Win10 aggiornamento del maggio 2019.

Vai su “Scrivi qui per eseguire la ricerca” in basso a sinistra e digita “Winver”.

Se la versione non e’ la 1903 build 18362.175 fai il percorso Start>Impostazioni>Aggiornamento e sicurezza>Windows Update e scegli Verifica disponibilita’ e aggiornamenti.

Se ti dice che non esistono aggiornamenti e tu vedi che hai la versione vecchia bypassa tutto e ottienila con l’Assistente aggiornamento.

Nella pagina che si apre seleziona la parte alta su “aggiorna ora” e da li in poi hai solo da cliccare sul SI e aspettare che raggiunga il 100%.

L’icona dell’Assistente tienila buona per altri aggiornamenti.

Ferie 2019.

 

Bene, siamo ai saluti estivi, e faccio respirare il blog per due o tre mesi e sotto la forca caudina dello sconforto di Lella che non ama eccessivamente il trasferimento nella casa marina in quanto legata a shoppingate che per qualche tempo non potra’ effettuare.
Ora la considerazione sta nelle sette barra sette e mezzo ore di viaggio dove la povera vettura deve dare tutta se stessa alla faccia del tutor se esiste ancora e del navigatore coi suoi bipbip masturbaorecchie.
In queste sette e passa ore il cervello fa un sacco di considerazioni e se optate per gli sport estremi non c’e’ bisogno di fare i vari bungee jumping, streetluge o zorbing perche’ e sufficiente buttarsi in un viaggio sulle Italiche autostrade.. l’emozione sara’ la stessa per i vari pirlotipi che incontrerete … tipo quelli che si ficcano sulla corsia di sorpasso ai 130 Kmorari previsti dal codice e se ne fottono delle otto luci che gli sparate addosso tipo lampo fotonico sperando che la corsia si trasformi in una personale galleria del vento, mentre quelli al culo a loro volta usano lo stesso sistema con voi che ritardate ad incenerire il trottapiano ..ma cazzo o beduino imperiale non vedi che le altre corsie sono libere quindi togliti dalle palle..nada.. quei tipi li sono amanti della sinistra ergo odiano 5stelle e seganord e quindi non stanno sulla destra nemmeno per disgrazia ricevuta o forse pensano che stando li il clima e’ migliore … lo specchietto retrovisore lo usano solo per strapparsi i peli dal naso e se ne fottono se dietro si sta formando il trenino di scalpitatori che vogliono scaricare il carburatore a settemila giri.. alla fine, quando i pendenti si sono ben smarronati ovviamente si opta per il classico sorpasso a destra con finto colpo di coda finale a stringere verso il guardrail per far capire come funzionano le cose…ora voi penserete male dello scrivente soprattutto se siete di quei tipi che adorano il zigzag tipo sciatore sulla neve del Mortarillo..insomma quelli che saettano destra sinistra e che non hanno tempo da perdere e il bello e’ che il genere indicato zigzagoso arriva a casa (sempreche’ arrivi) con 4 minuti e 22 secondi di anticipo rispetto ai normali, non alcuno che aspetta il loro rientro focoso se non un geco giustamente depresso e quindi il fatto li fa sentire soli e pertanto rientrano in autostrada per rifare quel zigzag che piace tanto.
La maggioranza dei normali si puo’ definire codista, ovvero quelli che amano le code e non appena vedono un rallentamento accendono le quattro luci, godono come falchi e spengono il motore per improvvisare una conversazione col vicino o per fare un banchetto sul tetto delle auto nel caso fortunato (per loro) di sosta forzata e godimento nel godimento nel caso di autostrada bloccata.. gridano al miracolo e si abbracciano tra loro e mangiano felici mentre gli altri smoccolano in attesa di ripartire.
A pensare bene forse non hanno tutti i torti, hanno ragione loro perche’ dalla vita hanno capito tutto e non si fanno cattivo sangue.
Certo che le mie settecirca ore sono nulla rispetto alle 13 fatte da amici che hanno avuto la sventura di fare la stessa tratta in periodi diversi..
La mia seccatura del viaggio e’ che dopo tre o quattrocento km la Lella esterna il desiderio di andare in bagno perche’ dice che se beve deve fare sta sosta e quindi ecco che la mia media va a pallino ma perlomeno mi mette in pace col tutor.. e quindi accosto e dato che ci sono rabbocco la broda e qui scatta il fattore imbranaggio del’automobilista tipo che concepisce le aree di servizio come box indesiderato e ferma la macchina oltre la portata del tubo della pompa di un metro poi capendo che e’ troppo avanti ingrana la retromarcia e arriva a un millimetro dal vostro muso grazie alla trombata tritonale che gli avete fatto.. poi resta in attesa del benzinaio non capendo di esser nel selfservice e quindi dopo averlo minacciato di sterminio della famiglia compreso il canarino nella gabbia sul lunotto, si toglie dalle palle lasciandovi l’incombenza del pieno.. qui stendo un velo pietoso in quanto non tutti i selfservice sono istess..evito la descrizione delle disavventure tipo quella che devi inserire il bocchettone dopo aver inserito la moneta e non prima altrimenti son cazzi..tipo quella dello sbuffo che ti sputa la benza sin sulle orecchie etc etc..
Fatto il pieno dell’auto e il vuoto di Lella si riparte in mezzo a smartphonisti che parlano.
Scrivono. Postano. Cinguettano. Whatsappano. Instagrammano. che, tra una pausa e l’altra, guidano: controvoglia, pero’.
E guai a disturbarli senza contare che per uscire dall’area di servizio vengono assaliti da dubbi atroci e vivono i bivi di uscita come crocicchi esistenziali e per questo, ponderano con attenzione ogni decisione.. ci pensanobene.
Prassi che li porta ad alzare il piede dall’acceleratore e sostare nello spiazzo di fronte ai cartelli con le varie frecce di uscita e quindi ficcano anche le loro 4 frecce in attesa della decisione..
Vabbuo’..li si scarta e con una buona sgommata con fischio incorporato si rientra nel serpentone verso la meta col rischio di incappare nel solito controllista, quello che doterebbe qualsiasi mezzo, anche un triciclo, del “cruise control”, il dispositivo che permette di non superare mai
una determinata velocita’.
Sti biscari settano la loro auto a 127 km/h e non la cambiano piu’ e sono parenti di quello di cui sopra non capendo la controindicazione in caso di strada libera e quindi fungono da tappo e se c’e’ una coda dopo curva tamponano tutti, l’importante e’ non superare i limiti.
Ora il problema e’ solo nell’uscita e considerato che uso la macchina due volte all’anno non ho il telepass e non accetto che a Casalcosino non esista casellante e di fronte al pedaggio automatizzato sono smarrito e so’ gia’ che la macchinetta mi aspetta..le scritte saranno tutte tolte e i verniciatori di contrabbando avranno disegnato la Monroe in posizione che chi va a messa delle cinque e’ meglio che non veda..quindi eccomi pronto come nel mezzogiorno di fuoco..mangera’ banconota e cartellino autostradale e di fronte a calci e botte una voce dall’alto chiedera’ se ci sono problemi… quindi dopo il vaffanculo te e la macchinetta scattera’ la foto e la sbarra si alzera’..il pedaggio arrivera’ per posta e il mio viaggio e’ terminato.
Buone ferie e ci si vede (se Dio vorra’) a settembre, e fate i bravi neh.

Enrico Legno.

Piu’ che artigiano Enrico e’ un artista del legno.

Ha il potere di collegare il cervello alla manualita’ e di parlare una lingua che parla lui soltanto e che gli altri capiscono.

Non per nulla la sua mail e’ [email protected],.

Voi camminate per strada e vedete dei rami, dei sassi, degli oggetti? Lui vede gia’ un quadro.

Voi guardate un film? Lui lo traduce in quadro.

Voi raccontate una fiaba al nipotino leggendo un libro, lui la racconta col quadro.

Prendo a caso dei commenti sotto un jpg postato in facebook:

ha recensito Enricolegno5 stella

Semplicemente stupendi! Si vede proprio la passione di una persona che ci mette impegno e dedizione in ciò che realizza.. passeggiando per la Notte Bianca di Castellanza ho visto questa bancarella e sono stata rapita dalla bellezza dei sui quadri… il signor Enrico una persona molto disponibile e cortese consiglio vivamente a chi non lo conosce di fare una visita sulla sua pagina di Facebook o Instagram..

i quadri sono meravigliosi e la sua fantasia davvero da favola!?
Un vero artista!

Mizuki Rocco Koi ha recensito Enricolegno5 stella

Non fatevi prendere dalla foga di trovare per forza qualcosa in tempi celeri… Quando meno ve lo aspettate, arriva l’ispirazione, l’illuminazione, la profusione di sensi… Ho dovuto aspettare 7 anni prima di arredare con gusto quella parete bianca e vuota… ma alla fine e` arrivato un sapore “motown”… poi altri 2 anni per conoscere per caso l’artista/artigiano che lo ha creato… e scopro che ha molti altri sapori/gusti/immagini/fantasie da assaggiare/sentire/vedere/raccontare/proporre… Bravo Enrico

Nadia Margherita ha recensito Enricolegno5 stella

Finalmente qualcosa di originale, unico!!! Complimenti Sig. Enrico, verrò presto a trovarla, per portarmi a casa un tocco della sua magia! Nadia.

E che dire oltre?

Ecco alcune delle sue opere..

 

e non fa solo quadri tridimensionali,vedi queste biciclette

Riciclare e non buttare apparecchiature..

La fantasia non e’ mai troppa, basta solo andare nei mercatini di Porta Pila dove ci sono tutte le cianfrusaglie elettroniche, oppure anziche’ buttare via i vostri apparecchi telefonici, elettrici, videorgistratori. calcolatrici o ammennicoli vari

un saldatore e qualche pezzo di filo di rame smontato dai trasformatori e costruirete un robottino

oppure un astrofisico batterista telescopioso

oppure uno scacciafantasmi o verderamista di piante

insomma qualche resistenza, condensatore o trasformatore o pezzi di circuiti e il gioco e’ fatto.

Windows 10 – La rete non e’ sicura.

Con l’Aggiornamento di Windows 10 versione 1903 di maggio 2019 il sistema operativo Microsoft mostra un avviso ogniqualvolta si provasse a usare una rete WiFi “protetta” con gli obsoleti WEP o WPA-TKIP.

La comparsa del messaggio deriva dal fatto che la connessione WiFi scelta è protetta con un algoritmo obsoleto: WEP (Wired Equivalent Privacy) è l’algoritmo più vecchio e più insicuro in assoluto, presentato dalla Wi-Fi Alliance addirittura nel 1999, ben prima di Windows XP. WPA-TKIP (Wi-Fi Protected Access Temporal Key Integrity Protocol) è stato approvato nel 2002.
Entrambi, però, utilizzano a loro volta l’algoritmo di cifratura stream RC4, violabile con estrema facilità.
Analizzando il flusso dei dati trasferiti con RC4, è stata rilevata una certa periodicità nei primi 256 byte nonché una forte correlazione tra la chiave e il keystream.
Ecco perché WEP e WPA-TKIP non devono più essere assolutamente adoperati, anche perché è facile accedere a una rete WiFi (in meno di un minuto) senza conoscere la password corrispondente.

Il consiglio è quello di passare ove possibile a un algoritmo crittografico più recente o, altrimenti, di sostituire completamente il router WiFi.

Sulle reti WiFi gestite da terzi non è ovviamente possibile intervenire ma è opportuno considerare tali reti come assolutamente insicure perché potenzialmente utilizzabili da soggetti del tutto sconosciuti.
Digitando cmd nella casella di ricerca di Windows 10 quindi premendo la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+INVIO, si aprirà il prompt dei comandi con i diritti di amministratore.
Qui, si provi a digitare il comando seguente:

netsh wlan show all > %userprofile%\wifi.txt && notepad %userprofile%\wifi.txt

Esaminando quanto riportato a partire dal paragrafo Mostra nome profili, è possibile ottenere l’elenco completo delle reti WiFi alle quali ci si è collegati
L’indicazione a destra di Autenticazione (sezione Impostazioni sicurezza) mostra l’algoritmo utilizzato per proteggere ciascuna WiFi.
Per mettersi al sicuro è importante verificare l’algoritmo per la protezione della rete WiFi impostata sul router.
Dopo aver effettuato l’accesso al pannello di amministrazione (di solito basta digitare 192.168.1.1 o 192.168.0.1 nella barra degli indirizzi del browser), bisognerà portarsi nella sezione Configurazione WiFi o similare e accertarsi di usare almeno l’algoritmo WPA2-PSK.

Con WPA2-PSK è inoltre bene scegliere password a protezione della rete wireless lunghe tra 16 e 20 caratteri che siano sufficientemente complesse (presenza di caratteri alfanumerici e simboli).

È importante evidenziare che sui router dual-band, che permettono cioè di configurare reti WiFi sia sui 2,4 che sui 5 GHz, nel caso in cui si volessero usare entrambe le bande, è necessario utilizzare le stesse impostazioni di sicurezza (ovvero almeno algoritmo WPA2-PSK e password sufficientemente lunga e complessa).
Inoltre, le stesse attenzioni dovrebbero essere seguite anche per le reti WiFi guest, quelle messe a disposizione degli ospiti.

Il tutto in attesa della diffusione dello standard WPA3 che è stato presentato come invulnerabile agli attacchi brute force. (non tutti la pensano cosi’).

Windows 10 Aggiornamento maggio 2019 – frequenti disconnessioni WiFi.

Carlo Magno..Santo o Beato?


La canonizzazione di Carlomagno nel 1165 da parte dell’antipapa Pasquale III non è che un momento dello straordinario destino postumo dell’imperatore d’Occidente.

Qui si ricorderà brevemente ciò che, nella sua vita e nella sua opera, ha fornito occasione a un culto in alcune regioni cristiane.
Nato nel 742, primogenito di Pipino il Breve, gli succedette il 24 settembre 768 come sovrano d’una parte del regno dei Franchi, divenendo unico re alla morte (771) del fratello Carlomanno. Chiamato in aiuto dal papa Adriano I, scese in Italia, contro Desiderio, re dei Longobardi, nell’aprile 774.

In cambio d’una promessa di donazione di territori italiani al sommo pontefice, riceve il titolo di re dei Longobardi quando lo sconfitto Desiderio fu rinchiuso nel monastero di Corbie.

Nel 777 iniziò una serie di campagne per la sottomissione e l’evangelizzazione dei Sassoni, capeggiati da Vitichindo.

Dopo una cerimonia di Battesimo collettivo a Paderborn, la rivalsa dei vinti fu soffocata, nelle campagne del 782-85, con tremendi massacri, fra i quali quello di molte migliaia di prigionieri a Werden. Spintosi oltre i Pirenei, nella futura Marca di Spagna, Carlomagno subì nel,778 un grave rovescio a Roncisvalle.

Nelle successive discese in Italia (781 e 787) stabilì legami con l’Impero d’Oriente (fidanzamento di sua figlia Rotrude col giovane Costantino VI), e s’inserì sempre più a fondo, attraverso i missi carolingi, nella vita di Roma.

Consacrato re d’Italia e spinto a occuparsi del patrimonio temporale della Chiesa, non trascurò il suo ruolo di riformatore, continuando l’opera iniziata dal padre col concorso di S. Bonifacio. Nel 779, benché occupatissimo per le rivolte dei Sassoni, promulgò un capitolare sui beni della Chiesa e i diritti vescovili, e accentuò la sua azione riformatrice sotto l’impulso dei chierici e dei proceres ecclesiastici e, soprattutto, di Alcuino e di Teodulfo d’Orleans.
La celebre “Admonitio generalis” del 789
mostra a pieno la concezione di Carlomagno in materia di politica religiosa, richiamandosi all’esempio biblico del re Giosia per il quale il bisogno più urgente è ricondurre il popolo di Dio nelle vie del Signore, per far regnare ed esaltare la sua legge. Nascono da questa esigenza il rinascimento degli studi, la revisione del testo delle Scritture operata da Alcuino, la costituzione dell’omeliario di Paolo Diacono.
Al concilio di Francoforte del 794, Carlomagno si erge di fronte a Bisanzio come il legittimo crede degli imperatori d’Occidente, promotori di concili e guardiani della fede.

Non è un caso che i testi relativi alla disputa delle immagini (Libri Carolini), benché redatti da Alcuino o da Teodulfo, portino il nome di Carlomagno.

Pertanto, l’incoronazione imperiale del giorno di Natale dell’anno 800 non fu che il coronamento d’una politica che il papato non poté fare a meno di riconoscere, sollecitando la protezione del sovrano e accettandolo, nella persona di Leone III, come giudice delle sue controversie.

Ma Carlomagno (come mostrano le origini della disputa sul “Filioque”) estese la sua influenza fino alla Palestina.

La sua sollecitudine per il restauro delle chiese di Gerusalemme e dei luoghi santi mediante questue (prescritte in un capitolare dell’810) gli valse più tardi il titolo di primo dei crociati.

Del patronato esercitato sulla Chiesa dalla forte personalità di Carlomagno restano monumenti documentari ed encomiastici negli “Annales”, che ricordano i concili da lui presieduti, le chiese e i monasteri da lui fondati.
La vita privata di Carlomagno fu obiettivamente deplorevole.

E non si possono certo dimenticare due ripudi e molti concubinati, né i massacri giustificati dalla sola vendetta o la tolleranza per la libertà dei costumi di corte.

Non mancano, tuttavia, indizi di una sensibilità di Carlomagno per la colpa, in tempi piuttosto grossolani e corrotti.

Il suo biografo Eginardo informa che Carlomagno non apprezzava punto i giovani, sebbene li praticasse, e, per quanto la sua vita religiosa personale ci sfugga, sappiamo che egli teneva molto all’esatta osservanza dei riti liturgici che faceva celebrare, specialmente ad Aquisgrana (odierna Aachen), con sontuoso decoro.

Cosi, quando mori ad Aquisgrana il 28 gennaio 814, Carlomagno lasciò dietro di sé il ricordo di molti meriti che la posterità si incaricò di glorificare.

La valorizzazione del prestigio di Carlomagno assunse il carattere di un’operazione politica durante la lotta delle Investiture e il conflitto fra il Sacerdozio e l’Impero.

La prima cura di Ottone I, nel farsi consacrare ad Aquisgrana (962), fu quella di ripristinare la tradizione carolingia per servirsene.
Nell’anno 1000, Ottone III scopri ad Aquisgrana il corpo di Carlomagno in circostanze in cui l’immaginazione poteva facilmente sbrigliarsi. Nel sec. XI, mentre Gregorio VII scorgeva
nell’incoronazione imperiale di Carlomagno la ricompensa dei servigi da lui resi alla cristianità, gli Enriciani esaltarono il patronato esercitato dall’imperatore sulla Chiesa.

Quando l’impero divenne oggetto di competizione fra principi germanici, Federico I, invocando gli esempi della canonizzazione di Enrico II (1146), di Edoardo il Confessore (1161), di Canuto di Danimarca (1165), pretese e ottenne dall’antipapa Pasquale III la canonizzazione di Carlomagno col rito dell’elevazione agli altari (29 dic. 1165).

Egli pensò di gettare in tal modo discredito su Alessandro III, che gli rifiutava l’impero, e, insieme, sui Capetingi che lo pretendevano. E se più tardi Filippo Augusto, vincitore di Federico II a Bouvines nel 1214, si richiamò alle analoghe vittorie di Carlomagno sui Sassoni, lo stesso Federico II si fece incoronare ad Aquisgrana il 25 luglio 1215 e dispose, due giorni dopo, una solenne traslazione delle reliquie di Carlomagno. Intanto Innocenzo III, risoluto sostenitore della teoria delle “due spade”, ricordava che è il papa che eleva all’impero e dipingeva Carlomagno come uno strumento passivo della traslazione dell’impero da Oriente a Occidente.

La grande figura di Carlomagno venne piegata a interpretazioni opposte almeno fino all’elezione di Carlo V.
Ma a parte le utilizzazioni politiche contrastanti, il culto di Carlomagno appare ben radicato nella tradizione letteraria e nell’iconografia.

Il tono agiografico è già evidente nei racconti di Eginardo e del monaco di S. Gallo di poco posteriori alla morte dell’imperatore. Rabano Mauro, abate di Fulda e arcivescovo di Magonza, iscrive Carlomagno nel suo Martirologio. La leggenda di Carlomagno è soprattutto abbellita dagli aspetti missionari della sua vita.
A Gerusalemme, la chiesa di S. Maria Latina conservava il suo ricordo.

Alla fine del sec. X si credeva che l’imperatore si fosse recato in Terrasanta in pellegrinaggio. Urbano II, nel 1095, esaltava la sua memoria davanti ai primi crociati.

Nel 1100 l’avventura transpirenaica dei paladini si trasfigurò in crociata, attraverso l’interpretazione della Chanson de Roland. Ognuno ricorda la frequenza di interventi soprannaturali nelle “chansons de gestes”: Carlomagno è assistito dall’angelo Gabriele; Dio gli parla in sogno; simile a Giosué, egli arresta il sole; benché il suo esercito formicoli di chierici, benedice o assolve lui. stesso i combattenti, ecc.
Dal sec. XII al XV si moltiplicano le testimonianze di un culto effettivo di C., connesse da un lato con la fedeltà delle fondazioni carolingie alla memoria del fondatore, dall’altro con l’atteggiamento dei vescovi verso gli Staufen, principali promotori del culto imperiale.

A Strasburgo si trova un altare prima del 1175, a Osnabruck e ad Aquisgrana prima del 1200.

Nel 1215, in seguito alla consacrazione di Federico II e alle cerimonie che l’accompagnarono, si stabilirono due festività: il 28 genn. (data della morte di C.), festa solenne con ottava, e il 29 dic., festa della traslazione.

Roma rispose istituendo la festa antimperiale di S. Tommaso Becket, campione della Chiesa di fronte al potere politico; ma nel 1226 il cardinale Giovanni di Porto consacrò ufficialmente ad Aquisgrana un altare “in honorem sanctorum apostolorum et beati Karoli regis”.

A Ratisbona, il monastero di S. Emmerano e quello di S. Pietro, occupato dagli Irlandesi, adottarono, nonostante l’estraneità dell’episcopato, il culto di Carlomagno che, secondo M. Folz, si andò estendendo in un’area esagonale con densità più forti nelle regioni di Treviri, di Fulda, di Norimberga e di Lorsch. Nel 1354, Carlo IV fondò presso Magonza, nell’Ingelheim, un oratorio in onore del S. Salvatore e dei beati Venceslao e Carlomagno.

Toccato l’apogeo nel sec. XV, il culto di Carlomagno non fu abolito neppure dalla Riforma, tanto da sopravvivere fino al sec. XVIII in una prospettiva politica, presso i Febroniani.
In Francia, nel sec. XIII, una confraternita di Roncisvalle si stabilì a S. Giacomo della Boucherie. Carlo V (1364-80) fece di Carlomagno un protettore della casa di Francia alla pari di S. Luigi, e ne portò sullo scettro l’effigie con l’iscrizione
“Sanctus Karolus Magnus”. Nel 1471, Luigi XI estese a tutta la Francia la celebrazione della festa di Carlomagno il 28 genn. Nel 1478, Carlomagno fu scelto come patrono della confraternita dei messaggeri dell’università e, dal 1487, fu festeggiato come protettore degli scolari (nel collegio di Navarra si celebrò fino al 1765, il 28 genn., una Messa con panegirico).

Per queste ragioni il cardinale Lambertini, futuro Benedetto XIV, indicò nel caso di Carlomagno un tipico esempio di equivalenza fra una venerazione tradizionale e una. regolare beatificazione (De servorum Dei beatificatione, I, cap. 9, n. 4). Oggi il culto di Carlomagno si celebra solo ad Aachen, con rito doppio di prima classe, il 28 genn. con ottava; la solennità è fissata alla prima domenica dopo la festa di S. Anna.

A Metten ed a Múnster (nei Grigioni) il culto è “tollerato” per indulto della S. Congregazione dei Riti. 

Andate a votare e non fate come la pensa Stefano..