Crea sito

Windows10 – Cortana, Edge, MenuStart nn fungono?

E ci risiamo e’ arrivato l’aggiornamento 1709 lo avete scaricato e installato e non vi funziona il menu’ Start, lo Store oppure Cortana non risponde ed Edge non apre le pagine..any problem, evitate di cercare in uno dei miei post precedenti o di fare la domanda ai motori, voi sapete che gli avvoltoi vi aspettano al varco e quindi non fatevi fregare dagli altri ma fatevi fregare da me (questa l’ho gia’ sentita)..prima cosa dovreste verificare cercare l’errore nel visualizzatore degli eventi ma evito di descrivere come dovreste fare in quanto se leggete e’ perche’ il vostro pc e’ a mezzo servizio e cerco di indicarvi come fare sapendo che avete gia’ tentato di tutto e quindi tentate anche cosi’:

1- Da Windows, premete insieme i tasti Windows-X e, nel menu che compare, aprite il Prompt dei comandi come amministratore. (Windows PowerShell per intenderci).
Adesso digitate quindi i seguenti comandi in questo ordine, premendo invio dopo ciascuno di essi.net user “Temp1” “password1” /add
net user “Temp2” “password2” /add
net localgroup administrators “Temp2” /add
In questo modo avrete creato due account utente nuovi, con nome Temp1 e Temp2, ed assegnato il ruolo amministratore a Temp2.
Fin qui ci siamo? Si continua …

2) Premete ora insieme i tasti CTRL+ALT+Canc e cliccate su “Disconnetti”.

3) Entrate in Windows usando ora l’account Temp1 usando come password, password1 .
Una volta terminato il caricamento e comparso il desktop, controllate che tutto funzioni correttamente compresi il menu Start e la ricerca, uscite dall’account come fatto nel punto 2, usando il “Disconnetti”.

4) Accedete ora a Windows con l’account Temp2 la cui password di accesso e’ password2
Adesso aprite una cartella di Edge, andate al menu in alto Visualizza e, sulla destra, selezionate l’opzione “elementi nascosti”.
Aprite ora la seguente cartella C:\Users\Temp1\Local\TileDataLayer (cliccate su Continua quando viene richiesta l’autorizzazione).
Clickate col tasto destro sulla cartella “Database” e click su Copia.
Aprite ora la stessa cartella, questa volta del vostro profilo utente originale, ossia C:\Users\nome-utente\Local\TileDataLayer
Cliccate col tasto destro su Database e rinominate questa cartella in Database.old .
Non muovetevi da questa posizione, premete col tasto destro del mouse sul vuoto della cartella e poi cliccate su Incolla.
Avrete quindi preso la cartella Database del nuovo profilo copiandola in quello originale, rinominando la cartella Database dove ci sono file danneggiati.

5) Riavviate il computer, accedete col vostro account originale e tutto dovrebbe tornare apposto.
Il menu Start dovrebbe ora funzionare bene cosi’ come la ricerca, Cortana, Edge e le Impostazioni.

6) Cancellate gli account utente Temp1 e Temp2 dal Pannello di Controllo, alla sezione Account Utente.

Ci si legge al prox guaio e come consiglio finale se non lo avete gia’ fatto, togliete le App preinstallate che sono in Windows10 quelle che vedete nel menu start e non sono nella lista programmi, sto minchisterio serve a ‘na mazza e quindi col destro sulla tessera e DISINSTALLATE e mi riferisco a Xbox, Candy Crush, 3D Builder, Saga Soda, Scarica Skype, Ottieni Office.

E adesso torniamo ai fatti attuali visto dallo Ste in aria elettorale.

E’ Finita..

Ed e’ la seconda volta..basta..e’ finita..

Io sono qui ma Lei non c’e’.
Mi guardo intorno. Ma e’ tutto inutile. Ormai e’ finita.

Nulla la puo’ sostituire,,
Sento l’acqua scrosciare ma in questo momento io non posso farcela senza di Lei.

Perche’ non ci sei?

Come ho fatto a sbagliare?

Mi sento un po’ bambino.
Ucciso dalla propria ingenuita’, son proprio un pistola.
Pero’…Non e’ stata colpa mia. Come puo’ un uomo resistere?
La Natura e’ un qualcosa di superiore che l’uomo avra’ solo l’illusione di poter controllare.
L’illusione… Ah, che bella cosa.

La cosa piu’ dolce che puo’ possedere l’uomo e’ l’illusione.
Almeno in questa so’ che ci sei te, profumata tenera e avvolgente.
Si’ nelle mie illusioni ci sei.

E Dio solo sa quanto sarei felice in questo momento se ci fossi anche nella realta’.
Ma e’ questo il brutto di un illusione…che non e’ reale.

Non ti vedo..
Al massimo, si e’ consapevoli che quella cosa esiste solo nella nostra testa, nel magnifico universo di idee che alberga in ognuno di noi.
Oh, quanto mi piacerebbe vivere nelle mie idee, nel mio universo.
Costretto, invece, a vivere in un mondo che non mi appartiene ma che qualcun altro ha creato, schiacciato da regole non mie.
Un mondo dove tu adesso non ci sei.

Ma ormai e’ inutile parlare.

E’ fatta..
Come faccio adesso?

Oh, no… Ti prego no… Oh, no… Lui e’ uscito vestito di marrone. La Cosa ormai e’ fatta, lo sento persino nell’aria.. doloreee.
No, ti prego non puo’ finire cosi’.

Non ci credo.

Eppure pensavo…Che Lei c’era o ci fosse stata, il verbo non conta piu’ ormai e vengo al sodo..
Pensavo fosse rimasto almeno un rotolo di carta igienica! Ma purtroppo mi sbagliavo.

Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso e mi ripetero’ all’infinito per decinaia o centine di volte..
“Cazzo ma guarda prima di andare a cagare..testina di vitello”.

E adesso ecco gli auguri anche da parte di Stefano che e’ sempre attento agli avvenimenti di chi ci domina e auguri particolari agli uscenti che nonostante inflazione zero quasi deflazione hanno concesso ai gestori aumenti ingiustificabili per gas, energia elettrica, autostrade, medicinali e a loro io auguro di incorrere negli inconvenienti del post di cui sopra..

Castigatori Online.

E adesso vi spiego come fanno a castigarvi con le vendite online.

Condiderato che una buona parte sono melaphoninodipendenti ecco che esce il modello X e voi avete l’8 che e’ tutto sommato recente e quindi per non perder troppi eurini FATE L’INSERZIONE ON LINE mettendo in evidenza caratteristiche foto etc.

Il CASTIGATORE quando vede inserzioni oltre i 300 si mette in moto e letta la VOSTRA inserzione ne fa una uguale richiedendo la stessa cifra e nel contempo VI CONTATTA e chiede i dati per pagarla e per lui e’ indifferente se by PayPal PostePay o Bonifico Bancario.

VOI contenti come Pasque comunicate quanto richiesto e aspettate fiduciosi di veder apparire il carico del dinero.

Nel contempo qualcuno risponde all’annuncio del CASTIGATORE e questultimo dara’ i VOSTRI DATI che gli avete comunicato.

VOI una volta constatato che effettivamente il conto e’ stato caricato, ligi al dovere di buon venditore onesto, spedite immediatamente il melaphonino posto sulla vostra inserzione.

Il danno e’ fatto e il CASTIGATORE ha ricevuto il vostro cellulare senza pagare un ghello in quanto l’ha pagato il castigato di turno.

Il CASTIGATO lascia passare qualche tempo e non ricevendo la merce fara’ il suo bravo reclamo lasciando nei casini VOI e ovviamente del CASTIGATORE nessuna traccia in quanto le sue iscrizioni porteranno a indirizzi fasulli e a numeri telefonici inesistenti.

Ovviamente ci sono delle garanzie a salvaguardia ma il mio consiglio e’ quello DEL vecchio sistema CON pagamento a ricevimento merce contrassegno ma anche qui esiste l’inghippo..lo spedizioniere non aspetta che voi apriate il pacco e quindi potreste trovare nel PACCO il classico mattoncino e come soddisfazione potrete solo lasciare feedback negativo di qualcuno che ormai sara’ ghostcastigatore.

Quindi diffidate su newentry come venditore/acquisitore e prediligete quelli che hanno telefono fisso e come diceva mio nonno..chi piu’ spende meno spende alla faccia dell’incremento svendite online.

nb.. rimane il fatto che non dovrei dare dei consigli in quanto saprete sbagliare da soli e pure io le mie brave fregature le ho cuccate ma le soddisfazioni di aver cercato e trovato chi mi ha legnato mitigano in parte le castigate che comunque sono rimaste e bruciano ancora.

Il dramma del Natale..

E ricomincia l’impietosa manfrina dei regali di Natale.
La samba dei pensierini.
E io sono felice come la cagnetta di Franco con le emorroidi e il collare di finto Luigi Vittone con la borraccia di “Mo’ Esce Antonio” sciapito al collo. Mettiamoci d’accordo.
Prima di tutto sull’etimologia della parola ..pensierino detto anche dal Francesco Argentino in questi tempi di crisalide.
Dicesi pensierino, un piccolo pensiero, una minuscola attivita’ psichica che richiede un minimo sforzo.
Ricapitolando. Ti faccio un pensierino significa quindi..pensero’ a te ma poco.
Per cui se per Natale abbiamo deciso di farci le coccole solo coi pensierini, fastidiosa incutita transgenica che non sei altro, non sorpresare il parentificio alla notte di Natale col fermacravatte d’oro da un chilo, la sciarpa Le Murt e stra..de Cartier, la secchiellata di champagne Don Perino Gnon o una statuina del LLadroNau espanolo da 160 € isole comprese.
Donatrice dell’incontinente nero.
Perche’ il ricevitore o ricevitrice spiaggiato/a come un tricheco/a tra le pecorelle del minuscolo solito presepe, per te hanno recuperato solo quattro mandaranci e una manciata di bagige dal cassone arancione degli scarti mercatali del bennet.
E a quel punto non meravigliarti se ti augurano dentro loro non un mondo di bene ma una vagonata di contumelie per i sensi di colpa inferiti.
Tu vuoi fare un presente o anche un assente per Natale?.
Muy bien cerca di regalare una robina piccola che oggi va’ bene ma domani, che e’ gia’ futuro, non piu’. E ieri non ne parliamo.
C’e’ per caso qualcuno che ti dice “ti faccio un passato per Natale” a parte il passato di verdura che mangiamo al lunedi’ dopo la strafogata domenicale (si fa’ per dire)?
E poi mondaccio zozzo c’e’ sempre la questione del sovrappeso incipiente che nel mio caso, mi obblighera’ fare mese di Spin per ritornare ad un peso accettabile dalle mie scarpe finto tod’s.
Lo so che e’ inutile far finta che per voi donne di molta fede non sia cosi’.
Quando ci si scambia i regali si soppesa.
Si valuta, si misura.
Se io do’ una cosa a te, tu dai una cosa a me per la serie “do ut des”.
Ma possibilmente proporzionata.
Inevitabilmente nascono sti paragoni del menga.. io gli ho regalato un’aragosta di porcellana da 300€ e lei un paio di guanti in ciniglia molle riciclati dono della zia di Casalporcino,tra l’altro color caghetta o trasu’ de ciùc. (vomito di ubriaco per i non longobardi).
Sta bastarda figlia di androcchia stantia.
Il prossimo anno me la paga.
Passano trecentosessantacinquegiorni e tu memore dell’anno prima gli regali un paio di calzini in canapone tartarugato e lei, che ancora non ha digerito l’onta della minusvalenza del precedente Noel, un portafoglio di coccodrillo selvaggio amazzonico unico superstite della specie.
E i ruoli ed i pensieri si invertono.
Tutto questo per decenni (sin che morte non vi separi).
Finche’ porca paletta, spero vivamente nel cosiddetto riposizionamento. Che consiste in questo.
Tanti Auguri, bacio, si scarta e voila’.. due agende.
Una per uno.
A ciascuno quello della banca dell’altro/a.
Che pirlificio ammoscioso.
Dulcis in fundo e’ meglio non parlare dei fatidici cestini di Natale.
Chi ti vuol bene davvero non ti regala un cestino.
Il cestino te lo regala chi ti vuole veder morto.
Perche’ e’ un’arma letale.
Tanto vale mettere una pistola dentro un paniere.
Se io ti regalo un cotechino da mezzo metro, una putrella di torrone, una composta di peperoni della Cayenna, un vaso di mostarda e uno di peperoncino made in Calabria, lo so’ che per bene che ti vada ti vengono delle emorroidi che non ti siedi piu’ sino alla tua ricorrenza di Befana.
Lo faccio apposta.
Altro che buona fine e miglior principio.
Quello e’ il principio della fine.
Auguri neh.. e auguri anche dallo Stefano nazionale che con le sue strisce i racconta l’Odissea del Babbo Natale a Roma.

Assenza..Presenza.

Tre giorni al natale e il mio pensiero si proietta a qualche anno addietro, sembra ieri ma a calendario vedo che qualche lustro e’ passato e mi convinco sempre piu’ che vivere e’ un insieme di accumulo e perdita dove incontrarsi termina inequivocabilmente con un addio.

Volti, nomi, storie, sentimenti, persone.

Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada.. poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri.. a volte si fermano, e rimangono li’, e guardano mentre ci allontaniamo e diventiamo sempre piu’ piccoli, sempre piu’ distanti noi proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta.

Ma ci lasciano, tutti, qualcosa.

Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre.. ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell’assenza.

L’assenza e’ una voce che non sentiremo piu’, eppure ci parlera’ dal profondo del cuore nell’ora piu’ buia, nel giorno piu’ difficile.

L’assenza e’ una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggira’ e il coraggio sembrera’ venirti meno.

L’assenza e’ un ricordo che potrebbe apparire banale, e’ una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai piu’ quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. e’ una strada ripercorsa tante volte, e’ il Natale come lo aspettano i bambini.

L’assenza e’ il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c’e’ piu’, il tempo per tutto cio’ che non hai saputo dire, che non hai potuto fare o non hai voluto fare, e’ l’amore che ti porti dentro, e’ quello che resta quando tutto finisce.

Il rendiconto e’ il significato della vita.

Illogicamente tutta questa assenza e’ per me e’ Presenza.. passata, presente e futura, ciao papa’ ne e’ passato di tempo ma tu sei sempre qui, non ti metto fiori per far vedere alla gente che mi ricordo di te, non ti faccio dire messe e quindi non sentirai un estraneo che dice il tuo nome ma tu sei qui dentro, guarda..proprio qui…e tu capisci perche’ odio le feste Natalizie

Un abbraccio dal tuo carlo anzi..carluccio come mi hai chiamato TU.

Vivere Altrove.

Da molto.

Da poco.

Per pochi mesi.

Per qualche anno soltanto.

Per sempre.

La vita Altrove costringe chi l’ha scelta, o chi l’ha subita, a fare il punto piu’ spesso di quanto non accada agli altri.

Dove sono capitato, cosa sto facendo qui, perche’ ci sono arrivato e come.

Qual e’ il senso dell’andare, quale il senso del restare.

Vale la pena o non varra’ la pena?.

Quando? Avevo un’alternativa? Ma chi me l’ha fatto fare?

La vita Altrove e’ una pioggia gelata, ma a volte potrebbe essere anche una coperta calda.

Dipende dai giorni e dalle stagioni dall’inserimento perche’ Vivere Altrove significa cancellarsi un poco alla volta e reinventarsi, di continuo.

Significa scegliere di perdere l’equilibrio e navigare a vista, quando non del tutto alla cieca.

Finche’ non si siano individuati, nella nebbia di un mare sconosciuto, nuovi punti fermi e nuove certezze cui ancorarsi.

Perche’, comunque la si voglia girare, noi siamo piante con le radici che hanno bisogno di terra.

Devi solo augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze…, decantava il Poeta raccontando il viaggio per Itaca.

Quasi ad incoraggiare il viaggio di noialtri pur essendo ciechi nella nebbia.

Ma vivere altrove significa convivere con la nostalgia, parola che l’emigrante rispetta, teme e impara, a sue spese, a non deridere e ad usare con cautela.

Significa rincorrere il ricordo una mattina e imporsi di dimenticarlo la mattina dopo, perche’ fa male.

Significa accettare di adattarsi, di piegarsi, di contaminarsi, di compromettersi, sapendo che non sara’ mai abbastanza soprattutto se qualcuno ti ha illusa di trovare un posto sostitutivo alla tua vita in maniera migliore.

Siamo quel che siamo e, inevitabilmente, siamo anche il posto da cui veniamo.

Anche se impariamo ad accettare di non esserci quasi mai, in quel posto.

Di perdere compleanni, nascite, morti, onomastici, battesimi, cresime, matrimoni, eucaristie, ultime cene, grigliate, oratori, riunioni con i compagni di scuola, auguri natalizi coi colleghi o ex colleghi, aperitivi, tesi e tesine, incidenti, operazioni, discussioni con chi e’ restato li.

La vita altrove forse regalera’, col tempo, altrettante occasioni. Ovvio che la vita e’ generosa con chiunque abbia il coraggio di prenderla in mano ma e’ anche cattiva con chi crede o gli hanno fatto credere di trovare il paradiso ed invece ha trovato il purgatorio se non l’inferno.

Per fortuna o sfortuna esistono persone che si fanno i fatti degli altri e vedendo sia una parte che Altrove puo’ a volte fermare questo lanciarsi nel vuoto.

Per Vivere bisogna convincersi che le nostre radici se estirpate possono morire ma se trapiantate con criterio di chi conosce l’uso ti fara’ vedere il sole anche nei giorni di pioggia.

E come disse il Poeta ..

Devi solo augurarti che la strada sia lunga e che i mattini d’estate siano tanti quando metterai piede nei porti.

Ndr..il Poeta e’ Costantino Kavafis.

Figa monotematica.

A volte ritorno, come un boomerang col rischio di prendercelo sulla capa. E questa volta la tematica e’ sulla questione, figli e incintagioni.
Feste di natale alias nascita e ci si ritrova davanti al termo con contabilizzatore pseudo-caminetto.. ecco che il discorso cade tra maschi e femmine dolori e piaceri, gira e rigira si finisce sempre a battere sulla figa.
Allora..Tutte le volte che le donne parlano tra loro dell’esperienza parto, il concetto piu’ comune e ripetuto e’ il seguente.. il parto e’ un evento molto doloroso ma e’ un dolore che si dimentica.
Avete capito e sottolineo..e’ un dolore che si dimentica non come il nervo trigemino del mio amico Angelo.
Prendo largo, il discorso e’ ando da uno che aveva male ad un dente e sosteneva che era un dolore piu’ forte del parto ed ecco l’argomento che e’ andato a battere sulle dilatazioni, testa del bambino etc..cmq sempre a parlare in bene o in male dello stesso organo.
Poi com’e’ come non e’, le ex puerpere oggi madri, cominciano a raccontartelo.
Ma non nel modo che ti aspetti, cioe’ di quello di chi ha dimenticato e fa’ fatica ricordare, che insomma ha immagini confuse ravanando in una memoria grigia e nebulosa.
Le descrizioni sono nitide e meticolose da farti rinvenire il cenone prenatalizio.
E poi ste descrizioni sono assolutamente orripilanti.
L’esorcista e’ un cartone per bimbetti e fa’ meno paura. Venti ore di travaglio, il bimbo dentro piegato come un origamo, voltato di culo con tre giri di cordone ombelicale sul collo, una specie di Vasco Rossi in tenuta da concerto, un florilegio di collassi, l’ostetrica che salta sulla pancia a ginocchia unite, la sgravante che si spacca in due come una fodera di una vecchia poltrona tipo quella che usa Dario, mentre si invoca Santa Liberata (quella del ..fai che dolce sia l’uscita come dolce fu l’entrata), insomma gli occhi che si riempiono di sangue reticolato come a Wile Coyote.
Ecco mmmm che figata. Ma tanto ripeto che e’ un dolore che si dimentica. E come no.
Altro dilemma… la moda dell’ultima generazione che e’ quella dell’assistenza al parto. per il festival della serie come ti disprezzo una figa e divento paladino della bandiera corsara leghista.
Dunque, una volta che io sappia, il parto era un momento della donna, assolutamente privato.
Il mascolo duro stava fuori e non per nulla, in quanto se vedeva il frutto delle sue notti d’amore, poi in futuro col membro che ripiantasse l’arnese riproduttivo li.
Insomma la scena l’avrebbe in parte raffreddato e quindi era giusto che il diversamente madre si incatramasse i polmoni consumando le scarpe sul pavimento in sala d’aspetto.
Ora invece, il futuro papocchiato, sta’ dentro e assiste al parto.
Bah.
Io non ho esperienza in materia nel senso che per i miei due figli niente sigarette e niente scarpe consumate e quindi parlo un poco a vanvera ma immagino.
Mia figlia ad es. quando e’ nata (primo d’agosto) mi ha preso alla sprovvista in quanto me ne stavo al mare alla caccia di polipi in attesa della chiamata per il lieto evento previsto per meta’ agosto.. dovevo aspettarmelo in quanto pure io son nato di otto mesi ma i polipi non aspettavano e mi chiamavano..Carlooo Carlooo..
Qualcuno si chiedera’ come mai io non ero sul posto e quindi mi chiedo che minchia di utilita’ abbiamo noi mascoli in sala parto se non quella di far perdere la concentrazione alla sgavatrice mentre e’ sul difficile, col rischio magari fare un figura del belino con svenimento incorporato e va di culo in caso di presenziamento se nn facciamo una selfata con l’iphone10 ultima generazione per poi postare su facebucke agli amici onde far vedere i luoghi intimi dove e’ iniziato il casino (magari loro la potrebbero gia’ conoscere) e del resto le femmine ce l’hanno piu’ o meno tutte uguali no? Checcefrega dai..
Certo e’ che ad evento natalitizzato, quando si inviteranno gli amici, invece di flagellarli con i filmini di Casalcoso e Isole comprese, un bel diversivo e’ far visionare il parto della moglie con la farfalla Beleniosa in primo piano e magari poi far vedere come si e’ rimessa a posto dopo (a parte che mi ripeto ma alcuni amici potrebbero conoscerla gia’ per altri motivi.. mai dire mai)..
Ad ogni modo che goduria e che bei momenti vero?.
Dai aspettiamo la mezzanotte Natalizia..Tu scendi dalle stelle e noi nel bene e nel male a parlar di figa.. monotematici e sempre a quello pensiamo..bah.. siamo proprio vecchio stampo.

Ingrandire pagine web.


Ho notato che molti di voi si impiantano nelle letture del web non sapendo che si possono ingrandire e diminuire i caratteri con poche manovre, senza incriccare la visione normale dei caratteri e quindi mo’ vi dico come ingrandire i caratteri della pagina:

Premere la combinazione di tasti[CTRL] [+] (piu’)
Ovvero e scusa se di do del te ma mi viene comodo, potrei dare anche del voi ma solamente se sei donna incinta…,1 – premi e tieni premuto il tasto [CTRL]
2 – premi il tasto [+]
Esegui il comando piu’ volte, fino a raggiungere le dimensioni desiderate.Prova ora a diminuire i caratteri

Premi la combinazione di tasti[CTRL] [-] (meno)
Ovvero,1 – premi e tieni premuto il tasto [CTRL]
2 – premi il tasto [-]
Esegui il comando piu’ volte, fino a raggiungere le dimensioni desiderate.

Adesso vuoi ripristinare la pagina alle sue dimensioni originali?

Premi la combinazione di tasti[CTRL] [0] (zero)
Ovvero,

1 – premi e tieni premuto il tasto [CTRL]
2 – premi il tasto [0].
Se sei turu e vuoi utilizzare il mouse..

con una mano,- tieni premuto il tasto [CTRL]
con l’altra mano,- scorri la rotellina del mouse verso l’alto per ingrandire
oppure,

– scorri la rotellina del mouse verso il basso per rimpicciolire.

Occhio che in alcuni browser (come Google Chrome) la dimensione impostata con questo metodo (da tastiera o in combinazione con il mouse), rimane tale anche dopo aver chiuso il programma, quindi CTRL + 0 (zero) prima di chiudere oppure non fare nulla e continua ad usare la lente d’ingrandimento virtuale o reale che sia.

Ovviamente il discorso era sui portatili in quanto col melafonino occorre fare il percorso impostazioni>generali>accessibilita’ e selezionare la grandezza che vi pare.

Gli androidiani invece impostazioni>schermo> e selezionare dal molto piccolo al molto grande.

Per oggi basta cosi’.

Truffa WhatsApp.

Gentile Cliente, Attenzione! Il tuo account WhatsApp Messenger e scaduto. La registrazione non e stata rinnovata scade entro 24 ore, per rinnovare il tuo WhatsApp Messenger 0,99 euro, grazie a seguire il link di rinnovo. Rinnova il tuo WhatsApp Messenger. Si prega di rinnovare il più presto possibile per evitare la perdita di tutti i media ,immagini, video, storico. Verifica

l’avete ricevuto?

Bloccate questa catena di sancazzate e non cliccate sui link in cui solitamente i castigatori fanno richieste di dati personali e soprattutto bancari.

Il fatto e’ che in molti stanno ancora abboccando e a questi boccaloni ritorno a dire che WhatsApp utilizza specifici canali di aggiornamento, vedi Apple Store per chi ha il melafonino e il Goople play per chi e’ Androidizzato.

Quindi come ricevete questo messaggio blacklistatelo e via andare senza incorrere nella catena sopraccitata per avvisare amici e non.

Se ci siete cascati il consiglio spassionato e’ di bloccare la vostra carta e se avete tempo e soldi rivolgetevi all’Escopost, alias Polizia Postale e vi do il link per cominciare la Via Crociata con la Webdenuncia e nel contempo rinnovo il consiglio di mio nonno che recita testualmente.. se te lo mettono nel biip..non ti muovere e se vogliono godere lascia che si muovano essi stessi.

Ed ora vediamo veramente chi non potra’ piu’ utilizzare whatsapp dopo il 31 dicembre 2017..

Copio e incollo quel che dice il gestore:

Arrivano brutte notizie per chi ha un vecchio smartphone, perchè dopo il 31 dicembre whatsApp verrà eliminato per queste piattaforme.

Dopo il 31 dicembre 2017 su diverse piattaforme il popolare social smetterà di funzionare: BlackBerry OS, BlackBerry 10, Windows Phone 8.0 e versioni precedenti.

In realtà sulle piattaforme interessate whatsApp doveva smettere di funzionare il 31 dicembre 2016, ma poi facebook decise di dare una proroga di un anno, adesso è definitivo, non ci saranno più ripensamenti.

BlackBerry OS e BlackBerry 10 fino al 31 dicembre 2017

Windows Phone 8.0 e precedenti fino al 31 dicembre 2017
Nokia S40 fino al 31 dicembre 2018
Android versioni 2.3.7 e precedenti fino al 1 febbraio 2020

Questo non significa che smetterà di funzionare, la popolare chat per gli smartphone non sarà più sviluppata per queste piattaforme, whatsApp continuerà a funzionare, ma alcune funzioni attuali e future non saranno più possibili, e se ci sono bug, è inutile aspettare aggiornamenti, perchè non ci saranno.

Natalizziamoci.

E ci risiamo..L’anno scorso postai a dicembre, di barricarvi in casa per evitare la follia prenatalizia e qualcuno intelligentemente lo ha fatto.

Ma siamo realistici.. non si puo’. Azz.. teoricamente avete stabilito con amici e parenti di non fare regali a nessun over 10 pero’ di fronte ai regali altrui che sbordano dall’eta’ indicata, vi sentireste meschini come merde stantie e quindi diamoci dentro con i pacchi.

Poi poi vi siete imposti di evitare le cene d’auguri perche’ il vostro colesterolo ha tracimato?

Niente da fare, la societa’ dei consumi vi aspira nel vortice della magnatoria a meno che non siate degli Ruandesi, pertanto a consuntivo post fetanataliziosa duemiladiciassette non mi resta che consigliarvi o consigliarmi come affrontare l’inevitabile per il prossimo Natale. Allora..

Cominciamo con le Cene.

Tre i drammi:

1. rimbambimento da locale sovraffollato;

2. indigestioni;

3. chili di troppo e da qui non se ne esce.

I rimedi potrebbero essere:

1. bere un bicchierozzo di nebbiolo corretto grappa prima di uscire.. rende piu’ sopportabili le urla dei pargoli e le partite di tombola coi pirillini inter parentisterio.

2. pranzare a patate bollite col contorno di patate cotte sottocenere lasciando al sottoscritto la scorza che e’ gustosa da matti.

3. fare sport come per prepararsi alle Olimpiadi… oltre a dimagrire, alla cena arriverete in un’ovatta di dolce sopore tipo quella dell’orsetto di Francesco che vi aiutera’ a superare il dramma N°1.

Passiamo allo Shopping cercando di evitare per ora la spesa proletaria.

Due i problemi fondamentali:

1. scelta dei regali.

2. sopravvivenza nella calca di acquirenti.

Le soluzioni possono essere:

1. dimenticare il Regalo Perfetto. Per trovarlo avreste dovuto mettervi all’opera ad agosto, quindi comprate qualunque cosa carina vi risparmi una lunga ricerca. E se questo vi facesse sentire in colpa, pensate ai regali di Natale che avete ricevuto voi.. quanti vi hanno sbalordito per bruttezza? Quanti (confessate) ne avete riciclati? Suvvia.

2. Andare per negozi dalle parti di Settimo vicino all’obelisco natalizio, prezzi scontatissimi e con la ressa che troverete, penso che valga la pena suicidarsi in loco.

Atmosfera. Luminarie, festoni, neve finta, canzoncine sparate dalla Cristina Damiglio, pubblicita’ di profumi e pandori e agghiaccianti Babbi Natale appesi sulle transenne.. ce n’e’ abbastanza perche’ anche l’adulto piu’ bonario nutra, almeno a momenti, un odio acuminato per il pre e postNatale.

Che fare se si dovesse casualmente incontrare il Babbo Natale vero? Semplice… lo si strozzerebbe con goduria infinita’ dopo averlo violentato.

C’e’ chi si iscrive a un gruppo su Facebook e opera uno strangolamento virtuale con tutta la mia comprensione. C’e’ chi emigra in luoghi esotici e denatalizzati e c’e’ chi, diffidando del mondo virtuale e non potendosi permettere i luoghi esotici, si rassegna.. dicendo.. coraggio che dura poco.

E poi dai..il pandoro in fondo e’ buono specialmente se farcito con torrone panna e cioccolato con punte di miele come fa’ la Federica, due fettazze di quello e la vostra bilancia parlante dira’ a voi due di scendere.

E poi dai.. ai bambini il Natale piace e ciascuno di noi conosce almeno un bambino a cui brillano gli occhi davanti ai pacchetti sotto l’albero addobbato e brillano ancor di piu’ nel cuccarsi una busta tipo quelle che si danno di nascosto negli uffici pubblici per evitare le code.. non e’ poi cosi’ male, guardare il bambino e sapere che la sua felicita’ dipende anche dal regalo che ci e’ costato tanto sforzo comprargli e soprattutto nel vedere stracciare l’impacchettamento fatto con tanto amore e il bigliettino che ci ha fatto disperare per cercare di mettere una frase non usuale cercata nei motori..

ma io mi chiedo il perche’ impacchettare sti regali, evitiamo il fastidio di stracciarli facendosi magare male, tante piante risparmiate, tanto petrolio non consumato sia per la materia prima che per il trasporto differenziato… ma ripeto, la festa deve essere sino ai 120 mesi, oltre diventa un mercato e un festival del consumismo e sinceramente potremmo davvero farne a meno..dai ancora una quindicina di giorni e poi sara’ un ricordo sto Natale, alla faccia dell’austerita’ e dei Bitcoin che hanno perso un buon 25 percento in due giorni e vi posto il Padre Nostro secondo l’Adriano visto dallo Ste.