Come aumentare la RAM del pc.

Voi sapete che la RAM e’ la parte piu’ veloce del computer e saturata questa il PC  rallenta la velocita’ per il semplice fatto che utilizza l’HD, quindi ecco come aggiungere RAM al computer usando una chiavetta USB come memoria di sistema.
Inserite la chiavetta in una porta USB 2.0 del PC, aspettate la comparsa del menu’ “Autoplay” e cliccate sulla voce “Aumenta la velocita’ del sistema utilizzando Windows ReadyBoost“.
Spuntate la casella “Utilizza il dispositivo” e impostate lo spazio da riservare all’allocazione del file.

ReadyBoost

Lo spazio suggerito vi consente di ottenere il massimo da ReadyBoost, altrimenti indicate un valore che sia pari o superiore alla quantità di RAM installata nel PC.
Cliccando su “Applica” avvierete la configurazione della cache.
Per recuperare lo spazio riservato a ReadyBoost nella chiavetta USB aprite le proprieta’ del dispositivo, spostatevi nella scheda “ReadyBoost“, spuntate la voce “Non utilizzare il dispositivo” e cliccate su “Applica“.

Gaycar

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Due notizie «cuntra le boje», come diceva mia nonna. La prima e’ un pettegolezzo. La Vittoria Beckham, moglie del David grandissimo tronco di pino, aspetta una bambina. Congratulazioni. E’ un periodo che i divi sfornano pupi a nastro. E pensa che ha gia’ anche anticipato il nome. Sai come la chiamera’? Santa. Ha detto che la chiamera’ Santa in omaggio a Santa Monica, un posto che le piace tantissimo. Scusate un attimo. Conto fino a mille e respiro di naso cosi’ mi abbasso il contagiri. MA MINCHIA CHIAMARLA MONICA NO? Ma io non capisco. Qual’ e’ la regola? Che se uno e’ famoso deve dare ai figli dei nomi da clinica? A te, ti han chiamata Vittoria, mica Traguardo. E se vi piaceva la verdura come la chiamavate, Fava? E se era maschio e a Beckham piaceva Chicago? Non fatemi continuare..
Passiamo alla seconda notizia… Ad un ragazzo di Brindisi non hanno rinnovato la patente perche’ e’ gay. Avete sentito bene. Perche’ e’ omosessuale. Una follia. E tra l’altro non e’ la prima volta. Perche’ anche a Catania tempo fa avevano sospeso la patente ad uno per disturbo dell’identita’ sessuale. Alla Carfagna quando l’ha saputo son di nuovo venuti gli occhi del porco boja. Due fari da torpedone. Se spalancava ancora di piu’ gli occhi si univano insieme e gliene veniva uno enorme.
Ma ti pare? Perche’ sei gay la macchina la guidi male? Perche’ come la guidi? Col culo verrebbe da dire… ma ci sono anche un sacco di etero che l’auto la guidano cosi’. Se sei omosessuale cosa fai di pericoloso, ti siedi sul cambio? Dato che sei invertito inverti continuamente anche il senso di marcia? Cosa importa cosa fai nel letto quando devi guidare una macchina… L’importante e’ non fare del ciupa dance ai 160 km all’ora sulla Torino- Savona. Non e’ che se sei gay te lo scrivono sulla patente. Come «guida con lenti»… Se uno e’ gay cosa scrivono? Guida da Elton John?
Ma la vogliamo finire di dire cazzate? La vogliamo smettere una volta per tutte di considerare l’omosessualita’ una malattia? E allora come si contrae? Ascoltando un cd di Tiziano Ferro? Guardando una puntata di «Kalispera » di Signorini? E’ contagiosa? Voglio dire, se qualcuno sfiora Malgioglio in ascensore deve farsi vedere? E’ un malanno stagionale che va a periodi come l’influenza? «Sa che mio marito e’ stato a letto per due settimane…?». Con la febbre? «No con un tizio coi baffi…».
Ragioniamo. Se fosse una malattia le case farmaceutiche non avrebbero gia’ fatto a gara per inventarsi la medicina giusta? Ma se fan di tutto. Dal cerotto contro il mal di mare al cannolo incendiato per sturare nell’orecchio, vuoi che non facciano una medicina cura-gay? Che se la prende Lele Mora diventa Gad Lerner? Se la gaytudine fosse una malattia figurati. Ci sarebbe la chimica farmaceutica in festa, pirla che siete!
Comunque, se trovano la medicina giusta consiglio di non farla in supposte, se no siamo da capo.

E mettiamolo sto IPv6

Allora..considerato che gli indirizzi IP disponibile in Rete sono esauriti e prima di fare la prova mondiale l’8 giugno prossimo (2011) facciamo il punto sull’IPv4 e il futuro IPv6.
L’indirizzo IPv4 e’ formato da 32 bit, e permette di creare 4.294.967.296 indirizzi IP univoci.
Questo numero grazie all’evoluzione asiatica e’ ormai chiuso, terminato e da qualche anno e’ stato introdotto un nuovo standard per gli indirizzi IP: il famoso IPV6 che e’ formato da 128 bit e che permette un numero possibili di indirizzamenti infinitamente piu’ alto.(2128 = 1632 ≈ 3.4 x 1038).
I sistemi operativi piu’ recenti come Vista e W7 dovrebbero gia’ avere l’IPV6 mentre quelli piu’ datati tipo XP non lo hanno di default e non parliamo ovviamente ne’ di Millennium ne’ di Win98 che sono ormai chiusi e il pc servira’ solo per fare solitari.
Ora pero’ sarebbe il caso di installare IPV6 su Windows XP non vi pare?
Facciamo una cosa per volta, prima controlliamo di non averlo gia’ installato, non si sa mai..dai.
Aprite il prompt del DOS e scrivete ipconfig seguito da enter

Se, come nell’immagine qui sopra, non vedete un indirizzo del tipo fe40:ffff:ffff:ffff:ffdf vuol dire che non avete installato IPV6.
Procediamo all’installazione direttamente da DOS
Scriviamo, ogni volta seguiti da invio, i seguenti comandi
netsh
interface
ipv6
install

Se tutto e’ andato a buon fine vedrete una schermata come questa con un OK finale.

Se invece non vi piace usare il Dos e preferite fare tutto con il mouse selezionate con il pulsante destro su Risorse di rete la voce proprieta’ e cliccate come mostrato in figura

Installa -> Protocollo -> TCP/IP Microsoft versione 6
Dare l’ok finale e dopo qualche secondo l’installazione sara’ completata.
Per verificare che tutto sia a posto aprite di nuovo il prompt del DOS e scrivete di nuovo ipconfig
Dovreste vedere una schermata come questa:

Ed ecco fatto, avete indirizzo IPv6 e siete a posto coi sindacati.

IPv6 che cos’e’?

8 giugno 2011 IPv6 Day

Girovagando sui siti d’informazione o sfogliando i giornali degli ultimi giorni, vi sarete sicuramente imbattuti in qualche articolo relativo all’esaurimento degli indirizzi IP. Ma cos’e’ successo veramente? Rischiamo il collasso di Internet? Moriremo tutti risultando ancora ventenni su Facebook? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Iniziamo col dire che fino ad oggi abbiamo utilizzato (e continuiamo ad utilizzare) un protocollo internet denominato IPv4, il quale e’ in grado di garantire un numero massimo di 4.3 miliardi di indirizzi IP. Gli indirizzi IP, un po’ come accade con i numeri di telefono e i telefoni, sono associati a ciascun computer affinche’ questo si possa collegare alla Rete. Il primo febbraio, l’autorita’ che ha il compito di assegnare gli IP, la IANA, ha assegnato l’ultimo blocco di indirizzi disponibili, esaurendo, di fatto, i 4.3 miliardi di IP garantiti dal protocollo odierno.

E allora come mai siamo ancora tutti in Rete e non notiamo nulla di strano? Il merito e’ tutto dei tecnici che, a conoscenza dei limiti dell’IPv4 da molto piu’ tempo di “noi comuni mortali”, hanno provveduto a sfruttare il Network Address Translation (NAT), una tecnica che ha consentito lo sfruttamento di un solo indirizzo IP per piu’ computer. In questo modo si e’ evitato il collasso di Internet, ma la situazione non e’ risolta.
Dopo l’esaurimento degli indirizzi IP, dovremo migrare tutti verso l’IPv6, una nuova versione del protocollo Internet che supporta 4 miliardi di volte il numero di indirizzi disponibili con l’IPv4.
Tutti i sistemi operativi e gli hardware moderni supportano l’IPv6, quindi, in teoria, potremmo già iniziare ad usarlo. Se non fosse che quelli non ancora pronti (o non ancora tali in maniera ufficiale) sono le aziende che ci forniscono la connessione ad Internet e i colossi del Web, che non hanno ancora fatto il “grande passo” verso l’IPv6.
Il primo collaudo del nuovo protocollo da parte dei giganti della Rete e’ infatti atteso per il prossimo 8 giugno 2011, quando durante l’IPv6 Day siti come Facebook, Google e Yahoo (Bing) proveranno per la prima volta ad utilizzare il nuovo protocollo con il rischio, abbastanza concreto, di andare incontro a qualche momento di down e a qualche disservizio per gli utenti.
Secondo i dati riportati da Facebook sul suo blog ufficiale, attualmente solo 1 utente su 2.000 e’ in grado di connettersi senza problemi ai siti che fanno uso di IPv4 e IPv6 contemporaneamente (dual-stacked). Questo significa che le 24 ore dell’IPv6 Day serviranno ad aziende operanti sul Web, ISP, costruttori hardware/software e utenti per lavorare insieme ed entrare con quanti meno problemi possibili nell’era dei 340.282.366.920.938.463.463.374.607.431.768.211.456 indirizzi disponibili.
Ricapitolando: gli indirizzi IP offerti dal protocollo IPv4 sono finiti, Internet non e’ collassato grazie ad alcuni “stratagemmi” tecnici che permettono l’utilizzo dello stesso IP su piu’ computer, ma dobbiamo sbrigarci a passare all’IPv6. Il passaggio al nuovo protocollo non implichera’ azioni o costi aggiuntivi da parte dell’utente, mentre a doversi attrezzare saranno i fornitori di servizi Internet e le grandi aziende della Rete.
Per approfondire l’argomento esaurimento degli indirizzi IP, date pure un’occhiata a Wikipedia. Se volete testare la capacita’ del vostro sistema informatico di connettersi alla Rete usando l’IPv6, fate pure un giretto su Test-IPv6.com.

GiovanHardy

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Polemicone di Giovanardi per il nuovo manifesto dell’Ikea. E’ andata cosi’. Qualche giorno fa, sui muri di Catania sono comparsi dei nuovi manifesti in cui si vedono due uomini di schiena che si tengono per mano e sopra la scritta … Noi dell’Ikea siamo aperti a tutte le famiglie. Io ho subito pensato … Che bel messaggio di civilta’ e di accoglienza. E ho anche canticchiato la canzone di Cremonini…Ho visto un posto che mi piace si chiama mondooo.
Ma anche appurato che siano due che stanno insieme, io non capisco tutto ‘sto casino. Perche’? Due uomini o due donne che vivono insieme e condividono l’armadio 4 stagioni non sono una famiglia? Certo non classica e regular, ma che importa. E qual’ e’ la famiglia? Quella tradizionale? Un marito, una moglie e l’amante che non si vede perche’ e’ nascosto nell’armadio Sgnuffa dell’Ikea?
Poi a ben vedere non e’ affatto un manifesto offensivo, tutt’altro… No, dico, capisco se avessero fotografato due che si frugavano nelle brache con la scritta …Eccolo qua, il pezzo che non trovavo!… Oppure i due incastrati uno sull’altro come i ripiani di una libreria con sopra la scritta: …Noi dell’Ikea siamo aperti a qualsiasi tipo di montaggio…. Allora si’. C’era ostentazione. Ma cosi’ no.
Guarda Giovannone, basterebbe cosi’ poco, per avere finalmente un’Italia veramente all’avanguardia in fatto di legislatura per le coppie gay. Sai cosa? Basterebbe che Berlu si stufasse della jolanda. A volte capita agli uomini di una certa eta’… Basterebbe che il sire stanco e stufo della troppa jolanda ingurgitata negli anni, avesse un leggero scarto omosex. A forza di mandar giu’ gnocca sera e mattina, mattina e sera succede, che ti venga voglia di cannelloni, no? E, in preda a questa nuova sollecitazione ormonale, cominciasse a guardare con interesse le sue poderose guardie del corpo. O magari capisse finalmente che cio’ che lo lega ad Angelino Alfano non e’ interesse, ma amore vero. A quel punto, cari amici e amiche gay, sarebbe fatta. Leggi a piovere, matrimoni agevolati, viaggi di nozze a Mikonos omaggio… e soprattutto Vladimir Luxuria ministra delle Pari opportunita’, Signorini sottosegretario, e Giovanardi lo mandano poi a prendere lezioni di recupero dai Village People.

OPERA DEGRADATA – NESSUN DIRITTO
Come da Consulente Legale Informatico dell’Avv. Valentina Freudiani
LUCIANA LITTIZZETTO
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato a discrezione di togo29 e comunque non sistematicamente.
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Aeroporto di Torino

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Avete mai fatto un giro notturno qui a Torino in Aeroporto? E’ una goduria selvaggia..dai venite con me..
«Welcome to Turin airport». Benvenuti nel deserto dei cieli. All’una di notte i box delle compagnie aeree sono scrivanie desolate. Computer accesi. Nessuno in coda. Saracinesche sbarrate. Nella sala partenze non si sentono i ronzii affannosi di trolley, ne’ suonerie di telefonini. Solo il lamento di una scala mobile cigolante.

L’aeroporto Sandro Pertini appare proprio cosi’, vuoto come il mio portafoglio. Puo’ succedere di tutto. Altro che sicurezza». Parlando con un viaggiatore, ho ascoltato il suo calvario..donc …il Povero era rimasto bloccato nel cuore della notte nel parcheggio multipiano per due ore. Lui e il deserto. Il suo racconto..«Dovevo atterrare a Torino, ma per un problema mi hanno dirottato a Milano. Cosi’ ho dovuto affittare un’auto per raggiungere Caselle e riprendere la mia. Un’esperienza da dimenticare» racconta. Manager abituato a viaggiare, di aeroporti ne ha visti parecchi. A Torino ha incontrato la sua Via Crucis.

All’una di notte anche le porte girevoli funzionano pigramente. Non ci sono voli in partenza. L’ultimo e’ decollato intorno alle 21 per Bruxelles. Non ci sono controlli. Le telecamere scrutano il vuoto. Chissa’ se qualcuno al di la’ dei monitor segue i fantasmi che si aggirano nel silenzio. Si potrebbe fare qualsiasi cosa. Di notte dovrebbe esserci un agente di polizia a presidio. Forse sta osservando. E magari ride, spiando questo gironzolare nella hall come se fosse un gioco. L’area imbarchi e’ chiusa da serrande. I varchi inaccessibili. Ma al piano di sopra, nell’area vip, ci si puo’ divertire con un metal detector ancora in funzione. Sul display si legge «Go». Si passa e suona: «Bit bit». E ancora: «Bit Bit» una goduria selvaggia. Di agenti nemmeno l’ombra. Anche fare una foto ricordo accanto alla Giulietta in esposizione e’ un azzardo. Impensabile di giorno. Ma nessuno arriva rimbrottando: «Ci divertiamo? Questo non e’ un luna park». Al di la’ di una porta a vetri, dall’aria fragile, c’e’ il salone imbarchi. Chissa’ cosa farebbe un ladro di fronte a un ostacolo del genere. O magari un terrorista che non teme i fantasmi. Fuori, lo stesso deserto. Gli aerei sono li’. A due passi. Basterebbe scavalcare. Sarebbe una beffa. Pensieri in liberta’.

Di notte, senza passeggeri, sembra un’altra cosa, l’aeroporto. Nessuno s’incazza. Non si vedono levare scarpe, sfilare cinture, separare monete. Ne’ togliere giacche e orologi. Nessuno si arrabbia per la lentezza altrui: contro chi immancabilmente si dimentica di svuotare le tasche, bloccando quelle forche elettroniche cosi’ odiate da tutti i viaggiatori dopo l’epidemia da sicurezza. Di notte no. Qui, nel deserto dei cieli, chi osa non incontra limiti. Almeno, cosi’ sembra.

«Quando sono arrivato a Caselle, pochi minuti prima dell’una – dice il viaggiatore incazzato diventato ormai amico – l’ufficio dell’agenzia di noleggio era chiuso. Dovevo restituire l’auto, ma non sapevo a chi». Cosi’ telefono al numero verde e mi dicono di depositare le chiavi in una buca. Dove? «Non riuscivo a trovarla». Finalmente restituisco e riprendo la mia auto. Ma le casse automatiche non accettano le carte di credito. Tre carte, tutte rifiutate. «Dovevo pagare 36 euro, e non avevo spiccioli». Chiamo i caramba. «Dopo un po’ arriva una pattuglia. Mentre discuto con i militari, si avvicina incuriosito un meccanico che andava al lavoro. Ascolta e annuisce comprensivo. E mi si spiega cosa fare. Finalmente dopo due ore di calvario posso tornare a casa».

Provare per credere. Il parcheggio e’ presidiato fino all’una, ora fatidica del silenzio, quando tutti i motori degli aerei sono spenti. L’addetto che sorveglia telecamere e accessi del multipiano chiude e se ne va per cazzi suoi. Per i pagamenti bisogna affidarsi alle cassa automatiche, io poi ho la fobia da cassa automatica, mi ricordo una volta all’uscita dell’autostrada, le scritte sui vari fori erano cancellate o sovrascritte del tipo..chi non lecca la figa Dio lo castiga.. introduco la scheda nell’uscita cartamoneta poi inserisco il primo deca giusto ma girato, non lo accetta, lo rigiro lo piego lo stiro e finalmente dopo tre pugni lo risucchia ma rimane muto con la sbarra sempre abbassata, testardo che sono ne rimetto uno da venti e zac lo prende e sul display appare errore, ora son deciso risalgo in auto accellero e gli faccio volare la sbarra ed ecco una voce dalla macchinetta infernale succhiasoldi, non si capisce un cazzo di quello che dice ma dall’accento non e’ di bolzano ma di qualche zona insulare dove con vento in favore si vedono i cammelli dall’altra parte della sponda..gli dico cio’ che e’ successo e allora miracolo la sbarra si alza e me ne vado (ovviamente poi mi e’ arrivata la parcella di tutto il percorso dell’autostrada ovvero 780 km e pazienza se ne avevo fatti solo trenta) al che ho pensato.. per la prossima volta col il classico straccio sulla targa per depistare foto. Ma torniamo a Caselle nella notte. Tutto resta immobile fino alle cinque del mattino. Per quattro ore l’aeroporto va in letargo. Le porte del settore arrivi sono sbarrate. Quelle girevoli invece funzionano. «Di solito, ad una certa ora, dovrebbero chiudere anche quelle» dice un tassista (che Dio t’assista o pirla), capitato li’ per caso. Gia’, ma prima? L’ultimo volo passeggeri, giovedi’ sera, e’ atterrato alle 23, in arrivo da Madrid. Poi, il deserto. Poco dopo compare un’auto. Si ferma e scarica due ragazzi romani del tipo forza roma, forza lupi, son finiti i tempi cupi. Una coppia di fidanzatini venuta a scoprire Torino. Jeans e zainetti. Che minchia fate qui? «Torniamo a casa. Non sapendo dove dormire, siamo venuti in aeroporto anche perche’ spendere 250€ per poche ore non e’ che sia un godimento australe. Prendiamo il primo volo». E restate qui? «Si’, in un angolo». Si aggirano smarriti in questo vuoto, anche gli abitue’ della siringa preferiscono andare sulle panchine del parco, l’aria e’ frizzante.

Poi sbucano altri due passeggeri mentre il mio nuovo amico controlla il segno di zorro sulla sua Volvo otto cilindri che gli hanno fatto al parcheggio e si consola dicendo che tanto ha la Casco.I due passeggeri prendono una bottiglia d’acqua da un distributore e raggiungono una saletta. Si distendono sulle sedie pregustandosi una notte di sogno aeroportuale. Tra poche ore dovranno passare i controlli della sicurezza. Buona notte. Anzi, «Good Night». In fondo questo e’ un aeroporto internazionale e scommetto che piacerebbe pure a Voi fare un giro al Pertini vero?

Amiche

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Auguri a tutte le mamme e anche alle amiche e a tal pro mi sovviene la considerazione dello spettacoloso mondo delle amiche che a parer consuntivato, lo potremmo dividere in due categorie. Le amiche impegnative e quelle no. Partiamo dalle seconde che viene meglio la riflessione. Le amiche non impegnative. Anzi, prendiamola larga intanto che gli alpini fanno la sfilata perche’ occorre considerare che a loro volta si suddividono in due sottospecie, quelle a bassa frequenza e quelle ad alta frequenza e mi fermo li. Le prime, quelle a bassa frequenza, sono francamente le migliori, visto che sono onniscienti. Le vedi poco, ma il loro bene e’ un bene a prescindere, sanno vibrare a distanza e tu sai che puoi sempre contare su di loro ovviamente potrei parlare al maschile ma mi vien meglio il sesso pseudo debole che tra l’altro a pensarci bene e’ piu’ forte del sesso forte in quanto si riseppe che il sesso forte ha un debole verso il sesso debole..ma mi sto perdendo mentre passano le fecce tricolore e continuo. Dicevo che come sottospecie ci sono le amiche non impegnative ad alta frequenza HF, che come dice la tipologia della specie, si vedono parecchio ma generalmente non danno problemi in quanto non ti rompono le palle piu’ di tanto. Per te un piatto di rigatoni c’e’ sempre. E sottolineo rigatoni in quanto fosse minestra, da quando e’ in voga il Bimbi tritatutto su subito.it fanno solo piu’ zupponi e creme di verdura adatte a dentiere non fissate. Una volta al mese piangono come salici ma e’ solo questione di ormoni. In quel caso basta spegnere l’umidificatore e avvicinare ai loro nasi le orchidee che hanno un fottuto bisogno di umidita’. Ora torniamo alla specie di amiche impegnative mentre i para’ scendono dal cielo..misa che il post verra’ una cagata..dicevo le amiche impegnative, quelle ad alta frequenza. Di quelle ne puoi avere non piu’ di una e non solo per fare le pulizie. Due al massimo, sempre che le forze te lo consentano. Nel mio caso il nome e’ scontato.. la Pina, troppo figa. La sgangherata, maldestra e adorabile Pina col cappello di alpino. Ad ogni persona dotata di cromosomi xx il destino ha riservato una Pina che tradotto in lingua corrente significa.. favoloso flagello. Qualsiasi cosa decida di fare e’ in grado di cacciarsi nei guai e immediatamente cacciare pure voi per proprieta’ transitiva. Le Pine provocano negli amici reazioni allergiche. Eczemi. Rinite, Elefantiasi, Attacchi di tosse asinina e quant’altro. Nel momento in cui tu pronunci le seguenti parole.. Stasera usciamo con la Pina? Gli amici o finti amici.. fanno come i cani con i botti di Capodanno. Cominciano a tremare e vanno a nascondersi sotto i mobili, si mettono in mutua e meditano il suicidio. Il maschio specialmente in generale aborre la Pina e preferisce un selfpassage con rivista di Belene in Africa. Infatti le Pine sono solitamente single. Oppure stanno con babbei di rara portata,,insomma scarti di seconda mano. La Pina in questione attualmente e’ accompagnata appunto con un ruminante alle soglie della pensione che ha una decina di anni meno di me. Non puo’ lasciarlo perche’ il povero non ce la farebbe a sopravvivere senza di lei e lei pure, visto che il bue muschiato ha casa ad Alassio e a Bardo, le regala brillanti e soprattutto la va’ a prendere e portare da tutte le parti datosi che lei, incutita com’e’, non ha la patente nonostante le 1.492 lezioni guida (tipo scoperta dell’America). E’ inutile dire tu femmina leggitrice di post perversi, che fai paragoni del tuo boy con il babbeo.. non ha niente a che spartire, non potresti confrontarlo e’ come confondere la cacca col risotto. Il babbeo e’ molto ricco e quasi quasi faccio come l’Elton oltremanica e me lo sposo pure io, tanto coi divorzi sono abituato. Il tuo boy e’ molto meno dotato..credimi sulla parola. Il babbeo e’ davvero follemente innamorato. Il tuo boy e’ follemente. Punto. Mai fare paragoni. Che non ti salti in mente di dire …Guarda Pierpirla com’e’ gentile…La risposta Pinesca sara’ un Arghhhhhh proveniente direttamente dal suo intestino crasso con allegata postilla …il tuo Pierpirla e’ il pirla e non ,..un pirla! Se non ti piacciono i pirla hai solo da lasciarlo… E tu pensi.. e’ proprio perche’ mi piacciono quelli un po’ pirla che rimango con Pierpirla. Ma pensalo piano…shhhhhhhh  ciao amica se fai la brava ti presentero’ la Pina, ma devi avere la patente e rientrerai cosi’ nel favoloso mondo delle Amiche. Hanno chiuso la telecronaca della sfilata degli Alpini e pare che continuera’ ancora per otto ore quindi metto via la bottiglia di grappa e vado a prendere la lella che e’ alla Messa.. buona giornata Mamme e Amiche.


Equitalia..strozzini

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Ma chi cazzo e’ questa Equitalia che si permette di entrare nelle nostre vite mandando lettere minatorie e minacciando di ipoteca fiscale per delle belinate stratosferiche?E’ giusto sapere che questa Equitalia NON PUO’ minacciare persone a nome di Enti che vantano di avere crediti fiscali inferiori a 8.000 euro in quanto commette un reato..ma lo fa.. bastarda eva (chiedendo scusa alla bastarda). Certo e’ che un normale cittadino si sente impaurito, grippa con spinte cagottifere e paga senza fiatare, anche perche’ di fronte ad una multa di qualche centinaio di euro occorrerebbe intentare azioni andando da un legale che ne vuole molti di piu’ della multa stessa per poi finire nelle lungaggini dei tribunali e voi sapete che se anche vincerete avrete sempre perso.. quindi il povero pellegrino paga ..a meno che non sia un avvocato che giocando in casa va contro a questa Equitalia che essendo formata da persone che lavorano solo per rompere i coglioni agli altri, se ne fottono altamente e continuano ad inviare iscrizioni a ipoteche fiscali pur sapendo che sotto gli 8.000 € non possono farlo ..a tal proposito scrivo integralmente cio’ che dice la legge ( la Corte di Cassazione SEZ Unite con sentenza n. 4077 del 22 Febbraio 2010 ha tolto di mezzo le pretestuose interpretazioni di Equitalia e quindi ribadiva che l’ipoteca prevista dall’art. 77 del D.P.R. n. 602 del 1973, rappresentando un atto strumentale all’espropriazione immobiliare, soggiace ai limiti stabiliti dall’art. 76 del D.P.R. 602, e non può, quindi, essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli ottomila euro. Vedasi anche il D.L. 40/2010 convertito successivamente in legge nel maggio 2010 (legge 22 Maggio 2010 n.73) quindi sto cazzo di agente Equitalia procede solo per intimidazione, come sono abituati in alcune regioni italiane, fanno sta intimidazione pur sapendo anche che il sistema di riscossione del D.P.R. n. 602 del 1973 si applica solo ai tributi fiscali non alle multe da infrazioni al codice della strada. Ma avete capito o no.. lo so che il travet, spaventato, paga subito e cosi’ mai si potra’ conoscere  quanto e’ estesa la vessazione, siamo un popolo di omertosi, cagasotto e incapaci, sarebbe bello sapere quanti sono iscritti ad ipoteca solo per aver preso una multa (quindi sotto gli 8.000€ )cuccata da vigili solerti intenti ad incassare soldini mettendo limiti di 50 all’ora su strade dove e’ impossibile tenere quella velocita’ massima senza avere un Tir al culo che ti vuol montare sopra senza sputo..Senza dubbio sarebbe da contestare ad EQUITALIA una serie di reati e per evitare lungaggini di tribunali si lascia perdere..grrrr..ora capite perche’ ogni tanto qualcuno esasperato cerca di farsi giustizia da solo, ma dato che siete padri e madri di famiglia Vi consiglio una Class Action contro questi figli di vulvivendole e se volete qualche indirizzo contattatemi abbiamo avvocati in famiglia ovvero..donne con le palle che costringeranno a fare retromarce a questi adepti di chiavisteri. Evviva gli Alpini (voglio vedere fare la prova del palloncino alla brigata dalle penne nere e l’esito sara’ reale e non quello dell’inesistente Bin Muhammad Barack)

Mail anonima

Che rottura il dover utilizzare la nostra mail per poter entrare in un sito che vorremmo sbirciare, sti caqni vogliono la tua mail per entrare e poi ti riempiono di spam.., quindi per la serie creiamo una mail temporanea al volo, senza perder troppo tempo e manteniamola di riserva… vi posto oggi MailNesia, avete solo da andare sul sito, mettere un qualsiasi nome e avrete la vostra posta  “ [email protected] “ poi cliccate sulla freccetta verde per confermare la creazione della casella di posta e il gioco sara’ fatto.

Come utilizzare poi MailNesia? Allora… i siti/forum/servizi web ecc… che richiedono la creazione di un account, durante la fase di registrazione necessitano dell’inserimento di un indirizzo mail. Successivamente, completato il tutto, viene inviato via mail il link per completare la registrazione e convalidare l’account.
L’indirizzo email creato con MailNesia ecco che puo’ essere usato proprio in queste occasioni. Puo’ essere inserito nel modulo di registrazione e l’email finale, da cui attivare in modo completo e definitivo l’account creato (in un sito/forum e quant’altro), arriva direttamente nella casella di posta di MailNesia.
In parole povere, MailNesia risulta molto utile per “sostituire” la propria mail reale con un’altra “falsa” nei siti che richiedono una registrazione. Per consultare la casella create, in un secondo momento,
Quindi l’indirizzo email creato non ha scadenze. I messaggi che vi manderanno saranno eliminati automaticamente dopo due mesi. Per ritrovare la vostra corrispondenza mail andrete all’indirizzo:
http://mailnesia.com/?mailbox=NOME MAIL

Kiss..senefrega

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La Lega dice no ai baci in tv. L’altro giorno, Massimo Polledri della lega ha detto in aula.. Basta con i baci e con le scene di sesso esplicite in tv in prima serata, non per censura, ma per decenza. Scusa? In tv serve decenza? E in parlamento invece? Si puo’ continuare a dire puttanate? Per dire..e’ anche un fatto di sensibilita’ personale. I baci no, e Capezzone si’? Capisco ancora il sesso, ma i baci… I baci sono una delle cose piu’ belle che ci han dato in dotazione per poter sopravvivere… Sono spesso il momento clou del film, quello che aspetti da quando i due si incontrano per la prima volta tamponandosi al semaforo e quando finalmente arriva e’ come se baciassi un pochino pure tu.
Poi i baci possono essere di molti tipi. Partiamo dal bacio di circostanza. Sulle guance. Una salvezza soprattutto se quello che devi baciare senti che ha l’alito dello sciacallo che ha appena divorato un’antilope… il fiato che sa un po’ di nido di topo, di Apocalypse Now. La tipica fiatella che sembra che si abbia inghiottito un panino al letame. In quel caso puoi baciare l’aria che lo circonda. E’ oggettivamente brutto ma si tratta di sopravvivenza. Poi c’e’ il bacio sulla guancia quello con la saliva… che lascia un po’ di smucinamento… i bambini, sono bravissimi in quel bacio li’. Se ti va bene oltre la saliva ti lasciano anche un cucchiaino di moccio. Ma veniamo ai baci sulla bocca. Come primo tipo c’e’ il bacio a stampo. Il primissimo bacio che dai quando sei adolescente. Quello e’ un po’ come se dovessi timbrare le labbra del partner. Il bacio di marmo. Che stai con gli occhi aperti che diventano strabici per vedere che faccia fa l’altro.
Ma passiamo ai baci veri, quelli tosti. I baci lemonsoda. I baci Saimon le mon. Quelli dove le labbra si smollano, le gambe si piegano, le tette si drizzano e i cuori si fondono. Quelli dove e’ prevista l’introduzione di quel pezzettino di tessuto molle che abbiamo nella bocca che dicesi lingua. Tra quelli c’e’ il bacetto, dove il maschio introduce un pezzettino piiiiiiccolo di lingua ma poi la muove come una saetta. La linguetta delle trote, bianca e a triangolo. Se hai il ponte davanti debole te lo ribalta. Poi c’e’ il bacio con la lingua ricambiato. Dove le lingue si incontrano..Piacere… piacere… Anche lei qui? Scusi se spingo ma due lingue in una bocca sola fanno effetto ascensore, non si sa mai dove mettersi… Poi ci sono i baci in cui i maschi fanno invasione. Si’. Ci son persone che quando baciano pensano di essere in casa loro. Se non stai bene attenta ti soffocano. Quelli che pensano che per limonare ti devono fare la gastroscopia. E poi ci sono quelli bravi. Che baciano cosi’ bene da mandarti in estasi, da farti credere che la mano che ti ritrovi sul sedere sia la tua. Il bacio che ti fa vedere gli universi stellati, i cavalli al galoppo, le sfere celesti… tutte cose aeree e eteree mentre dal basso senti qualcosa di meno etereo che si risveglia. Il bacio e’ fondamentale in un rapporto, insomma se vuoi sapere del tuo futuro rivolgiti al bacio e non dal piano accumulo pensioni.
OPERA DEGRADATA – NESSUN DIRITTO
Come da Consulente Legale Informatico dell’Avv. Valentina Freudiani
LUCIANA LITTIZZETTO

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