Merla.

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Sono arrivati i giorni della merla ma rispetto al passato siamo di goduria primaverile e a Casalcoso vanno sui 20 gradi in quel della spiaggia rimasta, qui a Porcaro…Gnegne il vicino ha gia’ duertato il box sottocasa e la nuova vicina e’ impegnata nel trasloco tanto per rompere lo sferisterio di domenica.

Meglio mettersi avanti col lavoro dai.

Coraggio fratelli e diamoci da fare e cerchiamo di recuperare la linea persa durante le festivita’ scorse… e’ passato ormai un dodicesimo dell’anno 2016 e necessita uscire dal letargo, e anche voi donnine.. forza che e’ l’ora sgranchirsi le membra.

Insomma, recuperare un minimo di fisichino du rol e farla in barba a tutte ‘ste letterine, schedine, veline, strisciatine che proliferano piu’ degli champignon.

Quelle li crescono di notte.

Come i funghetti bianchi nelle piante d’appartamento.

Ti svegli la mattina e trach, ne cucchi due nuove.

Quindi ale’ oh oh.

Vi sentite grasse e fate schifo perche’ siete simili al caciocavallo che porta Gianni dalla terra dei fuochi?

Avete la stessa forma di una pastiglia Valda del Bisciardi ..strette in punta e larghe in basso? E anche il colore e’ piu’ o meno uguale? Vi sentite mollicce, gelatinose e Sbudinate?

Avete la cellulite a buccia d’arancia come i muri della tavernetta del Dr.Gally oppure possedete la carnagione olivastra e durante l’inverno avete preso la forma di un tubo spesso di carne marrone e da lontano vi scambiano per il kebab appeso nel negozio di Mohammed di portapila?

Insomma. Dire che siete indesiderabili e’ farvi ancora un complimento.

Niente paura a tutto vi e’ rimedio fuorche’all’abbattimento del P10 alias polvere sottile (almeno lui e’ sottile).

Leggete attentamente i consigli sulle riviste femminili e vedrete che in un abracadabra tornerete in forma come la Belen dopo la separazione dal partenopeo.

Cominciamo dalle aste…

Prima cosa dovete stare attente alla colazione.

Via il latte con briochina e cornetto, via il caffe’.

Solo un bel bicchierone di acqua tiepida presa nel chiosco del mercato e occhio… non quella gasata da 5 cents ogni litro e demie ma quella liscia che e’ pure a gratisse, oppure quella della fontana ad orologio ormai vuota davanti al Munipicio.

Vi viene da vomitare? Molto bene…di prima mattina e’ quello che ci vuole..

L’acqua la mattina idrata… Ma dai? Ma pensa. ‘Sti giornali ne sanno sempre una piu’ di Bonolis.

Orsu’, scaricate quel rimorchio di tossine e gonfiatevi come borracce.

Vedrete che la trippa ostinata si sciogliera’ come neve al sole…e sta neve chi l’ha vista piu’.

Ma se volete proprio raggiungere il culmine della colazione benefica aggiungete alla vostra acqua un po’ di aceto di mele…

Ma certo.

Magari mettetevi anche in croce e fatevelo portare dentro ad una spugna possibilmente dal centurione romano di turno.

Ma pensa un po’.

Secondo ste riviste uno con un bicchiere di acqua tiepida e aceto dovrebbe cominciare bene la giornata.

Di slancio.

Ma dove minchia vivono? Nella Valdunduna? Io con un bicchiere di acqua in corpo ammesso di riuscire a bere una cosa che non sia grappa con genziana non arrivo vivo nemmeno al locale caldaia del teleriscaldamento.

Vado giu’ come un pinolo, anzi come un pirla. Alla mattina devo mangiare il mio bravo caffelatte’ con dentro 4 cucchiai di crusca, ma non quella da fighetti, quella proprio da dare ai pigs, altrimenti non reggo fino al pranzo fatto con mela tagliata a petit morceaux e yogurt corretto muesli…

Proseguendo coi consigli leggasi che volendo dentro l’acqua tiepida ci potrete aggiungere altre cose che rendono molto, molto fighe.

La betulla per esempio in quanto acqua e betulla fanno benissimo.

Sti catz..non e’ specificato se foglie o direttamente segatura di tronco ricavata dal pellet…. Oppure acqua e gambi di ciliegia… Un toccasana.

Un bel boccale di acqua e piccioli e vedrete che corpicino.

Ma n’do cazzo li trovo sti gambi di ciliegia a fine gennaio?

E’ una mission impossibol.

Bon.. deciso dai.. oggi e’ domenica e contravvengo ai giorni prefissati per buttare ste riviste nella differenziata …e adesso prima della benedizione di Francesco l’argentino, controllo che ci sta’ per pranzo oggi mentre la Lella e’ in quel della Cattedrale del paese a pregare per me… mmm odori di ricchi, vedo costruzioni con porcini, pasta di grano duro camut, polenta, voulavent con fonduta e gamberi.. il resto sara’ nel frigo.

Voi slandre fate pure sta dieta e alla mia ci penso io..

devo solo ricordarmi di mettere al fresco il moesceantonio e con la gabbietta faro’ altre seggiole per la gioia di Lella.

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Cappuccetto Rosso.

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Questa e’ la versione originale della bimbetta chiamata Cappuccetto Rosso (alias profilattico comunista).
Tale red cappuccet camminava per il bosco con il suo cestino di vimini recuperato dalla differenziata col navigatore impostato in quel della casetta dove sua nonna ex esodata Fornerata, trascorreva l’esistenza in attesa della pensione di riversabilita’ del marito decuiussato da parecchio tempo.
L’aria era tersa quasi quarta, gli usignoli cinguettavano allegramente saltellando di ramo in ramo e il gufo ovviamente gufava lumando la partita toro ariete ascendente juve.
“Che giornata ganza !”
esclamo` Cappuccetto Rosso tutta felice mentre continuava per la sua strada cantando l’allegra canzoncina col motivo di e’ morto un biscaro..
La mamma le aveva raccomandato di stare attenta ai brutti incontri nel bosco datosi che a volte loschi figuri si nascondevano dietro agli alberi per insidiare le tenere fanciulle come lei.
“Non preoccuparti mammina,” disse la Cappuccetto Rosso,
“chi mai potrebbe volere far del male ad una bimba, nel nostro ridente paesello del mulino bianco ?”
E cosi` si era incamminata, per portare alla nonna una cosa di cui ella aveva estremo bisogno.
Mentre seguiva il sentiero degli innamorati eccoti un lupo feroce e cattivo sbucare da dietro ad un albero..
“Ciao cara figliola di rosso vestita, cosa fai qui?”
Cappuccetto Rosso stava per dire: “Vaffanculo, lupo!” ma si trattenne non per educazione ma per lumaggio.
Aveva infatti notato l’attrezzo riproduttivo di considerevoli dimensioni che dondolava tra le gambe della belva.
“Yum-yum”
penso’ Cappuccetto Rosso gettandosi avidamente sul lupo a scopo violentatorio..
“Aiuto, aiuto”, grido` il lupo, mentre Cappuccetto Rosso slurpava il minchisterio a bocca spalancata.
Divincolandosi il lupo riusci`a liberarsi dalla presa e afferrato un nodoso ramo, colpi` alla nuca la fanciulla, tramortendola.
Poi, fuggi` disperato, finche` non arrivo` ad una casetta isolata, dove penso` di poter trovare rifugio… busso` alla porta.
“Chi e`?”
chiese una tremula voce da dietro alla porta.
“Incaricato Eni per la letture del gas”
disse affannosamente il lupo.
“Un uomo!” penso’ la vecchia, che altri non era che la nonnina adorata di Cappuccetto Rosso e subito lo fece entrare.
Non appena il lupo fu entrato, la vecchia gli balzo` addosso con sorprendente agilita` e comincio` a baciarlo sulla bocca.. poi si denudo` e gli disse: “Lettore gasista ispeziona questa tubatura, che mi pare perda gas …he he”
Il lupo si senti` svenire alla vista del pube della vecchia novantenne e corse verso la porta ma la vecchia gli fece una presa al collo da lottatrice wrestlinghiana professionista, e lo fece cadere al suolo.
La nonna di Cappuccetto Rosso a tutti gli effetti, era una ninfomane di 94 anni, ex-prostituta che operava sia in un bordello di Mappano che sulla strada da Borgaro alla Falchera.
Il lupo passo` momenti terribili e riusci` a sottrarsi alle sue voglie solo sfasciandole sul cranio un pesante posacenere in marmo con la scritta “Ricordo di Riccione” recuperato dai pensionati di Villa Tapparelli, castigato durante le ferie di gruppo nel duemilaequindici nell’hotel 4 stelle e una cometa.
Wolf stava per uscire dall’alcova, quando udi` bussare alla porta.
“Chi e`?” chiese imitando la voce tremolante della vecchia.
“Sono io nonnina, Cappuccetto Rosso”… senti’ rispondere il lupo con grande sgomento.
Immediatamente chiuse la vecchia nel gabinetto, si mise la sua cuffia in testa e si infilo` nel letto, da cui grido`:
“Avanti” alla fanciulla.
“Eccomi nonnina”, disse Cappuccetto Rosso avvicinandosi al letto ed infilando la mano nel cestino…
“Ti ho portato la lavanda vaginale che avevi richiesto col sms” disse estraendo dal paniere un enorme strumento di gomma di foggia strana.
“Oh, ehm, grazie.” rispose il lupo.
“Ma, nonnina, che mani grandi che hai!”
disse sgranando occhioni la dolce fanciulla.
“Davvero? Beh, perche` non torni a casa prima che faccia buio?” “E che bocca grande che hai!”
“Si, e` perche` ho tolto la dentiera…ma ora vai, su….muoviti!”
“E che uccello grande che hai!” disse scostando il lenzuolo e fissando il membro del povero malcapitato e si getto` su di lui, facendosi impalare dall’attrezzo lupesco.
“Ahhh mi hai schiacciato il testicolame…” urlo’ il lupo,
nel contempo la porta del gabinetto si spalanco` e ne usci` la vecchia, che subito si sedette sulla faccia del lupo.
“Mmmmph….fmmfmm…” borbotto` il lupo, ormai stremato, quando dalla porta di ingresso della casupola entro` un cacciatore.
“Mio dio, un lupo!” grido`, ed estraendo un fucile mitragliatore Kalashnikov fece fuoco sulle due ninfomani, riducendole a gruviera. “Grazie”, disse il lupo al suo salvatore
“non so come ringraziarti.”
“Oh, il modo ci sarebbe….” rispose il cacciatore, soppesando il minchiame del lupo tra le sue mani;
“Baciami stupido!”
Il lupo e il cacciatore si allontanarono nel tramonto mano nella mano, e vissero per sempre felici e contenti.
Larga e’ la foglia , stretta e’ la via e questa sopra e’ una gran fesseria.

Android.

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L’ho detto e lo faccio, dopo aver ipotizzato una mia carriera come progettista di pirofile ustionanti, adesso provo a lanciarmi nel design di telefonini scivolosi.
Non so se lo avete notato, ma esistono oggi materiali plastici che facilitano la presa solida di tutti quegli utensili (martelli, coltelli, asce ecc.) che e’ meglio non lasciarsi sfuggire di mano.. tecnicamente, si dice che questi materiali anti-sdrucciolo hanno un grip.
Sti progettisti di cellulari son tutti uguali, rivestono l’elettronica con una scelta di gusci che non hanno sto grip che solitamente i designers dovrebbero tenere per evitare la fuga dalle mani.
Credetemi non dico palle e sta usanza del non grip e’ anche sui telecomandi..due minuti fa volendo vedere un poco di tv ho brancato il telecomando philipseo e mi e’ schizzato via dalle mani come il semino dell’anguria e maledizione a me che pur di scegliere un tv di marca nota mi son autobingato mentre la marca tregalline aveva una impugnatura di tutto rispetto, proprio alla portata di mano senza sguidolamenti.
Sti maledetti sotto designers dovrebbero davvero facilitare la presa come per i coltelli sopraccitati, per evitare lo sdrucciolamento dalla tasca dei jeans ogni qualvolta ci si siede in bus, nel treno, sulle sedie della sala d’aspetto del dentista o maremma maiala nel momento del bisogno urta sentire lo splash dell’iphone 6 derniere generation che si tuffa nella tazza del cesso.
Cercare di maneggiare in estate a Casalcoso il cellulare, con gli arti superiori sudati e’ come cercare di afferrare la saponetta appena caduta nelle docce multiple della caserma col rischio di sentirsi arrivare l’iniezione intramuscolare di carnecruda.
D’altro canto, il continuo aumento delle dimensioni dei telefoni pone ulteriori problemi di presa.
C’e’ stato un periodo vedi foto jpg sopraesposta…in cui ci si andava andava fieri di avercelo piccolo (il telefonino, naturalmente).. oggi siamo tornati al machismo telefonico.. piu’ e’ grosso, meglio e’ (lo smartphone, naturalmente).
Il fatto che quell’apparecchio possa anche permettere conversazioni e’ del tutto optionale… cio’ che conta e’ la dimensione dello schermo.
Il telefono trendy ha uno schermo cosi’ ampio da non poter essere tenuto in una sola mano.. ho visto gente aggirarsi a Porcaro per via Italia parlando dentro un vecchio televisore Philips da 22 pollici e quattro indici recuperato nella differenziata locata nel recinto pollaioso.
Per evitare questi eccessi, il progettista di telefonini deve dunque dimensionare l’apparecchio in modo che sia il piu’ largo e meno scivoloso possibile, ma sottile al punto giusto da non poter scomparire nello spazio tra il sedile e la leva del cambio, quello spazio dove nessuna mano d’uomo e’ in grado di giungere e dove gli sfasciacarrozze, quando demoliscono le auto, trovano tesori d’ogni tipo.
In ultima analisi ripeto ai cari progettisti designers di evitare sti scivolamenti e come opzionale predisporre un guscio appropriato anziche’ declamare la sottigliezza del cellulare e siccome siamo a domenica vi posto il demoniuns secondo il Nat.

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Whitemillfamily.

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Certo che e’ bello vedere la famiglia del white mill ma nel purgatorio della convivenza il litigio e’ da sempre una delle attivita’ piu’ gettonate.
Ogni tanto la furia degli elementi si scatena e partono delle buriane che rintronano i vicini di casa a due isolati di distanza.
Inchiappettate in cui ci si carica di santi mischiati ad animali che si concludono con commiati del tipo.. Vai aff, va… a spander melega..
Oppure… Ma perche’ non vai a dar via qualcosa di tuo (riferito a dove non batterebbe il sole e ci si fa intramuscolari)?…
Qualche coppia si inventa anche insulti piu’ coloriti. Come la moglie dell’Erminio Ottone che l’ultima volta ha congedato sto chico romanico con queste dolci parole… Ma cagati in mano e poi prenditi a sberle e dimostra cosi’ la sua classe francesizzata di chi ha frequentato le alte scuole del sestriere.
Talvolta pero’ si evita la schermaglia verbale, si fa l’occhio spento e il viso di cemento, e si pratica la classica vendetta silenziosa, la piu’ efferatamente odiosa e bastarda.
Quella dei piccoli dispetti delle tacite rivalse.
Lui l’ha cazziata per acquisti che reputa eccessivi e lei al mattino dopo gli lascia la macchina in riserva fissa col freno a mano tirato.
Lui la sgrida quando con la forchetta lei seleziona l’insalata mista e gli mangia tutta la mozzarella? Perfetto.
Lei per dispetto gli prepara il caffe’ ma glielo mette nella tazzina piccola, quella che lui odia, perche’ non gli sta dentro il naso alla Enrico Fumagalli e fa fatica a bere perche’ manco il dito gli entra nel manico e non puo’ tenere il mignolo alzato.
Lui stasera di nascosto si e’ finita l’ultima fetta di crostata di mirtilli recuperata dalla zia Anna che lei si era conservata per la colazione di domani?
C’est magnifique amour bastard.
Lei aspetta che vada a letto, che si addormenti, e poi lo raggiunge cantando a squarcia gola …Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi… possibilmente accendendo la luce forte e picchiando col mestolo sulle pentole antiaderenti fatte con la pietra focaia.
In questi casi e’ molto facile che ne esca una rissa non solo verbale.
E nell’abisso di ripicche la frase piu’ ripetuta e’ sempre la stessa…
Non ti piaccio? Non ti vado piu’ bene? Allora lasciami. Lasciami pure.
Tanto cosa c’e’ meglio di me?….
Alt…Pensateci un attimo…
COSA C’E’ MEGLIO DI LEI ?
Ve lo dico io. Di meglio ci sta un’alluvione di cose.
Eccovi un elenco semicompleto..
La lotta col polipo che si annida nel tubo..
Le foglie di salvia fritte con la pastella e ripieno di alici condite con il trinidad fregato alla pianta del vicino (quella che ha vinto il premio di piccantezza).
L’Aulin quando hai mal di capa anche se sta pillola e’ all’indice e anche al medio.
La grappa con la genziana cannata davanti ad un film d’azione.
Il profumo della pizza con l’habanero che si sente nel ristorante del mio amico Gino il bagnino.
Farsi schiacciare un punto nero sulla schiena dove non ci arrivi.
Fare un rutto supersonico modulato dopo aver bevuto una gazzosa previo sbattuta.
Ritrovare le chiavi che pensavi di aver perso…
Ecco cosa c’e’ meglio della dolce meta’..
E vi pare poco?
E mo’ v’ho detto!!!

email marino - foto barilla tre -
email marino – foto barilla tre –

W.C.

cartaigienica

Che devo dire? Ha ragione e pensare che basta solo aprire l’armadietto. Ora vi aspettate una dissertazione sui vari rifornimenti cartari in quel del loco ove ci si reca (per chi ha del tempo) con la settimana enigmistica o per i piu’ matematici col sudoku e alla fine del post ci arrivero”la prendo larga dai..

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Oggi niente carta e matita per l’enigmistica o il sudoku ma tablet ed eccoti il nuovo aggiornamento di Skype che come assonanza si avvicina a quello che il mio amico tappezziere borgataro (taro per gli amici) chiama Skai tipo ricopertura divano che quando chiedi se e’ di pelle umana, ti risponde no e’ scai e ci riporta indietro di una decina di lustri, quando le massaie convinte di aver fatto un salto nella modernita’, esibivano orgogliose il divano di skai e il tavolo del salotto di formica con l’accento sulla o.

Sto skay era dappertutto a partire dal rivestimento interni dell’alfa sud o dai divanetti bruciacchiati dalle cicche sui treni negli scompartimenti di seconda classe usati da noi studenti e dai lavoratori del secondo turno e qui mi scatta il post della flotta ferrotranviaria Italica.

D’estate, per noi che all’epoca portavamo i pantaloncini corti, lo skai arroventato dal sole era una specie di tortura medievale, una certezza di avere le cosce vulcanizzate all’istante e le chiappe incollate al sedile per il sudore.

Forse e’ per questo che, a un certo punto, tanto sulle macchine quanto sui treni, la finta pelle plasticosa e’ stata sostituita con un piu’ elegante tessuto tipo quello usato per il pokerino familiare.

Ci sta solo una grande differenza dovuta al fatto che i proprietari di auto si degnano di sottoporre a pulizia i loro sedili con una certa cadenza (che nel mio caso e’ quinquennale come i piani del Matteo), le Ferrovie dello straccio prima di fare la nettoyance hanno condotto una ricerca mercatale per capire quanto sporco potesse depositarsi su un sedile in tessuto nel corso di 25 anni di assoluto abbandono.
Chiunque abbia viaggiato su una carrozza di seconda classe sa che il risultato di questo esperimento e’ veritiero al massimo e di tutto rispetto… schienali alonati di sudore, poggiatesta con stratificazioni d’unto, elaborati geroglifici di pedate un po’ ovunque sopra scritti esternanti l’amore per la ragazzina di turno.

Alla fine, qualcuno in Trenitalia si e’ svegliato e ha detto:

«Azz… perche’ non utilizziamo lo skai? Basta uno straccio umido e il sedile torna come nuovo ».Il classico uovo di Colombo (navigatore).

Lo hanno guardato come quando Einstein ha enunciato la teoria della relativita’ o come quando l’archimede pitagorico ha detto che un corpo immerso nell’acqua si bagna e se non sa nuotare annega.. ma alla fine gli hanno dato ragione ..i vecchi vagoni sono stati risistemati con sedili in finta pelle blu…che figata ragazzi.

Del resto il restyling del materiale rotabile (come promesso inizialmente rientro in oggetto del post) prevede anche la comparsa, sulle pareti, di grandi frecce autoadesive che indicano l’ubicazione delle toilette ex zerozero…. non sia mai che nella labirintica struttura della carrozza qualcuno si perda..

Quello che piu’ colpisce e’ che invece di esserci scritto appunto «Toilette», o «Wc», i cartelli recano scritto «Ritirata ».
Le Ferrovie dello straccio chi minchia hanno preso come consulente?

De Amicis?

Sgarbi?

Checco Zalone?

Ma chi di noi utilizza piu’ il termine «Ritirata»?

«Scusi capotreno, se non le e’ d’incomodo, vorrebbe ella indicarmi la ritirata?».

Non posso impedirmi di immaginare che ogni volta che un passeggero va a al cesso s’oda in vettura uno squillo di tromba e un ufficiale gridi «Ritiratataaaa! ».

Ma siamo sul treno o siamo a Caporetto?

Era proprio un post di emme…. vero?

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Rent a car.

alberto

Quando, qualche decina di lustri fa abitavo in quel dell’Albert de Giussan di cui conservo il bronzo preso dal salotto di famiglia geipiggiato qui sopra …. mi immaginavo le future car del 2000 con cruscotto stellare avec consolle piene di pulsanti, levette e spie luminose tipo la plancia di comando delle astronavi spaziali di starkrecke.
La realta’ di quel futuro oggi concretizzato e’ pero’ molto diversa.. niente levette, pochi pulsanti e un numero limitato di spie rigorosamente led.. dovute al fatto che non sei tu a dare ordine alla macchina ma e’ lei che ti capisce, ti asseconda e ti consiglia.. tipo la Cortana di Windows10.

Ho avuto modo di verificarlo in occasione di un viaggio a Madrid.

Ho noleggiato tramite web una vettura ma al momento del ritiro presso l’autonoleggio dell’aeroporto, mi si informa che l’utilitaria prenotata non e’ disponibile e data la serieta’ dell’agenzia e dopo profusioni in scuse mi offrono allo stesso prezzo, una lussuosissima berlina e un pacchetto di gomme da masticare usate poco.

Onde siccome per cui a caval donato non si guarda in bocca (specie se i cavalli sono 180), ho accettato accollandomi il surplus del consumo benza.

Voi penserete che mi e’ ebbe andata di culo.. naaaaaa e mo’ vi dico.

I primi momenti li ho passati a cercare appunto le leve e i pulsanti per le funzioni piu’ semplici tipo accendere i fari, inserire indicatori di direzione far girare il condizionatore… Alla fine mi sono arreso e, verso le 21, ho messo in moto dopo aver rivolto una preghiera al Sant’Antonio del tipo Ecce Crucem Domini, fugite partes adversae..Vicit Leo de tribu Carolus, radix togotuentinain,alleluja, alleluja… .

Antony mi ha esaudito e tutto quello che io avevo cercato di fare, armeggiando sotto il sole calante nel parcheggio, l’auto l’ha fatto da se’.. ha visto che ormai la notte stava scendendo e ha acceso le luci, ha notato che il mio piede non aderiva perfettamente all’acceleratore e mi ha spostato il sedile da sotto il culo, un sensore mi ha guardato nelle palle degli occhi e mi ha regolato tutti gli specchietti, un raggio laser mi ha messo a misura la cintura di ca..di sicurezza, un altro sensore mi ha annusato le ascelle e ha deciso di accendere l’aria condizionata mentre la Cortana di turno del navigatore mi chiedeva la via dove mi dovevo recare, la voce proveniva stereofonicamente dai sei altoparlanti mentre il display 18 pollici e due mignoli pianta larga si alzava dal cruscotto.
Mi sono domandato se la berlina, rilevando la presenza di un muro davanti a me, avrebbe inserito da sola la retromarcia, ma ho preferito non rischiare e ho optato per il movimento manuale.

Non l’avessi mai fatto… Appena spostata la leva del cambio, il display dell’autoradio si e’ alzato mentre la piantina del navigatore scendeva e si e’ trasformato in una tv cominciando a visualizzare una scena agghiacciante, degna dei migliori thriller.

Si vedeva uno spiazzo di periferia, vuoto, illuminato da lampioni fiochi… il luogo ideale per un agguato isis verso gli occidentali e quali infedeli.

Mi ci sono voluti cinque minuti di yoga e due Tavor corretti Xanax per capire che quella era la ripresa della telecamera piazzata sul mio paraurti posteriore.

Non mi ero ancora ripreso dallo spavento che un movimento sul parabrezza mi ha fatto sussultare e sbattere la capocchia contro il tettuccio.. era successo che un passero aveva scagazzato sul vetro anteriore e le apparecchiature di bordo avevano immediatamente eseguito l’esame delle feci dosando la giusta quantita’ di detergente e avevano fatto partire il tergicristallo.

Vi esento dalla descrizione tachicardiaca del percorso e vi dico solo che una volta arrivato, al momento del parcheggio tra due vetture, son partiti una serie di bip e il volante si e’ messo in movimento da solo, il cambio dopo lampeggi rossi ed azzurri ha fatto il suo dovere e mi sono trovato infilato perfettamente tra due vetture..tutto bene con un piccolo neo dovuto al fatto che il parcheggio era riservato alla polizia.

Sicuramente la prossima volta noleggero’ una bici e lascio lo spazio a Stefano.

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Petrolio invasivo.

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Il Ministero dello Sviluppo Economico il 22 dicembre 2015 con decreto N°.176 ha rilasciato il permesso B.R274. EL che autorizza le ricerche di petrolio nel Parco Nazionale del Gargano al largo delle isole Tremiti per un’area di 373,70 Km² alla Societa’ Petroceltic Italia s.r.l. ricavandone 5,16€ al km² per un tot di 1.928.292€ annui.

Il sistema di ricerca e’ col metodo Air Gun ovvero si spara aria compressa sino al ritrovamento dei giacimenti e una volta individuati si potra’ procedere automaticamente all’estrazione.

Si presuppongono giacimenti di 11 milioni di barili da estrarre (circa due mesi del nostro fabbisogno) bah…

Tanto l’Adriatico e’ un mare morto pieno di sostanze inquinanti (sentita in parlamento)..e se non estraiamo noi, estrarranno gli altri dall’altra parte (sempre dal parlamento)..

Comincio col dire che “L’airgun e’ una tecnica di ispezione dei fondali marini, per capire cosa contiene il sottosuolo.

Praticamente ci sono degli spari fortissimi e continui, ogni 5 o dieci minuti, di aria compressa che mandano onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo.

Il brutto e’ che questi spari oltre che inquinare le vicinanze dove poveri pirla come me trascorrono le vacanze, sono dannosi al pescato, perche’ causano lesioni ai pesci, e soprattutto la perdita dell’udito.

Sti poveri pesci dipendono dal senso dell’udito per orientarsi, per accoppiarsi e per trovare cibo.

A pochi km da dove passo le vacanze estive

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da noi vicino a Casalbordino ci sono stati degli spiaggiamenti di sette capodogli e con tutta la buona volonta’ dei volontari che hanno tentato di salvarli,

treCapodogli

3 sono morti a Punta Penna e i 4 riportati al largo si sono nuovamente spiaggiati a Peschici..

Mi domando se il gioco vale la candela..per meno di duemila euro stanno rovinando tutto..

siete in oltre sessantamila a buttar occhio nel blog e con questo ho detto tutto e sappiatevi regolare con chi fa promesse a vuoto, soprattutto a voi dell’Adriaticsee.
promesse antelezioni
…..vabbuo’ avevo dimenticato di mettere il calendario di Stefano per 2016..

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Quando ce vuo’ ce vuo’.

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Ho un linguaggio aperto e scurrile lo ammetto ma non lo concetto, me lo dice una persona che non mastica parolacce, dopo aver letto la Parodia di Efigenia in Aulide (postata tra l’altro diversi anni or sono su un blog che manco ricordavo di avere in quanto bannato a suo tempo e tratta da ricordi da matricola); ha ragione ma…esiste un mio “ma” e questa persona mi dia la liberta’ di esternare i miei pensieri, non voglio giustificare i miei post ma quantomeno si legga come la penso io…
Purtroppo debbo lamentare che nelle nostre scuole, inferiori e superiori, la ricerca e lo studio delle origini della nostra lingua, vengono difficilmente promulgati e oltretutto si continuano a tenere in bassa considerazione il dialetto e le sue forme lessicali e idiomatiche, ricche e numerose nella cui parte ho inserito il mio “togolano”..ano per gli amici.
Per di piu’, si tende ad inculcare la scellerata idea nei ragazzi, fin dall’infanzia, che dialetto sia sinonimo di misero, incolto e anacronistico dimenticando che e’ un’altra lingua, il dialetto non lo si insegna..lo si tramanda.
Ma il punto chiave dell’analisi in questione e’ l’uso dei termini che le persone perbene definiscono osceni, triviali o semplicemente parolacce.
Ogni regione del nostro paese puo’ esibire una quantita’ strepitosa di epiteti scurrili in una specie di tenzone interregionale dove e’ davvero impossibile stabilire quale sia il vincitore.
In verita’ (mia ovviamente) l’utilizzo o il peso di queste cosiddette volgarita’ cambiano enormemente di valore e di significato appena varchiamo il confine di ogni provincia.
Cara Amica (passo al diretto che mi torna meglio).
Tu mi hai bacchettato, sembrera’ assurdo anzi paradossale, ma tutto questo dipende dalle origini culturalstoriche della comunita’ in questione, dai differenti costumi, dalle opposte tradizioni civili, morali e religiose che hanno determinato nei secoli nelle popolazioni, culture e senso civico assolutamente diversi .
Tu Cara Amica stai pensando che io stia giocando al paradosso ridanciano come mia abitudine (so’ che leggi tutti o buona parte dei miei post dall’ID e dalla traccia)…starai pensando..
Cosa mi vieni a raccontare, che la differenza storica di un popolo condiziona anche gli insulti e le parolacce?…
SI la mia risposta.
E’ proprio cosi’, anzi ti dimostro che un attento esame delle scurrilita’ e degli improperi da scoprire con chiarezza inconfutabile i valori o le bassezze di un popolo meglio di qualsiasi altra analisi scientifica.
Non so se hai fatto caso ma la prima grande discrepanza nell’uso delle sconcezze risiede nel genere, maschile o femminile.
Tu sei acculturata e grazie alle tue due lauree masterizzate (cosi’ enunci in Linkedin), mi insegni che i latini per indicare una persona sciocca e di poco senno la insultavano dicendo o definendola “ CUNIA”, cioe’ se non erro e non esso, il sesso femminile, ritenuto evidentemente un organo privo di valori, bellezza e armonia.
Cunia significava matrice, cioe’ parte del congegno per mezzo del quale si stampavano monete (pecunia).
Egualmente ancora oggi, francesi e spagnoli sono dello stesso avviso giacche’ l’insulto ad un ritardato e’ ancora “ CON”o “TÊTE DE CON” in Francia e “COÑO”per gli Iberici… dico bene Paloma Blanca come la nieve? (sempre da Linkedin leggo tra le varie lingue che parli, pure lo spagnolo..azz che testa tieni).
Per indicare il sesso femminile, nel nordest un’altra mia conoscente che non e’ una cretina qualsiasi ma una cretina accreditata, dice “MONA” e con quell’espressione definiscono uno sciocco di scarsa creativita’.
Ma attenta.
Questo termine non allude ne al conio delle monete ne alla moneta stessa ma bensi’ alla scimmia, piu’ esattamente al babbuino che fin dai tempi lontanissimi veniva indicato col termine mòna per cui si hanno mòna, monna, monàsina, babbuina.
Aspetta non ho finito e ti dimostro che potrei tesizzare sto post.. non trarre conclusioni affrettate non ti sto’ offendendo ancora, tu parli di quadri?
Bene io gioco in casa anche qui, hai presente il Carpaccio no? (motore di ricerca +immagini) ebbene il Vittor raffigurava e con lui tutti quelli del quattrocento e anche quelli del 126 super o 850 coupe’, una graziosa scimmiotta o ritraeva cortigiane che sulle spalle avevano la scimmiotta o il babbuino qualdirsivoglia addobbati o vestiti da clown..
Cerca “la regine de le mòne”.
Insomma il vezzo di sfottere loro SI e li consideri grandi e io NO sono scurrile?
Il vezzo di sfottere opps scusa ..di prendere in giro, nominando il sesso femminile e’ presente anche nel Napoletano che utilizzano l’espressione “FESSO” maschile di fessa, appunto la parpaja. Un’espressione tipica dalle parti di Giuseppe “ca’ nisciuno e’ fesso”, cioe’ a dire qui nessuno e’ imbecille, sprovveduto, ne tantomeno babbeo quindi io per babbeo intendevo che ..fosse intelligente..
potrei chiudere qui ma se saliamo a Roma spunta assieme a termini del tipo ciumachella che sono gentili travolte da termini piu’ terra terra tipo, fregna, pantegana, sorcia, zoccola, chiavica dico bene Donato amico estivario?..
Anzi ti faccio sussultare e leggi ad occhi chiusi con la radio accesa ma debbo sottolineare che tanta trivialita’ di termini si produce nel caposaldo clericale d’Europa e del mondo, dove e’ risaputo la misogenita’ proverbiale ed il disprezzo per tutto cio’ che e’ femminile che storicamente rasenta e sorpassa ogni limite civile.
Stai ancora leggendo? Bene…Prendi coraggio e respira perche’ se ti scrivo il lemma chiamato Fica o Figa per noi leghisti altitalia lombardia dove il frutto, il fico e’ FIG dal latino ficus e anche dal termine greco sykon e mantiene la stessa eccezione.
Quindi se io dico sfigato, indico un uomo sfortunato, perseguitato dalla cattiva sorte, privo della gioia e della fortuna espresso dal termine femminile.
Non sono completamente maschilista ma allora perche’ dicendo che uno e’ un bel figo indico un ragazzo aitante di bell’aspetto.
Come vedi ti ho spiegato che non ho usato termini scurrili e maschilisti nel raccontare cio’ che hai letto nel post e mi meraviglio davvero per una che ha passato sui libri buona parte di vita, metta Dante come esempio tralasciando il De vulgari Eloquentia e relative voci della giullaria.
O Shakespeare il fool del Re Lear che usa espressioni come culo chiappe e l’amleto (parlo del testo originale ovvio” dove Amleto fa allusioni chiare e provocatorie del sesso femminile mentre dialogando con Ofelia sdraiata presso lei le chiede di potersi distendere col viso sul boschetto che tiene tra le gambe..opps in grembo e l’Ofelia impazzita canta raccogliendo dal canestro piccoli fiori dicendo..nel mio canestrino non si deposita piu’ il tuo pettirosso..che ne fo’ di questo picciol nido amoroso? Piu’ non respira e gemiti non ha e non mi resta che buttarlo tra i rovi…
Insomma Amica Mia (si fa’ per dire).. quelli sono capolavori e io son maschilista scurrile perche’ sono un povero cristo sconosciuto ai piu’ e anche ai meno per diviso?
Se non ti andava di leggere Ifigonia in Culide nei post che e’ appunto la parodia di Efigenia in Aulide, avevi solo da non leggerlo cazzo e sappi che tempo fa’ ci stava una come te, pseudo erudita che mi bacchettava, pensa a me che l’Ifigonia in Culide ho dovuto studiarmelo in due giorni come testimone di matricola e come alternativa avevo da fare tutto un salone a carponi su sale grosso nudo con la candela accesa nel culo e scusa il francesismo evidente e con peso legato all’uccello mentre avrei dovuto esternare a voce alta.. io sono uno stronzo.. io sono uno stronzo..
Cara mia se ti ha offesa questa lettura (potevi smettere) e mi raccomando non leggere l’altra del Don Sculacciabuchi, non leggere la Nutellae Story..non leggere Spaccianeve Sotto i Nani, non leggere Cappuccetto Red e nemmeno i Promessi Sporci..dai non prendertela sono goliardate e non ti credere.. mi ha fatto piacere il tuo commento e scusa il controcommento lungo e postato che del resto mi e’ stato facile in quanto l’avevo gia’ detto in altra maniera ad altra persona similTe qualche anno fa’.. azz mi son dilungato.. mi faccio prendere dalla penna e adesso non rileggo quello che ho scritto perche’ potrei offendermi ..semmai scorreggilo tu o mia grande lettrice sapona.
P.S. e che dire del frocio Leonardo? E’ uno dei maggiori campioni di turpiloquio con una tiritera sul fallo (cazzo) recitata in tutte le sue varianti, se vuoi te la posto in privato qui mi vergogno…e per vergognarsi carlo alias togotuentinain ci vuole tutta e adesso asciugati pure e vai a cagare amica mia..e per voi che siete arrivati sin qui eccovi il remember di Stefano dedicato alla ricorrenza della disavventura dei cugini d’oltralpe

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Cookie Law.

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Allora..mo vi educo..per lumare il blog, sono stato obbligato dalle leggi-pasticcio nostrane in vigore dal 2 giugno 2015 ad inserire le righe iniziali per il vs assenso..il bello e’ che chi legifera l’ha fatto con l’intento di migliorare la nostra esperienza telematica ottenendo invece l’effetto esattamente opposto..e questa e’ la cookie law o legge biscotto.

Secondo la cookie law, se risiedi in Italia e gestisci un sito Internet, devi fare in modo che il navigante che lo visita per la prima volta veda comparire una richiesta di accettazione dei cookie.

Come da tradizione in Italia, invece di far rispettare le leggi che gia’ ci sono, punendo gli spammer in maniera efficace, se ne fanno di nuove ed inutili o, come in questo caso, dannose.

I motivi per i quali questa legge non porta praticamente nessuna tutela ai visitatori del sito e crea solo disagio a loro e a chi il sito lo gestisce sono descritti ad esempio in questo articolo di Weird.it.

Una nota particolare meritano le conseguenze di questa legge per i blogger amatoriali.

Com’e’ noto, chi vuole pubblicare online articoli per esporre le proprie opinioni, raccontare cazzate, o per qualsiasi altra finalita’, per lo piu’ senza fini di lucro (salvo magari qualche banner pubblicitario che porta loro pochi spiccioli e da parte mia ho bannato l’inserimento di pubblicita’ nonostante il parco lettori abbastanza nutrito) puo’ farlo senza spendere un cent usando varie piattaforme fra cui ad esempio WordPress, Blogger, Altervista, che consentono di gestire siti con indirizzo del tipo […].wordpress.com, […].blogspot.com, […].altervista.org.
Nel caso di Blogger, il blog e’ gia’ predisposto affinche’ quando l’utente lo visita per la prima volta compaia in alto l’avvertimento sui cookie e la richiesta della loro accettazione.

Insomma dal 2 giugno 2015 tutte le persone residenti in Italia che gestiscono un blog gratuito su una piattaforma che non consente le adeguate modifiche sono stati costretti a scegliere fra le seguenti possibilita’:

a) lasciare il blog cosi’ com’e’ rischiando una megamulta da congelamento testicolare

b) intestare il blog a una persona residente all’estero o a un nullatenente italiano e negare, negare, negare, la propria responsabilita’ nella sua gestione

c) tirare fuori i soldi per pagare un hosting e poter usare la versione di WordPress modificabile o altro CMS, potendo cosi’ lavorare sul sito predisponendo la richiesta di accettazione dei cookie

d) versione gratuita del caso precedente… far migrare il proprio blog su Altervista.org, che offre gratuitamente spazio web a gratisse, cosi’ da poter installare ad es. il CMS WordPress ed eseguire le modifiche per il rispetto della cookie law

e) far migrare il proprio blog su Blogger che automaticamente fa comparire l’avvertimento come da cookie law

Se scegli una di queste tre ultime possibilita’, dato il cambiamento di url, l’indicizzazione sui motori di ricerca ripartira’ da zero, e diventeranno non piu’ funzionanti i link che magari altri blogger avevano pubblicato per consigliare un tuo articolo.

Alla fine della fiera mentre i big bloggari del tipo facebucke se la ridono, pure io avrei potuto evitare la scritta iniziale di avvertimento in quanto non ficco cookie ma nel senno del poi di sti legiferatori che di web sono a livello lamer, e’ cosa buona e giusta mettere ste due righe per richiesta di consenso e via andare perche’ ritrovarsi un multone, specialmente per un sito amatoriale non e’ che sia cosa ultra-simpatica…

Bisesto.

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Meno 3, 2, 1….Andata. Ci rimangono solo 362 giorni di bonus prima di un altro tour de force. Non fatemici pensare.

Grazie al cielo la vacanza mi ha restituito la vitalita’ per superare sto bisesto pieno di ponti.

Vitalita’ per modo di dire in quanto e’ quella di una tarma zoppa con retrogusto di dissenteria acrobatica per il giramento testicolare.

Giusto due giri su me stesso e poi lo schianto.

Sono smorto come un sushi ma per fortuna non puzzo di pesce ma solo di vecchio rimbambito e scoglionato forse dovuto all’Igmk in zona gamma.

A pro&posito dell’igimekappa riscontrato un lustro fa mi e’ andata di fondo, nel senso che se dovevo continuare esami clinici avrei fatto la fine di quelli che ho letto nel web.. per la serie occhio non vede e il pincopalla non duole posso consuntivare che quantomeno ho risparmiato in esami clinici e ho continuato a bloggare senza alcuna pieta’ succhiandomi five Natali mentre gli Italici ottimisti Renziani sono migrati come rondoni per viaggi Iuvecontinentali.. io mi sono fatto la stessa strada slalomando tra le cacche canine che in questo periodo hanno sbafato come vacche friulane in calore.

L’unica cosa che apprezzo di sto periodo, lasciatemelo dire e’ stato il concerto di capodanno, alla tele il 1° gennaio, ma non il veneto ma l’austriaco minchia se mi gasa e mi fa gaudire violentemente come un dinosauro accalorato.

Ahoo..ci ho 74 anni quasi e da circa 40nni me lo ricordo sempre uguale sto godimento australe. Eppure ne e’ passato di tempo, mi sono spuntati i peli, caduti di i denti da latte, willis si e’ auto pensionato, ho fatto le elementari, le superiori, il politecnico, il master, ho cambiato compagne, mestieri, convinzioni..ho subìto attacchi dell’agenzia entratosa, chiuso societa’, perso in borsa, lavorato nella ex fiatte, mi son venuti i capelli sale e pepe e poi neri tinti.

E lui e’ li. Ogni anno. Si sono sciolto i ghiacci al polo nord, si e’ creato il buco dell’ozono, si sono estinti i dinosauri..prima o poi tocchera’ anche a lui no? Ma la mia domanda e’ questa..quando? Saperlo.

Da un po’ di anni il direttore e gli orchestrali fanno gli scherzetti.

Gli Austriaci sono proprio delle teste di vitello.

Fanno il gioco dei pianissimi e dei fortissimi.

E da casa si gode come falchi.

Perche’ il concerto di Vienna cari miei..lo si sente a tavola.

Mentre si addenta l’avanzo del giorno prima e si mastica il brodo dei cappelletti dei parenti romagnoli dato il troppo pieno. Quindi non e’ che si sente perfettamente e non si e’ al massimo della forma ma alla forma massima, quella che ti regge i pantaloni senza cintura , anzi li devi slacciare per poter..respirare. Il massimo e’ sciluicchio un poco sordo.

Nei pianissimi comincia ad urlare “Alsa che se sent uncasso..” ( per i non padani traduco con… alza che non si sente un cazzo). ”Appena si da’ gas alla tv ecco che parte un fortissimo orchestrale da scuoterti le midolla e stramazzarti i coglioni e lui grida… “ Molla..basta cun stu casin! (per i non padani non traduco perche’ si capisce lo stesso e non rompete).

Fino a che si arriva alla solita marcia di Radetky dove tutti battono le mani a tempo ed allora sciluicchio, ad un passo dalla crisi isterica infartuata, per festeggiare…zappinga, cambia canale e fanculo tutti.

Ennebi..se per caso qualc1 di voialtri ha cuccato sto igmk in zona gamma..mi contatti e interloquiremo entrambi o al max disquiseremo sui contabilizzatori del riscaldamento (ehmm sara’ il prox post ma in maniera tecnicoseria..quasi come linkedin)..

Vabbuo’ vai albe’wolf vignetta tu che il Nat ha fatto sciopero..

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