Archivio mensile:Ottobre 2021

Non ci crede nessuno..

 

Diciamo la verità nessuno crede in questo vaccino.
Non ci credono i no-vax (ma loro era scontato)
Non ci credano coloro che in passato si sono vaccinati per ogni possibile malattie (rosolia, morbillo, epatite, malaria, vaiolo ecc…) ma nonostante tutto di questo vaccino non ne vogliono sentir parlare.
Non ci crede il governo che avrebbe già potuto risolvere il problema mettendo il vaccino obbligatorio ma non lo fa perché non si fida di questo vaccino e ha paura che un domani a seguito di eventuali effetti collaterali i cittadini potrebbero richiedere i danni.
Non ci crede neppure chi si è vaccinato perché nonostante l’essersi vaccinati, per loro il covid potrebbe essere comunque contagioso quindi “ben vengano tutte le possibili restrizioni”.
Domani quando tutto sarà passato, mentre ci leccheremo le ferite, ci renderemo conto che in fondo ci avevano messo tutti contro tutti, nonostante sul vaccino avessimo tutti gli stessi dubbi.

In attesa di quello che succedera’ il 15 ottobre 2021 solleviamo un poco lo spirito con le vignette dello Stefano..

 

Non buttare l’olio nel lavandino.

 

Ogni anno, in Italia, si producono circa 160 milioni di chili di olio vegetale esausto da utenze domestiche, buona parte del quale viene gettato negli scarichi domestici.

Ma se buttato nel lavandino, dove finisce? E quali danni provoca nell’ambiente?

Se arriva nel suolo, deposita un film sottilissimo attorno alle particelle di terra e forma così uno strato di sbarramento tra le particelle stesse, l’acqua e le radici capillari delle piante, impedendo l’assunzione delle sostanze nutritive. Se arriva in falda, forma sopra di essa uno strato lentiforme che si sposta con la falda stessa verso la valle e può raggiungere pozzi di acqua potabile anche molto lontani, rendendoli inutilizzabili; infatti un litro di olio mescolato a un milione di litri d’acqua basta per alterare il gusto in limiti incompatibili con la potabilità.

Se arriva su uno specchio d’acqua superficiale può andare a formare una sottile pellicola impermeabile che impedisce l’ossigenazione e compromette l’esistenza della flora e della fauna.

In mare, infine, l’olio disperso in mare forma un velo sottilissimo che impedisce la penetrazione in profondità dei raggi solari con evidenti danni all’ambiente marino e tra l’altro pregiudica anche il funzionamento dei depuratori.

Se invece viene correttamente raccolto, da un litro di olio vegetale esausto è possibile produrre un litro di biocarburante a basso impatto ambientale.