Condom..inium.

 

Mi sovviene un detto che non c’e’ essere piu’ infelice di un misantropo che vive in un condominio, Voi che vivete nella vostra villetta di campagna e che Vi considerati sfortunati causa rapine, dovreste vivere per qualche tempo in area Condominiale per capire quanto culo avete ad es. nell’evitare le  riunioni Condominiali e mo’ Vi illustro che succede nei conclavi, forte dal fatto che pure il mondo e’ un condominio tra malvagita’ e pazzia, la prima regna e la seconda comanda, Schopenhauer docit. Da che mondo e’ mondo si e’ sempre andati avanti cosi’ tra leggi regolate dal Codice Civile articoli dal 1117 e 1139 piu’ aggiunte di leggi speciali piu’ or meno inventate all’uopo. In queste riunioni vige la fratellanza e a quelli del piano terra non interessa una mazza se l’ascensore e’ rotto, tanto loro vanno a piedi. A quelli del settimo piano invece non frega un cazzo dei bidoni della differenziata sotto le finestre, tanto la puzza non arriva sino al tetto. Ecco fatto, e poi ipocritamente parliamo di solidarieta’ sociale. Ma se non siamo neanche in grado di occuparci del nostro dirimpettaio cosa vuoi che ce ne fotta di uno che tira le cuoia nel terzo mondo. Per fortuna ci sono ste assemblee di condominio. Ad onor del falso, io le adoro, piuttosto mi perdo la traviata al Regio ma il summit condominiale non me lo lascio scappare anche se a volte vado e svicolo per la mancina quando la rottura del marronifricio raggiunge il limite. A ste riunioni e’ come assistere ad una seduta di psicanalisi collettiva dove ciascuno tira fuori il peggio di se’, il mister Hyde che alberga nelle sue mutande. Una prerogativa e’ che tutti arrivano gia’ incazzati. Uno odia l’altro a prescindere. E tutti assieme odiano l’amministratore ..il ladro per antonomasia detto alla schiena ma col sorriso quando si e’ di fronte. Il nostro e’ come un vescovo senza mitria, dato che e’ obbligato ad ascoltare le confessioni di tutti. Fa’ sempre di si con la testa e poi ti da’ la benedizione, che consiste in un Ok e vai in pace. Tutto rimane come prima, il confessando si e’ sfogato e sempre sia lodato. Le tipologie di inquilino invece sono svariate. C’e’ il sordido. L’inquilino stronzino. In camiciotto di finto terital, brachette blu aviazione e sandalo color tortora o cacca di neonato con pedalino. E’ quello che viene alle riunioni con il preciso intento di istigare il dubbio che i conti siano manomessi. Il classico disonesto che dubita degli onesti sotto l’insegna della serie del chi e’ in sospetto e’ in difetto. Passa le ore a smanettare con la sua calcolatrice da fustino paghi due prendi quattro con davanti la copia della Stampa cronaca dei cittadini incazzati..Come se le vite fossero fatte di millesimi…Poi c’e’ il pirla, che di solito viene con la moglie..la pirla. Nella corsa all’idiozia sono come Massa e Alonso. Lui tira la volata ma al momento giusto si fa’ da parte e fa’ vincere lei che in quanto a cretina e’ sempre la prima sul podio della scassacazzi. Poi c’e’ il furioso, il clone di Sgarbi ma col cimurro e niente dialettica. Schiuma rabbia dall’inizio alla fine, ma avendo una vocina da coro delle voci bianche non da’ consistenza alle sue teorie che analizzando bene non sono da buttare..peccato per quella vocina. Una volta o l’altra gli partira’ la mitralica e vai la’ che vai bene. Ed infine ci sta’ il signor menesbatto i coglioni che non viene alle assemblee e fa’ come cazzo gli pare. Mica scemo in quanto e’ del detto che se te lo pongono nel di dietro e’ meglio che non ti muovi almeno non aggiungi godimento allo spintore. Rimangono le giulivissime oche come la signora di sopra quella che ti suona perche’ le sono cascate le mutandine stese e si sono infilate tra la vetrata e il balcone e tu rischi la vita per riprenderle, per lei tutto va bene.. ma si rifacciamo la facciata, tinteggiamo le scale, lucidiamo i pianerottoli, restauriamo le finestre, mettiamo il cappotto termico, asfaltiamo il cortile e rifacciamo i marciapiedi. L’importante e’ non chiedersi mai quanto costa. Si arriva cosi’ alle varie ed eventuali. Parliamo o no del colore della buca delle lettere, delle gabbie dei polli contenitori di monnezza e dei fiori finti dell’androne, del cane che irriga le colonne d’ingresso. Quello si che e’ importante, una goduria stratosferica. E a proposito delle eventuali…gia’ che siamo una cosi’ bella compagnia.. Eventualmente qualcuno sa dirmi dove buttare il preservativo usato.. nella differenziata? Reparto gomma o reparto organico? O dobbiamo aspettare che ad abitare con noi venga la vigilessa Tomb Raider quella coi capelli intrecciati al culo. Fuori piove, the show must go on.

Questa e’ NONCICLOPEDIA.

 

NONCICLOPEDIA

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Le controregole.

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Dopo una discussione semiamichevole mi sovviene un post fatto qualche anno fa in risposta alle 24 regole inviate da chi aveva un sesso diversamente maschile e la considerazione a dette regole fatte esclusivamente da donne o pseudotali  meritano una controrisposta con regole viste dall’altra campana ossia da uomini o pseudotali.
 Ecco qui le regole degli uomini e please..mute. sguardo a terra e rassegnate:
– Le tette sono fatte per essere guardate ed e’ per questo che lo facciamo. Non c’e’ modo  di modificare questo comportamento.
– Imparate ad usare la tavoletta del cesso. Siete persone robuste.. se e’su, tiratela giu’. A noi serve su’, a voi serve giu’. Noi non ci lamentiamo mai quando la lasciate giu’.
– Domenica = sport. E’ un evento naturale come la luna piena o il cambiamento delle maree. Lasciatelo cosi’.
– Fare la spesa NON si puo’ considerare sport.
– Piangere e’ un ricatto. Se volete qualcosa, chiedetelo.
Cerchiamo di essere chiari:
“Sottili” sottintesi non funzionano.
“Forti” sottintesi non funzionano.
“Ovvi” sottintesi non funzionano.
Semplicemente DITELO!
– “Si'” e “No” sono risposte perfettamente adeguate a praticamente tutte le domande.
– Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo.
Serviamo a questo. Per la solidarieta’ ci sono le vostre amiche.
– Un mal di testa che dura da 17 mesi e’ un problema. Fatevi vedere da un medico.
– Qualunque cosa abbiamo detto 6 mesi fa non e’ utilizzabile in una discussione. Piu’ precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo 7 giorni.
– Se pensate di essere grasse o troppo magre, probabilmente lo siete.
Non chiedetecelo.
– Se qualcosa che abbiamo detto puo’ essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l’altro.
– Potete chiederci di “fare qualcosa” o dirci “come volete che sia fatta” Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole senza rompere le palle a noi.
– Quando possibile, parlate durante la pubblicita’.
– Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno.
– TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows. “Pesca”, per esempio, e’ un frutto, non un colore. Anche “melone” e’ un frutto. “Malva”non abbiamo la piu’ pallida idea di cosa sia, mia madre diceva usa la malva che tutti i mal la calma.
– Se prude, grattatevi. Noi facciamo cosi’.
– Se chiediamo cosa c’e’ che non va e voi rispondete “niente”, ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va’. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma cosi’ ci risparmiamo un sacco di fastidi.
– Se ponete una domanda a cui non volete una risposta aspettatevi una risposta che non volevate sentire.
– Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate e’ bellissimo.  Davvero! Fidatevi e non comprate altre belinate che riempiono gli armadi.
– Non domandateci mai a cosa stiamo pensando, a meno che non siate pronte a sostenere un dialogo su: sesso, sport, automobili.
– I vestiti che avete sono piu’ che sufficienti. Le scarpe, invece, sono troppe e non parliamo delle borse o degli occhiali.
– Noi siamo perfettamente in forma: “tondo” e’ una forma.
Grazie per aver letto queste regole.
Si sa’, stanotte noi dormiremo sul divano ed io in particolare nella  veranda o se mi va di culo nel cesso con l’enigmistica. Ma a noi uomini non importa: e’ un po’ come andare al campeggio…
Queste quattro chiacchiere si spera possano servire a scopo didattico educativo per una convivenza serena e vaffanculo.

Cronaca Nera.

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Please. Che qualcuno si metta una mano sulla coscienza e dia una regolata ai telegiornali soprattutto quando parlano di cronaca nera e riprendo un post scritto 3 anni fa sul multiply che sta’ per chiudere e noto che nulla e’ cambiato. La mia infinita pazienza esonda e mi son squinternato veramente il ballisterio. Ogni tg apre con minimo dieci minuti di schifezze. Tu sei a cena, pronto per l’ingurgitamento, in pigiama, che scarnifichi a cucchiaiate il vasetto della moutard de dijon e compare Clement Minchion a dirti che quello s’e’ impastato, quell’altro si e’ brasato, quei poveretti li nella striscia di Gaza son stati fatti a pezzi e messi nei sacchetti della differenziata  e quell’altro ancora ha giurato a Satana e per non sbagliarsi li ha accoppati in blocco. Il tutto corredato da immagini agghiaccianti. Ma vogliamo piantarla li’ con gli orrori nel dettaglio. Ma parlate dell’incintamento di Kate piuttosto. Questa non e’ affatto informazione, e’ morbosita’. Poi non ci stupiamo se la gente va a fare il pic nic di pasquetta a Casalbaroncolo e gli studenti fotografano le disgrazie col telefonino mettendosi in posa davanti al capolavoro del partenope Schettino. Facciamo basta con l’orrore e’ ora di finiamola ma impersulserio. Noi non li vogliamo vedere gli schizzi di sangue, le lettere in maiuscolo sull’asfalto, il dettaglio del paramedico che cammina tra i bossoli (quello ci sta’ sempre, cambia il misfatto ma i piedi son sempre gli stessi), l’immancabile inquadratura del cognome sulla boite a lettre  o il triciclo abbandonato in un angolo e la bambola appoggiata sul dondolo. Non le vogliamo sentire le interviste ai parenti. Ma vi devo dire io dove vi dovete mettere quel microfono? Basta con i talk show sugli omicidi, con le soubrettes che aprono il becco a vanvera, gli opinionisti mezzi pirla e gli esperti in niente, tutti a dire la loro. Ma che ne sapete voi? Ma parlate di uomini e donne della Mariuccia Filipposa, raccontate di quella volta che avete cambiato le candele dell’auto perche’ si spegnevano grazie alla ventola che girava, o di quell’altra che avete strappato i peli della zia coi guantoni da boxe e se vi prende il trip delle indagini andate a fare la comparsa in Arsenio Lu Pino. E anche voi giornalisti del menga. Se strombazzate ai quattro venti gli sviluppi delle indagini davanti al modellino in cartoncesso, finisce che il mostro se non e’ completamente pirla, scappa. La roba brutta e’ che a forza di smitragliate di telecamere su pozze di sangue e quintali di dettagli sui finestrini sforacchiati, vestiti sbrindellati e cartellini messi per terra con le lettere dell’alfabeto di cui sopra, diminuisce il tempo della commozione in quanto inversamente sproporzionale alla rottura pallosa. La prima volta che vediamo il servizio ci prende il magone, poi sempre meno. Alla fine non facciamo piu’ una piega. Se vediamo solo uno catturato con la giacca sulla testa zippiamo in altro canale. Abbiamo la pieta’ che ci dura un secondo e fortunatamente non abbiamo il testicolame di bronzo, altrimenti si sentirebbero campane a festa dovute allo sbattimento latente. La lacrima non fa’ in tempo a formarsi che subito, trac, parte la pubblicita’ della scorreggia o del bimbo che caga e fa’ la puzza proprio mentre si e’ al tiramisu. Un secondo prima vedi la vedova che sbanda tenuta su dai parenti, un secondo dopo …Lo dice Vanessa la mutanda mi stressa…. Prima ti fan vedere una fatta a pezzi da una sega a motore, un attimo dopo dodiciquarantaaa  fra fa rifafa’, sona fischia e cantaaaa…. C’e’ di positivo che con sti continui servizi nei luoghi dei crimini selvaggi si conosce l’Italia. Si fa’ esercizio di geografiga. Sapevamo dov’era Avetrana? No. Ora la conosciamo nel dettaglio. E cosi’ Somma Vesuviana, Cogne, Corleone. Adesso finira’ che il sindaco di Roccaminchiona il paese near a Casalorlato,  per promuovere il territorio e far conoscere quanto e’ pittoresco e ameno il suo centro storico arpionera’ la moglie col fucile subacqueo o centrifughera’ il figlioletto in lavatrice. Giusto per essere sicuro che gli facciano un bel servizio sul TGcom24.

IMU 2012 Saldo.

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  • Il sistema fiscale Italiano e’ basato sulla domanda e sull’offerta, ergo il buon Monti fa’ la domanda e noi pellegrini facciamo l’offerta. Siamo a pochi giorni dall’offerta del saldo IMU e parlando con conoscenti ho riscontrato dubbi ed errori per i faidateisti del SALDO IMU pertanto con l’intento di esser utile ti riallego quello che avevo postato per il calcolo dell’anticipo anche se non ci dovrebbe essere necessita’ considerato che hai tutti i dati.  Soprattutto fai attenzione a non dividere paroparo la quota stabilita finale dai Comuni tra loro stessi e lo Stato (anche se teoricamente lo Stato ha tempo sino al 10 di Dicembre per variare la quota del 7,60 per mille prefissata e coi tempi che corrono non si sa mai). In sintesi senza aver l’obbligo di leggere tutto per calcolare quanto sangue devi donare basta applicare la percentuale stabilita dai comuni al valore catastale nella tabella che troverai in questo sito http://www.amministrazionicomunali.it/imu/calcolo_imu_49.php#
Se non hai alcuni dati e non sai come ritrovarli perche’ il bambino ha vomitato sulla tua copia vedendo la foto del Trota, ti riposto quello che avevo inserito per l’acconto coi relativi link.
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Tra tutti quelli che ti indicano come fare per pagare l’IMU ho trovato delucidazioni complete e se dico complete intendo anche le visure catastali in rete e assolutamente free, ovvio che dovrai conoscere il tuo Codice Fiscale e quantomeno il foglio, la particella e il sub di cosa dovrai pagare… di seguito illustro come calcolare l’IMU sulla prima casa e piu’ in generale sugli immobili.
Inoltre potrai trovare esempi pratici su come eseguire il calcolo dell’IMU e un Foglio di calcolo (Excel e Calc) da scaricare gratis.
Tieni presente, comunque, che le indicazioni presenti, e in quelle indicate nei link, non sono garantite sicure e prive di errori al 100%, in quanto vengono proposte “cosi’ come sono”. Pertanto da buon pirla non mi assumo alcuna responsabilita’ per problemi o danni eventualmente causati da tali indicazioni e nota che questo l’ho imparato da Monti, quindi se vuoi evitare il faida te, cuccati un commercialista o fai la coda al Caf e mentre codazzi sgrana un rosario con tutte le maledizioni da indirizzare a chi salva l’Italia e ammazza gli Italiani.
CALCOLARE LA RENDITA CATASTALE
Prima di procedere al calcolo dell’IMU devi conoscere la rendita catastale del fabbricato o più in generale dell’immobile.Per conoscere la rendita catastale dell’immobile devi essere in possesso dei dati catastali.
I dati catastali li puoi vedere nell’atto di compravendita (o rogito) dell’immobile (casa o terreno).
Comune, Sezione (se presente), Foglio, mappale (particella) e sub (subalterno) sono dati catastali che ti servono per calcolare la rendita catastale.
Tieni presente che un immobile (anche un solo appartamento) puo’ essere composto da piu’ sub (subalterni e non da gente come me che scende negli abissi di 5 metri di Casalcoso).Se non hai nessun documento da cui ricavare i dati catastali, son cazzi tua e sei obbligato ad alzare il culo dalla sedia e vai presso il catasto o agenzia del territorio e chiedi una visura catastale per indirizzo o per nominativo.
Le visure catastali ricordati che sono gratuite, non farti fregare.
Per trovare l’ufficio dell’Agenzia del territorio a te più vicino, collegati al link: Trova l’ufficio A.T.Ricavati i dati catastali dal documento di acquisto della casa (o immobile),
1 – collegati al link Agenzia del Territorio visura dati catastali
2 – inserisci il tuo numero di “Codice fiscale”
3 – inserisci il “Codice di sicurezza” che leggi nel riquadro
Se non decifri il codice, clicca sulla voce “altra immagine” per ottenerne un altro.
4 – clicca sul pulsante Accedi
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5 – dal menu a discesa, scegli la provincia dove e’ ubicato l’immobile e clicca su “Applica”
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6 – scegli “Catasto Fabbricati” dal menu (o lascia Terreni se devi consultare questo tipo di categoria)
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7 – scegli il comune, e se esistente, inserisci la sezione urbana
8 – digita il numero del Foglio, sull’apposita casella
9 – digita la particella (o mappale)
10 – digita numero di Subalterno (sub), se esistente
11 – clicca sul pulsante “Ricerca”
IMU2.jpg

Potrai così visualizzare:
la categoria di appartenenza (poniamo come esempio A/2);
la rendita catastale (poniamo come esempio Euro 370,25).
Memorizza i dati copiandoli su un foglio (di calcolo o di carta!).
12 – clicca sul pulsante “Indietro”
13 – e ripeti l’operazione per gli altri Subalterni (o particelle), se esistenti.Poniamo ad esempio di aver ottenuto per il secondo sub,
C/6 come categoria catastale
Euro 65,27 come rendita.
CALCOLARE IL VALORE CATASTALE DEL FABBRICATO
Ottenuta la rendita catastale dalla visura catastale, ora devi calcolare il Valore catastale del fabbricato o del terreno.
Se l’immobile rientra nelle categoria:
da A/1 a A/9C/2C/6C/7,
– moltiplica la rendita per 1,05 e poi moltiplica per 160da B/1 a B/8C/3C/4C/5,
– moltiplica la rendita per 1,05 e poi moltiplica per 140A/10D/5,
– moltiplica la rendita per 1,05 e poi moltiplica per 80da D/1 a D/4da D/6 a D/10,
– moltiplica la rendita per 1,05 e poi moltiplica per 60C/1,
– moltiplica la rendita per 1,05 e poi moltiplica per 55Per i terreni agricoli,
moltiplica il reddito domenicale per 1,25 e poi moltiplica per 130 o, 110 se coltivatore diretto.
ESEMPIO PRATICO DI COME VIENE CALCOLATO IL VALORE CATASTALE
Ecco i cacoli da eseguire seguendo l’esempio suesposto.Calcolo del valore catastale di un immobile
con categoria A/2 con rendita catastale 370,25
e, categoria C/6 con rendita catastale 65,27.-
370,25 x 1,05 x 160 = euro 62.202,00.-
65,27 x 1,05 x 160 = euro 10.965,36.-
Il totale del valore catastale del fabbricato risulta uguale ad euro 73.167,36.-
CALCOLARE IMU – L’IMPOSTA MUNICIPALE UNICA
Per calcolare l’IMU dovrai ora,
moltiplicare il valore catastale per l’aliquota del 0,40% per la prima casa;
moltiplicare il valore catastale per l’aliquota 0,76% per le altre proprietà ricadenti nelle categorie suesposte.
Poi, a discrezione del Comune le aliquote potranno variare.
Quindi sulla prima casa potrà essere applicata una aliquota minima dello 0,20% e una massima dello 0,60%.
Sul tutti gli altri immobili, potrà essere applicata una aliquota minima dello 0,46% e una massima dello 1,06%.Inoltre sulla prima casa potrai detrarre euro 200,00 oltre a euro 50,00 per ogni figlio residente nell’abitazione con età inferiore a 26 anni.
Però non potrai detrarre più di euro 400,00.-
ESEMPIO PRATICO DI COME SI CALCOLA L’IMU
Continuando a seguire l’esempio sopra riportato, vediamo come si calcola L’IMU
su un’immobile con valore catastale di euro 73.167,36.-, valutando alcune ipotesi.IPOTESI 1
Prima casa.
Un figlio residente con meno di 26 anni.
Il comune non varia l’aliquota.
Calcolo IMU: 73.167,36 x 0,40/100 – 200,00 – 50,00 = IMU da versare euro 42,67IPOTESI 2
Prima casa.
Il comune aumenta l’aliquota dello 0,15%.
Calcolo IMU: 73.167,36 x (0,40+0.15)/100 – 200,00 = IMU da versare euro 202,42IPOTESI 3
Seconda casa o altro immobile ricadente nelle categorie suesposte.
Il comune non varia l’aliquota.
Calcolo IMU: 73.167,36 x 0,76/100 = IMU da versare euro 556,07IPOTESI 4
Seconda casa o altro immobile ricadente nelle categorie suesposte.
Il comune aumenta l’aliquota dello 0,25%.
Calcolo IMU: 73.167,36 x (0,76+0,25)/100 = IMU da versare euro 738,99
SCARICA I FOGLIO EXCEL PER IL CALCOLO DELL’IMU e VALORE CATASTALE
Per scaricare il file excel (come da figura),
che ti permette di calcolare l’IMU in modo facile oltre al valore catastale,
– clicca su Scarica file calcolo-IMU-e-valore-catastale.
LINK UTILI PER IL CALCOLO DELL’IMU
Sul web esistono molte altre pagine utili che ti aiutano a calcolare l’IMU.
Qui sotto te ne propongo alcune interessanti.
– Guida Fisco 1
– Guida fisco 2
– Catasto in rete
– Calcolo IMU
l’arrotondamento va effettuato al centesimo di euro: per difetto se il terzo decimale è un numero da 0 a 4, per eccesso se va da 5 a 9.
Ad esempio: 361,834 diventa 361,83, mentre 361,835 diventa 361,84.
Codici per F24:
  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze (destinatario il Comune)
  • 3913 fabbricati rurali ad uso strumentale (destinatario il Comune)
  • 3914 terreni (destinatario il Comune)
  • 3915 terreni (destinatario lo Stato)
  • 3916 aree fabbricabili (destinatario il Comune)
  • 3917 aree fabbricabili (destinatario lo Stato)
  • 3918 altri fabbricati (destinatario il Comune)
  • 3919 altri fabbricati (destinatario lo Stato)
  • 3923 interessi da accertamento (destinatario il Comune)
  • 3924 sanzioni da accertamento (destinatario il Comune).
  • Spero di esserti stato utile e concludo con una domanda.. sai a che temperatura brucia il culo? Risposta scontata..a novanta gradi.

Letto e scritto.

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Sono un’anima senza pace, questa e’ la verita’. Votato al tormento e con una certa inclinazione all’idiozia e anche all’ideononna. Neanche il sonno mi placa. Nemmeno una cospicua dose di letargo comatoso e’ in grado di quietarmi. Ho sempre avuto un rapporto del terzo tipo col letto, inteso come giaciglio per dormire, naturalmente. Prendendola larga risalgo alle origini durante la guerra punica, mi ricordo molto bene il letto della nonna. Era di ferro nero con dei disegni colorati sulle testate e dei pomelli rotondi sui ferri laterali dove mi divertivo legare una corda con un peso e farla arrotolare a mo’ di trottola, faceva gnic gnic quando ci salivi e gnac gnac quando scendevi. Quando si sdraiava sopra la nonna, sempre stata una taglia forte, scatenava l’onda anomala nel materasso di lana misto pannocchie di granoturco e io frrrrtt rotolavo dalla sua parte per via del declivio. Per farci soffrire meglio di insonnia a noi nipoti ci rimboccava a mummia con le lenzuola di lino grezzo cartavetro che scivolandoci su’ ti facevi il peeling su tutto il corpo senza neanche andare al centro benessere. Sopra il letto pendeva un quadro, non mi ricordo se di Gesu’, della Madonna o di Santa Rita  ma comunque roba di tragedia, passione misto sangue e spine, che incombendo sulla zucca con le varie corone di rosario, insieme al rintocco del campanile della piazza vicina, creava quella bella atmosfera horror tutt’altro che tranquillizzante.. Nel tempo ho cercato di dormire sul futon giapponese. Fantastico, mi hanno detto, perche’ in realta’ è un tappeto un po’ più spesso. Praticamente ti vendono un materasso e te lo fanno pagare come un letto. Geniale. L’unico vero vantaggioe’ che non devi togliere la polvere sotto il letto, perche’ un «sotto il letto»non esiste, il materasso aderisce perfettamente al pavimento e quando ti alzi hai uno scompenso di pressione da svenimento. Pero’ almeno se cadi non ti fai male, anzi, non te ne accorgi neanche, non fosse che ti svegli con la bocca piena di polvere. Ho provato anche un letto tondo. Potevo dormirci a stella di mare, a uomo di Leonardo. Ma stavo sveglio sognando una schiera odalische a letto con me, messe a raggiera, come fette di torta, con i piedi al centro. Il peggior sonno e’ comunque sempre quello sul divano letto di Dario con doghe in faggio d’esportazione e materasso memory. Chi l’ha detto che sono comodi e amici della tua spina dorsale? Ma quando mai. Intanto per aprire un divano letto devi traslocare mezzo salotto. E sposta il tavolino, e rimuovi la lampada a stelo, e impila i cuscini e estrai il letto, e pizzicati le dita e attento che non si richiuda, ecco che rimbalza, spingi spingi, bon richiuso. Che il cielo strafulmini tutti gli inventori di divani letto e divano scritto.. amen. Perche’ quando finalmente ti sei dato un po’ di requie non chiudi piu’ un occhio nel terrore che il divano ti inghiotta e al mattino non ti risputi piu’. Sai quando dormo per davvero il sonno dei giusti? Nel sacco a pelo, in tenda al campus dei veterani esploratori, d’estate. E adesso ditemi se sono normale. Parola di lupastro.

D.D.E.

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Anche l’estate di San Martino se n’e’ ita ed eccolo che arriva, il santo inverno. Incredibile quanto durino i mesi che non ci piacciono, con sta’ frescura gnecca e st’orzata che al mattino e la sera scende come un plaid e ti fa’ godere come un falco in autostrada facendoti quadrare il vistamento. Non e’ semplice trovare motivi di felicita’. Ma c’e’ un piccolo espediente per sopravvivere alla sfiga. Avvicinate la pagina del togo tuentinove  all’orecchio che ve lo dico… diserbate dalla vostra vita i DEMOLITORI DI ENTUSIASMI.  Si chiamano cosi’. Detti demolitori di entusiasmi sono quelli che di mestiere entrano nella tua vita a piedi uniti e ti distruggono quel micron di felicita’ che ancora ti rimane. Quelli che di professione fanno i trovatori di peli nell’uovo, categoria A freschissimo. Ma non facciamo l’errore di confonderli con i pessimisti, quelli del meta’ vuoto. No, perche’ il pessimista una sua visione del mondo ce l’ha. Nera come un dark di notte ma ce l’ha. Il pessimista e’ quello che parte per una vacanza alle Mauritius e ha paura che arrivando la’ non trovera’ la linea per entrare nel facebucche mentre l’uragano imperversa e tu sei in taxi con uno che parla solo il dialetto creolo. Il demolitore di entusiasmi invece e’ mooolto peggio perche’ non ha convinzioni. E siccome non ne ha, distrugge quelle di chi reputa sia meglio di lui. Il suo motto e’.. non preoccuparti, arriveranno tempi peggiori e ricordati che devi morire. E’ quello che ti dice ..Che bello questo taglio nuovo di capelli alla Valeria… peccato che non riuscirai mai a pettinartelo da sola e ti mette in evidenza quella parte con due capelli bianchi che tu non vuoi far vedere…. Oppure, vedendoti carica di sacchi di umido, carta e vetro differenziati, ti sorride pietoso e sospirando ti fa’.. miii ancora ci credi? Beata ingenuita’, ti fai un mazzo tanto, raccogli dividi entri con chiave e pass nel pollaio differenziatorio della MetalCarp  per deporli e poi arriva il rumeno spazzaturiere e rimescola tutto assieme e ci piscia pure sopra. Che distillato di odio. Che concentrato di scassamarroni. Una circostanza in cui il DDE e’ particolarmente pernicioso e’ la questione casa…nel senso di abitacolo o desco famigliare. Per far vedere la casa nuova ad un demolitore di entusiasmi e’ meglio prima tracannarsi mezza bottiglia di grappa con genziana corretta cognac e punta di peperoncino trinidad moruga, perche’ in uno stato di semi ubriachezza gli strali fanno meno male. Lo schifosone impestato parte sempre con un apparente complimento..Bello… ma basta contare fino a tre che arriva la mazzata. Uno, due .. e tre. Peccato che… E parte l’elenco.. la facciata e’ orrenda ed esposta a nord, la scala e’ ripida, l’ascensore e’ soffocante e non si ferma allineato al piano, il tetto e’ fradicio di amianto, la cantina e’ umida, sotto il parquet hai una schiera di anobidi e lictidi, e il muro maestro c’ha una bella crepa sottile, per adesso, e sottolineo per adesso. Da queste parti ce n’e’ una cosi’ adepta al DDE, ti dice che e’ bella figa quella nuova che ti mette il commento nei post, peccato che la foto non sia sua, ha come minimo intrallazzato con tutto l’esercito di facebook, ha un foruncolo sulla tetta sinistra che si confonde col capezzolo ed e’ pure stitica senza contare il lato B che nonostante il tiraggio segue la gravita’  e punta verso terra. Non parliamo poi di quando hai la disgrazia di averceli in macchina. E’ una continua lamentela, perche’ tu, scentrato /pronuncia esseci e non sc di scivolo), fai la strada piu’ lunga, con tutti i percorsi molto assai piu’ brevi che ci sono, dai retta al navigatore e rimani inculato. Ma ammettiamo pure che sia cosi’ caro DDE. Che la tangenziale e’  sfigatissima, perche’ percorri il perimetro di tutta la citta’ dietro un tir ma in compenso eviti 25 semafori. Azz.. E se comunque a me, che sono pirla dalla nascita, piacesse fare la strada piu’ lunga? Chettefrega. Io voglio fare questo tragitto perche’ c’ho i miei appuntamenti naturali. Incontro una magnolia che d’estate, fiorita, leva il fiato, una casa antica con dei beau windows che sono un sogno e un pezzettino di fiume che ad una certa ora del giorno brilla come l’argento, e poi ho un cartellone pubblicitario con la Belene col lato B esposto. Ma cosa lo dico a te… arida parassita, tarlo del mio gioire che mi fracassi i coglioni continuamente e mi fai venir la voglia di toccarmali non peraltro ma solo per garanzia antifracassatoria.

Uccidere PC

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Considerata la giornata uggiosa, mi sento in vena di far danni e per far capire quanto e’ semplice e pericoloso leggere la posta, posto per chi condivide i miei sentimenti bellici come fare per azzerare un computer formattando il disco C con poche manovre..
1) Apro il blocco note
2) scrivo   formatC: /autotest /q /u
Salvo con un nome accattivante secondo la persona a cui mandero’  la posta con estensione .bat
Ad es:
eccomi.bat (se so’ che esiste curiosita’ di vedere il togo tuentinain).
ilmiocane.bat (se  la vittima e’ amante di animali amici dell’uomo).
nudo.bat (se e’ amante di altre cose a.mene).
e la invio a chi voglio male e fa’ l’equilibrista (nel senso che mi sta’ sulle palle)…
Per spiegare il /q (significa,senza chiedere conferma) e il /u (significa, non permettere di essere bloccata la mia manovra distruttiva)..
Chi lo ricevera’ si trovera’ il computer azzerato di tutto..
Se invece mi sento magnanimo in quanto vedo spiraglio di sole e voglio sconnettere il suo PC, riavviarlo per poi spegnerlo definitivamente, vado ancora nel blocco note inserisco il seguente codice..
shutdown –(comando)  e lo salvo in bat..al posto della parola tra parentesi  mettero’ ovviamente senza parentesi:
a) -i : Attivo l’interfaccia utente grafica (shutdown –i )
b) -l : Disconnetto l’utente (shutdown –l)
c) -r : Riavvio il PC (shutdown –r)
d) -s : Spengo il computer (shutdown –s)
e) -t xx (dove 45 sono i secondi di attesa prima della chiusura di Windows e darete cosi’ il tempo col conteggio alla rovescia alla vittima per dire una preghiera prima della fine). (shutdown –t 45)
f) -f : Chiudo le applicazioni ancora aperte  (shutdown –f)
Semplice vero? Dagli amici mi guardi Iddio.. che a xXxX ci penso io.

I mali del Mondo.

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Avviso ai naviganti – il post e’di 276 righe.
    «L’e’ un brav fieu, ma l’e’ un po ciula!»;
tradotto, dal Milanese al dolce stil nuovo, suona cosi’? E’ un bravo ragazzo, ma un poco sprovveduto.
Questa, l’ultima, diretta all’Adriano, il Celentano, dedito ormai, piu’ che al gorgheggio d’ugola, ai gargarismi del messianesimo, all’annunciazione rivelata, al “In verita’, in verita’ vi dico”.
El “Giuan”, (il Giovanni) e’ parte di quelli della “La banda del buco”;
beninteso, non sto parlando di un gruppo malavitoso, esperto nel carotaggio nei locali blindati delle banche.. sono i “capelli d’argento”, non una tribu’ indiana ma personaggi dal pelo candido, pensionati che ristagnano negli angolini dei piccoli bar, con gli occhialini sulla punta del naso, a leggere il giornale o a commentare del piu’ e del meno.. di come si stava meglio una volta, del rispetto e della religione – che non c’e’ piu’ – e delle stagioni, che non sono piu’ le stesse.
Nonostante quel loro dialogare, spesso concitato, il mettere a dura prova le coronarie, in un sincopato duellare sulla politica o per il calcio, fanno tenerezza per non dire pena.
Cercano lo sguardo, l’aggancio al loro simile, l’approvazione o meno, pur di scacciare la bestia peggiore… la solitudine.
Hanno tanto da dare, tanto da dire magari, il tutto, un poco datato.. un “software” – talvolta anche l’hardware – in cui, l’ultimo aggiornamento risale alle guerre puniche…
        E qui nasce il motto che non si va in pensione perche’ si e’ vecchi, ma si diventa vecchi perche’ si va in pensione.
Io, con loro, sto facendo pratica, nell’attesa che il tempo mi collochi tra quelle fila definitivamente, ad essere “Matusa”, come si diceva ai miei tempi, in onore del Patriarca biblico Matusalemme, l’annunciatore del Signore Iddio, che ebbe abbuono per tirare a campare quasi di un millennio, come cronache mormoravano;
oggi, che sei detto vecchio dopo i trent’anni, sei “rimba”, che sta per rimbambito.(Marimba amato, Marimba ambito).
Cominci a parlare da solo e, se non hai l’apparecchio sull’orecchio, neppure riesci a far credere di farlo perche’ sei al cellulare, con connessione “senza filo”;
senza filo io lo sono, ma spesso perche’ perdo quello del discorso.
Cosa stavo dicendo…i vecchi…il rimba…parlare da soli, ad alta voce, i buchi e i bachi nel cervello…ah, gia’!
– «Che brutt diventa’ vegg….ma l’e’ mei che crepa’ pirlott», sentenzia “el Mariett”, (il Mario)
(traduco..che brutto invecchiare; ma e’ peggio morire pistola).
El “Giuan”(il Giovanni), e gli altri come lui, non sono svaniti perche’, in effetti, stanno parlando con…i fantasmi!
– «Ussignur: anca el Giusepp l’e’ rimbambii, fora de melun!», (anche il Giuseppe e’ rimbambito, uscito di testa), dice el Pierin, (il Pierino).
Nossignore.
Gli anziani sono dei sopravvissuti e, quando tanto carichi di lune, hanno visto quelli meno fortunati di loro passare a migliore vita, cosi’ come quel mondo che li aveva nativizzati e cresciuti.
Con questa dimensione stanno parlando, quando li si sente bofonchiare da soli.. chi sorride, capira’, capitera’ anche a lui di vedere il proprio orizzonte avvicinarsi, mentre dietro.. il vuoto.
Difficilmente “i grigi” riconoscono e si riconoscono oggi, sentendosi – e lo sono – sopportati, a malapena tollerati, fastidiosi, noiosi, esclusi, in una realta’ in cui la saggezza, l’esperienza, frega un cazzo.
– Il futuro e’ nei giovani!;lo e’ sempre stato no?..
Vero, ma…il nonnetto, dove lo metto, in quale cassonetto della raccolta differenziata?
Nel realta’ del palestrato, del mondo virtuale, della scatola vuota ma ben confezionata, degli urlatori, dei tuttologi, di rintronati “tronisti”, scemi ma belli, del “ti spacco la faccia perche’ sono piu’ grosso”, del tanta gente muore, ma basta schiacciare “new game” e ti ritornano in vita, ecco che el Giuan, el Mariett, el Pierin e – prossimamente – el Giusepp, devono rasentare i muri, che altrimenti il mondo che corre gli “rampega”, (gli si arrampica) sulle spalle, per scavalcare.  Dove si va poi…boh! Chi cazzo lo sa..
Tutti corrono, un motivo ci sara’.. e nessuno a fermarsi, per comprendere origine di tanta frenesia, di tante falene che ruotano vorticosamente, incantate, attirate dalla luce entro la fiamma.
E allora, la zavorra, eccola, racchiusa nei recinti delle riserve loro assegnate… il bar, la chiesetta, il circolino della canasta, la villa Tapparelli e i loculi, piu’ che locali, che i vari Comuni assegnano loro, prima di traslocarli in quelli definitivi del Mecca & Chiado’, al campo chiamiamolo santo. Attimo di pausa per pensare…mmm
Allora via, a sparare le ultime cartucce a salve, a parlare tra loro e magari con uno paziente e rassegnato, preso all’amo e non ancora esperto nell’arte dello sgancio, ancora imberbe, ingenuo e implume.
– «L’e’ un brav fieu, ma l’e’ un po ciula!»; (E’ un bravo ragazzo ma pirla)..
Ma cosa ha combinato l’Adriano alias ex molleggiato, per divenire argomento della “banda del buco”? Stavolta l’ha fatta grossa…
– «Come, non lo sai? C’ha scritto al giornale, incazzato come una bestia, perche’ stanno per matare l’ambiente!»
– «Eh?»
– «Ma si.. sporcano, inquinano, vogliono fare le centrali nucleari…sua maesta’, la Terra, dilaniata dalle torture, sulla quale ci si affanna a dare l’ultimo colpo di grazia!»
O minchia… riecco che torna il profeta della penitenziaggine!
– «E’ piu’ facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel regno di Dio!», l’ha ripetuto e ammonisce, l’Adriano. (Si e’ scordato di essere diversamente povero strapagato sia dalla Rai che da Mediaset che dal comune di Verona, che..che..che)..
– «La salvezza del mondo potrebbe venire soltanto da un’intesa mondiale dei ricchi […] ho letta un articolo riguardante la Conferenza sul clima in corso a Copenaghen.. si darebbe ai paesi ricchi, e non all’Onu, il controllo della lotta alle emissioni di gas serra.»

Ahi,ahi, ahi! Che grande cazzata..
– «Sancirebbe ai paesi ricchi il diritto di inquinare il doppio dei paesi in via di sviluppo, a non assumersi la responsabilita’ nella lotta ai cambiamenti climatici […] giustamente i poveri reclamano pari opportunita’ all’inquinamento, e quindi ad arricchirsi, come per quelli!»
E qui parte la filippica, peggio del Giovanni dell’Apocalisse, a portare sfiga e menare gramo, che “Il 2012 sia stato l’anno piu’ caldo della storia per l’Africa e l’Asia […] ondate torride nel Pacifico orientale […] la peggiore siccita’ degli ultimi cinquant’anni.. precipitazioni inferiori alla media anche in India e in Kenya, crisi alimentare., ondate straordinarie di caldo nelle regioni orientali dell’Oceano Pacifico e scompiglio nel clima mondiale”.
Al pari dei Maya, con il loro calendario che si ferma al 2012 e siamo all’arrivo, lo iettatore s’allinea agli astri, nell’infausta somma del coronino del rosario, nello snocciolare le vie dolorose della nuova via Crucis.
A nulla vale parlare di cicli, di glaciazioni seguite a tempi piu’ caldi, se non bollenti, all’attivita’ o meno delle tempeste solari, dei miscugli, delle imprevedibili e incontrollabili miscele e misture delle correnti oceaniche e delle conseguenti temperature, del vulcanismo e di tante altre forze, cui comunque siamo costretti a sottometterci.
Come ogni buon masochista che si rispetti, l’incontro con un sadico come me e’ fonte di piacere;
– «Siamo noi la causa degli sconvolgimenti!», dice presentando le spalle alla frusta.
– «Mica vero.. e’ la natura che c’ha le sue cose, il suo ciclo», rispondo io, negando la nerbata;
e, senza la scudisciata, ognuno gode nel proprio, nell’orgasmo del «Fammi male!», e l’altro nella venuta del «No!»
Giusto in tempo per confermare la regola che vuole uno sia “Grand e ciula”, sprovveduto in scala di grandezza, parte il resto delle “celentaneidi”, a far imbufalire la cricca del Giuan.(Giovanni)
– «Quello che mi allarma tremendamente e’ l’ultimo obiettivo dell’ex governo Berlusconiano.. la costruzione di otto centrali nucleari […] la prima “centrale della morte” potrebbe sorgere nel Veneto, nei pressi di Chioggia dove mia sorella ha appena comperato la casa al mare perche’ e’ un posto dove ancora si respira la natura. Nel Veneto si costruisce l’ordigno mentre le scorie, che sono radioattive, si spediscono al Sud […] essendo il Nord piu’ ricco, gli spetta il privilegio di una morte istantanea, causata appunto dall’esplosione della Centrale […] il povero Sud […] una morte lenta e sofferente come solo il cancro sa dare, e dulcis in fundo pure a Casalcoso vogliono piazzare nove piattaforme petrolifere nel mare nostrum…
Ora, secondo me – sono a dar parer del mio, e non certo a credere di possedere verita’ rivelate, ma vorrei – provo – vedere il bicchiere anche mezzo pieno di grappa rigorosamente alla genziana, nel sorseggiare parte del succo dell’Adriano nazionale, stemperandolo pero’ nella dura ed esigente realta’ d’oggi, che non vive di sola poesia, seppure questa confini la bestia nativa che portiamo in noi, nella rettiliana stratificazione del nostro cervello.
Siamo in un momento della nostra esistenza in cui possiamo solo agire di freno e frizione e acceleratore, ma non invertire la rotta..
miliardi di persone hanno bisogno sempre piu’ di succhiare energia, che e’ quella che serve a mantenere colture intensive, campi e allevamenti in misura soddisfacente da sfamare e soddisfare tante bocche…
Cina e India, che stanno uscendo dall’anticamera di fame e carestie, mai faranno retromarcia…
paesi arretrati economicamente, per superare la soglia della sopravvivenza, troveranno sfogo nel consumo del meno costoso.. il carbone.
La scorciatoia, prima di noi, l’hanno scelta Francia, Svizzera, Germania, Austria e chi piu’ ne ha, ne metta, dove centrali nucleari sono spuntate come funghi, a farci da contorno; forse che la nostra dabbenaggine ed emotiva, piu’ che motivata rinuncia, ha portato qualcuno ad imitarci?
Comperiamo a caro prezzo l’energia senza che la nostra verginita’ abbia convinto alcuno, senza spostare di una spanna il pericolo.. “centrali della morte”, ordigni potenzialmente esplosivi e portatori di cancro ce li portiamo attorcigliati al collo, come una collana, pagando profumatamente questo cappio.
Non ho mai visto Adriano Celentanoide  bello nostro andare in quei paesi, a cercare di far smantellare quegli ordigni, ma sicuramente anche in casa sua si accende la lampadina, illuminata da quegli interruttori esteri.
Tacco e punta… freno e frizione e acceleratore, ma la retromarcia ormai e’ inutilizzabile, come il tornare al carrettino trainato dall’asinello, alla stufa a legna e alla bicicletta.
Come diceva quella pubblicita’.. la potenza e’ nulla, senza il controllo, e certamente dobbiamo trovare modi per mediare, ma non adottando il “solo”, invece del “con”.
Il voler credere che bastino le pale eoliche e i pannelli solari e’ come pensare che i biscotti della Barilla escono veramente dal Mulino Bianco del Banderas e che la Belene sia vergine (del mio).
Non potendo pretendere che i paesi che ne stanno uscendo, tornino a stringere la cinghia, altri sono a dover fare rinunce.
Siamo veramente a volere fare a meno della seconda o terza macchina e o telefonino, viaggi aerei o in nave – cazzo, se inquinano quelli! – per andare a fare la vacanzina da fighettoni a Cuba o a Formentera; a tornare a fare la scampagnata ai pie’ del monte, sui lidi ferraresi, sull’Adda e simili amenita’ magari sul Lago Maggiore o Garda.
O, come dice Don Osvaldo, a rinunciare ai piaceri della carne, quella bisteccona al sangue, la cui filiera ciuccia enormi quantita’ di acqua, energia elettrica, carburante, cereali e granaglie?
Gia’ si fa’ fatica a rinunciare a un ponte, non quello di Messina o del dentista, ma inteso come a far festa, alla sigaretta, al caffe’ o a mettersi a dieta, figurarsi la playstation, l’ultimo televisore al plasma o il lettore MP5 touch screen! Wii Ipod,Ipad etc..
Al vederlo, una ispezione a casa e nelle abitudini del Celentano non fanno presagire comportamenti da asceta…
casomai, di uno stile “armiamoci e partite”.
La mia ricetta per il tutto?
Non ce l’ho, ma posso dirmi d’accordo con quel sergente dei Marines a cui un ambasciatore, indossando il giubbotto antiproiettile, chiese:
– «E se mi sparano alla testa?»
rispose serafico:
– «Si abbassi, signore!»
Sicuro che, a leggermi fin qui non ce l’ha fatta nessuno e, se si’, qui vi perdo, aggiungo in coda un vecchio mio scritto, di anni fa, che intitolai “Il nido del filosofo”, a sottolineare di quanto sia facile parlare di sacrifici e cazzeggi a pancia piena.
Anche io ad essere…un brav fieu, ma un po’ ciula!(bravo ragazzo ma un poco pirla insomma).
Il nido del filosofo. (ovvero la propria dimora)
Finalmente a casa!
Abbandono la valigetta quasi volessi disfarmene e getto distrattamente le chiavi sul tavolo.
–         Controllo il mio pc sempre acceso mentre gli altri quattro televisori stanno in st-by, accendo tutte le luci in quanto ho miriade di led accesi che danno fastidio, dalla lavatrice ipersilenziosa 45 programmi, al videoregistratore, i cordless, le lampade di emergenza sempre in funzione, l’antifurto, il fax e do’ un’occhiata al teleriscaldamento che in pieno inverno spara a 26 gradi costanti giorno e notte, al condizionatore di emergenza, al frigorifero ultima generazione anzi lo apro e una carezzevole frescura m’investe rendendolo piu’ voluttuoso, faccio scorrere a lungo l’acqua della doccia considerato che consumo giornalmente 300 lt di media, sbattendomi le palle del negretto che la va’ a prendere a 10 km da portare in spalla e contemporaneamente accendo il televisore a catturare qualcosa.. musica, informazioni, anche solo un leggero brusio di sottofondo che renda ancora piu’ confortevole il riconoscere la mia “tana”. Il refrigerio dell’acqua, il suo piacevole massaggio mi ritempra. Mi sento piu’ pulito, piu’ presentabile quasi – in quel piccolo momento paradisiaco – piu’ “umano”.
Nello stile “informale” – classica uniforme di pigiama e magliettina – controllo un attimo il mio portatile a dare uno sguardo alle Mail poi, soddisfatto, scorro il giornale a completarne la lettura dopo averne solo spiato titoli e brevi introduzioni durante le pause della giornata non lavorativa.
Pianifico i miei impegni – il magico momento di organizzare una puntata in pizzeria– usando uno dei cinque cellulari che circolano in famiglia. Prendo le chiavi della macchina abbinandone il mazzo al modello ( eh, si: ne abbiamo due ). Ah, gia’.. devo ricordarmi di fare il pieno di benzina, sta’ macchina consuma come una bestia coi suoi 8 kmlitro e fortunatamente la uso poco. Durante il tragitto maledico la mia smemoratezza, battendo nervosamente il palmo della mano sulla fronte.. dovevo mandare  l’avviso per conferma della casa in montagna domani e il portiere aspetta la telefonata per riscaldare l’appartamento altrimenti saremo a solo 21 gradi di temperatura. Prendo nota sul mio ipad. Bella la macchina che incrocio. Dovrei cambiare la mia prima che diventi d’epoca. Ecco, anche oggi mi sono dimenticato di svuotare i sacchetti della differenziata. Casa che sembra diventata un magazzino.. scatolette e cartoni, bottigliette, scarti di frutta e verdura, imballaggi degli ultimi acquisti. Accidenti, quanta roba! Ed e’ passato solo un giorno dall’ultima volta che ho svuotato le pattumiere!
Speriamo che non siano piu’ giornate troppo fredde e all’avvio dei climatizzatori aggiuntivi non si finisca come l’altra volta con tutte quelle interruzioni di corrente. Senza la calcolatrice,  non ricordavo piu’ neppure come facevo prima le divisioni ed ho dovuto aspettare il ripristino della rete elettrica prima di terminare di compilare l’effe ventiquattro per l’IMU (rtacci loro). Dopo, il rassicurante ronzio di tutto cio’ che sembrava morto, il riaccendersi di televisione e l’illuminarsi dei locali, l’avvio della lavatrice e il borbottio della calcolatrice. Eureka! Sembrava quasi che anche io mi fossi spento con loro!
Il breve attimo di smarrimento – il protrarsi l’avrei chiamato panico – e’ passato. L’energia di nuovo scorre.
Cosi’ “naturale”, cosi’ rassicurante.. come la paglia nel nido. Mi addormento cullato in quel benessere. Cosa farei senza tutto questo?! E’ duro pensare che tutto cio’ potrebbe finire.
Abbioccato sulla poltroncina ripensavo ai bei tempi delle manifestazioni contro la guerra in Vietnam, alle proteste contro l’inquinamento, la difesa delle foreste pluviali e la contestazione per la difesa delle minoranze. Senti me ne sbatto le palle e mi godo quello che ho oggi e al domani che cazzo me ne frega.. chi vivra’ vedra’..dai Adriano continua con la lotta ma non rompermi i coglioni.
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