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Il Correttore automatico..questo e’ il problema.

Vi e’ mai capitato nelle varie messaggistiche di digitare una parola, dare invio senza leggere quanto avete scritto ed accorgervi poi che quanto pensavate da trasmettere al vostro interlocutore e’ stato variato dal correttore automatico facendo si’ che la frase fosse tutt’altro di quello che intendavate?

Esempi alla mano, un “appello” semiserio e’ quellodi Massimo Birattari a proposito delle bizzarre abitudini di correzione automatica dell’iPhone…

Se uno scrive sul computer o su un tablet, il correttore ortografico è una benedizione (sempre sia lodato!), mentre – ne sono convinto da sempre e niente mi farà cambiare idea – la correzione automatica è il Male, o semplicemente uno spirito maligno che fa scrivere email senza senso (quando va bene) o imbarazzanti.

Per questo l’ho disattivata e consiglio a tutti di fare lo stesso (se avete bisogno di istruzioni, le trovate nel post scriptum finale, ultime cinque righe).

Sul cellulare, però, dove i ditoni pigiano facilmente tasti vicini o si scrive con una mano sola mentre con l’altra ci si aggrappa ai sostegni di un vagone della metropolitana, i vantaggi della correzione automatica sono maggiori degli svantaggi.

Dunque la uso, e scrivo questo post nella speranza che alcuni suoi difetti possano essere superati.

Il correttore automatico di cui parlerò è quello di iOS, il sistema operativo di Apple, visto che utilizzo un iPhone (ma mi interesserebbe sentire le esperienze di chi usa Android o altri sistemi).

Il mio primo incontro con la correzione automatica di iOS, o meglio con la sua libera iniziativa, è stato scrivendo qualcosa come “Forse sì, ma ancora non lo sa”. Il messaggio che ho spedito, però, diceva: “Forse sì, ma ancora non lo Sto arrivando!”.

Cioè: come impostazione di partenza, il sistema considerava “sa” un’abbreviazione che veniva sciolta automaticamente in “Sto arrivando!” (forse adesso le cose sono cambiate).

Ecco, non mi è sembrata una grande idea, visto che in italiano la parola sa, terza persona singolare del presente di sapere, si usa abbastanza spesso.

(In inglese, l’abbreviazione è “omw”, che sta per “On my way!”, e la piccola differenza è che in inglese omw non è una parola di senso compiuto.)

Morale: sono subito andato a frugare tra le impostazioni (Generali ; Tastiera –; Sostituzione testo) per disattivare quell’abbreviazione .

Per quanto riguarda la correzione automatica vera e propria (che, ripeto, sullo smartphone è utile e fa risparmiare tempo ed errori), il problema tipico riguarda il benedetto c’è.

Il correttore automatico sa che è scomodo premere c, poi cambiare tastiera, battere l’apostrofo, tenere premuta la e fino a far comparire la e con l’accento grave; quindi ha deciso che basta scrivere ce per ottenere un bellissimo c’è. Ma certe volte noi vogliamo scrivere davvero ce e basta.

Per esempio, guardate qui:

Non voglio dire che tutti i *c’è ne sono, *c’è né bisogno, *non c’è ne per nessuno che si leggono nei tweet, su Facebook, nelle chat siano colpa del correttore automatico dell’iPhone.

Ma di sicuro vi consiglio di stare molto ma molto attenti ogni volta che volete scrivere ce.

Se l’autocorrezione di ce in c’è ha comunque senso, quella (totalmente casuale, tra l’altro) della congiunzione e (minuscola o maiuscola) nel verbo è ne ha sicuramente molto meno, visto che per ottenere quell’accento non occorre far altro che tenere premuto il tasto della e e sfiorare appena la è che compare subito sopra.

Ma per quanto riguarda gli accenti, il vero scandalo, e la vera ragione di questo mio sfogo, sono i passati remoti a tradimento. Perché, perché se voglio dire entro, arrivo, guardo, il correttore mi scrive entrò, arrivò, guardò?

Ecco: ho scritto questo post per spiegare a Apple Italia che, piaccia o non piaccia, nell’italiano contemporaneo il passato remoto è sempre meno usato, e le probabilità che, in un sms o in un messaggio di WhatsApp, io (ma non solo io) usi la terza persona singolare del passato remoto invece della prima persona del presente indicativo sono davvero infinitesime.

Quindi le rare volte che mi servirà un passato remoto sarò ben felice di mettercelo manualmente io, l’accento.

Invece devo passare il tempo a togliere quelli infilati a capocchia.

E qui bisogna parlare di un aspetto fondamentale del correttore automatico: la sua capacità di apprendimento.

Il sistema impara da ciò che scriviamo: un cognome o un nome geografico che all’inizio verrà segnato come errato (o magari sostituito con qualcosa di conosciuto) dopo un paio di impieghi potrà benissimo essere proposto come correzione, perché il sistema si rende conto che se torna spesso in quella forma ha un significato per noi.

Però, sul passato remoto, il sistema (almeno quello del mio iPhone) non impara: continuo a correggerlo e lui, granitico, insiste coi maledetti accenti.

La tendenza a scegliere termini già usati non vale solo per la correzione di parole che contengono errori di battitura.

Come nel caso di entro/entrò, il correttore interviene anche se uno ha scritto parole di senso compiuto.

Osservate queste schermate:

 

 

Può darsi che, nel mio vocabolario, inedito ricorra più frequentemente di onesto: ma qui la correzione viene proposta non alla fine della battitura di l’onesto, ma dopo l’aggiunta di sceriffo (e davvero escluderei di aver mai scritto in vita mia l’inedito sceriffo; ah, lo sceriffo di Prima pagina si lamenta perché i giornalisti lo chiamano sì onesto, ma tra virgolette).

In un altro caso, davvero inspiegabile, il correttore mi ha corretto una parola normalissima con una del tutto inesistente:

Ora, di sicuro la parola aceto non è di alta frequenza nei miei messaggini (la uso solo per parlarne male), ma posso assicurare di non aver mai impiegato l’errato e impossibile l’averò.

Quindi la domanda è: come mai il correttore automatico mi corregge una parola esistente, e lasciata intatta la riga sopra, per sostituirla con uno sgorbio impossibile da concepire? (Per completezza d’informazione: il piatto di cui si stava parlando erano i nervetti.)

Insomma, cara Apple Italia, cerca di fare qualcosa (soprattutto: lascia perdere i passati remoti, ti supplico).

PS: per disattivare la correzione automatica sul Mac, andate in Preferenze di sistema (l’icona con l’ingranaggio), premete su Tastiera, selezionate in alto il pannello Testo e togliete il segno di spunta (lasciate il quadratino vuoto) a “Correggi automaticamente ortografia”.

Sull’iPad (o sull’iPhone, se siete esasperati), premete Impostazioni (icona simile), andate su Generali, scendete fino a Tastiera e spegnete l’interruttore (non deve essere verde ma grigio) accanto a “Correzione automatica”.

Stop all’aggiornamento KB4524244 di Windows 10.

Stop all’aggiornamento KB4524244 di Windows 10

Confermati i problemi segnalati da molti utenti di Windows 10.

I tecnici della società di Redmond hanno fatto in modo che l’aggiornamento KB4524244, utile per risolvere un problema di sicurezza sui sistemi dotati di BIOS UEFI, non venga piu’ distribuito.

Microsoft conferma che la patch in questione non sara’ piu’ distribuita attraverso Windows Update fino alla risoluzione di tutte le problematiche emerse.
Nel caso in cui gli utenti che avessero gia’ installato la patch continuassero a sperimentare problemi, potranno disinstallarla manualmente premendo la combinazione di tasti Windows+R, digitando control, cliccando su Programmi e funzionalita’, su Visualizza aggiornamenti installati e rimuovendo KB4524244.

In alternativa, e’ possibile ricorrere alla funzionalita’ Disinstalla aggiornamenti al boot di Windows 10: Disinstallare aggiornamenti Windows 10: come procedere in caso di problemi.
Microsoft ha confermato i problemi lamentati nei giorni scorsi da una nutrita schiera di utenti di Windows 10 che hanno installato l’aggiornamento KB4524244 dello scorso 11 febbraio.
La patch e’ stata rilasciata per porre rimedio a un problema relativo al boot manager attivato sui sistemi dotati di BIOS UEFI: in alcuni casi poteva esporre la macchina a rischi di aggressione.

Molti utenti di Windows 10, indipendentemente dalla specifica versione del sistema operativo installata, hanno iniziato a rilevare problemi in fase di avvio, blocchi e difficolta’ di vario genere una volta applicata la patch KB4524244.I tecnici di Microsoft hanno quindi deciso di ritirare l’aggiornamento, come indicato a questo indirizzo, aggiungendo che la patch KB4524244 puo’ interferire negativamente con il funzionamento di Reimposta il PC che, come spiegato nell’articolo Windows 10, differenza tra Installazione da zero o Fresh Start e Reimposta il PC, permette di ripristinare la configurazione del sistema di default annullando anche le modifiche eventualmente applicate a Windows 10 dal produttore del PC.

Calendario permanente.

Eccovi il calendario 2020 in formato Excel capace di riportare automaticamente ed evidenziare in rosso tutte le festività nazionali italiane (si tratta di quelle riportate nella pagina della Presidenza del Consiglio dei Ministri) oltre alle domeniche.

Il calendario 2020 scaricabile cliccando qui e’ stato concepito in maniera tale da occupare due fogli A4 (il calendario puo’ quindi essere per esempio stampato fronte/retro): sei mesi sul primo foglio, sei mesi sul secondo.
E in terza pagina l’elenco delle festivita’.

Per impostazione predefinita il calendario mostra le festivita’ del 2020 ma cambiando semplicemente l’anno nella cella B1 del foglio elettronico e premendo il tasto Invio, il calendario si aggiornera’ da se’.
E se non ricordate il giorno in cui siete nati/e..mettete l’anno..

Win10 aggiornamento del maggio 2019.

Vai su “Scrivi qui per eseguire la ricerca” in basso a sinistra e digita “Winver”.

Se la versione non e’ la 1903 build 18362.175 fai il percorso Start>Impostazioni>Aggiornamento e sicurezza>Windows Update e scegli Verifica disponibilita’ e aggiornamenti.

Se ti dice che non esistono aggiornamenti e tu vedi che hai la versione vecchia bypassa tutto e ottienila con l’Assistente aggiornamento.

Nella pagina che si apre seleziona la parte alta su “aggiorna ora” e da li in poi hai solo da cliccare sul SI e aspettare che raggiunga il 100%.

L’icona dell’Assistente tienila buona per altri aggiornamenti.

Windows 10 – La rete non e’ sicura.

Con l’Aggiornamento di Windows 10 versione 1903 di maggio 2019 il sistema operativo Microsoft mostra un avviso ogniqualvolta si provasse a usare una rete WiFi “protetta” con gli obsoleti WEP o WPA-TKIP.

La comparsa del messaggio deriva dal fatto che la connessione WiFi scelta è protetta con un algoritmo obsoleto: WEP (Wired Equivalent Privacy) è l’algoritmo più vecchio e più insicuro in assoluto, presentato dalla Wi-Fi Alliance addirittura nel 1999, ben prima di Windows XP. WPA-TKIP (Wi-Fi Protected Access Temporal Key Integrity Protocol) è stato approvato nel 2002.
Entrambi, però, utilizzano a loro volta l’algoritmo di cifratura stream RC4, violabile con estrema facilità.
Analizzando il flusso dei dati trasferiti con RC4, è stata rilevata una certa periodicità nei primi 256 byte nonché una forte correlazione tra la chiave e il keystream.
Ecco perché WEP e WPA-TKIP non devono più essere assolutamente adoperati, anche perché è facile accedere a una rete WiFi (in meno di un minuto) senza conoscere la password corrispondente.

Il consiglio è quello di passare ove possibile a un algoritmo crittografico più recente o, altrimenti, di sostituire completamente il router WiFi.

Sulle reti WiFi gestite da terzi non è ovviamente possibile intervenire ma è opportuno considerare tali reti come assolutamente insicure perché potenzialmente utilizzabili da soggetti del tutto sconosciuti.
Digitando cmd nella casella di ricerca di Windows 10 quindi premendo la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+INVIO, si aprirà il prompt dei comandi con i diritti di amministratore.
Qui, si provi a digitare il comando seguente:

netsh wlan show all > %userprofile%\wifi.txt && notepad %userprofile%\wifi.txt

Esaminando quanto riportato a partire dal paragrafo Mostra nome profili, è possibile ottenere l’elenco completo delle reti WiFi alle quali ci si è collegati
L’indicazione a destra di Autenticazione (sezione Impostazioni sicurezza) mostra l’algoritmo utilizzato per proteggere ciascuna WiFi.
Per mettersi al sicuro è importante verificare l’algoritmo per la protezione della rete WiFi impostata sul router.
Dopo aver effettuato l’accesso al pannello di amministrazione (di solito basta digitare 192.168.1.1 o 192.168.0.1 nella barra degli indirizzi del browser), bisognerà portarsi nella sezione Configurazione WiFi o similare e accertarsi di usare almeno l’algoritmo WPA2-PSK.

Con WPA2-PSK è inoltre bene scegliere password a protezione della rete wireless lunghe tra 16 e 20 caratteri che siano sufficientemente complesse (presenza di caratteri alfanumerici e simboli).

È importante evidenziare che sui router dual-band, che permettono cioè di configurare reti WiFi sia sui 2,4 che sui 5 GHz, nel caso in cui si volessero usare entrambe le bande, è necessario utilizzare le stesse impostazioni di sicurezza (ovvero almeno algoritmo WPA2-PSK e password sufficientemente lunga e complessa).
Inoltre, le stesse attenzioni dovrebbero essere seguite anche per le reti WiFi guest, quelle messe a disposizione degli ospiti.

Il tutto in attesa della diffusione dello standard WPA3 che è stato presentato come invulnerabile agli attacchi brute force. (non tutti la pensano cosi’).

Windows 10 Aggiornamento maggio 2019 – frequenti disconnessioni WiFi.

WhatsApp bloccato alla fine del 2019.

Spesso parlando di WhatsApp bloccato e sospeso su alcuni smartphone siamo andati incontro a bufale.

Oggi 15 maggio 2019 ecco l’elenco ufficiale di 40 modelli di smartphone per i quali non ci sara’ piu’ il supporto dell’app di WhatsApp.

Prestigio MultiPhone 8500 Duo, Nokia Lumia 636, Kazam Thunder 340W, Microsoft Lumia 535, Archos 40 Cesium, NGM Harley Davidson, Nokia Lumia 735, Nokia Lumia 830, HTC One (M8) Windows Phone, Nokia Lumia 530, Nokia Lumia 930, Nokia Lumia 635, Nokia Lumia 630, Samsung GT-i8750 ATIV S, Microsoft Lumia 540 Dual SIM, Microsoft Lumia 430 Dual SIM, Microsoft Lumia 640 LTE, Acer Liquid M220, Kazam Thunder 450W, Kazam Thunder 450WL, Microsoft Lumia 640 XL LTE, TrekStor WinPhone 4.7 HD, Microsoft Lumia 435, Microsoft Lumia 532, Alcatel OneTouch Pop 2 Windows Phone e Prestigio MultiPhone 8400 Duo. Nokia Lumia 525, Huawei Ascend W2, Nokia Lumia 1020, Nokia Lumia 625, Nokia Lumia 925, Nokia Lumia 520, Nokia Lumia 720, Huawei Ascend W1, Nokia Lumia 620, Samsung GT-i8750 ATIV S, HTC 8S, HTC 8X, Nokia Lumia 820 e Nokia Lumia 920.

Il provvedimento sara’ valido sia Italia che nel resto del mondo, ritenendo i prodotti in questione obsoleti.

Si tratta fondamentalmente dell’elenco riguardante i principali modelli che sono stati lanciati sul mercato con il sistema operativo Windows Phone.

WhatsApp bloccato e sospeso, dunque, in questo caso e’ incentrato sull’OS di Microsoft, che a conti fatti non ha fatto registrare alcun passo in avanti nel suo sviluppo nel corso degli ultimi anni.

Una sorta di ammissione di inferiorita’ nei confronti di Android ed iOS che non ammette discussioni.

La decisione e’ stata ufficializzata nel corso degli ultimi giorni dallo staff di WhatsApp.

WhatsApp per IPad in arrivo.

Siamo quasi alla frutta e probabilmente dopo averla testata sulla piattaforma TestFlight (al momento risulta completata ma sara’ ripristinata), potremo usare WhatsApp sugli smartphone, tablet e PC come la concorrenza di Telegram sta facendo da tempo.

L’interfaccia che i programmatori hanno elaborato ha la schermata di avvio simile a quella visualizzata sullo smartphone 

mentre per la chat la schermata e’ a colonne tipo quella che si usa nello WhatsApp Web con la possibilita’ di ruotare per avere una visualizzazione orizzontale.

Se son fiori, fioriranno, se son kaki.. e nel frattempo continuate ad utilizzare WhatsApp sul Web.

Buona domenica delle palme con la striscia di Stefano ambientata sui due Papi.

Velocizzate il PC.

Per voi poveri cristi che avete computer datati con poca ram ed avete pure infilato il gratuito windows10 (esiste l’aggiornamento aprile 19) oggi posto un qualcosa che vi velocizzera’ la macchina che sta andando coi freni a disco..piu’ che aggiungere sara’ il caso di togliere qualcosa..

Io non ho problemi di velocita’ in quanto 12 mega di Ram e computer con SSD poco scalfiscono delle aggiunte ma per chi viaggia con 4 o 6 Ram tornera’ comodo quanto sottoindicato.

Andate in start e digitate in “esegui” o da Cortana “Servizi” o “services.msc”… si aprira’ una scheda con tutti i servizi che avete in azione sul pc, 

 

nel mio caso ne avevo 280 di cui 200 attivi..ne ho staccati diversi cercando di capire se ne valesse la pena (facendo ricerche nel web) o meno e ad oggi ne ho lasciati attivi 28 e tutti gira ok, per quanto ne so consiglio di staccarne alcuni lasciando descrizione a cosa servono e quanto incidono sulla velox ad es..

Client DNS (vedi note alla fine per poter manovrare)

Un server DNS e’ responsabile della memorizzazione degli IP con nomi di pagine web.

Cioe’, quando si utilizza Google.com, il DNS converte l’indirizzo IP sul server di Google.

Il client DNS e’ responsabile della memorizzazione questi IP a livello locale cosi’ da risparmiare millisecondi.

Il motivo per cui ritengo necessario disabilitarlo, e’ perche’ il tempo risparmiato e’ zero sega e spesso se la pagina cambia il proprio indirizzo IP, Windows non aggiorna.

E ‘meglio disattivarlo e risparmiare alcuni problemi di memoria su lungo periodo, piuttosto che alcuni millisecondi immediati.

Rilevamento hardware shell

Questo e’ forse il servizio meno utile di Windows… quando si collega l’unita’ USB, questo servizio viene visualizzato nella finestra per dirci cio’ che si vuole fare con il dispositivo. Fin dai tempi di Windows XP, questa funzionalita’ ha portato piu’ casini che benefici.
Infatti molti malware (castigatori) per infettare il computer utilizzano il famoso autorun.inf. 

Ovvio quindi che non vale la pena averlo attivo a meno che non soffriate di masochismo.

Windows Search

Si tratta di un servizio molto utile se il vostro pc ha molti documenti memorizzati in locale.

E’ responsabile dell’indicizzazione dei file in modo che le ricerche sono veloci ed efficienti.

Lo svantaggio e’ che il database e’ pesante e ogni volta che si aggiunge un file viene riscritto per includere documento e quindi e’ una pizza.

Ma, se si ha tutto in un cloud, o semplicemente di questa funzionalita’ non ne hai bisogno, e’ possibile disattivarlo senza problemi.

Ora di Windows

Come suggerisce il nome, questo servizio quello che dovrebbe fare e’ di mantenere il tempo di sistema corrente, ma solo sui computer in rete.

Cioe’, basata su client e server, assegnare l’ora e la data su ogni computer in modo indipendente. 

Per l’utente normale, questo non e’ necessario, non influenza il funzionamento del PC.

Host servizio e sistema di diagnostica

Questi due servizi (ne troverete due istess) vanno di pari passo con l’altro, e sono legati a cosa fare con la la risoluzione dei problemi automatica di Windows. 

Il problema e’ che non esiste una chiara descrizione di cio’ che fanno, tipo quelli per parlamento. 

Ma in ogni caso si tratta di una funzionalita’ impraticabile e inutile, quindi questa coppia di servizi si puo’ disabilitare.

Centro sicurezza PC

Security Center serve per avvisare l’utente quando ci sono problemi in qualche elemento relativo alla sicurezza del sistema. 

Di solito si visualizzano le notifiche del firewall, antivirus, o Windows Update nella barra delle applicazioni. 

E’ molto invadente e fastidioso e serve a un belino, ergo gavate senza pieta’.

Servizi di georilevazione

Considero questo servizio poco utile. 

In teoria dovrebbe aiutare a localizzare i diversi servizi basati su una sorta di protocollo o algoritmo, questo si ripete in continuo e il PC viene monitorato utilizzando solo IP. 

Implica risorse e soprattutto influisce sulla batteria. Quindi..gavare.

Windows Update

Windows update non e’ mai consigliato disattivarlo, in questo modo si interrompe il processo di aggiornamento del sistema.

C’e’ anche da dire pero’ che influisce molto sulle prestazioni del sistema, anche se non si sta aggiornando nulla rimane costantemente in monitoring per la ricerca di aggiornamenti.

Senza dimenticare che se avete messo dei taroccati tipo Office, vi dira’ che siete pirati e.. la verita’ offende.
Allora il consiglio e’ di tenerlo disabilitato e ricordarsi di riabilitarlo periodicamente.

Ovviamente dovrete selezionare di controllare se esistano variazioni senza scaricare automaticamente poi bifferete solo quelli che reputerete utili e via andare a passi lunghi e ben distesi.

Per oggi basta disabilitazioni, tenete nota di cio’ che avete disabilitato e se non troverete miglioramenti di velocita’..nulla vi vieta di riabilitarli..son membri vostri e vi consiglio di mettere una seconda ram, costano zero niente se le prenderete direttamente dalla Cina (dogana permettendo) proprio oggi me ne e’arrivata una pagata 4.5 dollaroni piu’ 6 di spedizione e al mediacoso di TO costava 98 eurini, quasi quasi… commercializzo le memorie alla faccia delle multinazionali (agitprop di Cirie’ evidenzio che e’ solo ipotesi e quindi non statemi col fiato sul collo).
Note per chi trova dei problemi di grigetto..

Per disabilitare il servizio, entrate in Windows come amministratore (altrimenti apparira’ in grigio e non sara’selezionabile), aprite la finestra di esecuzione (Windows+R) e digitate services.msc

Scorrete la lista dei servizi, individuate ad es il primo della lista di cui sopra ovvero Client DNS e selezionatelo con un doppio click del tasto sinistro del mouse; nella finestra a comparsa, selezionate la scheda Generale e in “Tipo di avvio” selezionate Disabilitato

Premete i pulsanti Applica, OK, chiudete la finestra dei servizi ed infine riavviate il computer.

Se per qualche motivo siete ancora riusciti a disabilitare in quanto persistono le voci in grigetto potrete entrare nel registro e prendendo sempre in esame la prima voce del Client DNS potrete procedere in questo modo..


– Aprite il registro di configurazione di Windows (Windows+R, digitate regedit e premete Invio); 

– Entrate in HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\services\Dnscache.. individuate la chiave Start ed impostatela a 4 (impostare il valore 4 significa disabilitare il servizio, il valore predefinito per i servizi in avvio automatico e’ 2; 

– Chiudete il registro e riavviate Windows. 

         Fine dello spiegone velocitatizzatorio.

WinRare pericoloso..

Utilizzatori di WinRare… state in campana e buttate un occhio qui..

Check Point ha individuato una lacuna di sicurezza in WinRAR, utilizzatissimo software per la gestione di archivi compressi.
La falla
sarebbe vecchia addirittura di 19 anni e sembra sia passata inosservata fino ad oggi (anche se non è escluso che qualche gruppo di castigatori possa averne fatto gia’ utilizzo per sferrare attacchi mirati).

Check Point ha dimostrato che non soltanto i file eseguibili e gli script possono essere ritenuti dannosi: anche gli archivi compressi possono diventare pericolosi semplicemente estraendone il contenuto.


Il problema risiede nella gestione, da parte di WinRAR, degli archivi compressi realizzati nell’ormai defunto formato ACE.

L’archivio RAR presentato da Check Point e’ in realtà un file ACE che, sfruttando una vulnerabilita’ quasi ventennale, provoca l’estrazione dei file in percorsi di sistema.

L’inconveniente e’ stato risolto col rilascio di WinRAR 5.70 beta 1.

La nuova versione del software rimuove completamente il supporto del formato ACE in modo da non incorrere in ulteriori problematiche e adesso ite al carnevale oppure con due eurini mettete la firma e ve lo spiega il buon Stefano con la sue striscia.