Archivio mensile:agosto 2014

Sogno di una notte di mezza estate
Entertainment
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Tu m’attrai, duro cuore di calamita …
ma cio’ che attiri non e’ ferro volgare che’ questo cuore
e’ puro come acciaio. Sospendi la tua forza d’attrazione
ed io non avro’ piu’ la forza di seguirti.
Ve lo ricordate Uilliam Scachespaire cosa diceva Elena a Demetrio compagno di merende di Lisandro che miravano ad Ermia? Gran casino ma siccome io mi chiamo pure Demetrio elocubro il post di mezzestate.. Osservo e noto meno turisti quest’anno, il popolo degli undicimilioni ha ridotto la vacanza nonostante gli 80 eurini elargiti dall’abatino e sono rimasti quindi i turisti mordi e fuggi locali della domenica che non hanno vacanzato… Il Casalese o abitante di Casalbordino Su, della domenica e’ una locusta in uno sciame di locuste, un tarlo divoratore che segue un percorso assolutamente casuale nel suo piccolo, ma facilmente prevedibile nella sua polimorfa e caotica unicita’.. il tracciato di uno zigzag planetario simile nei minimi particolari dai planning delle agenzie di viaggio o, piu’ facilmente dallo sviluppo delle grandi arterie di comunicazione, le Autostrade Nel Sole e mi ricordo dei viaggi che si facevano hillo tempore per venire qui al mare.. socchiudo gli occhi steso sul lettino foderato dal mio amico Dario, sdraiato al sole con MP4o5 all’orecchio con sottofondo di musica sparati dai nuovi impianti spiaggia e mi ci vedo mentre la macchina rallenta, il caldo vento di inizio estate smette di sferzarmi la faccia attraverso il finestrino aperto, mi fermo all’autosgrillettato.. bei tempi quando si avvicinava il tipo con la faccia da castigatore e la solita domanda. “Ehi amico, ti serve un Ipad nuovo?”. Scarto l’amico dealer e mi trovo davanti il classico camionista che fortuitamente e’ rimasto senza benzina e senza portafoglio che propone l’acquisto del rolex che lui vuol fare fuori datosi che e’ un ricordo della sua ex quindi e’ un di piu’ e che per uno come me e’ l’abbinamento ideale con i miei Ray-Ban e difatti faccio vedere il mio e come Daytona originale mi dona proprio, sono un figo eccezionale consapevole che non devo andare a Napoli altrimenti addio Rolex e addio braccio, quindi considerando anche che casualmente la mia faccia da pirla passo e chiudo che mi da l’aspetto di uno che non puoi convincere facilmente, mi perdo anche l’occasione del camionista cornuto rolexoso e mi tuffo nel fresco precotto dell’area di servizio.. goduria selvaggia nell’isola di pace, ristoro, ritrovo, il Grande Spirito dell’Autogrill mi accarezza la schiena e mi asciuga di colpo il sudore, scatenando il primo brivido, la prima emozione, la quasi certezza del mondo migliore.
Secondo brivido, stessa intensiva.. le pizze, appena sfornate, mi guardano, la margherita addirittura, mi implora “Quero tu labios rojos, tu boca carnosa. Prendimi e saro’ la tua pizza!”, Forse il flashback era di una vecchia pubblicita’ di birra ma fa istess, faccio un giro nella vetrina adiacente ed anche un paio di “Positano” ed una “Rustichella” ci provano. Mi guardo attorno, migliaia di occhi mi guardano.. l’orso Barry all’ingresso della zona ristorante, i tuttifrutti plastificati in confezione multicolor, gli yogurt da bere, i culatelli, le lonze e le stronze che buttano la cicca per terra, i tranci di parmigiano reggiano rigorosamente terremotati e persino dallo scaffale dei barattoli un ragu’ al cinghiale mi fa l’occhiolino e mi imbarazza in quanto il mondo intero sa’ che sono vegetariano e non tradisco (per la serie del ..se tradisci non perdono..). Gli altoparlanti nascosti nel soffitto diffondono una canzone da diabete di una cantante americana, poi il rauco lamento di un idolo italiano.. i grandi successi si succedono (bisticcio di parole fortuito) cosi’, come una serenata fuori orario per un flirt fuori luogo, fino a quando l’antifurto all’uscita pigola un allarme di circostanza e giuro che non ho castigato nulla. No problem era un falso allarme programmato, alle casse ti guardano con occhi da pesce muert e fanno segno di andare affanculo, tutto scorre verso la siesta, i signori e le signore in coda aspettano di pagare i souvenir gastronomici, le sigarette e le gomme senza zucchero che sostituiscono il dentifricio e nascondono l’alito che ammazza. Finita la margherita sorseggio un the alla pesca in lattina sarebbe meglio un bel bicchiere di vino di quello tosto ma i punti patente non me lo permettono e se per caso mi dovessero far dare un’alitata nel palloncino son membri amari. E’ bello stare ancora un po’ li’ a ciondolare tra gli scaffali anzi, approfitto dell’andamento flaneur di altri come me per sbirciare le copertine dei rotocalchi piu’ in voga e qualche giornaletto preporno con la Belen che mostra farfalla Santiago e patata. lo Spirito dell’Autogrill mi manda segnali per comprare una raccolta tre-per-uno con cellophane nero a riprova del vero hardcore, ma ormai la porta e’ aperta e la mano bollente del parcheggio mi agguanta con forza. Ricontrollo il navigatore e mi ributto nella mischia e l’autostrada sfreccia di nuovo appiccicosa sotto di me spegnendo i miei ricordi autostradali e quindi mi sveglio dal sogno a occhi aperti sempre steso sul lettino sfondato all’estremita’ causa cucitura cedente e pensare che glielo avevo detto a Pasqualino..non reggeeee e vabbuo’.. e’ ora di fare un giro agli scogli e castigare un poco di cozze considerato che quelle a riva targate turiste non sono commestibili e poi stanno prendendo il sole… meglio sole che male accompagnate tipo Oberon con la regina delle fate Titania dalla faccia d’asino.