campo qualsiasi puo’ essere raggiunta solo attraverso il lavoro di una vita; non si puo’ acquistare ad un prezzo inferiore“. E Chaucer (1340-1400) aggiunse che la vita e’ cosi’ breve, l’arte così lunga da imparare. Ippocrate (c. 400 AC) e’ noto per la massima “Ars longa, vita brevis“, che e’ parte della citazione piu’ lunga “Ars longa, vita brevis, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile, che in Italiano suona come” – [La vita e’ breve, l’arte e’ lunga, l’occasione e’ fugace, l’esperienza ingannevole, il giudizio difficile].
Sebbene in Latino, “ars” puo’ significare sia arte che mestiere, nell’originale Greco la parola “techne” significa solo abilita’, non arte.
Lavora su progetti insieme ad altri programmatori.
Sii il miglior programmatore in alcuni progetti; sii il peggiore in altri.
Quando sarai il migliore potrai testare le tue abilita’ di guidare un progetto e ispirare gli altri con la tua visione.
Quando sarai il peggiore imparerai cosa fanno i maestri, e cosa non piace fare loro (perché lo faranno fare a te).
Perlis dice che i migliori hanno un talento che prescinde dall’allenamento. Ma da dove viene questo talento? E’ innato? O viene sviluppato con la diligenza? Auguste Gusteau (lo chef di Ratatouille) dice: “Tutti possono cucinare, ma solo gli impavidi possono essere grandi.” Penso sia volonta’ di dedicare una larga parte della propria vita alla pratica.
Ma forse “impavidi” è un termine per sintetizzare questo concetto.
Oppure, come dice Anton Ego, il critico di Gusteau: “Non tutti possono diventare grandi artisti, ma un grande artista puo’ venir fuori da ovunque“.

Non c’e’ altro da aggiungere penso, considerato che ho bloggato non solo il mio parere ma quello di autorevoli personaggi sia di cultura che di informatica.

Occorre aver la coscienza di non sapere le cose, per studiarle, provarle e confrontarsi con gli altri, migliorandosi continuamente. Comunque, il segreto per sopportare lo sforzo e’ quello di fare le cose con passione e percio’ continua ad usare i pollici sul tuo smartphone e non pensare di imparare programmazioni in 10 lezioni.