GMail postaaaaaaa..

Voi che avete fatto la posta in google la classica GMail vero che vi piacerebbe ricevere un messaggio ogni volta che vi arriva una e-mail nella vostra casella di posta GMail? Allora, utilizzando GMail notifier potrete avere sempre sotto controllo la vostra casella di posta, senza l’obbligo di dovervi collegare.
Per prima cosa, andate a questa pagina e premete il pulsante “Download GMail notifier for Windows”. Eseguite il file EXE e, quando richiesto, inserite nome utente e password del vostro account GMail. Date l’ Ok.
Ora, nella system tray di Windows, in basso a destra troverete un’icona a forma di busta da lettere, che vi segnalera’ le e-mail ricevute e vi permettera’ di accedere a GMail semplicemente cliccandoci sopra senza andare nel motore di ricerca.

E’ nato

OPERA DEGRADATA – NESSUN DIRITTO
Come da Consulente Legale Informatico dell’Avv. Valentina Freudiani
LUCIANA LITTIZZETTO

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato a discrezione di togo29 e comunque non sistematicamente.
Non può quindi essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7/3/2001. Alcune immagini sono frutto di una ricerca attraverso la rete e/o prelevate da siti all’apparenza di pubblico dominio,ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvedera’ alla loro pronta rimozione.

Facciamo subito gli auguri ai Briatore perche’ dopo una gravidanza che pareva essere una delle piu’ lunghe della storia, e’ nato finalmente il bambino. Falco. Un bel falco di 4 chili. Siccome il nome era impegnativo gliene hanno messo un secondo.. Nathan. Ecco. E metterne un terzo? Magari una roba tipo.. Cannocchiale. Vi do anche un’idea per il prossimo figlio. Se e’ maschio.. Merlo Maria Pregiudizio, per una sorellina sarei più minimale.. Pillola Galaverna Pistacchia. Oggi son cosi’. Attaccabrighe. E allora ne approfitto. Qualcuno puo’ micafar qualcosa per i canali di musica classica alla radio? No, perche’ a me ogni tanto partono degli sturbi mai piu’ finiti.
Prima cosa. Gli speaker. Gli annunciatori, che hanno una voce che sembra uscita da una lapide.Una tristezza che viene dall’oceano. In programma quasi sempre brani di musicisti sconosciuti. Il 90% sono ignoti. Mozart, Beethoven, Ciaikosky non li senti. Senti gente tipo.. Gino Magnaboschi, Alain Mezzogatto, Anselmo Catafrangoli, Ursula Murfing, Carlo Maria Maria… gente che io non ho mai sentito nominare… anzi, forse non esiste… E gli annunci fan piu’ o meno cosi’ … Dal Coro della radio uzbeka trasmettiamo di Aldebrando Piragna Sinfonia numero 32 bis… Adagio, allegro ma non troppo, giusto un filo, rabadan, minuetto, bagatella, tromba de mar… beleciuck .. Trasmettiamo ora di Ennio Pescepalla, la sonatina in re minore “Inverno a San Pietroburgo” … Poi parte un liuto e un triangolo. Plin plon trick track. Poi silenzio.
Che tu dici.. Minchia, e’ già finito l’inverno a San Pietroburgo? Pensavo durasse di piu’ cazzo. Poi riparte. Trick track sdadang. E avanti fino a che il cane si mette ad ululare…UUUUU… Robe stridulissime che ti senti fin le orecchie che s’allungano, come Pinocchio quando diventava ciuchino. Un conto se siamo alle 5 del pomeriggio, un conto se la senti alle 7 di mattina. All’alba avresti bisogno di qualcosa che ti tiri su, un Mozart per dire, non il plin prack di Pendereky. Mettimelo alla sera che tanto ho già le balle in giostra per cazzi mia? Al mattino manda Figaro qua Figarola’ che devo fare un casino di cose. O quando dicono..Fuori programma….. che tu pensi: uee’ una botta di vita e vaiiii… Dall’opera “La Cigna” morta trasmettiamo l’aria “O mio bel pavon leva quella coda”. Registrazione del 1964, Montecatini. Sala degli specchi… Poi parte… FRRRRRRRRRRRR… un fruscio micidiale… che tu pensi ma non c’e’ più nessuno che l’ha suonata dopo st’aria?… mettimi un disco meno rigato. Ma scusa. Ci prendiamo il televisione digitale a 8 milioni di pollici e poi dobbiamo sentire alla radio la tempesta magnetica? Chiuderei con un pensiero solo alla «Marcia di Radetzky ». Quella del Concerto di Capodanno su Raiuno.
E’ possibile eliminarla una volta per tutte? Passi per il Bel Danubio Blu, ma la marcia di Radetzky dove tutti gli austriaci battono le mani a tempo e ridono… no. I casi sono due.. o i viennesi fumano cannoni di Capodanno lunghi come trombe tibetane o e’ una risata isterica di sollievo perche’ la marcia e’ l’ultimo pezzo e poi vanno tutti a casa a mangiare krauti e Sachertorte. Cosa batti le mani cosa? Che poi Radetzky era anche un bastardo, non c’e’ tanto da battergli le mani… com’e’ questa abitudine che abbiamo adesso, che battiamo le mania tutti,da Radetzky a Di Girolamo?

Scarichi free

Con Megaupload puoi scaricare file ad alta velocita’ film, musica e programmi. L’unica fregatura e’ che puoi scaricare un solo download alla volta e devi fare un sacco di controlli e se poi vorrai subito dopo scaricarne un altro, son cazzi e non solo con Megaupload ti succede questo ma anche con RapidShare. A questo punto sai che devi fare? Utilizzare JDownloader, che ti permettera’ di scaricare senza limiti da Megaupload e Rapidshare e di gestire i loro download da un’unica finestra del PC.

Il funzionamento di JDownloader, che e’ rigorosamente gratuito, e’ davvero elementare.. gli dai in pasto i link di file caricati su Megaupload e RapidShare che vorrai scaricare e lui provvedera’ a farlo senza romperti piu’ del necessario, facendoti risparmiare tempo e fatica.

JDownloader e’ un manager di download specializzato per funzionare con servizi di hosting rapido. Velocizza la procedura e permette di creare liste di file da scaricare in sequenza.

Quindi utilizzate pure Rapidshare o Megaupload, ma con l’apporto

di JDownloader che tra l’altro potra’ scaricare e convertire anche i video da YouTube. In definitiva si tratta di un gestore molto particolare, adatto solo a chi utilizza molto servizi di hosting rapido.

Per tutti gli altri, sono consigliabili programmi piu’ tradizionali di jDownloader, come FlashGet o Download Accelerator Plus.
jDownloader funge su Win98SE/2000/XP/Vista/7.

Spaccianeve e i 7 Nasi


SpacciaNeve viveva ai margini del bosco fatato,

un monolocale fuori equo-canone semi arredato,

e si guadagnava da vivere non vendendo rose,

bensi’ campava smerciando la dose.

Con lei abitavano i sette Nasi contenti

che poi erano i suoi migliori clienti:

c’erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo,

e infine Sniffolo, che era di tutti il rampollo,

si alzavan di mattina a un’ora molto presta

e prendevano la pista attraverso la foresta,

era una pista lunga e polverosa

che conduceva a una radura erbosa,


dove i Nasi lavoravano tutta la settimana

coltivando papaveri e canapa indiana.

Ritornello :


“Andiam (sniff-sniff) andiam (sniff-sniff),

andiamo a coltivar tanti bei papaveri da raffinar,

e noi vogliam (sniff-sniff) vogliam (sniff-sniff),

vogliamo respirar la polverina che ci dara’ la felicita’!”



Ma Spaccianeve dirigeva la piantagione

e suggeriva dotta moderazione:

“Portate pazienza miei giovani amici,

mettete un freno alle vostre narici, 
soltanto se i raccolti saranno buoni

verranno soddisfatte le vostre aspirazioni”

Intanto la malvagia Regina

nel suo superattico con piscina 
stava armeggiando senza fretta

con uno specchio e una lametta,

ah, no, scusate, mi son sbagliato,

con uno specchio si’ ma fatato
“Specchio, specchio delle mie brame

chi ha la roba piu’ buona del reame?”

“Regina, una volta l’avevi tu,

ma ora Spaccianeve ne ha piu’ buona e molta di piu’!

“Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi?

Dimmi dov’e’, sicche’ io possa vendicarmi!”

“Ai bordi del bosco valla a cercare

e questo strano frutto in regalo le dovrai portare.”

Cosi’ la Regina parti’ un bel mattino

sotto mentite spoglie di un pusher marocchino

e giunse poco dopo alla casina

portando in tasca una siringa piena di stricnina.



“Benvenuto amico mio, posso darti una mano?”

disse Spaccianeve quando vide l’Africano,

gradisci un chilom, un trip, un caffe’ con la panna?”

aggiunse poi, rollandosi una canna.


“Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell’invido

e g’hai gulo ghe sdasera sono brobrio ben fornido!

Gosa ne digi di farmi endrare

gosi’ questa bella bera gi bossiamo sbarare?”


Spaccianeve accetto’ volentieri la proposta,

senza neanche immaginare la malvagita’ nascosta,

ma poco dopo cadde riversa sulla schiena

con l’ago ancora piantato nella vena.


Ora la Regina, tornata normale,

quella sventurata si mise a sbeffeggiare:

“Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio,

ed ho di nuovo io il monopolio dello spaccio!

Vedi cosa succede alle persone golose?

Chi troppo vuole alla fine si ritrova in overdose!”


Immaginate voi lo strazio e la disperazione

che colse i nasetti di ritorno dalla piantagione,

il primo di essi aprendo la porta

la vide distesa che sembrava morta:

“Oh, Spaccianeve, dicci chi e’ stata

chi ti ha venduto roba tagliata!

Come faremo noi la mattina

senza la magica polverina?”


E rimasero a fissare quel corpo inerte

che aveva le gambe tutte scoperte:

“Certo pero’ che e’ proprio carina!”

sussurro’ Sniffolo con la sua vocina,

rispose Rollo “Che vuoi che ti dica,

e’ sempre stata un gran pezzo di fica,

ma adesso che e’ li e non sente niente,

potremmo farcela tranquillamente!”


Cosi’ si disposero in fila indiana

davanti all’ingresso di quella tana,

entrando a turno per pochi minuti,

finche’ tutti quanti non furon venuti.,

quindi riposero quel corpo giallo

dentro una bara di puro cristallo

e dopo un viaggio di pochi minuti

la scaricarono in mezzo ai rifiuti.


Da quel di’ vissero nella disperazione

trascurando persino la piantagione,

e diedero fondo con ritmi indecenti

alle riserve di stupefacenti.

Era da tempo finita la scorta

Quando qualcuno busso’ alla porta,

e di chi era quel tocco lieve?

Ma che domande,… di Spaccianeve!


L’accolsero tutti con entusiasmo,

addirittura quasi sfiorando l’orgasmo,

quindi le chiesero come si chiamava

quel tipo strano che l’accompagnava.



“Cari Nasetti, prestate attenzione,

e’ a lui che devo la resurrezione,

e’ dolce come il miele, tenero come il burro

ed il suo nome e’ Principe Buzzurro!”



Costui era un tipo very alternativo,

capelli lunghi, la barba, lo sguardo primitivo,

i jeans unti e strappati, portava un grosso anello,

gli puzzavan le ascelle, fumava lo spinello,

e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione

lui rispose cos’, grattandosi un coglione:


“A nase’, cioe’, io stavo a rovista’ n’a monnezza

quando d’un tratto te vedo ‘sta bellezza,

stava ferma, distesa, tutta sbracata,

e che dovevo fa’, io m’a so’ chiavata!”



“E lei – chiesero stupiti i Nasi – si e’ svegliata?”

“No, pero’ la voja mica m’era passata,

e lei stava sempre la, dentro ‘sta scatola de vetro,

aho, io l’ho ggirata, m’a so’ fatta pure di dietro!”


“Ed a a quel punto – insistettero i Nasi – che lei si e’ risvegliata?”

“Manco pe’ gnente, pero’ la voja io me l’era levata.

Me ne stavo a anna’, abbonandome i carzoni

quando questa caccia n’urlo – mi cojoni!


‘A more’ – me dice – pe’ tutta ‘sta trafila

vedi un po’ de cala’ na bbella centomila!”

E siccome che ‘sta cifra nu je la potevo da’

m’ha chiesto de seguirla, ed ora eccoce qua!”


E da quel giorno vissero ai margini del bosco

Spaccianeve, i sette Nasi, con in piu’ quel tipo losco,

ripresero a coltivare, e tutto andava bene

anche perche’ avevano le narici sempre piene,

mentre invece la Regina, travolta dall’egoismo

si era data addirittura all’alcoolismo.



“Tutto e’ bene cio’ che ti fa star bene”, dice il saggio

e a volte ne basta appena un assaggio.

Ma… lunga la pista, stretta la via,

occhio che arriva la Polizia!!
E come disse il mio amico Gargiulo..
Vedete n’ poco d’anna’ a prennerlo ner…

Un dia




Un dia, un culo se desprende y camina hacia dentro.

Se encuentra con los intestinos y les pregunta:

“Como se llaman ustedes?”

“Somos los intestinos”, le responden.
Mas arriba se encuentra al higado y le hace la misma pregunta.

“Yo soy el higado”, responde la viscera.

Sigue caminando y se encuentra al corazon:

“Como te llamas?”

“Yo soy el corazon”.

“Ahhhhhh, a ti te andaba buscando, desgraciado, hijueputa, mal nacido!”

La viscera cardiaca, aturdida y asombrada, alcanza a decir:

“Pero, por que’? Que’ te hecho?”

“Como que’ que me has hecho! Maldita madre, pedazo de cabron, claro, a
ti te enamoran y a mi me lo meten!”

Grassi


OPERA DEGRADATA – NESSUN DIRITTO

Come da Consulente Legale Informatico dell’Avv. Valentina Freudiani

LUCIANA LITTIZZETTO

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato a discrezione di togo29 e comunque non sistematicamente.
Non può quindi essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7/3/2001. Alcune immagini sono frutto di una ricerca attraverso la rete e/o prelevate da siti all’apparenza di pubblico dominio,ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvedera’ alla loro pronta rimozione.

Notizia cuntra le boje (contro chi e’ grasso). Novita’ per chi ha il problema dei chili di troppo. Per coloro che combattono da anni la guerra contro il cicciume, per quei poveroni che per chiudere i jeans devono mettersi in due, uno che tiene i lembi e un altro con le pinze che tira su la cerniera.

Cari amici sovrappeso.. sono finiti i tempi cupi. Si spalanca per voi un futuro radioso grazie all’invenzione di un chirurgo plastico californiano, tale Nikolas Chugay. Cosa fa il dottor Nikolas? Un’operazione semplicissima. Tu vai nel suo studio e lui per soli 3000 dollari ti applica un cerotto di polietilene al centro della lingua. Con soli 5 o 6 punti di sutura ti cuce una placca di resina termoplastica isolante, che ti rende quasi impossibile masticare se non provando un male cane. E cosi’ Nikolas ti trasforma il pasto in un tunnel degli orrori per cui sei poi costretto a mangiare solo pappine. Controindicazione del cerottone cucito sulla lingua.. ti viene la parlata di Maurizio Costanzo.

Ma capisci? Per farti smettere di mangiare ti mettono una grattugia sulla lingua. Il tappetino coi chiodi dei fachiri. Con un terzo del mondo che ha fame, in Occidente ti devono mettere una trappola per topi in bocca altrimenti non riesci a darti una regolata. Fa’ un po’ te. Nel pacchetto sono anche previste sedute dallo psicologo. Che credo servano a dissuaderti dall’accoppare il dietologo. Alternativa al mouse per lingua, alle lame rotanti, c’e’ la cucitura della bocca. Guardate che e’ tutto vero. In America per curare l’obesita’ si fa anche questo. Ci si fa cucire la bocca lasciando solo una scucitura laterale, un buchino nel quale infilare una cannuccia da cui suggere solo frullati e pappine. Ma ti rendi conto? Pensa veder gente in giro con la bocca a culo di gallina! «Ciau, non pusso prlare, sonu a dieta…».

Che poi, voglio dire.. se uno e’ votato a mangiar porcate, i sistemi per ingozzarsi lo stesso li trova. Si fa un bel frullato di fagioli e cotiche, un bello spumone di sugna e muso di cinghiale e se lo inietta col biberon, no?

Ma ti pare che per dimagrire uno deve farsi arpionare la lingua? No, perche’ se la strada e’ quella dell’impedimento fisico, perche’ non prevediamo per quelli che vogliono smettere di fumare una sigaretta che scoppia? Un dito di tabacco, resto petardo. Cosi’ quando te la accendi ti esplode in faccia come a Willy Coyote. E come anticoncezionale sicuro un tappo di sughero. Quello del Gancia spumante. Devi fare solo attenzione ai colpi di tosse perche’ poi e’ un attimo che ti parte come nei brindisi e finisce nell’occhio della cassiera del super.

Al maschio di casa invece, se vuoi che non cada in tentazione, puoi regalare un tanga fatto di lamette da barba. Cose’ appena prende qualche chilo in piu’ e si gonfia, si affetta da solo come la mortadella.

Pene

Un giovane e’ in aereo e seduta accanto a lui c’e’ una ragazza stupenda tipo top model che sta leggendo un libro.

Il ragazzo ovviamente di attaccare discorso: “Il vostro libro sembra molto interessante… di cosa parla?”.

La donna: “Oh, in effetti e’ molto interessante.

E’ un libro sulla sessualita’, ma vista sotto l’aspetto statistico.

Per esempio queste statistiche dicono che sono gli indiani d’America che hanno il pene piu’ grosso in diametro, mentre i polacchi sono gli uomini con il pene piu’ lungo.

Per quanto riguarda l’attivita’ sessuale, sono i medici quelli che sembrano avere la vita sessuale piu’ attiva”.

Il ragazzo allora ribatte: “Oh e’ molto interessante!

Ma mi permetta di presentarmi:

Geronimo Kowalski, Dottore in medicina“.

Test e catz

Mi hanno inviato via email un curioso “test di intelligenza”, molto carino, che vi voglio suggerire. Il testo del messaggio che mi � arrivato recita: “Sembra che solo persone con un IQ superiore a 120 riescano a risolverlo”, ma secondo me � decisamente pi� abbordabile (con excel mi ci sono voluti pochissimi minuti per risolverlo).

Ecco il test…

Se:

2 + 3 = 10
7 + 2 = 63
6 + 5 = 66
8 + 4 = 96

Allora:

9 + 7 = ????

Solo questo numero � la password per aprire questo documento di excel (ho gi� verificato l’assenza di virus).
Inserisci il tuo nome e salva. Poi spedisci il documento ad altre persone intelligenti.

PS: se non trovate la soluzione scrivetemi che vi spiego come si fa a trovarla (non � difficile)…

NO

Forse non vi ricordate come sono fatto vero?
Bene allora ve lo ripeto il mio NO e ci sta pure una canzone di Shakira.
No se puede vivir con tanto veneno,
La esperanza che me dio tu amor
No me la dio mas nadie,
Te lo juro, no miento,
No se puede dedicar el alma
a acumular intentos
pesa mas la rabia que el cemento.
Io sono nato cosi’ con questa genetica predisposizione al NO.
Non so perche’ ma al consenso preferisco il dissenso.
Il NO mi piace. anche il gesto che lo accompagna.
Scuotere la testa di qua e di la’, soprattutto quando mi sono appena lavato i capelli, mi da’ tanta soddisfazione e mi fa godere come un selvaggio.
E poi mi piace pronunciarlo, il NO. Perche’ li’ in mezzo, tra le pieghe di quella sillaba nasale, ci sta dentro un sacco di roba e ti riempie la bocca.
Il rifiuto per esempio. Il nossignore. Il levatelo dalla testa. Che non e’ mica roba da buttare via. Perche’ il rifiuto e’ sempre differenziato.
C’e’ NO e NO, insomma. E la maggior parte del NO e’ riciclabile. Da una raccolta paziente di rifiuti possono nascere nuove cose. Insoliti modi di pensare, per esempio. Strade diverse da percorrere. Persone nuove da conoscere, capire, amare.
Il NO e’ anche dissenso. Pensiero difforme. Che spesso si fa conflitto. Ma anche dibattito costruttivo, almeno cosi’ la penso io e mi basta.
Mi fanno paura le coppie che non litigano mai. Bisticciare, credetemi, e’ sano senza venire alle mani naturalmente Sono convinto che alzando la voce e caricando i toni si crei dell’energia propulsiva che fa andare avanti la coppia. e poi vuoi mettere il piacere di fare la pace? Chi non litiga non sa cosa si perde. C’e’ anche il NO purissimo della disobbedienza. Quello bello dei bambini. Che dicono no per puro spirito di contraddizione. E magari ci aggiungono pure un ..merda.. proprio quando i genitori vogliono far bella figura con gli amici.
Poi ci sono i NO che ti vengono fuori perche’ sei incazzato…Guarda, oggi ti dico di no perche’ c’e’ vento e sono con le palle in giostra. Ma se me lo chiedi domani puo’ essere che ti dica di si’. Soprattutto se c’e’ il sole….
E anche i NO della sincerita’. Quelli che si usano per dire le cose come stanno…Vengo anch’io?… NO tu NO. ..Vengo anch’io?.. NO tu NO… E perche’?.. Perche’ NO. Perche’ mi stai sul culo, guarda. Non ti reggo. Preferisco dirti le cose come stanno invece di fingere benevolenza. Vacci con chi cazzo vuoi a vedere le bestie feroci. Non con me.
E’ che il NO da’ liberta’. Non si puo’ morire dentro, aspettare di diventare tutti verdi come Hulk fino a farsi scoppiare i bottoni della camicia.
Con il NO, poi, iniziano tante parole importanti. Il NOnostante, per esempio. Che ti fa tirare avanti e chiudere un occhio. Il NOumeno, che e’ l’essenza delle cose. Il NOcciolato che leva le malinconie e fa crescere i brufoli e la pancia, la novita’ che da’ gusto alla vita, il NO profit che da’ senza pretendere, il NOn ti scordar di me della nostalgia e il NOn essere dell’essere. Finita cosi’ con un bel NO. Punto. Stop.
Anzi sapete che faccio?