Archivio della categoria: Dissertazioni

l’Italia va a rotoli…

2020 anno bisesto anno funesto, abbiamo e stiamo avendo il virus selezionatore che da’ una mano all’INPS, abbiamo e stiamo caricandoci umanitariamente di quei poveri disperati che cercano rifugio dalle guerre e dalle carestie.. il loro eden di certo non e’ l’Italia ma si accontentano di approdare dove non hanno intralci e prendono il posto dei nostri giovani solo che i nostri hanno studiato ed espatriano per trovare un lavoro consono ai loro studi e pariteticamente anche le imprese datrici di lavoro, per sopravvivere cercano Stati che non li ammazzino con tasse e lungaggini burocratiche.

Certo e’ che uno Stato che importa badanti ed esporta giovani cervelli non e’ proprio l’optimum e presenta ospizi pieni e culle vuote, quindi che futuro potra’ mai avere questa povera Italia, anzi ..questi poveri (nel vero senso della parola) Italiani?

Molto facile bloccare tutto, senza se e senza ma.

Molto difficile , impegnativo e gravoso trovare soluzioni e metodi per ripartire tipo anni 60.

Oggi piu’ che mai abbiamo l’assoluta necessita’ di governanti lungimiranti, competenti e di esperienza, soprattutto abbiamo bisogno di fatti, perche’ le parole semplici non bastano.

Non possiamo andare avanti gestiti da dilettanti allo sbaraglio.

Forza figlioli..armiamoci e partite.

Io.vorrei…

Per me, come per molti altri qui a Casalcoso, non e’ tanto importante che le opinioni siano raccolte sotto un post ma che il post produca un effetto superiore alla somma delle parti.

Quindi nelle mie aspettative c’era quello che io chiamo il «colpo d’occhio», ovvero la capacita’ di avere, solo scorrendo la pagina, un’idea precisa di cosa c’e’ di importante e di che tipo possa essere il Post.

E’ uno dei punti di valore aggiunto indiscutibili del concetto di opinione o passatempo.

Non e’ come leggere un giornale, a volte il Post non e’ immediatamente comprensibile soprattutto se scritto in togolese, ogni cambiamento del tipo di lettura richiede abitudine e forse dobbiamo solo abituarci a questa formula.

Ogni volta che c’è un cambiamento, si richiede un adattamento e questo e’ un problema grosso da risolvere e di certo non per chi lo scrive ma per chi lo legge e stavolta come tema iniziale redatto in una giornata tipicamente invernale dove uno non sa che cazzo fare, pongo un desiderio.. che ho soggettato in

..IO VORREI ..

son solo due parole ma ne esce un post senza pretese perche’ e’ molto semplice, basta solo lasciar correre la fantasia.. e mentre stringo il sole scomparso tra le dita penso a cio’ che vorrei…

Vorrei tornare fanciullo con la molletta a sostegno del ciuffo dei capelli ancora castani.

Vorrei sentire l’odore della miscela del mio Motom 48 a benzina, ovverossia un quattro tempi che dava la pastina alla concorrenza in quanto superava i 100 Km/h.

Vorrei spremere il dentifricio nel vasetto della crema notte di Lella, quello che per acquistarlo occorre fare una trasfusione e firmarre due etti di cambiali senzosso.

Vorrei togliere il mastice dal vetro appena messo e fare le palline da tirare alla Gabriella che cazzia la Sumia.

Vorrei fare altre palline con la mollica del pane e poi a tavola coi parenti far finta di aver tolto il cappero dal naso e buttarlo nel piatto di Linuccio che schifa se trova un capello ma si mangia pesce crudo.

Vorrei poter rompere i vecchi termometri ormai introvabili, far uscire il mercurio e divertirmi con le gocce che escono si congiungono e si dividono.

Vorrei mettere lo zucchero nel serbatoio della moto del figlio di Peppino del ferrodicavallo che lascia acceso il motore mentre prendo il sole nel terrazzo vistamare e mi inquina la respiratoria. Vorrei rifare la mia impronta sul marciapiede di cemento fresco (l’ho fatto a Sulmona per sbaglio) e far godere come un selvaggio il Carlucci.

Vorrei mettere i chiodi tipo quelli che usa Dario il tappezziere per le sedie, nella ruota del pirlapassoechiudo che parcheggia nei posti non suoi e anche per traverso e non si accorge nemmeno se gli si sgonfiano le gomme.

Vorrei fare un rutto modulato lungo 10 secondi e superare il mio record dei 6.

Vorrei evitare di invecchiare ma tanto lo sono gia’ e me ne fotto.

Vorrei che fosse sempre estate ma senza covid19.

Vorrei credere che l’astronauta sia un lavoro da poter fare anche di giorno perche’ di giorno non ci sono le stelle e non si sa dove atterrare.

Vorrei credere che un amico rimanga amico e non tradisca mai.

Vorrei credere che la Ferrari possa nuovamente vincere.

Vorrei che i bagnini smettessero di osservarmi mentre infilo le onde.

Vorrei che Valentino possa aver la forza di evitare di fare figure di merda.

Vorrei che Facebucche la smettesse di inserirsi sui miei blog.

Vorrei che il comune di Bugliano esistesse davvero.

Vorrei infine smettere di scrivere quello che vorrei che tanto non servira’ a un belino di niente.

Bonus vacanze 2020..non arrendiamoci..

Incredibile ma falso…Sono in 150.000 (al momento del post 3 luglio 2020) di Italici con le palle che muniti di pazienza e perseveranza e tecnicismo oltre il normale che stanno attuando quanto recita l’art.176 del decreto legge 19 maggio 2020 n.34

Ovviamente tutti rigorosamente sotto i 40.000 eurini annuali che cercano di recuperare da 150 a 500 € le spese per le vacanze del 2020.

Quando ho esaminato la procedura per ottenere quanto sopra mi sono cascati i pendenti e godendo come un selvaggio mi sono letto un articolo di Gianluca Nicoletti che grazie alla sua affezione alla Sindrome di Asperger ma con un Q.I. Altissimo (142) riesce a comunicare in un modo incredibilmente accattivante..ed ecco come la pensa sul Bonus in oggetto:

Chi ha pensato la procedura per ottenere il«bonus vacanze» cova il segreto sogno di migliorare la nostra attitudine verso le tecnologie digitali.

Era ora che qualcuno ci offrisse la mirabolante opportunità di poterci misurare con un vero e proprio «Sapientino» per adulti.

L’iter di ottenimento del contributo villeggiatura forse non porterà folle di bonificati verso il mare; di sicuro se applicato con dovizia e rigore potrebbe «stimolare lo sviluppo delle capacità logiche, di osservazione e associazione», come prometteva il mitologico gioco da tavolo che da più di mezzo secolo viene regalato ai bambini con l’ambizione di farli diventare più intelligenti.

Qualcuno obietterà che avrebbe preferito un aiutino sicuro per stiracchiarsi qualche giorno in spiaggia, o tra i prati fioriti, in un momento in cui i gruzzoletti destinati al tempo futile sembrano essere evaporati.

Troppo facile e scontato.

Le vacanze bisogna meritarsele, potrebbero esserci solo per chi arriva alla fine del gioco,

ammesso che riesca a farlo in tempo utile prima che cominci a rinfrescare.

Il consiglio è iniziare subito a scaricare IO Italia, l’applicazione dei servizi pubblici italiani.

Ancora è facile, sappiamo tutti come fare scaricandola sia dallo store IOS sia Android.

Un momento, ammesso che a chiedere il bonus sia un pensionato, del tipo che stringe il suo fedele Nokia usato solo per telefonare ai nipoti?

Eliminato, dovrà passare l’estate al centro commerciale dove c’è l’aria condizionata.

Andiamo avanti con i fortunati che hanno uno smartphone, che sono i più poi, dobbiamo

considerarlo.

Bene, una volta scaricata e installata l’app dovranno effettuare l’accesso attraverso le credenziali Spid, non è una droga pesante ma il sistema pubblico di identità digitale.

Si può fare anche alle Poste.

Si inizia dal sito, bisogna saper smanettare un po’ ma coraggio, sette milioni di italiani ce

l’hanno fatta potete tentare, ricordate di segnarvi tutte le password però.

Troppo complicato lo Spid?

Tranquilli potete anche munirvi di Carta d’identità elettronica Cie 3.0, da usare con l’app

CieID.

Come si fa?

Quante domande, andate a cercare in rete da qualche parte sarà pur scritto!

Sappiate solo che questa opzione per ora è attiva solo su Android, così tanto per fare un po’di selezione.

Tranquilli, tutto questo è solo per il primo accesso.

In seguito entrerete con il Pin che avrete impostato o, se siete proprio avanti, usate il riconoscimento biometrico mettendoci la faccia (ancora pallida) o l’impronta digitale.

Ecco tutto questo solo per entrare nell’app, ora bisognerà capire se vi meritate il bonus e a

quanto potete ambire di quell’importo.

L’app in questo vi aiuterà, naturalmente se avete provveduto a un Isee valido.

Non l’avete fatto? Nulla di grave dovrete presentare all’Inps la Dsu, dichiarazione sostitutiva unica, poi aspettare, forse in una decina di giorni ce la fate se siete precisi. Intanto potete progettare dove spendere di bello quella cifra che potrebbe variare da 500 a 100 euro, a seconda di quanti figli abbiate e altre circostanze che apprenderete a tempo debito.

Quando potrete inserire pure l’Isee valido la vostra app finalmente vi gratificherà, generando un codice QR.

È il lasciapassare al più sibaritico dei vostri sogni; basterà che lo mostriate all’albergatore

per ottenere lo sconto equivalente al vostro diritto di essere bonificati.

Non tutto però.

Solol’80% , il restante 20% dovete immaginarlo come credito d’imposta individuale, un vantaggio futuro da non disprezzare, però valutate che il conto dovete xpagarlo subito.

Pensate ancora che valga la pena di tentare? Significa che siete molto motivati, anzi la difficoltà del cimento per ottenere il bonus renderà più saporita quella xstriminzita giornata di vacanza che, realisticamente, l’effettivo importo potrà offrire a una media famiglia di villeggianti.

Dopo l’esplicazione di Gianluca spero che in tanti riescano ad avere il Bonus Vacanze senza intabaccarsi quando ci si scontrera’ sul codice QR o con l’albergatore ignorante in materia e vi auguro delle magnifiche ferie.

In conseguenza delle istanze provenienti dal movimento 2Blach lives matter” hanno fatto si che alcuni termini utilizzati da sempre nel linguaggio dell’informatica potrebbero sparire perche’ ritenuti “politicamente scorretti”, diverse aziende starebbero operando la revisione del proprio vocabolario tecnico.Anche l’IT è stata coinvolta in un’accesa discussione volta a sostituire termini ritenuti ormai non più accettabili (o se preferite “politicamente scorretti”) alla luce dell’evoluzione storica e della maggiore considerazione nei confronti delle minoranze.

A questo proposito e’ possibile citare il recente caso di Splunk, societa’ specializzata nelle soluzioni dedicate alla gestione dei Big Data, che ha deciso di sostituire due termini storici dell’Informatica come “master” e “slave” con i meno ambigui “indexer clustering” e “licensing functionality”.

Non si tratterebbe comunque di una decisione unilaterale da parte della dirigenza e del marketing, ma del prodotto di una consultazione a cui avrebbero partecipato anche i partner e l’utenza del gruppo.

Il commento a riguardo del CEO Sendur Sellakumar sottolinea l’importanza di questo passaggio per la storia (e l’immagine) aziendale di Splunk:

Noi possiamo e dobbiamo trovare dei termini migliori che permettano di rimuovere inconsapevoli BIAS dal nostro lavoro. Il fatto che queste parole siano state parte del vernacolo dell’industria per tanto tempo non le rende meno offensive.

Sellakumar, che nel suo intervento cita espressamente il riferimento al “Black lives matter“, afferma nello stesso post che sarebbe in corso un confronto per rimuovere i termini “whitelist” e “blacklist” con delle alternative che possano essere considerate piu’ appropriate.

Nello stesso modo gli sviluppatori del linguaggio Go avrebbero discusso l’opportunità di rimpiazzare “blacklist” con “blocklist”, mentre per OpenSSL “whitespace” dovrebbe diventare un più neutro “blanks”.

Nel contempo anche Google sarebbe al lavoro per allontanare da uffici e documentazione tutti i termini che potrebbero prestarsi a controversie.

Nel caso specifico la compagnia di Mountain View avrebbe deciso di contrastare il cosiddetto “linguaggio abilistico” (ableist language), dove per “abilismo” si intende quel comportamento che porta a discriminare le persone diversamente abili o che parte dal presupposto che tutte le persone dispongano delle medesime abilita’.

Tra i termini e le definizioni che Big G avrebbe deciso di rimuovere vi sarebbero ad esempio “sanity check“, da sostituire con “final check for completeness and clarity”, mentre “crazy outliers” dovrebbe diventare “baffling outliers”.

Hashtaggatevi.

Ehi Linkediniani, vi ricordate il vecchio telefono della SIP?

I piu’ nostalgici, come me, ce l’hanno ancora in cantina e lo trovano sempre bello e nn hanno la forza di differenziarlo.

Dopo di lui e’ arrivato un abominio di design chiamato Sirio, gia’ il nome ricorda Furio, il noto personaggio di Carlo Verdone, sapete, il medico che rispondeva al telefono col suo famoso “no, non mi disturba affatto” anche mentre consumava la sua prima notte di nozze.


Beh gia’ a quell’epoca avevamo un tasto a dir poco inutile, lo guardavamo con sospetto e ci chiedevamo a che minchia servisse, taluni hanno anche osato premerlo per scoprire che non succedeva assolutamente niente.

Che tasto?

Beh il cancelletto (ad onor del falso anche l’asterisco non era un campione di utilita’).

Passarono gli anni, sostituimmo quei fantastici dispositivi con i cordless, anch’essi dotati di cancelletto, la cui utilita’ rimase immutata, probabilmente per non rendere troppo traumatico il passaggio a quelle generazioni meno avvezze all’assenza di cavi.


Oggi non solo abbiamo i cordless, ma abbiamo un altro strumento deleterio e mi riferisco allo smartphone, un dispositivo invasivo e lesivo della privacy che fa qualsiasi cosa grazie ad un sacco di applicazioni con grafiche fighissime e colori nitidissimi, non servono nemmeno i tasti.

Well.

Con la rivoluzione degli smartphones e delle social App e’ stato finalmente dato un senso al cancelletto, adesso basta aprire facebook, instagram o twitter per trovare una valangata di cancellettate che vengono giornalmente vomitate in rete da giovani adolescenti vogliosissimi e da “diversamente adolescenti” (e’ un termine rispettoso nei confronti di tutti gli ultra ventenni che ragionano ancora come se fossero al liceo e il cui unico scopo nella vita e’ apparire fighi per procurarsi un po’ di sesso occasionale) che usano e abusano del # facendolo seguire da frasi di un’idiozia disarmante anche per gli autori dei cinepanettoni della Boldi/Desica riunita.

Facciamo qualche esempio per dare un’idea piu’ chiara… aprite instagram, andate nella pagina “esplora” e scegliete a caso qualche foto, apritela e leggete.

Io lo sto facendo in questo momento: #ilmioamorepiccolo #instago #instame #instalove #tagsforlike #instalike #instaday, una ragazzina, direi molto giovane, scrive #grazie#aspirina#orastobene#tiamo.

Ora capite a che serve il cancelletto?

Qualche super cervellone pagato dalle super potenze ha creato questo sistema di coercizione mentale che risucchia le menti labili in un vortice di demenza e hanno avuto il colpo di genio di mimetizzarlo con un nome che, essendo inglese, fa molto figo: HASHTAG…

Oggettivamente nessuno puo’ resistere ad un fenomeno che ha un nome che sembra quello di un profumo: “#Hashtag#, le nouveau parfum de Crétin” (ovviamente la pubblicita’ presentera’ anche #hashtag #profumo #crétin #nonpuzzopiu’ #nonservefarsiladocciabastausarehashtagduevoltealgiorno e altre cancellettate varie ed eventuali).

Bon..tengo a precisare che..

  • Il post che avete letto e’ stato scritto in tono del tutto scherzoso e non diffamante, non prendetevela.

  • Chi se la prende e’ un Hashtag.

  • #Hashtag# non e’ un prodotto realmente in vendita e non credo nemmeno sia in fase di produzione, siete pregati di risparmiarvi la figuraccia chiedendolo in profumeria.

  • Se tra gli hashtag trovati sulla pagina “esplora” di instagram, riconoscete il vostro, non prendetevela….. piuttosto vergognatevi un pochino.

  • Riferimenti a fatti cose e persone sono puramente casuali… o forse no? Ad ogni modo c’è un indagine in corso e aspetteremo che gli inquirenti facciano luce su questo argomento.

  • Se conoscete qualcuno che fa uso di Hashtag, non emarginatelo, aiutatelo. Con il vostro aiuto potra’ affrontare un percorso di riabilitazione e tornare ad utilizzare il cervello.

Stay hashtag, stay carlominkia.

Riflessioni sulla pandemia.

Ebbene si.. utilizzo il blog per riflessioni di carattere leggero o sociale, per condividere esperienze personali o per consigli tecnologici che ci passiamo sulla rete, cerco virus e me li sparo dentro, ci gioco mi incazzo quando sdereno il pc..m’incazzo con me stesso ma mi affascina lottare e davvero cerco a volte una strada, non per altri, ma per me stesso e del resto che alternativa ho..guardare le belinate che ci propina la TV?

O fare seggiole coi tappi dello champagne?.

Fondamentalmente pero’ il godimento australe sarebbe quello di presentarmi come un miscuglio di pensiero ed azione perche’ considero che dall’immaginazione nasca la realta’ in quanto voluta e costruita in linea col seme della verita’, la mia verita’ ovviamente anche nel parlare in terza persona non disdegnando magari sacre scritture senza dissacrarle al di la’ del senso religioso e senza prendere posizioni ed offrire spunti interpretativi sorprendenti e per me altamente significativi su come vivere, pensare ed agire nel mondo mediatico.

Mi ricordo agli albori scolastici subito dopo il risorgimento, come i miei compagni recepivano discorsi di Socrate, Epicuro, Platone, Aristotele, Eraclito e dimentico altri ma non dovuto ai 15,62 lustri ma al non interesse sui ricordi, li rammento solo perche’ quando son sul cesso che faccio cruciverba vengono richiesti come definizioni, erano pesanti perche’ anacronistici ma ripeto solo per altri in quanto io li vivevo a modo mio, ho un modo di prendere le notizie alla mia maniera ed e’ per quello che nei miei discorsi salto di frasca in palo..

Quante volte me l’hanno ripetuto sin dall’infanzia…

Visto col senno del poi pero’ devo dire che chi mi rimproverava non era proprio un perfetto docente e non voglio dire che non capiva un cazzo per non offendere l’organo riproduttivo, non era docentuoso ma seguiva solo un tracciato e quei “fuori tema” che mi appioppavano, per me erano e sono il mio tema e non quello che gli altri mi volevano far fare ed e’ li che e’ nata la faccenda che non mi frega nulla di quello che gli altri pensano di me in quanto a me interessa solo quello che penso io degli altri e forse nemmeno quello e mi rammento il fatto di quello chiamato pazzo che attaccato al cancello dell’istituto, chiedeva alla gente che passava e proferiva… e voi li dentro come state?
Tanto per fare un esempio salto sulla pandemia che stiamo vivendo..Il destino vince insomma.. ma il destino lo considero come una notte sui nostri pensieri, perche’ non e’ possibile che si pensi se si e’ convinti, che tutto e’ imposto e regolato dalle istituzioni, persino il nostro pensiero.

Sarebbe meglio non pensare a nulla e mettersi a fare ghirighiri al criceto.

L’origine sociale antica cancellava il tempo.. i figli imitavano i gesti del papa’, sia democristiano o comunista, sia interista o milanista, era gia’ quello che sarebbe stato nel futuro…l’ereditarieta’ esisteva nella societa’ prima ancora di entrare nei nostri convincimenti.

Ma sapere per ricominciare non necessita davvero sapere…

Insomma il pensiero o e’ riformatore o si spegne nella massa, questo accade se noi agiamo meccanicamente senza la luce e la luce viene a disturbarci masturbando tutte le nostre idee illuminando le seghe mentali.

Tutto quello che capitava nel sonno dell’umanita’ era preventivamente conosciuto..guerra, carestie ..pestilenze..

Tutto questo era atteso ed e’ per quello che i bambini nascevano vecchi.

L’oriente ci insegna che la salute spegne il pensiero e non ci insegna cio’ che fu’.

Non sono pensieri distorti e non sto’ andando fuori riflessione perche’ l’apparenza ha un grande peso perche’ il figlio imita il padre o peggio ancora imita quello che vede in TV su Youtube, lui vuol fare il tronista, vuol fare il calciatore che si toglie la maglia o partecipare al grande fratello, lei idem, vuol fare la velina o l’opinionista o influencer e si reputa grassa e diventa anoressica, vuol fare la Belen di turno farfalla compresa, vuol emergere scrivendo sms con la k e corredandola di emoticon o faccine qualdirsivoglia..

Secondo la buona creanza ogni pensiero e’ considerato scandaloso, e’ il vecchio che sa’.. puo’ fare di meglio?

Boh..

Questa anche se non scritta e’ una legge potente.

Cio’ che vi e’ di giovanile viene costantemente svalutato dagli antichi, dove si vede la giovinezza che dopo un sorprendente avvio, chiedere ben presto perdono agli Dei barbuti e calvi e farla diventare vecchia prima del tempo e non e’ il mio caso dovuto alla sindrome di Peterpan ed e’ qui che esco dalla massa degli insegnamenti imposti.

Cominceremo dunque da capo? (questo lo chiedeva Socrate il vecchio fanciullo).

E adesso come disse lo specchio, basta riflettere apro un’altra bottiglia di grappa rigorosamente alla genziana e mi faccio i gargarismi, le riflessioni vengono meglio… uno due ..uno due.. basta riflessioni.. Amen

E stavolta Stefano ha dimenticato la spedizione e quindi via al lunedi’..

Registrarsi in Facebook con email altrui.

Dite sia impossibile? Puo’ essere ma sei anni fa qualcuno ha avuto le sue grane e senza far cognomi, parlo di Giuseppe il Beneventano e per comprendere in toto la faccenda vi rimando alla lettura del dettagliato articolo pubblicato su TAL. E se qualcuno di voi ha avuto esperienze di tal guisa e’ gradita una sua mail in pvt.

Sin dal momento in cui l’amico Zuckerberg mise per la prima volta online la sua oramai celebre creatura in blu, il binomio privacy-facebook ha fatto discutere, e non poco, generando dubbi e creando dissapori tra utenti ed autorita’.

Tenendo conto di cio’ molto probabilmente non tutti si stupiranno della singolare vicenda accaduta a suo tempo a Giuseppe e raccontata anche sulle pagine di The Apple Lounge.

Detta in breve l’esperienza di Giuseppe ha messo risalto una grave falla, chiamiamola cosi’, di Facebook ed i rischi derivanti dal fatto che qualcuno, per mero “diletto” o per puro errore, possa creare un account sul tanto amato social network con l’indirizzo email di altri utenti non registrati ed operare indisturbato per tutta una serie di giorni, i fatidici tre ed oltre entro i quali dovrebbe esser confermato l’indirizzo di posta elettronica indicato ed ancor di piu’ quelli necessari al team del buon Zuck affinche’ ci si accorga che qualcosa, effettivamente, non sta andando proprio come dovrebbe.

Pur non avendo mai creato alcun account su Facebook (come tutti noi non normali) Giuseppe si era infatti ritrovato a dover fronteggiara messaggi di posta elettronica inerenti le attivita’ (richieste di amicizia accettate di dubbio gusto ed iscrizioni a gruppi del tipo “VULVIVENDOLE DEL CHIAVISTERIO DI VALLOMBROSA” che lasciano ben poco spazio ad eventuali dubbi) eseguite su Facebook da un altro account registrato, ma non confermato, con il suo indirizzo di posta elettronica e, cosa ancor piu’ importante, alla lesione della propria immagine… ovviamente in sei anni si e’ corso ai ripari ma… sembra che in questi giorni qualcosa non STIA FUNZIONANDO..diamo la colpa al COVIDICIANNOVE anagramma di IO VENDO VACCINI…

 

Coincidenze strane e buona apertura dei confini regionali..staremo a vedere e adesso la striscia Pentecostale dello Stefano che disserta sui tagli dei parlamentari…

Movida Milanese (pero’).

Da buon varesotto che ha passato due lustri nel milanese nei primi cinque lustri di vita, cerco di far capire il perche’ dell’assembramento dopo lo “sblocco” dei domiciliari, giudicato incivile ed incosciente pericoloso da chi legge i giornali o guarda la TV di stato.

Non e’ solo ai navigli che e’ successo il fattaccio ma anche nelle regioni del sud dove si e’ festeggiato lo sblocco con assembramento festoso sulle spiagge vedi Mondello coi vu compra’ compresi

vedi il lungomare di Bari

, ma torniamo all’accusa di chi si fa suggestionare dall’informazione oneway di stato e a questo pro condivido al cento con l’appoggio difensivo di Piero Colaprico che a nome di tutti noi Italiani.. dice “Ma per favore non trattateci da sudditi” riferendosi al sindaco Beppe Sala che ha usato la parola “incazzato” e al supercapo dei commercianti Carlo Sangalli che a sua detta l’assembramento ai Navigli e’ stato “incosciente pericoloso”.

Non esiste alcun dubbio nel fatto che, se gli assembramenti sono vietati, appoggiarsi alle ringhiere delle Alzaie del Naviglio col gin tonic sia stato sbagliato.

Si e’ criticato “il ritorno a casa” di chi dal Nord e’ corso al Sud, allo stesso modo dobbiamo sanzionare il “ritorno in strada” dei giovani milanesi con le palle stracolme.

Pero’ intorno a questa movida improvvisata, ci sono almeno due “pero’”.

Il primo e’ che i milanesi sono blindati in casa dall’8 marzo e la media dei comportamenti virtuosi e’ stata altissima.

La grande metropoli e’ come andata in letargo.

Appena c’e’ stato “lo sblocco”, come lo chiamano i ragazzi, e’ diventato difficile per questa Milano giovane fermarsi a riflettere.. la nostra non e’ una citta’ adatta alla timidezza.

Il secondo”pero’” riguarda la psicologia sociale.

Possiamo sapere, anche a grosso modo, quanti sono i contagiati in percentuale alla popolazione?

A questa domanda essenziale la Regione non da’ spiegazioni.

A Milano e in Lombardia, realta’ ricchissime, moderne, tecnologiche, ci si sente rispondere una volta che non ci sono i tamponi, un’altra che mancano i reagenti, in giorno i test sul sangue vanno bene e un altro no.

Se la politica sanitaria lombarda (in mano al centrodestra) sia stata adeguata o no lo si potra’ discutere meglio “a bocce ferme”, ma sulla confusione totale che regna nelle case e nei quartieri cittadini, zero perplessita’ sin da ora.

In Veneto sanno piu’ o meno come va, in Lombardia no.

Sul punto, ha protestato spesso il sindaco Sala.

Quindi il risultato e’ che noi possiamo ubbidire come abbiamo sempre fatto, ma lo facciamo con convinzione se non ci sentiamo trattati da sudditi, essendo cittadini.

Cittadini, va detto, stufi anche degli inganno che abbiamo ricevuto, ad esempio, sul numero dei morti e sulla situazione al Pio Alberto Trivulzio e in altre Rsa.

Ieri sera i Navigli erano presidiati, la prefettura non s’e’ fatta prendere in contropiede dal ghiaccio che tintinna e dalle mascherine sulla fronte… anche i “ghisa” e gli agenti “pero’” sanno che e’ dura stare a casa in queste giornate anticicloniche, con i Navigli che sembrano quasi Ibiza e dappertutto spande l’odore pungente del lime.

Tutto questo non giustifica ovviamente il comportamento tenuto ai Navigli ma attenzione all’assalto che e’ stato presentato con immagini schiacciate e ingrandite in cui l’attivita’ motoria si confonde con lo struscio e il distanziamento sociale diventa festa mobile… e vabbe’ dagli all’untore e continuiamo muniti di mascherina

ndr.. significa indossati e chiudo con la striscia domenicale dello Stefano e un augurio a tutte le mamme..

Felice Pasqua.

Cari Linkediniani ringrazio per gli auguri in posta e rispondo a grandangolo con un post ripromettendomi di mailizzarvi uno ad uno..
Donc..
Un motto cita che Natale e’ con i tuoi e Pasqua con chi vuoi e data la contingente situazione dei domiciliari, io vi auguro di passarla non con qualcuno ma con qualcosa.. qualcosa che la vita vi ha fatto perdere da qualche tempo o che voi avete dimenticato di proposito da qualche parte o semplicemente che qualcuno vi ha sottratto o portato via di brutto e mi riferisco alla fiducia.. 

il mio augurio non vuol farvela ritrovare, quella ormai se n’e’ ita, era vecchia, compromessa e corrotta..

vi auguro di cuccarne una nuova di zecca a tempo pieno e non part-time, una fiducia senza clausole o post scriptum vari, senza contratti..

una fiducia totale in voi stessi che vi porti a pensare che tutto quello che di buono la vita ha da offrire..

voi lo potete avere… 

forza figlioli, armatevi di ottimismo anzi quasi nonimismo e lasciate gli assaggi a quelli che aspettano la domenica per divertirsi e il lunedi’ per lamentarsi e non accontentativi del classico bicchiere sia mezzo vuoto che mezzo pieno.. 

buttate via sto bicchiere e prendete una caraffa da litro anzi esagero, prendete un pozzo, una diga, un lago un mare un oceano e lavorate sulla vostra convinzione e prendete esempio dal girasole, cercate voi il vostro raggio di luce e solo cosi’ vi verra’ l’assurda sete di vivere e riempirete col vostro entusiasmo qualsiasi cosa che avrete davanti e come premesso ci si sente in mail e quindi..

Non fatevi prendere alla sprovvista e quindi eccovi le date Pasquali Gregoriane calcolate la domenica successiva alla luna piena dopo l’equinozio invernale.

 

E questo e’ l’augurio dello Stefano con la sua striscia rappresentante le rimostranze della Giorgia…