Occorre risparmiare energia…

 

 

 

 

 

 

Ma dimmi te, siam tornati dal mare pronti a prenderci le mazzate nebbiose e l’acqua ed invece siamo qui a magonare per quelli che son rimasti li sulla spiaggia da soli a prendersi il sole accompagnati solo dai cinghiali incuriositi dalla presenza di umani.

Qui non si capisce piu’ ‘na mazza.

Neanche sulla temperatura della Terra riescono a mettersi d’accordo.

Pero’ continuano a romperci gli sferisteri con ‘sta storia del risparmio dell’energia.

Sto Putin ci sta rompendo davvero il marronisterio con il mancato approvvigionamento gasatorio.

Noi su consiglio dei saponi exgoverno abbiamo fatto e facciamo di tutto.

Chiudiamo i rubinetti quando ci laviamo i denti e ci facciamo venire la schiuma alla bocca come i dobermann, le lavatrici le facciamo girare di notte come i carbonari, per la gioia del vicino.


Mettiamo le lampadine a bassissimo consumo che quando le accendi per un quarto d’ora ti sembra di stare in una stalla e chiudiamo il frigo quando ancora abbiamo mezza mano dentro a costo di tranciarcela via, per non lasciare il frigo aperto.

 

 

abbiamo tolto i copritermi per poter mettere le valvole termostatiche, abbiamo tolto le tende cucite a mano da ricamatrici a cui sono state mozzate le dita per non farne fare altre uguali, riducendo la casa come ricovero bestiame. Dopo tutti i sacrifici fatti sentiamo dire che l’unione europea ci ha castigati perche’ consumiamo molto e inquiniamo di brutto, nonostante la nostra buona volonta’ al risparmio energetico.

Ma vettela a pie’ n’tal biip.

Bah.. Forse quelli della Disunione Europeista non hanno tutti i torti, qualcuno mi deve spiegare e mi deve motivare il perche’ nelle citta’ si lasciano interi grattacieli di uffici accesi per tutta la notte, scuole ed ospedali con temperature da far arrossire queenslandiani e nessuno dice un belino di niente. Non c’e’ uno che fa una piega.

Torrioni accesi a giorno, luminarie da casino’ di Las Vagasse con un computer ad ogni scrivania acceso pure quello.

Ma ci vuol tanto ad obbligare gli uffici a spegnere le luci?

Solo il comune Porcarese ha dimostrato buona volontà spegnendo mezza fila di lampioni stradali di Via Italia e porcamaiala solo quelli di destra cosi’ a sinistra puoi calpestare le deiezioni canine per poi pulirle nel tappeto Nain dell’ingresso.

E per mettere il carico da undici a noi privati limitano i KW a disposizione casalinga per far dispetto ai pirla che hanno scucito grana per le pompe di calore e che stanno ancora aspettando il contributo governativo da smaltire nel decennio.

Ci avete fatto venire due lampadari di Murano cosi’, con le «basso consumo leddifere » e poi?

No, perche’ io posso anche leggere a letto solo alla luce del lampione di destra che e’ rimasto acceso, ma se poi vedo completamente acceso il grattacielo di 167,25 metri del Sanpaolo mi sento lievemente preso per il culo e ci aggiungo anche la luce della mole verniciato di blu per far vedere da che parte stiamo nel conflitto. Pura ipocrisia.

E i frigoriferi dei supermercati? Ne vogliamo parlare? Che fa un freddo che neanche in Alaska lo vedranno mai? Che se tu passi per il corridoio degli yogurt ti devi mettere il passamontagna e le monbutte e arrivi alla cassa automatica coi baffi pieni di brina?

Non e’ spreco di energia anche quello? E’ il caso di tenere le mozzarelle alla temperatura degli igloo? Mi chiedo che se compri un etto di burro poi per cucinare devi stirarlo altrimenti ti tocca tagliarlo con la motosega di gnegne?

Ci sono frigoriferi a banco lunghi sessanta metri, all’altezza dei salami ti comincia a colare il naso, ai latticini hai la punta delle dita blu, davanti alla pasta per le pizze cominci ad avere la broncopleurite, quando arrivi al latte fresco e yogurt hai tutti i sintomi del congelamento e mentre il pisello sbatacchia sui lampioni al suon di bianco natale, sei obbligato a rifocillarti buttandoti sul girarrosto coi polli che sfrigolano e ti sembra di entrare in una baita al caldo.

Ma regolateli ‘sti ca..voli di frigo. Che consumano un lago artificiale di corrente al giorno.

E i led luminosi della tivu che noi dobbiamo spegnere pena la distruzione del pianeta?

Quegli occhietti rossi che ci guardano dalla sala? Noi li spegniamo, si’ si’ poi andiamo al Bennet e ci sono 42 televisioni accese che trasmettono tutte lo stesso programma.

Questi non sono sprechi di energia, cari politici europeisti delle palle? I ca..voli sono due, o cercate di risolvere in qualche modo la questione o se no dite.. il risparmio energetico era una delle solite nostre ca..volate, fate pure i belini che volete, usate il laser per tagliare il salmone e lavatevi i denti nella vasca da bagno che tanto a noi proprio non ci frega una mazza di niente e adesso che siamo quasi a Novembre e comincio ad avere problemi con l’umidità serale e il teleriscaldamento spento per risparmiare energia, sapete che faccio? Attacco la pompa di calore e la sbatto sul 26°.

Se volete fare altrettanto e siete abituati a viaggiare a furto di calore ma volete risparmiare castigando, non do’ un consiglio ma posto un suggerimento fotogeipigigrafico.. soprattutto se si è in presenza di un vicino di contatore poco tecnologico che vi sta sulle palle… spostate i fili dal vostro indicato in blu e passateli sul rosso del vicino…

tre pateravegloria e via.


Giorgina..cerca di contenerti e sei partita col piede sbagliato stamattina quando hai salutato la truppa alzando due volte il braccio sinistro..cerca di tenerlo fermo come hai consigliato all’Ignazio…

 

 

 

 

 

 

Riflessioni Ristoratorie.

Non me ne voglia Palucci (il mio ristoratore preferito) ma oggi rispiego il perchè non mi va di vedere l’astice o l’aragosta nel menu’.

La domanda che mi pongo è questa:

L’aragosta o l’astice soffrono quando vengono messe in pentola oppure il loro limitato cervello non permette di percepire sto dolore?

Ed ecco il responso:

L’aragosta (o l’astice) non è che si limita semplicemente a soffrire: l’aragosta implode letteralmente su sé stessa.

Una volta immersa nell’acqua bollente, infatti, i suoi organi vengono completamente disintegrati dal calore dell’acqua incandescente, ma il loro esoscheletro non cede, continua a reggere per la sua solidità e ciò non fa altro che prolungare l’abnorme sofferenza della povera creatura.

Il loro cervello è tanto cosciente da consentire loro di soffrire ma, non essendo dotate di corde vocali, non emettono alcun tipo di lamento.

Il suono sordo (somigliante ad un grido) che si sente al momento della cottura è semplicemente un soffio emesso dai pori dell’esoscheletro al momento dell’ebollizione degli organi.

Una delle morti più allucinanti a cui un essere vivente può andare incontro su questo pianeta.
Atroce.

E per la serie colloqui impossibili riposto un discorso che l’astice mi fece a suo tempo..

Ehi frequentatore del Palucci.. sono l’astice,

puoi vedermi in quella vasca davanti ai tuoi occhi al supermercato, o qui al ristorante del giovedi’..

sono stanco, sono depresso

non ho voglia di vivere

passo la mia giornata immobile

le mie chele sono legate

il mio cuore e’ infranto

vorrei piangere ma le mie lacrime non si noterebbero, l’acqua le fa sparire,

vorrei gridare, ma l’acqua non farebbe apprezzare il mio dolore..

vorrei morire ora, ma Dio non permette che io lo faccia..

vorrei chiedere a Dio perche’ io debba stare qui, ma potrebbe non rispondere..

Soffro, soffro tantissimo…

perche’ il grave destino mi ha portato qui?

Ogni giorno fermo nella mia posizione mi sveglio.. ho passato una notte a sognare di cambiare acqua..

quell’acqua che bollendo mi portera’ alla morte.

il dolore sara’ tanto ma mai paragonabile a quello che soffro ora…

spero avvenga presto.

Non ce la faccio piu’ vorrei uccidermi, ma non posso, ti prego comprami e fammi finire questo dolore, fai che la mia anima sia di nuovo mia e non di questa vasca in bella mostra al Conad di Casalcoso o qui al Palucci del Torino di Sangria.

 

Ma vai a ….

 

Sto tempo schifa mi mette dell’umore giusto e quindi elocubro i miei pensieri da bicchiere diversamente mezzo pieno..

Ogni giorno ogni cazzo di rottura di balle, in parte dovuto ai 6 mm di ossalato di calcio, struvite e cistina di quel cazzo di calcolo che le ostriche hanno contribuito a formare in quel uretristerio che grazie al nome intristisce il minzionamento .

A parte sti problemi da quattroventenne resta un richiamo alle armi, tutta la vita, tutti i discorsi di cui poi perdo il filo.
Ma quale filo? Smettila di leggere e so di perdere gli sponsor come al grande fratello pseudovip.. non continuare la lettura.. esci dalla tua paratassi che ti si vede la protesi ingiallita dalla curcuma e dalle nazionali esportazioni.
Ma quale paratassi, ma quale ipotassi, ma quali schemi.

Non esiste la vita, figurarsi l’evasione da essa, non esiste una cazzo di verita’, figurarsi le risposte alle domande.

Non ho capito se sono io che non ci arrivo o se sono altri che pongono domande senza risposta.

Merd..
E davvero ancora stanno cercando un modo di essere lineari quei pirla che vogliono essere rivotati a settembre nonostante siano gia positivi al vitalizio?

Ma non ti rendi conto che basta un bicchiere di vinaccio (il tuo) per perdere la linea retta del cammino?

Basta aver il coraggio di spostarsi trenta centimetri piu’ in la’ e il mondo diventa un cazzo in 2d distorto e mostruoso che ti appare alieno.

Vaffanculo!
Quale regola? Quale famiglia? Quali parenti serpenti?

Quale trascendenza se nemmeno ho capito come si mettono i piedi in fila?

E’ come chiedere ad un bambino di tre mesi cieco di descriverti l’uso del colore piatto in Basquiat writeroso sul muro dei box di via Francia in quel di Porcaro City..

E sti scopatori che anziche’ andare di ramazza scaricano i bidoncini del vetro svegliandomi nel cuore della notte, facendomi pensare di essere sotto le cascate del niagara vetroso.. e pensare che gli stessi scopatori quando scaricano bidoni di carta lo fanno alle 10 del mattino.. brutti figli di vulvivendole Casalcosose.
Grazie a Dio il tempo passa dritto ed inesorabile e rende limitato il momento in cui l’universo ti crolla addosso e allora tu, come facevi quando qualche decennio in meno, ti metti a battere su una tastiera di plastica con le lettere che scompaiono tipo A I L O, cercando qualcuno a cui far leggere i tuoi post da pirla (ingressi mensili 102.786).

Con tutto il rispetto per i pirla, almeno loro sono pirla e non se ne rendono conto considerato che continuano a leggere questo sproloquio blasfemo tipo BenignANO.
Cosa mi manca? Cosa cazzo Ti manca???
Voglio poter guardar tutti negli occhi, non ci riesco a sentirmi un gradino piu’ in basso.

Non ce la faccio ad esser indietro.

Me ne fotto dei miei sedici lustri, se ho visto piu’ cose, se ho avuto la possibilita’ di avere piu’ esperienze’.

Sono il classico pilota che in autostrada vuole superare tutte le macchine e faccio perdere tre anni di vita alla Lella ogni volta che vengo a Casalcoso.

Continuero’ a correre fino a quando un guardrail non si allunghera’ e mi ghermira’.

E allora ciao.
E non ridere coglione e ti ho detto di smettere la lettura o finirai nel canto quattordicesino, terzo girone settimo cerchio.

C’e’ un guardrail per ognuno di noi.

Ognuno, nessuno scampa.

Vale anche per te testadivitello che vedi il bicchiere meta’ vuoto (perche’ te lo sei cannato alla festa delle rotlle Scernese), forse per dimenticare il pirla che sei.
Cerco un modo diverso di dire le cose ne tu non le potrai mai capire perche’ sei un coglione.

Alla fine ritorno sempre su questa cazzo di tastiera con questi quattro tasti consumati dalle lettere quasi invisibili.
Colleziono complimenti e anche tanti, pero’ non colleziono soddisfazioni che durino piu’ di due sillabe (o cinque se c’e’ anche la lode).
Sembra fatto apposta, non vai ne’ avanti ne’ indietro.

Sono sempre qui.

Sono sempre nello stesso cazzo di punto.
Un infecondo gusto del lamento, fine a se stesso, non creativo, non propositivo.

Indietro di un milione di anni almeno.
Invidioso di tutto, pure della Divina Blasfema Commedia del nasone, anche se poi magari io ho di piu’, non importa.
La punteggiatura, la grammatica, l’insieme delle regole che mi dovrebbero condurre ad un nuovo alito. Invece no.
Cosa devo fare? Cosa devo fare? Cosa cazzo devo fare? Cosa cosa cosa cosa cosa cosa cosa cosa cosa cosa cosa? Cosa cosa cosa? Cosa?
Cosa?
Voglio arrivare, e una volta arrivato voglio ripartire e riarrivare.

Non mi basta mai nulla (quindi non arrivero’ mai da nessuna parte). Chissa’, magari anche Kieslowski o Kubrick poi non erano tanto soddisfatti quando riguardavano i loro film. film? devo fare un film? devo fare?

Io voglio esplodere.

Esser ricordato come il momento di censura.

Tra il prima e il dopo lasciando perdere il presente..
Voglio essere la linea di demarcazione tra cio’ che veniva prima di me e cio’ che e’ venuto dopo.

E non mi basta esser tra i migliori blogger (modestia molto a parte). Devo esser in cima.

Devo arrivarci, eppoi salire, eppoi sbriciolare la montagna.

Voglio esser un cannibale… la gente, se vuole, puo’ accodarsi.

Io voglio arrivare in cima ad un cima che non esiste.

Perche’ so, lo so! che non nessun punto sarai mai un punto di arrivo.
Quindi qual e’ la soluzione a questa giostra? Devo passare tutta la vita a correre un maratona su un tapis-roulant?
E lascio un ellisse.
Dov’e’ il punto di fuga? Nella morte? Nella morte. Nella morte!?

Non lo so, perche’ e’ incapibile.

Devo fare la cosa piu’ bella, devo fare qualcosa che incarni questa mia tensione verso il nulla?
Ma come si fa? Come come come come? Come?
Di sicuro non attraverso questi tasti di plastica, di sicuro non attraverso ai tuoi limitati occhi di pirla che sta ancora leggendo questo sfogo agostiniano.

Di sicuro non attraverso un vocabolario. Devo poter prendere l’universo e modellarlo all’infinito, in un insoddisfatto tentativo di dargli una forma piu’ perfetta di una sfera.

Piu’ sferica di una sfera.
Piu’ rotondo.
Piu’ tutto del tutto.
E’ una corsa verso l’annientamento.

E adesso ingurgito questo intruglio pillolesco che la sbarbata mi disse di prendere per la fuoriuscita dell’ossalato di calcio di cui sopra e tu vai vaff,,,.

Cavalbordino.

 

 

 

Non è un errore di battitura e nemmeno un cavallo con piccolo bordo, è il nome che Casalbordino Lido si merita con la sua spiaggia libera arata da chi solitamente lavora in cava o ara i campi (vedasi nelle foto) e per completare l’opera, considerato che il mare pulito contrastava con la spiaggia, l’operatore ha pensato bene di scaricare quanto rastrellato in mare sul bagnasciuga dimodochè il fondale che una volta era un vanto si è trasformato in sabbie mobili coperte da pietre e considerato che l’acqua marina è circoscritta da scogli antierosione la visibilità del fondo a 60 cm è pura utopia. Nelle settimane scorse i bagnanti si sono messi d’impegno raccogliendo i sassi e per un paio di giorni la spiaggia è stata presentabile sintantochè è stato piazzato un palco per imitare il JovaBeachParty e quindi una volta tolto la struttura è rimasto il campo pietroso rigorosamente delimitato con cavalletti protettivi per chi avesse avuto la cattiva idea di piantare un ombrellone ma alla fine dopo varie proteste, hanno pensato bene di sistemare la zona con l’aratura e relativo inquinamento marino.

Povero Cavalbordino e soprattutto poveri turisti che stanno assistendo al degrado della zona.

 

Inviato PEC a

Dipartimento Regione Abruzzo Ambiente Daniele D’Amario

[email protected]

Casalbordino Comune

[email protected]

Il Centro

[email protected]

Servirà a poco ma ci proviamo e soprattutto per evitare che facciano questi lavori da pellegrini in quanto il mare qui se lo si lascia stare è davvero magnifico

 

 

Che godimento il NO.

 

 

 

Ho una predisposizione genetica all’avverbio negativo NO e ci sta’ pure una canzone di Shakira…
No se puede vivir con tanto veneno,
La esperanza che me dio tu amor
No me la dio mas nadie,
Te lo juro, no miento,
No se puede dedicar el alma
a acumular intentos
pesa mas la rabia que el cemento.
Io sono nato cosi’ con questa predisposizione al NO.
Non so’ perche’ ma al consenso preferisco il dissenso.
Il NO mi piace. anche il gesto che lo accompagna.
Scuotere la testa di qua e di la’, soprattutto quando uscivo dall’acqua di Casalcoso col polipo attaccato al braccio e le persone mi chiedevano se potevo darlo a loro e la mia risposta era NO… sto noismo mi da’ tanta soddisfazione e mi fa’ godere australmente come un selvaggio.
E poi mi piace pronunciarlo, il NO. Perche’ li’ in mezzo, tra le pieghe di quella sillaba nasale, ci sta’ dentro un sacco di roba e ti riempie la bocca.
Il rifiuto per esempio. Il nossignore. Il levatelo dalla testa. Che non e’ mica roba da buttare via. Perche’ il rifiuto e’ sempre differenziato.
C’e’ NO e NO, insomma. E la maggior parte del NO e’ riciclabile. Da una raccolta paziente di rifiuti possono nascere nuove cose. Insoliti modi di pensare, per esempio. Strade diverse da percorrere. Persone nuove da conoscere, capire, amare.
Il NO e’ anche dissenso. Pensiero difforme. Che spesso si fa’ conflitto. Ma anche dibattito costruttivo, almeno cosi’ la penso io e mi basta poi voi pensatela come volete.. chissenefutte, non mi scalfirete piu’ di tanto.
Mi fanno paura le coppie che non litigano mai. Bisticciare, credetemi, e’ sano senza venire alle mani naturalmente, usando forse il coltello, ma no.. Sono convinto che alzando la voce e caricando i toni si crei dell’energia propulsiva che fa’ andare avanti la coppia. e poi vuoi mettere il piacere di fare la pace? Chi non litiga non sa’ cosa si perde. C’e’ anche il NO purissimo della disobbedienza. Quello bello dei bambini. Che dicono no per puro spirito di contraddizione. E magari ci aggiungono pure un ..merda.. proprio quando i genitori vogliono far bella figura con gli amici.
Poi ci sono i NO che ti vengono fuori perche’ sei incazzato…Guarda, oggi ti dico di no perche’ c’e’ vento e sono con le palle in giostra. Ma se me lo chiedi domani puo’ essere che ti dica di si’. Soprattutto se c’e’ il sole e le palle saranno sgiostrate..
E anche i NO della sincerita’. Quelli che si usano per dire le cose come stanno…Vengo anch’io?… NO tu NO. ..Vengo anch’io?.. NO tu NO… E perche’?.. Perche’ NO. Perche’ mi stai sul culo, guarda. Non ti reggo. Preferisco dirti le cose come stanno invece di fingere benevolenza. Vacci con chi cazzo vuoi a vedere le bestie feroci. Non con me, io mi basto.
E’ che il NO da’ liberta’. Non si puo’ morire dentro, aspettare di diventare tutti verdi come Hulk fino a farsi scoppiare i bottoni della camicia.
Con il NO, poi, iniziano tante parole importanti. Il NOnostante, per esempio. Che ti fa tirare avanti e chiudere un occhio. Il NOumeno, che e’ l’essenza delle cose. Il NOcciolato che leva le malinconie e fa crescere i brufoli e la pancia, la NOvita’ che da’ gusto alla vita, il NO profit che da’ senza pretendere, il NOn ti scordar di me della nostalgia e il NOn essere dell’essere.

Finita cosi’ con un bel NO. Punto. Stop.
Anzi sapete che faccio? Do’ retta alla stirpe del mio cognome e mi autocombustioNO.

 

Cercaci sviluppatori.

La Google per cercare falle nella sicurezza e bug inattesi, sta pagando milioni di dollari agli sviluppatori addestrati con “Google Bug Hunters” un portale di ricerca pubblico dedicato a mantenere i prodotti Google e Internet sicuri e protetti.

Il nuovo portale mette a disposizione tutti i VRP (Google, Android, Abuse, Chrome, e Google Play) in un unico posto e fornisce un solo modulo di contatto, questo rende facilitato l’invio di informazioni che riguardano bug che possono compromettere la sicurezza.

Detto portale offre opportunita’ di competizione attraverso la ludicizzazione, classifica per paese, premi/badge per determinati bug e altri bonus relativi alle gare.

La Google ha pagato 8,7 milioni di dollari, di cui 300.000 in beneficenza per aver perso contro centinaia di sviluppatori che tramite i Vulnerability Reward Programs del 2021 hanno trovato migliaia di falle nella sicurezza.

La Google ha una forza di 696 ricercatori di sicurezza provenienti da 62 paesi nell’ambito di questi programmi.

Cio’ si riduce a 119 contributori al programma Android, 115 contributori al programma Chrome e molti altri sviluppatori che hanno lavorato a progetti che coinvolgono Google Cloud (sta tirando le cuoia), Google Play e altre tecnologie.

La piattaforma Google Bug Hunters aiuta i ricercatori ad affinare le loro skills e pubblica i report sulle vulnerabilita’ che scoprono tramite un blog adatto allo scopo.

A differenza di quando indicato, molti di Voi (tra cui il sottoscritto),

stanno aderendo anche al Windows Insider il programma pubblico di collaudo software sviluppato dalla Microsoft come sviluppatori, tester aziendali “tecnicamente abili” allo scopo di testare nuove funzionalita’, software e build pre-release a titolo gratuito e altruistico e sono piu’ le grane della grana.

Ps.. avete tolto il watermark che compare in basso a destra? No? Provate qui

File che non si aprono?

 

 

 

Avete un file che non riuscite aprire, o semplicemente avete
bisogno di più informazioni rispetto a quelle che Windows
vi dà?
 Crafty File Viewer può vedere in anteprima qualsiasi file,
da molti tipi di video, alle foto, documenti di testo,
documenti Internet, archivi compressi come ZIP, RAR e 7Z,
file di configurazione e anche vari script e frammenti di
codice.
I file binari non sono un problema per la Crafty File Viewer
Immediatamente potrete vedere cosa c'è dentro
un file binario.
Se il file che si desidera è all'interno di un archivio
che non  riconosce (come 7Z o RAR), Crafty File
Viewer decomprimera' quegli archivi e consentira'
di accedere direttamente.
 
Non importa quale sia il file di visualizzare, vedrete
importanti proprietà del file normalmente non
mostrati: date creati e modificati, dimensione
esatta in MB, KB e byte e valori hash del file.

La mate non è un pignone.

 

 

Ecco come giocare coi Numeri e non dite che la Matematica e’ noiosa.

 

Prendiamo in esame i numeri da 1 a 9

 

123456789 x 9 = 111 .111. 111

123456789 x 18 = 222.222.222

123456789 x 27 = 333.333.333

123456789 x 36 = 444.444.444

123456789 x 45 = 555.555.555

123456789 x 54 = 666.666.666

123456789 x 63 = 777.777.777

123456789 x 72 = 888.888 888

123456789 x 81 = 999.999.999

non e’ finita ora moltiplico l’inizio e la fine

123456789 x 999.999.999

il risultato e’

12345678987654321

Vini del cazzo.

 

 

Oh bella!, prendo spunto da un commento su FB che dice “Rocco Siffredi trattato come una star, intervistato alla radio fa pubblicità al suo vino e ai vari locali che aprirà in Est Europa…ma mi faccia il piacere!”.

La notizia è nota, leggo sul blog “DiVini” de “Il Corriere della Sera”

Rocco Siffredi, il pornodivo, lancia un Montepulciano che si chiamerà, ripetendo il gioco allusivo di un suo spot per una marca di patatine, Rocco non solo magnum”.

La notizia fa scalpore solo perché si tratta di un divo hard, infatti “sono molte le star che diventano produttori di vino o che prestano la loro immagine per pubblicizzare un’azienda vinicola.

Da Sting con Il Palagio (in Toscana) al neo sommelier Brad Pitt che con Angelina Jolie firmava il rosato Miravall”.

Fra i più recenti vip a cimentarsi con il vino, anche “Morgan che è stato coinvolto dalla sorella Roberta Castoldi “ricercatrice di human and computer interaction, ma anche violoncellista e appassionata sommelier”.

La cantina (ottocentesca) è quella fratelli Giorgi, nell’Oltrepò Pavese.

Il Morgato, dall’unione del nome di Morgan con il Moscato. verrà prodotto anche nelle versioni rosato (con l’aggiunta di Malvasia) e rosso, (con Sangue di Giuda).

La linea di vini è stata presentata al Vinitaly.

Sempre al Vinitaly di Verona ha debuttato il vino che ha per protagonista Siffredi (padiglione Abruzzo).

Si tratta di un Colline pescaresi Igt a base di uve Montepulciano. La particolarità è che il progetto imprenditoriale viene condotto assieme al pilota ex Formula 1 Jarno Trulli, produttore di vini nell’abruzzese Castorani”.

Ma sì, ho proprio idea che si tratti di una trovata pubblicitaria, anche un po’ in là rispetto al mercato.

Almeno quello che conosco io (Italia del Nord, bar e ristoranti).

Chi ha mai bevuto i vini dei vip? Escluso Al Bano che i vini li fa da anni e li vende. Ma gli altri? Forse hanno i loro canali, forse all’estero, amici, supporter, fan…

Io non ho mai trovato, per esempio, lo Stronzetto dell’Etna che faceva Dalla.

Un po’ anche perché (non so, sarò banale e privo di ironia) mettermi in bocca suddetto vino non mi convince.

Così come non mi metterei in bocca il “non solo magnum”.

Sarò solo rappresentativo di un pezzo del mercato, ma non mi aspetto neppure di trovare in commercio il vino di Siffredi che rimarrà certo ancora a lungo noto per le sue dimensioni intime, più che per il vino.

Poi dulcis in fundo, alla Fiera di San Giorgio a Casale Monferrato, eccoti una bottiglia di “Vino del Cazzo” firmato Sergio Coppo

 


Una trovata commerciale che fa il paio con analoghi “vini del…” che sono prodotti un po’ ovunque in Italia e venduti soprattutto nelle località turistiche. 

 

Così, fra bottiglie di “duce”, “stalin”, “bernarda”, “cheguevara”… ora anche il vino di Siffredi che metaforizza una collaudata pratica commerciale: si vende l’etichetta e non il vino… anche perché nello slang italiano la specifica “del cazzo” sta ad indicare un “vino di pessima qualità”.

Ne ho una cassetta in cantina, lo lascio invecchiare e poi vi dico e nel frattempo chiedo in Abruzzo al mio amico Gino e anche alla Cantina di Villalfonsina se hanno altri vini del genere..